Desina, Festival della Grafica e delle Culture Visive

Desina, Festival della Grafica e delle Culture Visive

Desina, il Festival della Grafica e delle Culture Visive ha inaugurato la sua prima edizione in una splendida mattina di sole nella sede dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Qui l’inaugurazione ha incluso l’esposizione di 25 manifesti su Napoli, realizzati da 25 grandi artisti nazionali e internazionali che vollero omaggiare la città all’indomani del terribile terremoto del 1983, rilanciandone l’immagine e dedicando ognuno la propria interpretazione nell’apprezzamento del capoluogo partenopeo. Abbiamo preso parte alla conferenza di inaugurazione nell’aula magna dell’Accademia a cui sono intervenuti docenti e artisti che hanno preso parte al progetto. 

Desina: l’inaugurazione a Napoli

Alcuni momenti della conferenza – Archivio personale

L’esigenza di realizzare qualcosa per rilanciare e rivalutare la città partenopea diventa concreta grazie ai docenti Armatore, Feo e Pellone che hanno iniziato costituendo un’associazione no profit: un’agenzia che si occupasse di valorizzare la città e dare la possibilità a tutti, attraverso laboratori gratuiti, workshop e talk in una full immertion di quattro giorni presso quattro edifici prestigiosi della città. Grazie a FOQUS, alla Fondazione Made in Cloister e Riot Studio, questi eventi daranno modo ai giovani talenti dell’Accademia di frequentare corsi e aggiornarsi, oltre ad approfondire la conoscenza di una realtà importante nello sviluppo della grafica intesa come comunicazione. 

Docenti dei workshop – Archivio personale

La prof.ssa Mirella Barracco è la co-fondatrice della Fondazione Napoli Novantanove che dal 1984 ha l’intento di contribuire alla conoscenza e alla cultura della città di Napoli e del Mezzogiorno. Nel 1985 è stata eretta a Ente Morale dal Presidente della Repubblica Italiana. La prof.ssa Barraco ha introdotto il primo importante evento del festival: l’esposizione dei 25 manifesti realizzati. I 25 manifesti sono stati esposti a Napoli, Roma e Milano, per poi arrivare a Parigi, Dundee, Lahti e Los Angeles. La mostra, inoltre, ha vinto il primo premio come migliore opera di grafica sociale alla Biennale del 1987 di Lahden. Gli artisti, tra cui Alan Fletcher e Pierluigi Cerri, che contribuì anche al logo della Fondazione, hanno contribuito a dare una visione personale di Napoli, attraverso diverse tecniche e composizioni, collage, stampe e illustrazioni, tutte con un unico intento: manifestare l’amore che questi artisti ebbero per la città partenopea.  

Desina Festival della Grafica e delle Culture Visive
25 Manifesti per Napoli – Archivio personale

A chiudere la conferenza, il video di Zeal Off e They Lived che racconta come, affrontando molti rischi, gli street artist hanno omaggiato John  Mc Connell, uno dei più gradi graphic designer del Regno Unito, nonché uno dei più incisivi. Lui aveva realizzato la scritta omaggiando Napoli per la sua cultura ma accentuandone anche le debolezze, scomponendo le lettere come se cadessero al suolo. Nel 2021 le scritte sono misteriosamente riapparse sui muri della città, da Posillipo al Vomero, dai Quartieri Spagnoli a Scampia e questo ha avuto un grande impatto, soprattutto per le dimensioni. Le scritte sono state realizzate utilizzando enormi stencil di due metri d’altezza per cinque di lunghezza. L’opera è stata chiamata “Unauthorized 35th anniversary of John McConnell’s poster”, dal momento che McConnell era membro del Pentagram, la più importante azienda di Design del mondo, insieme ad Alan Fletcher che figura tra gli espositori dei 25 manifesti.

Sul sito Desina è possibile visionare l’intero programma del Festival che, si auspica, sia il primo di una lunga serie. 

Fonte immagine in evidenza: Desina

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