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Eroica Fenice

L’Accademia di fotografia J. M. Cameron chiude l’Omaggio a Fellini di Carmen Castiello

Con la mostra fotografica dell’Accademia J. M. Cameron continua l’Omaggio a Fellini

Fotografia, danza e musica. Insieme per un dialogo con “la strada” di Benevento. L’ultimo step del progetto “Omaggio a Fellini”, ideato e curato da Carmen Castiello, fondatrice e direttore artistico della Compagnia Balletto di Benevento, è la mostra fotografica dell’Accademia Julia Margaret Cameron, intitolata “Dialogo con la città“, inaugurata lo scorso 7 settembre, alle 17.00, al Museo del Sannio di Benevento, con la direzione artistica di Rosanna De Cicco.

Il progetto “Omaggio a Fellini” ha previsto, nelle scorse settimane, un calendario fitto di appuntamenti. Dapprima, la proiezione della pellicola “La Strada” di Fellini presso Palazzo Paolo V, a Benevento, ha anticipato l’omonimo balletto al Teatro romano il 1 settembre, con la partecipazione della straordinaria Orchestra Filarmonica di Benevento, da sempre grande sostenitrice delle iniziative di Carmen Castiello, con la quale condivide comunione d’intenti e sensibilità artistica, tali da permetter loro di unirsi solo durante le prove generali senza alcun tipo di ritardo o intoppo, con la direzione del M. Beatrice Venezi.

Tre, invece, le uscite dell’Accademia di fotografia Julia Margaret Cameron con i ballerini della Compagnia Balletto di Benevento: all’alba, con la ballerina Odette Marucci, la Gelsomina del balletto “La strada”; per le strade della città sannita, con foto divenute oggetto della mostra “Dialogo con la città” e la partecipazione del trombonista Alessandro Tedesco, del sassofonista Umberto Aucone e del fisarmonicista Flavio Feleppa, che hanno suonato musica dal vico, improvvisata e coinvolgente, ed infine alla scuola di danza di Carmen Castiello, con fotografie esposte nel foyer del Teatro romano, in occasione del balletto. Sempre l’Accademia ha realizzato anche le foto durante le prove generali dello spettacolo, il backstage della prima e gli scatti dello spettacolo.

Tutto questo è stato possibile grazie alla determinazione, pazienza infinita, lungimiranza e riconosciuta competenza artistica di Carmen Castiello, alla quale va tutto il merito di questi dieci giorni di successo, compresa l’idea della mostra fotografica; successo interamente donato alla città di Benevento” dichiara Angelo Orsillo, direttore dell’Accademia Julia Margaret Cameron.

Con la fotografia, “La strada” felliniana è dislocata a Benevento alla Accademia Julia Margaret Cameron

Curatori della mostra sono stati Lello Campanelli ed Enrico Chioato, membri del direttivo dell’Accademia; Chioato ha provveduto anche alla postproduzione, seguendo il percorso fotografico fino alla stampa.

La sequenza delle foto è tale da considerare le fotografie iniziali come inviti che accolgono lo spettatore e lo accompagnano fino alla fine della mostra, con una situazione iniziale di luce che cede il passo ad una situazione di ombra, durante le ore del tramonto, a chiusura della mostra stessaC’è poi un’armonia di ritmo interno delle foto da considerare: fotografie strette seguite da scatti ampi per creare una varietà, un dinamismo che ritorna anche nei colori. La mostra si sviluppa, quindi, attraverso questa successione di tante varietà” ha dichiarato Lello Campanelli, che continua: “Il lavoro è da definirsi un backstage, raccoglie il lavoro di preparazione di quello che è poi stato lo spettacolo finale del balletto La strada.

La strada, dunque, è il soggetto della mostra e, con essa, i ballerini nella strada, legati alle strutture urbane della città di Benevento, che fungono anche da elementi di riconoscibilità della città sannita. Questo aspetto risponde alla volontà di richiamare proprio quello che è il film di Fellini, rendendo omaggio ad attori e maestranze, soprattutto locali, che hanno realizzato lo spettacolo al Teatro romano. La strada felliniana dislocata a Benevento, quindi!

I movimenti della danza, gli sguardi, i gesti dei ballerini all’interno del corpo urbano, integrati con i passanti, hanno creato un dialogo muto tra ballerini e cittadinanza. Questo coinvolgimento è stata una cosa cercata, voluta; questa continuità di gestualità artistica ma anche spontanea mi fa piacere pensare sia il senso dell’iniziativa. La cosa ancor più interessante è che il tutto è stato una sorta di work in progress, avvenuto naturalmente, sul campo: quando si ha un’idea e si progetta un racconto fotografico, ci si può trovare di fronte a felici sorprese ed infatti gli scatti e le fotografie selezionate hanno proprio questo taglio: la cittadinanza si è vista invasa dalla danza, in un incontro ravvicinato con l’Arte. Questa è la prima volta che accade una cosa di questo tipo a Benevento, con un’iniziativa stimolante, democratica, che avvicina al teatro anche il pubblico meno appassionato: è il teatro che si è spostato nella cittภun invito a ricercare la Bellezza della danza, della musica.

La fotografia in questo senso è stata racconto, strumento che ha immortalato questo incontro, è stata la dialettica del momento, della storia, della vita circoscritta in quello spazio e in quel tempo.

Importantissimo è stato l’apporto della musica dal vivo dei tre professionisti che accompagnavano, con i loro strumenti, movimenti non strutturati, assolutamente spontanei: il ballerino percepiva la musica, percepiva l’ambiente e in quel momento danzava in linea con essa, improvvisata a sua volta. La musica è stata ingrediente aggiuntivo di tutto un lavoro che ha testimoniato la bellezza di un impegno collettivo, tra fotografi, ballerini e musicisti che condividono la stessa visione, la stessa emozione.

Carmen Castiello è stata maestra in questo, ha raccordato varie realtà di Benevento con determinazione e passione: la fotografia con l’Accademia; il teatro con la Solot, per fornire attori e comparse, durante lo spettacolo al Teatro romano; la musica con l’OFB e con la partecipazione dei musicisti dell’uscita fotografica; la danza con la sua Compagnia.

Questa mostra di fotografia e tutto il progetto di Omaggio a Fellini in generale sono anche un po’ segnali che in questa città le cose belle sono possibili, si fanno e, se si lavora insieme, possono nascere cose magiche”.

La città di Benevento ama Carmen Castiello: una risposta di pubblico da pelle d’oca

Mettere a confronto il movimento danzato con la sua rappresentazione in fotografia, che coglie per sempre un singolo istante, coniuga due diversi modi di pensare il corpo, di metterlo in dialogo non solo con lo spazio e il tempo, ma anche con l’occhio dello spettatore” ha commentato la Castiello.

La mia idea, con il progetto dell’Omaggio a Fellini, era quella di allargare la famiglia artistica della città. Avevo intuito che l’Accademia di fotografia Julia Margaret Cameron era composta da persone che potevano comprendere il mio desiderio di immortalare attimi di emozione. In questo caso, abbiamo scelto la strada perché la strada è la vita, rappresenta qualcosa da attraversare necessariamente: il luogo, quindi, che ti condiziona per lo spazio, e l’input della musica, che ti dà delle emozioni, creano la magia di un momento che non tornerà più.

Secondo me La strada è un film bellissimo, che racchiude in sé molte emozioni, molti stimoli, percezioni della vita di cui non sempre si ha conoscenza. Io non volevo tenere La strada solo per me la sera dello spettacolo e, con i ragazzi dell’Accademia, lo abbiamo condiviso a tal punto da farne proprio un evento, coinvolgendo i musicisti e tutte le persone che passavano, che hanno visto ed hanno portato qualcosa dentro di loro, al rientro a casa.

Credo che la nostra città potenzialmente sia piena di possibilità, di reazioni belle, perché a Benevento, con la sua arte, la sua storia, le sue peculiarità, vedi il bello tutti giorni ed esso comincia a far parte di te, riesci a vederlo in ogni cosa che ti circonda. Col mio lavoro, inoltre, io vivo nel bello e quindi questa percezione per me aumenta sempre più. Da qui la necessità di dare alle persone la possibilità di sapere che esso esiste e di farlo proprio, di far loro capire che ne abbiamo necessità.  Poi danza, musica, fotografia …questo è un po’ anche il nostro compito: diffondere il senso del bello, rivelarlo, farlo riconoscere, esprimerlo attraverso l’arte, esprimerci attraverso di esso.

La strada è sempre stato un film nel quale io un po’ mi rivedevo, guardando il mondo da un angolo, un po’ come Gelsomina, perché, a volte, non ci si sente mai effettivamente parte del mondo che ci circonda. Quando ho visto il film, ho scoperto che la mia era una dimensione di tanti e, da adulta, ho iniziato ad avere il desiderio di fare in modo che tutte le Gelsomine, che vivono una condizione di solitudine per tante ragioni, si sentissero meno sole. La strada poteva diventare un qualcosa di tutti e quindi ho iniziato a pensare al balletto ed a qualcuno che potesse portare una testimonianza di memoria di un periodo dell’Italia molto alto dal punto di vista culturale: è giusto conoscere Fellini e sapere cosa lui abbia fatto. Ecco perché ho pensato a Carla Fracci ed a Giancarlo Giannini.”

Componenti del collettivo dell’Accademia Julia Margaret Cameron che hanno realizzato gli scatti sono stati Jenny Esposito, Mariachiara Vernillo, Rossella De Nigris, Giusy De Nigris, Ilaria Padovano, Laura Furno, Elisabetta Vella, Carol Pau, Iris Morelli, Matteo Pengue, Mauro Di Rubbo, Lello Campanelli, Maurizio Iazeolla, Enrico Chioato, Angelo Orsillo, direttore dell’Accademia.

I ballerini immortalati negli scatti dell’Accademia sono stati Odette Marucci, che è stata anche la Gelsomina del balletto “La strada”, organizzato al Teatro romano di Benevento, Giuseppe Paolicelli, che ha impersonato, invece, il Matto, e gli interpreti Giselle Marucci, Ilaria Mandato, Lucrezia Delli Veneri, Sara Scuderi, Annasara Fierro, Cristina Ricciardi, Francesca Grimieri, Antonio Bisogno, Angelo Riccio.

Atteso per il prossimo 15 settembre, alle 17.00, il finissage “a sorpresa” ed il bilancio del progetto culturale.

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