Sorelle, l’adattamento di Soeurs in scena al Sannazaro!

Sorelle copertina eroica fenice

“Sorelle” è il primo adattamento italiano di “Souers”, testo scritto dal drammaturgo francese Pascal Rambert, che ne ha curato la regia con Sara Bertelà (Molière/Il Misantropo) e Anna Della Rosa (Accabadora), co-protagoniste della rappresentazione teatrale andata in scena al Teatro Sannazaro dal 25 al 27 febbraio scorso. Il racconto intorno al quale ruota lo spettacolo è la resa dei conti fra due sorelle, che lo stesso regista descrive come: «uno smisurato conflitto tra due donne che tutto separa e tutto riunisce. Una lotta all’ultimo sangue. Parola contro parola. Corpo contro corpo. Per dirsi, attraverso tutta questa violenza, solamente una cosa: l’amore che provano l’una per l’altra». Si parte, dunque, da un conflitto familiare e intimo per arrivare poi a qualcosa di più ampio, che coinvolge lo spettatore e tutto il mondo occidentale

Le corde che Sorelle fa vibrare sono tante: dal dolore alla rabbia, passando per la nostalgia e la sofferenza. Si tratta di un’ora e mezzo di veleno, veleno, veleno. Tossine sputate dall’una e dall’altra, culmine di incomprensioni maturate nel tempo che fanno sì che due sorelle diventino nemiche e, forse, ritornino nuovamente sorelle. Potrebbe trattarsi quindi di un discorso dialettico, dove dal bene (essere sorelle, unite) si passa al male (nemiche). Ma questo male è rafforzativo, è necessario affinché il bene si fortifichi e dunque il legame di due sorelle diventi più intenso. Prima di arrivare a quest’ultimo stadio, però, c’è tutto un percorso di liberazione. Prendendo in prestito le parole di Jep Gambardella ne “La Grande Bellezza” potremmo dire che prima “c’è stata la vita”. 

Sorelle

Si tratta di una bomba a orologeria che promette l’esplosione da un momento all’altro, senza però arrivarci mai. Le scintille non scatenano un fuoco indomabile, i coltelli non affondano negli organi vitali, i combattimenti non diventano guerra. La tensione dunque è continua e dalle montagne russe dell’emozione si scende soltanto quando lo spettacolo si conclude con un prolungato applauso da parte del pubblico. Questo perché Sorelle mette a nudo, costringendo lo spettatore a viaggiare nel proprio io, nel proprio passato. Si rimette così in discussione la propria presenza di fratello, sorella o figlio all’interno di un contesto più ampio, quello familiare, che da un odi può trasformarsi in amo da un momento all’altro e viceversa. Il “ti detesto ma ti voglio bene” pronunciato durante lo spettacolo sintetizza molto bene questa circostanza.  

Sarà Bertelà e Anna Della Rosa superano con ottimi voti la prova del palcoscenico, tenendo la scena per 90 minuti senza alcuna sbavatura. Non era semplice parlare di due sorelle e arrivare alla guerra, migrazioni, povertà, malessere e solitudine, eppure le due attrici ce l’hanno fatta. Il pubblico l’ha capito e l’applauso finale è sembrato un abbraccio fra amici di vecchia data che, ritrovandosi, si fanno compagnia in un mondo sempre più illogico. 

“Avete visto cosa c’è fuori? 
Alzatevi! 

L’hanno vissuto i vostri genitori, 
e i genitori dei vostri genitori, 
e voi ve ne siete dimenticati. 

È il vostro mondo a essere malato. 
Voi siete malati”. 

 

Crediti immagini: comunicato stampa Teatro Sannazaro

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A proposito di Salvatore Toscano

Salvatore Toscano nasce ad Aversa nel 2001. Diplomatosi al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “S. Cantone” intraprende gli studi presso la facoltà di scienze politiche, coltivando sempre la sua passione per la scrittura. All’amore per quest’ultima affianca quello per l’arte e la storia.

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