Eroica Fenice

Attualità

Bullismo: il suicidio di Andrea Natali

Cosa spinge un giovane di ventisei anni al suicidio? Il bullismo? Probabilmente sì. Soprusi e  meschini scherzi riportati ai suoi danni da “amici” e colleghi hanno generato nel suo animo una tremenda depressione che lo ha portato alla tragedia. Si tratta di una storia che lascia in bocca solo l’amaro. Andrea Natali, ragazzo di 26 anni, si è suicidato nella casa in cui viveva con i genitori, a Borgo D’Ale, nei pressi di Vercelli. Da tempo Andrea viveva recluso tra le mura domestiche, non usciva se non accompagnato da qualcuno. Il padre ricorda che il figlio mostrava un vero e proprio timore nell’uscire di casa; l’idea di ritrovarsi faccia a faccia con i bulli, ex-colleghi di lavoro, lo rendeva inquieto. Aveva il timore di cosa queste persone avrebbero potuto fargli se lo avessero incontrato per strada. Il giovane nel 2008 era già caduto in depressione, all’epoca lavorava nell’officina del paese. In questo luogo, dopo circa un anno di lavoro, iniziarono una serie di “scherzi” che intimorirono il ragazzo. In seguito questi “scherzi”, se così possono essere definiti, iniziarono a essere immortalati attraverso la fotografia: il giovane veniva ritratto all’interno di cassonetti o con un sacchetto nero per l’immondizia sul capo. Successivamente oltre il danno anche la beffa. Andrea scoprì che era stata creata una pagina facebook denigratoria nei suoi confronti. Scopertane l’esistenza denunciò l’accaduto alla polizia postale che immediatamente bloccò la pagina e istruì un fascicolo che al momento non si sa esattamente a che punto si trovi. Il padre di Andrea, che si è fatto portavoce del dolore della famiglia, ha denunciato la morte del figlio come ultimo caso di bullismo. Il padre della vittima ritiene che la causa del tragico gesto del figlio, un figlio che da tempo viveva segregato e che aspirava a lasciare il territorio del vercellese per spostarsi presso il fratello in Germania e crearsi una famiglia, sia imputabile ai continui soprusi contro Andrea. Il giovane introverso, a seguito degli atti di bullismo, si sarebbe richiuso progressivamente in se stesso fino al tragico epilogo. Intervistato dai giornalisti, l’ex-datore di lavoro ha liquidato ogni accusa nei propri confronti e dei propri lavoratori definendo gli atti di bullismo nei confronti di Andrea Natali “semplici gesti goliardici”, normali nell’ambiente familiare di una piccola azienda di paese e che nulla hanno mai avuto a che fare con i veri atti di bullismo additati dal padre del ragazzo. Bisogna a questo punto iniziare a interrogarsi su quale sia il momento in cui finisce l’atto goliardico e inizia la violenza del bullismo.

... continua la lettura
Attualità

Casamonica e il funerale show

Giovedì 20 Agosto la città di Roma ha ricevuto l’ennesimo smacco, i funerali fastosi  della famiglia Casamonica, tenutisi presso la chiesa di San Giovanni Bosco. Perché tanto scalpore per un funerale ci si potrebbe domandare. Presto detto. I funerali del fu Vittorio Casamonica hanno riscosso tanto “successo” mediatico per la fastosità e la presunta ostentazione di potere della famiglia che secondo varie fonti delle forze dell’ordine farebbe parte del sottobosco malavitoso della Capitale. I funerali hanno visto l’arrivo della salma presso la chiesa con un carro funebre fatto venire appositamente, trainato da cavalli, accompagnato dalla musica del film “ Il padrino”. La cerimonia si è poi conclusa con un lancio di petali di rose da un elicottero sulla folla all’uscita della salma. Fuori la chiesa sono stati posti diversi striscioni inneggianti alla figura di Vittorio Casamonica “ Hai conquistato Roma ora conquisterai il paradiso” recitava lo striscione posto proprio sopra l’entrata del luogo di culto con il defunto in abito bianco simil-papa. La celebrazione ha colpito molto l’opinione pubblica, la famiglia Casamonica rappresenterebbe una delle famiglie della malavita organizzata di Roma, una famiglia di Sinti stanziali che ha iniziato il proprio percorso a partire dagli anni 70′ intrecciando all’inizio, proprio per opera diVittorio Casamonica, rapporti con la Banda della Magliana. Nel tempo, sono stati protagonisti di una serie di arresti e sequestri eccezionali, come quello del 2004 in cui vennero rinvenuti reperti archeologici in una delle loro ville, o ancora quando in una serie di perquisizioni la polizia ha rinvenuto bagni monumentali in marmo e fontane in oro, con una ostentazione del lusso sfrenata. L’esercizio religioso ha attirato interesse per una serie di motivi ulteriori rispetto alla semplice “fastosità”. Il nome dei Casamonica, compare all’interno dei dossier di Mafia Capitale, ci sarebbe del materiale che dimostrerebbe una cena tra il precedente sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e Luciano Casamonica, esponente della famiglia, e esponenti delle cooperative per i migranti coinvolte nell’inchiesta. La chiesa tra l’altro è la stessa che doveva essere utilizzata per i funerali di Piergiorgio Welby, funzione religiosa che non venne eseguita all’interno perché Welby produsse una serie di scritti contro l’etica cristiana richiedendo l’eutanasia. Oggi il parroco della chiesa ammette di aver celebrato una funzione religiosa come tutte le altre e che non conosceva l’importanza del defunto, creando non poco imbarazzo per la Chiesa. Il prefetto Gabrielli in una nota ha fatto sapere che vi è stato un problema di comunicazione, che chi di dovere, incaricato alla supervisione della sicurezza non è stato informato e che sono in corso verifiche per accertare quali siano le eventuali colpe o ritardi nella trasmissione delle notizie. Come ci si aspettava le critiche al fatto sono emerse solo dopo, un vero e proprio smacco, cattiva pubblicità per la città di Roma che vede la notizia anche sulle testate internazionali come The Guardian. È solo l’ultimo dei problemi che si ritrova ad affrontare la giunta Marino già investita dal caos di “Mafia Capitale”. Mentre continuano le polemiche si alza un nuovo polverone per […]

... continua la lettura
Attualità

Accordo sul nucleare iraniano

Dopo tanto tempo si è finalmente pervenuti ad un accordo sul programma nucleare iraniano. Nella giornata di Martedì 14 Luglio si è arrivato ad un’intesatra l’Iran, rappresentato dal ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, e i rappresentanti di Unione Europea, Stati Uniti e Nazioni Unite. La riunione che si è tenuta a Vienna porterà entro poco tempo all’ufficializzazione ed entrata in vigore del trattato che una volta ratificato porterà benefici ad ambo le parti in gioco. L’accordo siglato a Vienna non è perfetto, ma è il migliore accordo che si poteva raggiungere in questo momento storico. Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente Barak Obama che ha visto l’accordo come un passo importante all’interno dello scacchiere internazionale e di come con esso si possa garantire la pace: l’accordo prevede la consegna di tutto l’uranio arricchito prodotto lasciando all’Iran solo una esigua quantità, quella strettamente necessaria. Il Presidente dell’Iran Hassan Rohani, che durante la presidenza precedente aveva condotto la trattativa sul nucleare, ha affermato che quello di Vienna è un accordo che permette di vincere a tutte le parti in gioco. Per entrare in vigore l’accordo dovrà essere ratificato dal Congresso statunitense e dal consiglio legislativo iraniano. Sia Rohani che Obama hanno ribadito che questo non permetterà la proliferazione di armi nucleari, ma la cosa al momento non sembra rassicurare Israele che si è espressa con un parere negativo riguardo l’accordo di Vienna. Netanyahu, Presidente dello Stato d’Israele, l’ha ritenuto un errore che permette così all’Iran di continuare a finanziare il terrorismo. Nell’immediato l’intesa raggiunta comporta, dopo la ratifica necessaria, la sospensione delle sanzioni economiche a carico dell’Iran, nel caso vengano violate le norme stabilite verranno riapplicate le sanzioni. Nel particolare l’accordo verte su 5 punti: 1) Aiea potrà ispezionare in qualsiasi momento, 24 ore su 24 tutti i siti nucleari iraniani, civili e militari. L’Iran potrà appellarsi ad un arbitrato internazionale, formato da tutti i paesi firmatari dell’accordo, per evitare le visite; 2) dovranno essere consegnati quasi tutte le 10 tonnellate di uranio arricchito, all’Iran rimarranno solo 300 chili di materiale; 3) le centrifughe possedute dall’Iran dovranno scendere a sole 5000, di cui un quinto dovranno essere riconvertite a uso medico, per la produzione di isotopi per la cura del cancro; 4) l’embargo su tutte le tecnologie legate alla produzione di testate missilistiche nucleari; 5) la sospensione delle sanzioni economiche inizierà a partire dal 2016, per adesso una volta entrato in vigore l’accordo, Teheran potrà nuovamente vendere sul mercato internazionale il petrolio estratto nei propri pozzi. L’accordo di Vienna segna una fase di distensione tra Stati Uniti e Iran, rapporti che dal 1979 si sono sempre dimostrati tesi. Sperando in un volgere al meglio della situazione si aspettano ulteriori sviluppi.   – Accordo sul nucleare iraniano – 

