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Eroica Fenice

TrentaTram Festival - Specchio Rotto di Sharon Amato

TrentaTram Festival – Specchio Rotto di Sharon Amato

In occasione della prima edizione del TrentaTram Festival 2018, il teatro Tram di Napoli ospita spettacoli dedicati alle compagnie teatrali formate da attori e registi con meno di 30 anni.
Come undicesimo ed ultimo spettacolo va in scena domenica 27 maggio la rappresentazione Specchio Rotto, a cura della compagnia Instabili – allievi della Scuola del Teatro Stabile di Napoli, scritto e diretto da Sharon Amato. L’esibizione indaga sulla condizione della solitudine in una società del web 2.0 .

TrentaTram Festival – Specchio Rotto di Sharon Amato: la trama

La trama della rappresentazione non è altro che una lunga metafora sulla condizione di vita circa un soggetto solitario chiamato X – da qui possiamo dedurre la generalità del suo nome. Il protagonista decide volontariamente di vivere in uno stato di reclusione per otto anni a causa di un sistema sociale che sembra non comprendere. La sua decisione viene presa nello stesso momento in cui decide di aprire un blog per esprimere liberamente se stesso e denunciare il sistema.
Quello del web è il mezzo più veloce ed immediato per arrivare al maggior numero di persone, perché quindi sforzarsi a stringere rapporti umani? L’obbiettivo di X è dunque “condividere per creare”.

All’inizio dell’esibizione, lo spettatore si ritrova faccia a faccia con le emozioni del protagonista, che durante la sua reclusione hanno preso vita. Per X sono i suoi più cari amici: mentalmente può parlare con la compassione che veste i panni di sua zia. La scioperante che si oppone a qualsiasi tentativo di azione. Un soldato che rappresenta l’ansia da controllo, con tanto di cappello e pennacchio. L’autocommiserazione rappresentata da una figura con frusta e una parlantina negativa che la contraddistingue dal resto del gruppo e la sua poetessa che altro non è se non la sua vena artistica.
Nella stanza di X dunque dimora solo la sua emotività caotica, che lotta per far uscire l’animo grande che esiste in lui.

Oltre alle sue emozioni, il protagonista è circondato anche da centinaia di lettere, inviategli dai fan che seguono il suo blog appassionatamente. Esiste una clausola per comunicare con X: inviargli lettere esclusivamente cartacee. Tra queste spiccano voci come fashion blogger e grandi esponenti dello show bizz che tentano di spronarlo nel suo poter essere più che un semplice recluso. Ma la risposta del protagonista è sempre la stessa: a lui bastano se stesso e i suoi amici immaginari.

Una sola lettera lo sprona a smuovere entrambi: quella del suo ex amore. Gli scrive dopo tempo che non lo ha mai dimenticato e qui X comprende che in solitudine non potrà mai ottenere quell’emozione forte e piacevole come l’amore. Al di là della sua reclusione inoltre può acquisire un’altra caratteristica utile quale l’esperienza. Questa compresa grazie ad un garzone che va a fargli visita preoccupato per il suo stato di salute. A contatto con un’uomo proveniente dall’ambiente esterno comprende che ha tanto ancora da vedere e da apprendere. Come differenziare ad esempio la forma dei suoi origami. Si tratta di un hobby costruito durante gli anni rappresentante la staticità della sua condizione, che senza esperienza non può mutare.

Grazie alla scrittura e la direzione di Sharon Amato, la regista assistente e coreografa Marialuisa Bosso e le musiche di Invan Caso, l’opera coinvolge a tal punto da immergersi nella condizione di X e crescere insieme a lui e alla sua consapevolezza di un mondo migliore al di là delle mura domestiche.

 

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