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Eroica Fenice

Omaggio a Fellini Benevento chiude la kermesse

Omaggio a Fellini: Benevento chiude la kermesse

L’”Omaggio a Fellini” si chiude col finissage della mostra fotografica dell’Accademia Julia Margaret Cameron, “Dialogo con la città”, nel Museo del Sannio, a Benevento.

L’incontro, finale, per confrontarsi e ringraziare tutti coloro che hanno collaborato per realizzare una manifestazione, ideata e curata da Carmen Castiello, l’”Omaggio a Fellini”, che ha scaldato la città sannita nelle scorse settimane. Dapprima la visione del film La Strada di Fellini presso Palazzo Paolo V, la realizzazione dell’omonimo balletto al Teatro romano il 1 settembre, con la partecipazione della straordinaria Orchestra Filarmonica di Benevento, diretta dal M. Beatrice Venezi e dell’Accademia di fotografia Julia Margaret Cameron, che ha curato la fotografia durante le prove generali dello spettacolo, il backstage della prima e gli scatti dello spettacolo. Le tre uscite fotografiche con l’Accademia e i ballerini della Compagnia Balletto di Benevento, all’alba, con la ballerina Odette Marucci, la Gelsomina del balletto La strada; nella scuola di danza di Carmen Castiello, con fotografie esposte nel foyer del Teatro romano, in occasione del balletto, e per le strade della città sannita, con la partecipazione del trombonista Alessandro Tedesco, del sassofonista Umberto Aucone e del fisarmonicista Flavio Feleppa, che hanno suonato musica dal vivo. Proprio tra gli scatti di quest’ultima uscita sono state selezionate le fotografie oggetto della mostra “Dialogo con la città”, con la direzione artistica di Rosanna De Cicco.

 La signora della danza di Benevento amata dalla sua città

«La musica di Nino Rota, che Fellini definiva perfetta, tanto era struggente – ha raccontato Carmen Castiello, emozionata nel raccontare la sua esperienza con l’Omaggio a Fellini, – ha contribuito a  metterci in gioco così tanto, che il pubblico, durante lo spettacolo, ha avvertito ed approvato perché noi abbiamo voluto parlare di una memoria bellissima, di un’Italia che non tornerà più. Il fatto che molte persone si siano commosse durante la messa in scena della processione mi fa capire che abbiamo bisogno di semplicità, di ritornare a quello che era un modo di vivere così bello, naturale, semplice; noi con la danza ci abbiamo provato! Unirsi poi con le altre realtà di Benevento credo sia stato proprio la nota vincente di questo spettacolo, perché si è creata una collaborazione bellissima ed in questo momento fare rete è una cosa fondamentale, così è nato l’”Omaggio a Fellini”, La strada, la nostra strada».

«La presenza di Michele Salvezza è stata un punto di partenza perché, quando è stato visto il film, ci ha fatto scoprire delle cose che chi non è esperto di cinema non sa. Noi abbiamo fatto nostre le sue parole: abbiamo lavorato con La strada sull’impronta dell’emozione, senza ragionarci, tutto ciò che lui ci ha detto lo abbiamo messo sulla scena e la cosa bella è che il pubblico lo ha compreso e lo ha portato con sé» ha continuato la Castiello, ringraziando il film-maker Michele Salvezza.

«L’approccio di Carmen Castiello è stato sicuramente giusto, d’altronde è stato lo stesso Fellini a dire che c’è bisogno ogni tanto di cercare di sentire; sentire in maniera molto personale, molto intima. La cosa bella che Carmen Castiello ha fatto è aver avuto il sogno, l’ambizione di creare qualcosa che fosse così interdisciplinare, mettendo insieme persone che sentissero allo stesso modo il desiderio di mettere in scena, di offrire uno spettacolo coinvolgente, difficilissimo da organizzare tecnicamente. Benevento, oltre ad aver unito tutte queste umanità, ha offerto anche uno spazio, il teatro romano, che hanno pochissime città e magari se ce ne ricordassimo più spesso, se ci riabituassimo a riempire gli occhi  di bellezza, quella bellezza andrebbe in circolo e sarebbe un bene per tutti. Lo spettacolo credo sia stato così bello, così riuscito, perché ha messo in campo dei momenti nei quali interamente si aveva la sensazione di non sapere realmente cosa si stesse guardando e secondo me è stata una cosa unica. C’è stato un momento, in cui le ombre dei ballerini erano proiettate sul palazzo; in quel momento ha fatto capolino nello spettacolo il cinema puro e c’è stata una sorta di alchimia attraverso la quale, nel teatro romano, sono confluite tutte le emozioni scaturite dal periodo di prova e di attesa. I ringraziamenti, pertanto, vanno fatti a te, Carmen, per il tuo lavoro di studio, di ricerca, di raccordo e, come dicevi prima, quando un’opera d’arte viene messa in scena in maniera così sincera, così istintiva, il risultato è un viaggio e, quando il viaggio ci è particolarmente piaciuto, a noi resta l’impressione di un posto in cui vorremmo tornare. Lo spettacolo secondo me è riuscito a dare questo, diventano un “posto” della memoria collettiva nel quale si ha voglia di ritornare, ed invitando a non farsi sfuggire di mano tutto quello che si è vissuto».

Un grazie anche ai fotografi «perché tutto ciò che abbiamo fatto è stato amplificato dalla loro presenza, attraverso i loro scatti abbiamo vissuto più intensamente i momenti: questa è stata la cosa più bella che ci avete donato. Entrare in una sala di danza con la fotocamera in mano non è cosa semplice, e invece i ragazzi, discretamente, sono stati presenti, sono stati vicini e questa cosa è stata importante» ha aggiunto Carmen Castiello.

«Per noi fotografi si è trattato di un’esperienza inedita, anche se abbiamo lavorato alacremente per organizzare due mostre in 7 giorni: nel foyer del teatro e nel Museo. Abbiamo avuto la fortuna di collaborare in questa vostra idea assolutamente straordinaria di portare la danza tra la gente in strada e quindi di poter fotografare l’alba, con la danza in una Benevento deserta, e poi al tramonto, in una Benevento affollata.  Inoltre, avere queste professioniste che per noi si sono esibite in mezzo alla gente è stata un’occasione meravigliosa» ha sostenuto Maurizio Iazeolla, membro del direttivo dell’Accademia Julia Margaret Cameron. – Qualcosa, dei migliaia di scatti che abbiamo fatto, sono qui alla mostra ma seguirà una presentazione molto più ampia e organica per lasciare qualcosa alla città che coinvolga l’Accademia, la scuola, l’orchestra e tutte le istituzioni che hanno dato supporto a questa manifestazione».

Una simbiosi che si ripete con l’Omaggio a Fellini

«C’è un’intimità che unisce la Compagnia Balletto di Benevento e l’Orchestra Filarmonica, che ha permesso alle due realtà di fare solo due prove, in perfetta sintonia, cosa che si è riproposta anche durante lo spettacolo. La musica di Nino Rota non è una musica semplice ma è una musica che ti ammalia, che ti strugge, perché ogni pezzo è qualcosa che ti fa soffrire, ritrovare quel senso di malinconia, di solitudine del film, quel guardare la vita da un angolo senza mai sentirtene parte» ha continuato Carmen Castiello, ringraziando l’OFB.

«Questo spettacolo è stato forse quello più riuscito, perché, dopo tanti anni con Carmen, c’è perfetta simbiosi ed ormai è superfluo anche parlare. Anche fare poche prove è indice del fatto che, tra noi, funziona sempre tutto. Il lavoro non parte pochi giorni prima dello spettacolo, bensì quasi un anno prima ma funziona sempre e noi siamo sempre più felici di far parte di questa squadra, che ogni anno si amplia, come se fossimo un teatro di tradizione,– ha aggiunto Maya Martini, del direttivo dell’OBF. – Il contenuto c’è, manca il contenitore per tutto l’anno. Noi speriamo di arricchire la città anche con una stagione invernale, perché con le nostre realtà unite, che portano la stessa qualità dei grandi spettacoli dei teatri della zona, a Benevento, si darebbe anche alla città un valore aggiunto, qualcosa che manca e noi siamo gli unici a farlo. Dovremmo avere un teatro stabile e speriamo di riuscirci, ci crediamo».

La Castiello ha colto l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile l’Omaggio a Fellini iniziando dall’Assessore alla Cultura Rossella Del Prete che l’ha sempre sostenuta e le è sempre stata vicina.

«Più vivo queste manifestazioni e più credo nel rispetto reciproco delle iniziative pubbliche e private. Il pubblico non ce la fa più a sostenere il peso di certe iniziative, di certi impegni e quindi non credo sia giusto tarpare le ali a chi non solo ha la possibilità di produrre arte e bellezza, in una maniera così concreta come è stato fatto con questa splendida alleanza tra le nostre realtà artistiche del territorio – ha sostenuto l’Assessore, – ma bisogna rispettare la creatività, l’impegno dei tanti artisti del nostro territorio, tra cui è facile ritrovare gelosie ma non, qui  Benevento, dove si ripropone un esempio di interdisciplinarità con spirito costruttivo».

Ringraziamenti anche alla dott.ssa  Gabriella Gomma, responsabile della rete museale per la Provincia.

La dott.ssa Gomma ha aggiunto che la Provincia ha partecipato dal primo momento anche nell’organizzazione, avendo visto in questa manifestazione delle grandi possibilità, con grandi aspettative che sono state soddisfatte. La dott.ssa ha lodato anche la scelta dei luoghi, da valorizzare: il chiostro di santa Sofia, per esempio, sede del Museo del Sannio, è un sito Unesco, «di cui dobbiamo essere fieri e rispettosi; anche aprirlo in una mostra che non è stata per niente invasiva, era teso alla sua valorizzazione: tutto è stato pensato affinché funzionasse al meglio e questo è stato percepito anche dalla grande partecipazione della cittadinanza alla mostra».

Ringraziamenti anche alla Solot, compagnia teatrale di Benevento, che ha messo a disposizione per lo spettacolo i suoi giovanissimi ragazzi di talento.

Nella Ventorini, allieva della Solot, ha definito «bellissima» l’esperienza che Carmen Castiello ha fatto vivere loro: «Ci siamo ritrovati in una situazione da favola, anche perché dietro le quinte c’era la leggiadra della danza, un’orchestra di ragazzi che ci ha fatto sorridere scaldandoci con le note di Rota, questa profondità d’immagine presa dall’occhio fotografico di cui si riconosce la bravura, la bellezza, tutto insieme… ci siamo ritrovati a fare corpo sul palco, coinvolgendo un’intera città».

Carmen Castiello ha ringraziato anche Linda Ocone, regista dello spettacolo, il quartiere Triggio (Comitato Trivium), Rosanna De Cicco, con cui ha condiviso un percorso non sempre semplice, sia dal punto di vista artistico che di organizzazione, la Family Circus, la compagnia torinese di circensi, molto felliniani nel loro modo di «fare circo come si faceva una volta», che «si sono adattati alle situazioni che noi abbiamo chiesto loro e si sono uniti ai ballerini in una maniera davvero egregia».

Un grazie agli ospiti illustri del balletto, Giancarlo Giannini e Carla Fracci, che dopo lo spettacolo ha confidato alla Castiello che «non pensava che in una città di provincia come Benevento ci potesse essere un corpo di ballo così  bello, importante e preparato tecnicamente», lo scenografo Giovanni Calicchio, che ha inserito pochi elementi ma giusti sulla scena, per non deturpare la bellezza del teatro, la giornalista Elide Apice come addetta stampa e tutti coloro che hanno concorso a realizzare lo splendido “Omaggio a Fellini” che Carmen Castiello ha regalato a Benevento.

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