Anime cyberpunk distopici: 3 perle da vedere assolutamente

Anime cyberpunk distopici: 3 perle da vedere assolutamente

Tecnologia e mondi oppressivi: queste sono le parole chiave che accomunano questi tre anime cyberpunk distopici che vi proponiamo. Ognuno di essi presenta una trama diversa e avvincente, ma tutti trattano vicende ambientate in luoghi e situazioni che, al giorno d’oggi e nella nostra realtà, non ci sembrano più così distanti o impossibili da raggiungere in un futuro prossimo. In questo articolo analizziamo come in ognuno di questi tre la tecnologia manipola la realtà attaccando diverse dimensioni della mente e della società.

Quali sono i migliori anime cyberpunk distopici da vedere?

Anime Anno Regista Focus Distopico
Kaiba 2008 Masaaki Yuasa Manipolazione e commercio della memoria
Psycho-Pass 2012 Naoyoshi Shiotani Giustizia algoritmica e Sybil System
Akudama Drive 2020 Tomohisa Taguchi Società iper-tecnologica e criminalità

Anime cyberpunk distopici: le nostre proposte

Kaiba (2008): l’opera visionaria di Masaaki Yuasa

In un universo dov’è possibile, alla propria morte biologica, trasferire la memoria in un chip dati all’interno di un corpo immortale e intercambiabile, la “morte” (stavolta non nel senso biologico del termine) è diventata un’opzione per chi non può permettersi economicamente di scamparvi. I ricordi e i corpi si comprano, si rubano e si alterano a proprio piacimento, anche se ciò è appannaggio esclusivo dei ricchi. Il protagonista, Kaiba, un giorno si risveglia senza memoria, con un buco nel petto e un ciondolo che contiene la foto di una ragazza sconosciuta. All’improvviso sente gridare aiuto da tre individui che stanno cercando di scampare invano da quelli che sembrano dei robot serpentiformi intenti ad aspirare qualcosa dalla loro testa. Inizia così un viaggio dove scoprirà di non potersi fidare di nessuno e di vivere in un mondo diviso in due da nuvole elettrolitiche impenetrabili, la cui sfera superiore è abitata dai ricchi mentre gli individui di quella sottostante lottano contro dei ladri d’identità, ormai soggetta al mercato nero favorito dai ricchi.

Lo stile è colorato e più simile a un prodotto per bambini, nonostante la complessità della storia, e i dialoghi non sono quelli tipici di uno shonen: le battute, infatti, non vengono urlate per affermare le proprie ambizioni o per dar voce ai pensieri, ma pur essendo più semplici riescono comunque a evocare temi di solitudine, disagio e paura; l’autore e regista è Masaaki Yuasa, insignito del premio d’eccellenza per la sua opera nella categoria “Animazione” del Japan Media Arts Festival, premio molto ambito per gli artisti del settore. Per approfondire la scheda tecnica dell’opera, è possibile consultare MyAnimeList.

Psycho-pass (2012): il software onnisciente del Sybil System

Serie incentrata in una società dove il libero arbitrio è in pericolo a causa di un software onnisciente: il cosiddetto Sybil System, il cui compito è monitorare costantemente lo stato mentale dei cittadini calcolando il loro “coefficiente di criminalità” prima ancora che commettano un reato, atto che ricorda la figura del Grande Fratello in 1984 di George Orwell. Chi supera la “soglia” limite diventa una preda del governo senza possibilità di scampo: i criminali latenti vengono pedinati dalla sezione anticrimine della Pubblica Sicurezza, formata dagli Ispettori (agenti scelti) e dagli Esecutori (a loro volta criminali sotto controllo). La storia è ambientata in una Tokyo dell’anno 2112 e segue la giovane ispettrice Akane Tsunemori (doppiata nella versione italiana da Letizia Scifoni) mentre realizza che la “giustizia perfetta” del Sybil System non è che una maschera per un sistema che preferisce l’ordine alla verità, in favore dell’armonia sociale. Insieme a lei c’è Shinya Kōgami (doppiato da Andrea Ward), un Esecutore in cerca di vendetta contro Shōgo Makishima, un criminale che non viene rilevato dal sistema. Quest’ultimo è anche responsabile della morte di un amico di Kōgami, evento che ha causato l’ossessione di Shinya e il conseguente aumento del suo Psycho-Pass, rendendolo un criminale. Nello stesso anno di uscita della serie è stato serializzato un manga omonimo e basato sulla stessa storia sulla rivista Jump Square, vendendo più di 1 milione di copie, mentre a seguito del successo dell’anime sono state emesse altre due stagioni e quattro film, l’ultimo dei quali è uscito nel 2023.

Akudama Drive (2020): estetica neon e influenze tarantiniane

Serie di 12 episodi che trattano le vicende successive a una guerra che ha spaccato il Giappone, dove la regione del Kansai è diventata vassallo del misterioso Kantō. In una Osaka futuristica e piena di luci al neon, dei criminali folli, chiamati dalla società Akudama, vengono reclutati per una missione ad alto rischio a cui si unirà un’intrusa, che si spaccerà da fuorilegge per scampare alla morte. Un cliente misterioso, che si rivelerà poi essere un gatto nero robotico, ordina loro di liberare di prigione un serial killer, prima che avvenga la sua esecuzione, in cambio di un ricco premio in denaro. Tuttavia, ben presto si rendono conto del vero scopo della missione: sotto minaccia di morte, adesso dovranno rubare un carico dal valore inestimabile che viaggia su uno Shinkansen in rotta verso il Kantō. Quella che sembra un’iniziale rapina si trasforma in una missione suicida contro un sistema di polizia spietato e un cliente manipolatore che considera i protagonisti come pedine insulse. L’ideatore e il regista della serie, Kazutaka Kodaka e Tomohisa Taguchi, si sono ispirati moltissimo ai film di Quentin Tarantino, in particolare a Reservoir Dogs, da cui ne prendono il tema della rapina, l’uso di nomi fittizi per i personaggi (come Hacker, Dottoressa, Corriere) e il sottotono sarcastico e umoristico dei dialoghi. È una serie molto curata stilisticamente che possiamo considerare come uno degli anime cyberpunk distopici per eccellenza: ipercolorato ed esplosivo, dove l’unica legge è sopravvivere in un mondo dominato dalla tecnologia.

Fonte immagine in evidenza: screenshot dell’opening di Akudama Drive su YouTube

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