... continua la lettura
Attualità

Trivellazioni alla Solfatara

Sta passando quasi in sordina la contestazione alle trivellazioni per l’eventuale centrale geotermica nell’area della Solfatara, nei pressi di Agnano Pisciaroli. Alla fine di Giugno – inizio Luglio è scaduto il termine di tempo per presentare le osservazioni sul progetto di una centrale geotermica che dovrebbe sorgere nell’area della Solfatara. Diverse le parti che contestano le trivellazioni che hanno portato alla nascita del fronte NO TRIV. Il progetto prevede, per l’esattezza, le trivellazioni di pozzi fino ad una profondità di 900 metri per l’estrazione di fluidi che verranno poi reimmessi all’interno dell’area attraverso una serie di altri pozzi. Queste manovre serviranno alla produzione di energia elettrica. Sono diverse le voci di dissenso riguardo il progetto. L’area interessata dalle trivellazioni, Agnano Pisciarelli, è stata invasa negli ultimi anni dall’innalzamento della temperatura, deformazioni del suolo e piccoli terremoti, cambiamenti che hanno determinato l’innalzamento della fascia di pericolosità dell’area. Secondo il vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Giuseppe Mastrolorenzo, una delle voci più importanti del dissenso, le trivellazioni che portano notoriamente una serie di scosse sismiche, anche se di piccola entità, possono destabilizzare un area assai delicata come quella di Agnano Pisciarelli che si trova in pieni Campi Flegrei. La paura è che si possa scatenare una serie di calamità come accaduto in Emilia Romagna, su cui grava il sospetto che proprio attività simili a quella prevista nell’area in questione abbiano dato il via ai forti sciami sismici di pochi anni fa. Un caso simile a questo è avvenuto nelle isole Azzorre dove nel 2012, durante alcune operazioni di trivellazione in una situazione assai simile a quella della Solfatara è avvenuta l’esplosione del pozzo e la fratturazione del suolo attorno lo scavo per centinaia di metri decretando la fine dell’operazione. La zona di Pisciarelli, come in generale tutta l’area dei Campi Flegrei, è già stata oggetto di trivellazioni negli anni ’70 e ’80, in quelle occasioni le operazioni di scavo non si protrassero per molto a causa delle esplosioni e della pericolosità delle attività svolte. Le trivellazioni portarono, comunque, all’approfondita conoscenza della struttura geologica dell’area. Quella dei Campi Flegrei è una caldera. Si tratta, sostanzialmente, solo della punta dell’iceberg di un sistema vulcanico assai grande e complesso. Qualsiasi evento esterno che possa influire sul sistema caldera, come una trivellazione, può portare ad un alterazione degli equilibri critici in cui si trovano i gas e le acque all’interno del sottosuolo. Le alterazioni del sistema posso riguardare: aumenti di temperatura, bradisismo, deformazione del suolo. Si aspettano per adesso l’inizio degli scavi o le eventuali nuove contestazioni. -Trivellazioni alla Solfatara- – Trivellazioni alla Solfatara –

... continua la lettura
Notizie curiose

Luci verdi nel cielo: mistero in provincia di Napoli

A tutti è capitato di vedere strane luci nel cielo di notte, dovute ad esempio al volo di lanterne cinesi, o semplicemente al riflesso delle luci di posizione di aerei a bassa quota; ma la storia che sto per raccontare è un po’ diversa e piuttosto curiosa, che tiene banco tra la gente di Giugliano in provincia di Napoli, dall’inizio di Giugno. Nella notte del 4 Giugno, in via Santa Caterina da Siena, nei pressi dell’asse mediano, i cani randagi non hanno fatto altro che abbaiare per tutta la notte senza motivo, come infastiditi da una percezione invisibile all’occhio umano. Nei giorni seguenti controllando le riprese della sorveglianza di un esercizio commerciale della zona, proprio quella sera sembra esserci stato qualcosa di strano; infatti dalle riprese rivolte verso la strada, sembra che ci sia la presenza  di un oggetto che emana luce, e non si tratta di un auto. L’oggetto si muove di poco, ma rimane lì per diverse ore fino a che non scompare improvvisamente. Il fatto strano è che nessuno di chi è accorso sul luogo ha notato qualcosa di sospetto. Nella notte del 17 Giugno, a una settimana di distanza dall’ultima “apparizione”, in via Santa Caterina si vedono nuovamente delle strane luci, questa volta filmate dai passanti con i cellulari. In questo caso la luce di colore verde sembra pulsare e girare avanti e indietro. Testimoni affermano che c’è stato anche chi, ritrovandosela davanti durante la guida, si sia spaventato di fronte a tale visione. Naturalmente alla comprensione di questo fatto, sicuramente curioso, ci si apre a tante tra le più svariate interpretazioni. In questo secondo episodio con luci verdi è plausibile ipotizzare si tratti di un drone con led, una moda quella degli UAV sempre più diffusa e di cui già abbiamo parlato. Il fenomeno delle luci è rimbalzato naturalmente anche sui media della provincia di Napoli, che si sono occupati della storia e ne hanno verificato per primi l’autenticità. Per chi crede nell’esistenza di una forma extraterrestre, questo fenomeno strano è stato collegato ad una presenza UFO, denominato in Italia O.V.N.I. (Oggetto Volante Non Identificato). Per la giurisdizione italiana l’ente preposto a cui è possibile segnalare l’accaduto è l’Aeronautica Militare, che sul proprio sito mette a disposizione, oltre a l’elenco degli avvistamenti dal 2001 ad oggi, anche un modulo per le segnalazioni. Il territorio di santa Caterina, non sarebbe nuovo ad eventi del genere; infatti altre testimonianze affermano di ricordare strane luci apparse negli anni ’80 proprio nella stessa zona, dove si parla addirittura di un oggetto che cadendo ha lasciato inspiegabilmente un’impronta di bruciato sul suolo: più che fatti realmente accaduti, questa sembra essere proprio fantascienza!   – Luci verdi nel cielo: mistero in provincia di Napoli –

... continua la lettura
Attualità

Pedofilia: lotta senza quartiere in Vaticano

Il Papa in questi giorni sta rivoluzionando il settore del diritto canonico riguardante la pedofilia. È proprio di questi giorni la notizia della creazione di una sezione competente della Congregazione della dottrina della fede in materia di pedofilia e abusi sessuali su minori e persone deboli. La sezione si occuperà di quei casi in cui i vescovi coprono i reati su citati. Nel medesimo incontro Papa Francesco si è occupato anche di altre due tematiche importanti per il Vaticano. La prima riguarda i controlli fiscali sui flussi monetari in entrata e in uscita dalla Santa sede e un accordo di controllo fiscale con gli Stati Uniti per arginare il problema dell’evasione fiscale. Il secondo punto è una riforma dei media sfruttati dal Vaticano facendo confluire in un unico organo d’informazione, Pontificio Consiglio della Comunicazioni Sociali, Sala Stampa Vaticana, RadioVaticana, Centro Televisivo Vaticano, Osservatore Romano, il servizio fotografico, la Tipografia vaticana e l’Ufficio Interne per “tutelare” i posti di lavoro e garantire un buon utilizzo delle risorse umane. Nella fattispecie verrà inserito nel codice di diritto canonico il reato di “abuso d’ufficio episcopale”, reato riferito a chi non darà seguito alle denunce di abuso. La proposta di legge è stata avanzata dal cardinale e arcivescovo di Boston Sean Patrick O’Malley, presidente della Commissione per la tutela dei minori. O’Malley ha discusso la relazione davanti al C9, l’insieme dei nove vescovi che come “consiglieri” coadiuvano il Papa nell’amministrazione della macchina ecclesiale al livello mondiale. La proposta pervenuta a Papa Francesco contiene anche la proposta di due membri della commissione, Collins e Saunders , che da bambini sono state vittime di abusi da parte di ecclesiastici, di inserire nella legge anche “l’assunzione di responsabilità” per i monsignori competenti per le diocesi in cui è avvenuto il reato. Da quanto è stato lasciato intendere la legge che si sta elaborando in Vaticano dovrebbe essere anche retroattiva, questo perché secondo O’Malley si tratterebbe di un’ evoluzione di alcuni presupposti già presenti all’interno del codice di diritto canonico, rafforzerebbe la legge che basandosi su una giurisprudenza già consolidata non sarebbe costituita ex-novo in materia. Sarà prevista la nomina di un Commissario apposito che coadiuverà il cardinale Muller, prefetto della congregazione, sulla nuova materia giudiziaria.  Verrà quindi stabilita una procedura su come affrontare i casi che, come stabilito da Papa Francesco, dovrà essere operativa entro cinque anni e permettere di aggirare il fenomeno dell’omertà su questi casi nelle sfere cardinalizie. -Pedofilia: lotta senza quartiere in Vaticano- aticano 

... continua la lettura
Culturalmente

Museo Nitsch, la meraviglia tra i vicoli di Napoli

Come descrivere il museo Nitsch?  Il museo Nitsch, situato in Vico Lungo Pontecorvo, è nascosto in uno dei vicoletti di fronte Piazza Dante; si arriva inerpicandosi su per diverse rampe di scale, in un luogo che sembrerebbe quasi inaccessibile, se non fosse per le diverse indicazioni stradali. Il Museo Nitsch si trova alla fine di quel dedalo di stradine strette che portano ad un bellissimo belvedere, da cui si possono ammirare i tetti di Napoli. Da questa posizione è possibile scorgere Santa Chiara e l’obelisco che punteggia piazza del Gesù, ma allungando lo sguardo fino al mare si delinea anche il profilo della cupola della Galleria Umberto. Il Nitsch è un museo situato all’interno della vecchia centrale elettrica a carbone del Teatro Bellini. La struttura è suggestiva e costituisce un’opera d’arte a sé. Il Museo custodisce una collezione di opere di Nitsch, principalmente, e altri artisti; queste istallazioni artistiche vengono modificate ogni due anni circa. Le attività del museo rientrano in un circuito di mostre che prevede, secondo la Fondazione Morra, collaboratrice del museo, di coprire continuamente l’arco di un secolo con mostre d’arte contemporanea. La mostra in atto, Azionismo pittorico – Eccesso e sensualità, che terminerà nel 2016, costituisce un’analisi delle precedenti opere dell’artista austriaco che dopo il Museo Nitsch di Mistelbach (Austria) ha voluto anche qui un’esposizione permanente delle sue opere. La disposizione delle istallazioni della collezione è di impatto: alambicchi e provette fanno bella mostra di sé sugli scaffali e, incastrati tra questi, ci sono due schermi sui quali sono proiettati video di performance artistiche di Nitsch, che mostrano la creazione di parte delle opere in esposizione. Molti elementi esposti hanno un elemento quasi “sacrale” che accompagna più o meno tutte le opere del museo. È sicuramente presente, e risulterà palese agli occhi del visitatore infatti, la commistione tra i paramenti sacri e le tele che popolano gli ambienti, spesso dipinte di rosso come a voler simboleggiare il colore del sangue. In virtù dell’elemento sacrale segnalato, in teche di vetro si trovano strumenti chirurgici, fazzoletti di carta, garze e cotone a uso medico che stanno ad indicare proprio l’elemento della purificazione.  Museo Nitsch: le opere esposte  Le opere della Collezione si pongono come riflessione di quello che Nitsch definisce Teatro delle Orge e dei Misteri, una serie di performance artistiche, a metà tra un sabba e una festa dionisiaca, dove a farla da padrone sono genti in vesti bianche e animali macellati. Secondo l’artista, si tratta sostanzialmente della rappresentazione di quello che tutti hanno dentro, un’essenza che non sanno di avere e che non viene mai mostrata. Spiegare Nitsch è certamente difficile; la mostra è sicuramente un’esperienza che può scuotere gli animi più sensibili, si resta inorriditi e al contempo affascinati.

... continua la lettura
Attualità

Il beneficio del buio di Simona Carosella

Nel pomeriggio di Lunedi 27 Aprile, si è tenuta all’Archeobar Caffé Letterario di via Mezzocannone, la presentazione de “ il beneficio del Buio“, opera prima della cantautrice e scrittrice Simona Carosella. All’evento sono intervenuti Aurelio Raiola e Rosalia Catapano, ha moderato l’incontro Mario Rovinello. La presentazione è stata intervallata da alcuni brani cantati dall’autrice. Durante la presentazione Simona ha spiegato perchè proprio il buio. Cos’è questo buio di cui parla. Perché il Beneficio del buio? Ma, il buio inteso come il buio della mente, inteso come sulla vita, la solitudine. Sotto tutti i punti di vista, il buio può rappresentare un brutto momento in cui può incappare ogniuno di noi. Il beneficio. Il beneficio è la comprensione, al buio siamo tutti uguali. Dopo il buio c’è la luce, la comprensione. La ripresa della propria vita tra le mani. Un periodo che possiamo attraversare tutti. Alla fine della presentazione de “il beneficio del buio” mi sono potuto avvicinare a Simona Carosella per porle un paio di domande. Intervista a  Simona Carosella Simona cosa ti ha spinto ha scrivere “Il beneficio del buio”? La passione di scrivere per scrivere. In un momento di crisi personale ho iniziato a scrivere, è stato un modo per superare le negatività del momento. Dimmi quanto c’è dell’autrice, Simona, all’interno dei protagonisti? In realtà non mi rivedo all’interno di nessssuno dei protagonisti del libro. Probabilmente mi rivedo all’interno della musica che è l’altra protagonista de “il beneficio del buio”. M’immedesimo dentro di lei. Sei passata dal canto alla scrittura. Questo passo com’è stato? Ho sempre scritto, anche prima di cantare. Non ho mai considerato lo scrivere come un salto di qualità rispetto al canto, ma piùtosto come una sorta di continuità tra le due cose. Cosa hai pensato quando ti hanno detto ” Simona stai per pubblicare il tuo libro” ? Ho iniziato a sudare nonostante fosse il 31 Dicembre e facesse molto freddo. Cosa ti aspetti dal futuro dopo ” Il beneficio del buio”? Continuerò a scrivere. Continuerò a scrivere, ma non voglio perdere la mia voce, la mia identità. Non voglio farmi condizionare dal pubblico, ma continuare con quello che sento. Seguire la mia strada. Un ultima domanda. Se dovessi incontrare qualcuno per strada che ti chiedesse perché leggere “beneficio del buio” tu cosa gli risponderesti? (ride) PERCHé L’HO SCRITTO IO E PERCHé ALTRIMENTI MI OFFENDO Grazie Simona Carosella Grazie a te Il beneficio del buio è edito da Homo scrivens, per la collana Scout.

... continua la lettura
Attualità

Cuba-Usa: la fine (possibile) dell’embargo

Il mondo cambia e anche una delle ultime reminiscenze della Guerra fredda: il gelo Cuba-Usa sembra volgere a primavera. Al Vertice delle Americhe, che si sta tenendo presso Panama City in questi giorni, è avvenuta la stretta di mano simbolica, seppure informale, tra Raul Castro e  Obama.  Non è la prima volta che avviene il gesto simbolico tra i due che già si erano incontrati al funerale di Nelson Mandela, nel 2013. Altro segno di disgelo nelle relazioni Cuba-Usa sono state una conversazione tra Castro e Obama nel Dicembre 2014 e la decisione del Presidente americano di rimuove il prima possibile l’isola di Cuba dall’elenco degli Stati finanziatori del terrorismo. La rimozione di Cuba dalla lista nera permetterebbe ad entrambe le nazioni di riaprire le rispettive ambasciate chiuse da ormai 55 anni. La rottura delle relazioni Cuba-Usa risale agli anni 1959-1962 quando viene stabilito l’embargo. Nell’Ottobre 1959 il Presidente Dwight Eisenhower approvò il “Programma delle azioni segrete contro il Regime di Castro”, il documento era orientato a contrastare con azioni segrete il neonato regime di Fidel Castro che aveva preso il potere spodestando il governo filoamericano di Batista.  Nell’ Ottobre 1960 entrava in vigore l’embargo nei confronti dell’isola di Cuba dopo mesi di relazioni diplomatiche sul filo del rasoio tra i due stati. Cuba aveva nazionalizzato le società americane e gli Usa avevano ritirato il proprio personale diplomatico dall’isola. Il 3 Gennaio 1961 un migliaio di esuli cubani addestrati dalla CIA tentarono lo sbarco presso la Baia dei Porci ma i cubani respinsero l’attacco dando un duro colpo al governo Kennedy che si vide sconfitto nella politica anticomunista dell’area centroamericana.  Il 7 febbraio 1962 Kennedy ampliò con il proclama 3447 le limitazioni dell’embargo già imposto all’isola che così gravitò definitivamente nella sfera d’influenza sovietica.  14-28 Ottobre 1962 “la crisi dei missili“: si sfiorò la guerra tra Usa e Urss quando in cambio di aiuti Cuba permise il dispiegamento di batterie missilistiche sovietiche sul proprio territorio. Le reazione Cuba-Usa divengono ormai quasi insormontabili. La crisi si risolse con il ritiro dei missili sovietici dall’isola e di quelli americani dalle basi in Turchia, mentre Cuba vide l’inasprimento delle sanzioni.  Dopo gli anni ’60 si susseguirono emendamenti e azioni volte a indebolire economicamente lo stato di Cuba fino a che in tempi recenti il Presidente Obama ha espresso il desiderio di cancellare l’embargo nei confronti dell’isola iniziando con la stretta di mano a Raul Castro, che sostituisce il fratello Fidel Castro lontano da diverso tempo dalla politica cubana per motivi di salute. Sono chiari quindi i segni del disgelo tra le due nazioni. -Cuba-Usa: la fine (possibile) dell’embargo –

... continua la lettura
Notizie curiose

Cortex, il gesso del domani

Chi di noi non ha mai avuto una frattura o ha firmato il gesso di un amico? Beh, le cose potrebbero cambiare nel giro di pochi anni con il Cortex. Il cortex è un nuovo tipo di gesso, prodotto con una stampa 3d che promette di rivoluzionare il campo delle protezioni mediche. Tutto nasce dall’idea di un laureato alla Victoria University di Wellington, Jake Evill, che utilizzando una stampante 3d ha ideato un nuovo tipo di gesso che offre tutti i vantaggi preclusi al comune gesso. L’esoscheletro cortex, perchè di un esoscheletro stiamo parlando in fin dei conti, si può produrre con poche semplici mosse. Per prima cosa il paziente viene sottoposto alla radiografia necessaria per identificare il tipo e la gravità della lesione. Punto secondo, viene effettuata nella stessa zona una scannerizzazione 3d. Nella terza fase avviene la stampa 3d del pezzo. La stampa produce due parti dell’esoscheletro, una superiore ed una inferiore che vengono in un secondo momento assemblate tramite un paio di clip in modo che non si separino durante le attività quotidiane. Come si nota, la trama del cortex è una struttura a nido d’ape simile in tutto e per tutto a quella interna delle ossa. Grazie alla radiografia e alla scannerizzazione è possibile creare esoscheletri personalizzati con una trama più fitta nel punto della frattura. Diversi i vantaggi di questo strumento medico, che al momento è solo un prototipo. Annullati i problemi legati a tutti quei fastidi tipici dei calchi odierni, con cui è difficile trovare sollievo soprattutto durante una giornata estiva, la trama aperta del cortex permette, ad esempio, di potersi fare una doccia traendone tutti i vantaggi senza sacrificare nulla.  Il cortex è senza dubbio una delle idee più innovative di questi ultimi anni. Simbolo di come le stampanti 3d inizino a essere utilizzate sempre più ampiamente all’interno delle strutture mediche per  fornire innumerevoli benefici. – Cortex il gesso del domani –

... continua la lettura
Attualità

Assasinio Nemtsov: giallo e confusione

L’assasinio di Boris Nemtsov, avversario politico di Putin, focalizza l’interesse internazionale sulla Russia ormai da qualche settimana. Da quello che sembrava uno smarrimento iniziale all’interno delle indagini, si è passati a considerare l’omicidio Nemtsov legato agli attentati di Parigi per delle affermazioni fatte dallo statista russo in favore di Charlie Hebdò. Tra venerdì 6  e Domenica 8 Marzo sembra essere avvenuta la svolta nelle indagini. Sono stati accusati dell’assasinio due individui fermati inizialmente per il fatto: Anzor Gubashev e Zaur Dadayev; successivamente è stato confermato il fermo in carcere anche per altri tre sospettati:  Shagit Gubashev, Ramzat Bakhayev, Tamerlan Eskerkhanov. Per quanto le coincidenze siano tante, sembra che uno degli accusati, Dadayev, sia stato per lungo tempo inquadrato nella polizia cecena e sia stato decorato dallo stesso Putin alcuni anni a dietro.  La situazione riguardo l’omicidio Nemtsov è in progressivo divenire. Tra martedì 10 e mercoledì 11 Marzo sono emerse nuove informazioni riguardo la vicenda. Sono giunte voci di una confessione fatta da Dadayev in cui ammette l’omicidio di Nemtsov, poco dopo sarebbe poi giunta una voce di smentita e poi nuovamente di conferma sulla dichiarazione di Dadayev. Molti sono ancora i misteri che ruotano attorno ad uno dei fatti di sangue più importanti degli ultimi anni in Russia dopo la morte di Anna Politkovskaja. Diffusa nelle ultime ore è la notizia che, secondo il blogger russo Navalni, il mandante dell’omicidio sarebbe il presidente ceceno Ramzan Kadyrov. Kadyrov è dal 2004 presidente della Cecenia, precedentemente guidava uno dei tanti gruppi paramilitari che imperversavano nel paese. L’affermazione del blogger russo avviene dopo la pubblicazione di un articolo sul Novaia Gazeta, il giornale per cui scriveva Anna Politkovskaja, cui si afferma che l’assassinio di Nemtsov non è altro che un atto di provocazione; i federali russo-ceceni sarebbero in conflitto con la piccola forza privata dello stesso Kadirov e cercano la reazione di Putin che non limita lo strapotere del presidente ceceno nella regione. I fatti che stanno emergendo sulla faccenda Nemtsov non fanno altro che porre domande su quanto altro sia nascosto dietro questo omicidio e che si tratti semplicemente di un piccolo tassello di un ben più grande mosaico. – Assasinio Nemtsov: giallo e confusione –

... continua la lettura
Attualità

La distruzione delle antichità di Ninive

Nelle ultime ore è stato pubblicato un nuovo video di propaganda dell’isis. Nel video viene mostrata la distruzione di diversi reperti archeologici nel museo di Mosul, Iraq. All’interno del museo erano custoditi diversi reperti del passato assiro della città. Il video dell’isis mostra chiaramente uomini riconducibili al califfato islamico che distruggono con tutti i mezzi di cui dispongono, mazzole e  martelli pneumatici, le varie statue. Nel mirino dei distruttori principalmente le statue che raffigurano esseri umani o animali e quelle di divinità. Il video, che si commenta da solo, mostra solo l’ultima delle barbarie commesse dall’isis che stupra e annienta in questa maniera le origini di quei popoli che vivono in quelle terre. Subito balza alla mente l’idea che parte di questi reperti archeologici in mano all’isis possano essere venduti al mercato nero per finanziare il gruppo terroristico. La distruzione dei reperti archeologici di Ninive, l’antica capitale del regno Assiro, è solo l’ultima barbarie culturale in ordine di tempo. Pochi giorni fà sempre a Mosul, sono state fatte saltare parti delle antiche mura di Ninive. Sempre a Mosul sono stati dati alle fiamme migliaia di libri antichissimi custoditi all’interno della biblioteca. A quanto pare gli uomini dell’isis non riuscendo a dare alle fiamme l’edificio della biblioteca hanno preferito trasportare fuori i libri e darli alle fiamme. La visione estremista dell’isis è frutto di una visione sunnita fondamentalista, in cui non sono ammesse effigi di uomini e animali, ancor di più se si tratta di immagini di divinità. La distruzione di moschee e reperti pre islamici non conformi a quel canone fondamentalista sono  all’ordine del giorno.  I fatti di questi giorni sono riconducibili, per le barbarie commesse, alla distruzione dei Budda di Bamiyan demolite a cannonate dai talebani nel 2001. L’Unesco, allarmato da questi recenti fatti, ha richiesto una rinunione urgente del’ONU per richiedere un intervento celere sulla faccenda. – La distruzione delle antichità di Ninive – 

... continua la lettura
Attualità

Scontri e devastazione in Piazza di Spagna

Il match di Europa League che ha visto la squadra olandese del Feyenoord affrontare fuori casa la Roma è stato preceduto da violenti scontri  tra gli hooligan e la polizia.  Nella sera del 18, si è registrata, presso Campo dei Fiori, una prima serie di scontri e risse ad opera di tifosi ospiti in stato di ebbrezza. Nel pomeriggio di ieri, giovedì 19 Febbraio, tra le 16:00 e le 17:00 la polizia è intervenuta invece per impedire ulteriori disordini presso Piazza di Spagna. La piazza è stata occupata per alcune ore da un alto numero di tifosi olandesi che hanno iniziato a inveire contro la gente e a lanciare oggetti contro vetrine e monumenti. Durante l’occupazione “olandese” della piazza si sono registrati atti vandalici che hanno causato il danneggiamento della Barcaccia del Bernini, restaurata da poco.  La polizia ha caricato i tifosi dalla scala della Trinità dei Monti, mentre gli occupanti della piazza hanno risposto lanciando bottiglie vuote. La situazione è stata riportata sotto controllo dalle forze dell’ordine, tutto questo prima che iniziasse l’incontro di Europa League. Al termine della partita i tifosi olandesi sono stati trattenuti all’interno dello stadio per diverse ore fino a quando la polizia non ha scortato il grosso dei tifosi presso la stazione Termini, tutto questo per evitare ulteriori scontri all’interno della città. Secondo una stima parziale, i danni potrebbero essere piuttosto gravi, ma ad accompagnare l’evento è stata la polemica suscitata sulle responsabilità di chi doveva garantire la sicurezza e l’ordine pubblico e su chi debba ricadere l’eventuale risarcimento dei danni. Il bilancio degli scontri è di 28 arresti tra i tifosi olandesi, 15 bus, che erano stati messi a disposizione dall’Atac per trasportare a fine partita i tifosi, danneggiati e una decina di poliziotti feriti.  L’ambasciatore dell’Olanda, secondo le ultime informazioni in merito, ha fatto sapere di non ritenere che il proprio Paese debba pagare i danni arrecati alla Barcaccia, mentre la Uefa si è riservata, in ultima analisi, di aprire un’inchiesta sugli scontri. – Scontri e devastazioni in Piazza di Spagna –

... continua la lettura
Teatro

L’Acacia torna al cinema!

In questi tempi in cui c’è crisi, mentre chiudono le attività commerciali di tutti i tipi, c’è una buona notizia: all’interno di un opera di rilancio della struttura, il Teatro Acacia torna al cinema riaprendo le programmazioni cinematografiche! L’Acacia, in via Raffaele Tarantino 10 nei pressi della stazione Medaglie d’Oro della Linea 1, è una delle sale più antiche in attività nel quartiere Vomero e di tutta la città di Napoli. Il cine-teatro Acacia nacque a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, durante il boom economico, assieme alle tante sale cinematografiche del Vomero e alle case di produzione che avevano sede nel quartiere -ricordiamo la storica “Titanus” (alzi la mano chi non ha mai visto almeno una volta nella vita un film della Titanus)-, facendo del quartiere collinare una piccola Cinecittà. Con il tempo si è affacciata la crisi, che ha investito anche il settore cinematografico. Diverse le sale che hanno chiuso nel quartiere: è passato solo un anno da quando il cinema Arcobaleno in via Carelli ha chiuso i battenti aspettando di divenire l’ennesimo istituto di credito o supermercato.  Nel 2005 l’Acacia, dopo alcuni lavori, diventò un teatro da oltre 800 posti e accantonò il cinema, una parentesi durata quasi 10 anni.  Poco prima della stagione teatrale 2013/2014 circolavano voci di una chiusura della struttura, poi immediatamente smentita dalla titolare, Emma Naldi, che annunciò alla stampa che presto sarebbero avvenuti dei lavori di restyling che avrebbero riportato agli antichi splendori l’allora teatro Acacia. Con il 2015 la struttura torna al cinema tornando ad essere il Cine-teatro Acacia. La prima pellicola proiettata, con 3 spettacoli al giorno, è stata “The imitation game” , film dedicato alla figura del matematico e padre dell’informatica, Alan Turing, una delle menti più geniali del XX secolo. Il film ripercorre la storia di Turing passando per il suo lavoro su Enigma e alla condanna per omossesualità e il suo declino psico-fisico. Seguiranno presto nuovi titoli in programma ad affiancare il cartellone teatrale. Con l’apertura dell’Acacia al cinema si amplia così l’offerta dell’intrattenimento cinematografico al Vomero che fino ad ora contava il solo cinema Plaza in via Kerbaker con le sue 3 sale e il Vittoria in via Piscicelli. Che questo sia il segno di una rifioritura del quartiere rispetto alla depressione degli ultimi tempi? Speriamo. – L’Acacia torna al cinema! – Eroica Fenice

... continua la lettura
Attualità

Tic, questo (s)conosciuto

Dal 1 Gennaio 2015 è stato introdotto il Tic per i trasporti pubblici. Come tutti noi sappiamo spostarsi tra Napoli e provincia con i mezzi pubblici può essere delle volte una seccatura per i vari problemi che affliggono il nostro trasporto pubblico. Come già detto è stato introdotto il Tic, ma di cosa si tratta? Il Ticket Integrato Campania è il nuovo titolo di viaggio (biglietto per i comuni mortali) che ha sostituito i vecchi biglietti Unico. Assieme all’introduzione di questo nuovo biglietto sono stati reinmessi in commercio i biglietti delle singole aziende di trasporto pubblico: qui sorge il problema. L’utente medio non ha le idee esatte su quale biglietto utilizzare per i propri spostamenti. Farò un esempio molto pratico. L’altro giorno dovevo spostarmi dalla provincia verso il Vomero, quindi dovevo prendere un bus 164, arrivare alla stazione di Chiaiano della Linea 1 e prendere la metro. Il mese scorso avrei preso un biglietto U1 da 1,70 ma al giorno d’oggi non è così. Recandomi dal tabaccaio per acquistare i biglietti mi sono trovato davanti a un ardua scelta: il biglietto ANM a corsa singola da euro 2 (valido per bus e filobus extraurbani di classe2 ma non per la metro) o il Tic integrato da euro 2,50 valido 100minuti. Scegliendo il primo caso avrei duovuto comprare un secondo biglietto in metropolitana; con la seconda scelta avrei potuto girare su tutti i mezzi pubblici nel giro di 100 minuti dalla vidimazione. L’intento è di offrire un titolo di viaggio adatto ad ogni evenienza, ma sembra che il pubblico abbia mal recepito la cosa. Da diversi mesi già un’altra compagni di trasporto, la Sepsa, ha emesso dei propri biglietti. Le tariffe di Anm e Sepsa sono reperibili sui rispettivi siti internet e confrontando i costi possiamo vedere come il titolo di viaggio per una corsa singola urbana di ANM costi solo 1 euro mentre quello emesso da Sepsa fluttui tra 1 euro e 1,20 in base alla zona della città. In entrambi i casi è possibile utilizzare il Tic da 1,50 integrato della durata di 90 minuti. Noi consumatori con l’introduzione del Tic ci siamo accorti in prima persona dell’aumento del prezzo tra i 20 e gli oltre 50 cent. per il titolo integrato, Tic, mentre non sappiamo esattamente come comportarci davanti ai biglietti a corsa singola dal costo spropositato per molti. Cercando in rete si riescono a trovare delle slide con all’interno i biglietti Anm base con le relative spiegazioni sull’uso e il prezzo: una per i titoli urbani, l’altra per i titoli extraurbani. Solo il tempo ci dirà se questa modifica ha apportato un buon cambiamento alla nostra comunità. – Tic, questo (s)conosciuto – 

... continua la lettura