ST/LL, l’ Oriente al Napoli Teatro Festival

ST/LL, l' Oriente al Napoli Teatro FestivalContinua la calda programmazione del Napoli Teatro Festival di Franco Dragone, intenta a portarci in giro per il mondo mentre siamo comodamente seduti sulle poltrone delle nostre sale partenopee.
Il 20 e 21 giugno, il Teatro Politeama, ha ospitato ST/LL di Shiro Takatani, con Yuko Hirai, Mayu Tsuruta, Mysako Yabuuchi e Olivier Balzarini.

ST/LL, una microscopica visione

Non c’è dubbio, lo stile di Takatani, così come quello del mondo teatrale giapponese, è qualcosa per cui, noi occidentali, non siamo abituati e navigati e questo lo si sente chiaramente tra il pubblico in sala. Abituati al nostro “teatro della parola”, fatto di attori che secernano il contenuto durante gli atti e bagnano lo spettatore con una nuova conoscenza, ci troviamo quasi a disagio davanti ad uno spettacolo in cui le parole usate si possono tranquillamente contare a mente.

Probabilmente, anche se è troppo presto per dirlo, questo è il grande merito del NTF di Dragone, darci quell’occasione di affondare i denti nell’insolito, nello sconosciuto ai più e di, al di là del gusto e del piacere, formarci con un teatro lontano a quelle radici a cui siamo affezionati, forse pure troppo.
ST/LL viviseziona l’anima umana, mette in scena l’abitudine, l’incapacità dell’uomo di non riuscire a non ripetere le azioni quotidiane come un automa, anche quando viene a mancare la materia principale dell’azione stessa. Chiusi, circondati da invisibili delineazioni del territorio e dominati dal caos, gli uomini si cercano, si ricercano e si muovono in un costante gioco d’ombre.

Cerca, il teatro di Takatani, di analizzare ogni singola particella dell’essere umano e della sua esistenza. Lo indaga, lo scruta, mentre esso impiega il suo tempo ad essere qualcosa, a tentare disperatamente di esserlo ed è, un attimo dopo, già qualcosa di molto lontano da quello che aveva cominciato ad analizzare.
Proprio come in una salita in bici, il percorso formato da Takatani regala asfissia, stanchezza e dolore, ma alla fine ci sarà l’orizzonte. 

A proposito di Gennaro Esposito

Iscritto a Lettere Moderne, decide di abbandonare gli studi umanistici per l’ Università della Strada. Segue da qualche tempo i corsi di Marketing della Nocciolina Zuccherata. Alcune voci lo vogliono a La Repubblica, altre, invece, parlano di una sua assunzione a Il Fatto Quotidiano. Lui assicura di star seguendo una terapia psicofarmacologica per farle smettere del tutto.

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