Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Nyko Piscopo al Bellini

Sweet Swan Sway di Nyko Piscopo: la psicologia della donna al Bellini

Giovedì 10 ottobre, al Piccolo Bellini di Napoli, è andato in scena” Sweet Swan Sway!”, una nuova lettura in chiave contemporanea de Il Lago dei Cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij, rivisitata dal regista e coreografo Nyko Piscopo.

Sweet Swan Sway! di Nyko Piscopo: il Lago dei Cigni tra ispirazione e caricatura

Elisabetta Violante e Leopoldo Guadagno, l’uomo e la donna, il primo dualismo di questo spettacolo, accolgono il pubblico già in scena, rendendo ancora più avvolgente l’area magica del Piccolo Bellini, quasi un caffè parigino degli anni della Belle Epoque. Sullo sfondo completamente nero, contrastato dalla luce dei vestiti bianchi, ci sono solo condutture dell’acqua, smontate. Comincia sinuosamente la scoperta dell’altro, che diventa tocco, poi presa, poi imposizione. La donna è soggiogata, al punto da perdere percezione della realtà e svenire.
Nel lato, intanto, riposa un ammasso di donne, Sibilla Celesia Monica Cristiano, e Roberta Zavino, che nascono, prendono vita, ma sono ancora anatroccoli. Una magnifica interpretazione parodica degli iconici cignetti del balletto, le ragazze stramazzano, si prendono in giro e complottano per conquistare l’unico uomo in scena. Lui dà sfoggio di sé stesso, nelle perfette forme lineari del danzatore, e di controparte i cignetti rispondono nella migliore delle maniere: twerkando!
Segue un passo a due, sulla musica originale del balletto, che ne ricalca i movimenti e mostra la donna nella sua natura più vulnerabile che permette all’uomo, ancora una volta, di dominarla.
Il cambio di musica determina un cambio di registro: la donna-cigno si mostra, cerca di andare oltre, con gli occhi sicuri, trasformarsi da vittima a dominatrice. Questa costrizione, però, le sta stretta e, ancora una volta, finisce a terra tra le convulsioni e i respiri affannosi.
I tre cignetti sono gelosi e decidono di complottare: usano i tubi, fanno gli addominali, si allenano e diventano guerriere, quasi suffragette. Ma la donna-cigno non riesce a prenderne parte, resta chiusa in sé stessa, nella sua forma non definibile. Solo un colpo di scena sarà in grado di cambiare le cose.

La costrizione della forma: da cigno a donna

Il Lago dei cigni è il più famoso tra i balletti classici e il danzatore-cigno è l’emblema dell’eleganza e della forma.
In questa versione è proprio la forma a soffrire della sua stessa condizione: i cigni bianchi non sono più graziosi e raffinati, ma diventano donne-papere che pettegolano, complottano, litigano e, addirittura, ci fanno ridere; le musiche classiche assumono sfumature hip-hop e i movimenti lineari si spezzano completamente.
La stessa costrizione del ballerino e del danzatore-cigno si riversa nella mente della donna: la donna-cigno, di volta in volta, interpreta il ruolo a lei assegnato, in linea alla mutevolezza delle cose. Ma ogni forma che investe, ogni pelle che indossa, non è stata scelta da lei, ma impostagli da un uomo, da un gruppo o da una convenzione.
Così Nyko Piscopo, con l’aiuto dell’assistente Nicolas Grimaldi Capitello e del collaboratore artistico Francesco Russo, mostra in questo spettacolo il disagio dello stereotipo, della forma definita e dell’aspettativa.
Un viaggio che ci trasporta dal mondo del balletto all’universo interiore di una donna che sceglie di non rimanere intrappolata, inevitabilmente cambia e cresce alla ricerca della migliore e più reale versione di sé stessa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *