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Eroica Fenice

Teatro Elicantropo: la speranza dei Desaparecidos#43

Al Teatro Elicantropo va in scena, da giovedì 10 marzo a domenica 13, Desaparecidos#43 di Anna Dora Dorno (regia) e Nicola Pianzola con le musiche di Alberto Novello JesterN e per la regia della stessa Anna Dora Dorno.

Andare a teatro mostra quanto la magia del rappresentare e del rappresentato sia folgorante. Quanto questa folgorazione pervada i luoghi mistici di ogni animo umano, riportando dentro sentimenti e sensazioni che la personalità ha messo nell’ombra: il sentimento del fare la rivoluzione, di cambiare il vento, di poter essere qualcuno che nella storia, seppure triste degli eventi, abbia agito in nome di ideali che riportano l’io ad elevate vette.

È proprio questo il caso di Desaparecidos#43. La storia, nel suo termine, come sempre racconta gli avvenimenti passati, ma dà la possibilità di essere anche una finestra per il futuro. La storia a volte ci insegna  gli errori, le sconfitte, le vittorie mancate e ci dà la spinta per poter cambiare il percorso del tempo,  nel ricordo di coloro che in battaglia sono caduti.

È questa la storia dei 43 personaggi nominati con forza, con orgoglio, dai meravigliosi attori sulla scena, che senza sosta parlano delle loro vite rimaste nell’ombra, disperse per troppo tempo. È la strage messicana del 26 settembre 2014 quando i 43 scomparvero per mano del narco-governo. La scena è un luogo conosciuto: Plaza de Tlatelolco, anch’essa palcoscenico di un’ altra storia, quella del ’68, dove trecento giovani anime furono uccise per mano dell’esercito e della polizia.

È un vento quello che porta a scendere in piazza, un vento che porta con sé il cambiamento, la voglia di migliorare, la voglia di essere liberi. Ed è lo stesso vento, quello del ricordo, che porta i tre attori sulla scena a fare proprie le paure, le voglie, i timori, le tristezze di ognuno dei ragazzi scomparsi. È questa la funzione del teatro messa in opera grazie ad un ambizioso progetto: quello chiamato “Megalopolis”, sviluppatosi proprio a Città del Messico con il fine di rendere l’arte del recitare un modo per conoscere. Conoscere come il mondo sia soggetto al cambiamento: lo è stato da sempre, lo sarà per sempre. I 43 Desaparesidos sono l’immagine di un mondo che merita di cambiare ma che troppe volte trova ostacoli dietro ogni strada. Troppe volte la rivoluzione carica di ideali trova la sua fine in quella parte di mondo composta da chi sta fermo e non vuole che la gioventù sia portatrice di “inutili sogni”.

Il teatro stavolta ci insegna che lottare per i propri ideali non è mai perdere, perché la lotta ed i lottatori non verranno mai dimenticati. Riusciranno ad essere simbolo di coraggio, simbolo di forza, simbolo di volontà per tutti coloro che ancora oggi non ce la fanno ma, grazie alla spinta di chi ci ha provato, tenteranno fino a riuscirciIl teatro, accompagnato da una nuova frontiera di voce, quella del web, insieme alle sue musiche, ai suoi lamenti, alle sue grida, ci ha folgorato: perché i 43 Desaparecidos hanno dato voce ai 44, ai 45, ai 46, che saranno domani.
Perché la rivolta è futuro migliore, è crescita, è essere vivi.