They carry death: Venezia a Napoli. Il cinema esteso

They carry death da Venezia a Napoli il cinema esteso

A Napoli si ritorna a guardare i film in sala

They Carry Death: è tempo di cinema a Napoli: dal 19 al 24 ottobre riparte l’XI edizione di Venezia a Napoli Il cinema estesoideata e diretta da Antonella Di Nocera e organizzata da Parallelo 41 Produzioni, con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Campania e della Film Commission Regione Campania, in collaborazione con 78. Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Università degli Studi di Napoli Federico II, Institut Français Napoli, Goethe-Institut, Cervantes, Confucio

Dopo l’edizione online del 2020, Venezia a Napoli riparte fisicamente, affollando diverse sale napoletane tra cui: il Cinema Astra, l’Institut Français Napoli, il Cinema Vittoria di Aversa, Magic Vision di Casalnuovo, la Casa del Popolo di Ponticelli, il Cinema la Perla di Bagnoli ed il Teatro Ricciardi di Capua

Film di diverse provenienze geografiche e culturali si ritrovano nel segno di un cinema esteso che abbatte i confini territoriali e linguistici, un cinema condiviso che esprime il bisogno della cultura dell’emozionarsi con l’arte«È stato come aprire uno scrigno che emanava magia. Si sentivano le voci diffuse del pubblico in sala, i passi degli spettatori nella hall, le musiche dei titoli di coda che restano nel cuore all’uscita della sala. A tutto questo vogliamo ritornare a far sì che ci sia un luogo dedicato alla cultura del cinema a Napoli. Questa rassegna nel suo senso esteso è l’auspicio per la cultura che si diffonde e si sedimenta con una forza dal centro alle periferie e viceversa» Antonella di Nocera.

They Carry Death: il film che inaugura ufficialmente Venezia a Napoli

Venezia a Napoli è iniziato il Martedì 19 ottobre ed è stato inaugurato ufficialmente dal Prof. Matteo Lorito, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e da Rosanna Romano, Direttore generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania. In seguito,  c’è stata la proiezione del film They Carry Death con ospiti i registi Helena Giròn e Samuel M. Delgado.

Il film parte da un’impronta storica: siamo nel 1492, l’era della scoperta del Nuovo Mondo grazie al viaggio capitanato da Colombo. Tre uomini decidono di salpare da una delle caravelle, rubando una vela, per rifarsi una vita in quelle terre ancora selvagge. Ma ben presto si ritrovano a dover fare i conti con la morte. Parallelamente nello stesso luogo una donna cerca di soccorrere sua sorella suicida, gravemente ferita, portandola da una guaritrice.

Non è un film d’epoca, ma They Carry Death sperimenta anche con la macchina da presa delle forme espressive quasi oniriche, pur raccontando una realtà nuda e cruda stampata nella storia con un certo fascino misterioso. Richiama alla mente un senso romantico di morte, che permea tutta la durata del film. La morte con cui ben presto i tre fuggitivi devono aver a che fare e la paura della morte che si impossessa di loro. La morte contro cui combatte una donna per guarire sua sorella, che si è buttata giù da un dirupo.

Questi personaggi cercano di raggirare la morte: i fuggitivi continuano a tentare ogni modo per mettersi in salvo dalle grinfie del loro equipaggio alla ricerca della vela rubata; la donna si rivolge addirittura ad una guaritrice per far stare bene la sorella. C’è un impetuoso attaccamento alla vita, ma c’è anche la caducità dell’uomo come presenza costante nel film.

Il cinema come macchina del tempo: tra storia ed ecologia

L’essere umano appare come un punto minuscolo davanti alla potenza selvaggia della natura. Con immagini fortemente evocative Helena Giròn Samuel M. Delgado rendono l’inanità dell’uomo davanti, per esempio, ad un vulcano che erutta in tutta la sua aggressiva impetuosità. Anche qui subentra una straordinaria percezione romantica dell’essere mortale rispetto ad una natura libera e incontaminata.

I due registi dichiarano di aver voluto creare un film che percorresse un tempo umano, che evocasse una storia reale quasi come se fosse un docu-film. Ma anche un film che avesse uno stampo ecologico. Il tutto è stato reso attuale dall’originale punto di vista dei personaggi marginali, veri protagonisti del film, rispetto a quelli storicamente noti. Una tattica questa che ci rende le tematiche affrontate più vicine, che ha permesso di raccontare una storia capace di arrivare fino ai giorni nostri e di sensibilizzarci con nuove riflessioni sul rapporto uomo-morte-Natura.   

About Francesca Hasson

Francesca Hasson nasce il 26 Marzo 1998 a Napoli. Nel 2017 consegue il diploma di maturità presso il liceo classico statale Adolfo Pansini (NA) e nel 2021 si laurea alla facoltà di Lettere Moderne presso la Federico II (NA). Specializzanda alla facoltà di "Discipline della musica e dello spettacolo. Storia e teoria" sempre presso l'università Federico II a Napoli, nutre una forte passione per l'arte in ogni sua forma, soprattutto per il teatro ed il cinema. Infatti, studia per otto anni alla "Palestra dell'attore" del Teatro Diana e successivamente si diletta in varie esperienze teatrali e comparse su alcuni set importanti. Fin da piccola carta e penna sono i suoi strumenti preferiti per potere parlare al mondo ed osservarlo. L'importanza della cultura è da sempre il suo focus principale: sostiene che la cultura sia ciò che ci salva e che soprattutto l'arte ci ricorda che siamo essere umani.

View all posts by Francesca Hasson →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *