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Eroica Fenice

Stand Up Comedy: intervista a Sofia Gottardi

Stand Up Comedy: intervista a Sofia Gottardi

In vista della serata del 5 maggio che la vedrà protagonista sul palco del Kestè, abbiamo avuto l’occasione di chiacchierare con Sofia Gottardi, giovane e divertente comedian. Classe ’96, Sofia Gottardi fa dei suoi difetti materiale per la sua comicità, realizzando in questo modo un contatto con l’altro.

Sofia Gottardi, l’intervista

Cominciamo con la domanda più banale di tutte: come ha iniziato Sofia Gottardi a fare stand up comedy?

 

Semplicemente a me è sempre piaciuto scrivere e stare sul palco, soprattutto fare la cretina è qualcosa che mi si addice. Nel 2014 ho fatto vedere un monologo al mio professore di improvvisazione, che ho scritto quando avevo 15, e lui mi ha consigliato di fare un laboratorio comico a Vicenza, e lì una mia amica mi ha fatto un video che ha fatto il giro di varie persone che facevano stand up comedy, ovvero poche. Ho fatto fatica a portare determinate tematiche in quanto nel 2014 eravamo ancora in pochi. Quando poi la stand up comedy ha iniziato a prendere piede ho avuto meno freni. Nel 2016 ho fatto il mio primo spettacolo di un’ora e in seguito ho partecipato ai programmi televisivi di Natural Born Comedians e Comedy Central News su Comedy Central. In questi giorni ho registrato un monologo per Audible e….ho paura di non aver imboccato la domanda (ride)

Ti prendi in giro molto spesso, perché questa autoironia?

 

Ognuno ha il suo stile, tuttavia ritengo ci voglia più coraggio a prendere in giro sé stessi che gli altri, perché per farlo devi capirti al meglio, e ti assicuro che con tutta la propria volontà è molto difficile. Spesso abbiamo bisogno degli altri per farlo, è difficile essere consapevoli dei propri difetti.

Quindi la tua comicità è anche un modo per cercare il contatto con l’altro?

 

Esattamente. Io personalmente ho sempre desiderato il contatto con gli altri, sono sempre stata una ragazza un po’ strana, un po’ bizzarra…e lo sono tutt’ora, solo che prima non avevo la stand up comedy con cui sfogare e quindi avevo qualche difficoltà nell’interagire con gli altri. Fare comicità è anche un modo per dire “io sono così, cercate di capirmi, se c’è qualcuno che è come me sappi che non sei solo ” o magari c’è qualcuno che è anche peggio.

Un altro elemento ricorrente nelle tue battute è la condizione della donna.

 

Certo. Io penso innanzitutto che non deve esserci questa separazione della comicità per uomini e per donne. Io spesso tratto temi che riguardano la donna, ma non lo faccio perché prediligo un pubblico femminile. Semplicemente faccio comicità su cose che conosco, e spero che al pubblico interessi. Se un uomo parla di sesso le donne sono sempre state curiose di sentire cosa ha da dire. Solo che c’è bisogno di una certe elasticità per l’uomo che ascolta la donna perché io da uomo sarei spaventato da una persona che sanguina e non muore, oppure sarei curiosa.

Com’è essere una donna nel mondo dello stand up comedy?

 

Essere una donna nel mondo della stand up comedy è un’arma a doppio taglio. Sotto un certo punto di vista è un po’ come essere un cane che gioca a bocce. Inteso che se uno mette un video su Youtube di un cane che gioca a bocce subito tutti a dire “è fighissimo, non dovrebbe giocare a bocce ma sa farlo” e ti stupisce perché non ti aspetti possa farlo. Quindi spesso quando si vede la donna sul palco si pensa o che faccia cagare a prescindere perché donna o che è bravissima qualsiasi cosa faccia. Questo però ha che fare con la reazione del pubblico più sui social che sul palco. Dal vivo è difficile che accada mentre su Youtube i commenti più cattivi sono sempre indirizzate alle donne.  Mentre con i miei colleghi non mi sono mai sentita messa da parte, avendo cominciato a 17 anni ho avuto l’occasione di incontrare i colleghi del gruppo che all’epoca si chiamava Comicus Verona come Alberto Grezzani e Andrea Saleri (con cui condividerò il palco il 5 maggio) che mi hanno aiutato a muovere i primi passi e sono stati molto gentili con me.

Dai tuoi video in rete ho visto che ci sono alcune collaborazioni con Clara Campi. Come è stato lavorare con lei?

 

Io e Clara abbiamo iniziato a fare stand up comedy nello stesso anno quindi conoscendoci da un bel po’ ci siamo divertite molto a fare questi video insieme. Naturalmente bisogna essere aperti alle idee dell’altro, consapevoli che ci saranno delle discrepanze per lo stile comico e bisogna cercare di omogeneizzarsi. Inoltre non sono dei monologhi ma dei video, su dei temi in cui crediamo o che sappiamo essere più leggeri, ad esempio i video con Sei allo scientifico non nascondono chissà quale significato. È semplicemente un video che vuole far ridere gli adolescenti, mentre ad esempio per  il video “Non fate le troie” che è sul mio canale Youtube, ho dovuto chiudere i commenti perché continuavano ad arrivare messaggi offensivi e parecchio pesanti, addirittura altri sono arrivati a dire che è a causa dei nostri video che l’Italia va a rotoli. Non pensavo di avere così tanta potenza.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla serata del 5 maggio al Kestè?

 

Sicuramente farò la cretina. Parlerò di diverse cose con un linguaggio scorretto cercando però di essere leggera. Parlerò soprattutto della difficoltà di perdere la verginità quando si è al liceo, almeno per come l’ho vissuta io.

Ringraziamo Sofia Gottardi per il tempo che ci ha dedicato e non perdete il suo spettacolo il 5 maggio al Kestè, dove si esibirà anche Andrea Saleri.

 

La stand up comedy sarà nuovamente in scena al Kesté con Valerio LundiNi il 12 Maggio e Carmine Del Grosso il 18 Maggio.

 

Fonte immagine: http://www.keste.it/

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