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Eroica Fenice

Delphine Delamare, il debutto al Teatro San Francesco di Scafati

Delphine Delamare, il debutto al Teatro San Francesco di Scafati

Melodie francesi, voci nel buio, una danza; libri, inchini, la mano di Giulietta; grida, lacrime e baci; una donna e il suo riflesso deforme in un’altra donna; gonne che si sfiorano, scarpe che si calpestano l’un l’altra; uomini che si intrecciano, come fila di diversi colori a generare un’unica trama; monete che cadono dalle mani, e vestiti, stoffe che imbavagliano, stordiscono. Questi i fili conduttori di uno spettacolo plurale, una rivisitazione del fortunato romanzo di Gustave Flaubert: Madame Bovary.
L’opera inedita tuttavia, intesse un legame maggiore non con il celebre capolavoro letterario ma con la storia reale a cui l’autore francese si ispirò: quella di Delphine Delamare. Adorata moglie di Eugene Delamare, ufficiale sanitario di scarse aspirazioni professionali e dal temperamento mite, Delphine visse a Rouen, un paesino di provincia, ben lontano dalla capitale. Trascorse la sua vita da celibe, incastrata in un banale matrimonio, agognando la libertà e l’amore che leggeva nei romanzi. Su questi libri, Delphine riversava tutta la sua frustrazione, procurata dal fallimento delle sue speranze di bambina, rivelatesi con l’età adulta una mera fantasia. Si tolse la vita l’8 marzo 1848, ingerendo acido prussico.
Aveva ventisei anni, qualche amante, molti abiti e troppi debiti.
La sua triste storia venne all’epoca resa nota da un articolo pubblicato sul Journal de Rouen. È dalla lettura di questo articolo che Flaubert matura l’idea di romanzare la vicenda di Delphine, ponendo così fine alla crisi d’ispirazione che da lungo tempo rendeva sterile la sua penna.
Lo spettacolo, che la compagnia teatrale Hirondelle porterà in scena per la prima volta il 4 marzo, al Teatro San Francesco di Scafati, comincia dalla fine della storia di Delphine, dalla sua destinazione. Prende inizio dal processo che vide Gustave Flaubert difendersi dall’accusa, avanzatagli dall’avvocato Ernest Pinard, di oltraggio alla pubblica morale. La sua colpa: il suo romanzo, Madame Bovary.
Oltre al piacere di confrontarsi con un capolavoro della letteratura internazionale, Delphine Delamare – la vera storia di colei che fu Madame Bovary, nasce soprattutto con un obiettivo: liberare la memoria di Delphine dalla trappola dell’incomprensione. Nelle vesti di Emma Bovary infatti, Delphine è diventata negli anni il paradigma d’ogni adultera, simbolo di lussuria e scaltrezza, quadro d’un arrivismo tipico d’una borghesia arricchita e avida.
Delphine, così come Emma, è stata giudicata fin troppo, dalle letture sommarie, dai processi fantasma, dagli stereotipi che vivono di modelli, dal commercio erotico che fa di una storia reale di lacrime, parole e sangue, una prostituta da vendere in un film da 90 minuti.
Fraintesa oggi, come allora.
Fraintesa sempre.
E adesso non più, e adesso basta.

Delphine Delamare – la vera storia di colei che fu Madame Bovary
Sabato 4 Marzo 2017
Teatro San Francesco, Scafati (SA) – ore 20,45

Per info e prenotazioni: 3394892215; 0818832247;
fb: https://www.facebook.com/laverastoriadicoleichefumadamebovary/?fref=ts