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Eroica Fenice

9 cortometraggi Pixar da vedere assolutamente

9 cortometraggi Pixar da vedere assolutamente

Cortometraggi Pixar: quali sono da non perdere?

È consuetudine dei grandi studi di animazione affiancare la lavorazione dei grandi progetti, dei lungometraggi che si apprestano a sbancare i botteghini mondiali, a dei lavori meno impegnativi ma non per questo meno interessanti, anzi capaci di emozionare con storie semplici ma d’impatto. Pensiamo per esempio a Frozen Fever di Disney Animation, che ha accompagnato l’uscita in sala del fiabesco Cenerentola, o Paperman, che anticipava Ralph Spaccatutto.

Maestra in questo campo è la Pixar. Prima di ogni film Pixar, infatti, lo spettatore assiste alla proiezione di un cortometraggio animato, della durata di pochi minuti e, la maggior parte delle volte, senza parole.

La storia dei cortometraggi Pixar inizia negli anni ’80: la Pixar Animation Studios, infatti, è stata fondata nel 1986 e, solo dal 2006, è di proprietà Disney. Nata inizialmente come divisione della LucasFilm di George Lucas – regista di Guerre Stellari – venne acquistata da niente di meno che Steve Jobs ed ebbe successo grazie alla computer grafica. Personaggio chiave fu John Lasseter che, avendo già esperienza nella Disney in animazione, si dedicò a sviluppare lavori con la tecnica a pc. Il primo fu, nel 1984, “The Adventures of André and Wally B.”.

Ad oggi i cortometraggi Pixar si dividono in quattro categorie: i corti di “prova”, ovvero quelli realizzati quando l’azienda non era ancora uno studio di animazione; i corti cinematografici, che vengono proiettati al cinema prima dei film degli Studios; i corti per l’home video e i corti promozionali, realizzati per la prima volta al fine di pubblicizzare Toy Story 3, che di solito vengono distribuiti online e hanno come scopo quello di annunciare l’arrivo di un nuovo film in sala attraverso delle inedite gag dei protagonisti.

Difficile stilare una classifica vera e propria, ma ecco i 9 cortometraggi Pixar che non potete assolutamente non vedere

1) Luxo Junior (1986)

A guardarlo oggi Luxo Junior fa quasi sorridere, in quanto siamo ormai abituati a una qualità grafica di certo superiore a quella di questo cortometraggio del 1986 tutto incentrato sulla piccola lampada divenuta poi il simbolo dei Pixar Animation Studios. Il motivo per cui è doveroso inserire questo corto tra i cortometraggi Pixar da guardare è sicuramente affettivo: questo mini-film, nato quasi per caso nella mente di Lasseter, rende “personaggio” una lampada posta sulla sua scrivania. Se non ci fossero stati il piccolo Luxo, la sua palla a la sua mamma forse la Pixar non sarebbe mai diventata quello che è oggi. Si tratta di un corto estremamente breve, di appena due minuti, dove una piccola lampadina gioca con una pallina che farà la sua comparsa in numerosi film come uno dei tanti easter egg a cui ci ha abituato lo studio. La durata tuttavia non impedì alla Pixar di ricevere la prima nomination agli Oscar per il miglior cortometraggio di animazione, mostrando una piccola parte delle potenzialità di una tecnologia tanto acerba quanto promettente.

2) Il Gioco di Geri (1997)

Il Gioco di Geri (Geri’s game) è stato proiettato nei cinema prima di The Bug’s Life. Scritto e diretto da Jan Pinkava, al cui nonno è ispirato il protagonista, il mini-film ha vinto un Oscar per il Miglior Cortometraggio Animato grazie alla poesia e alla semplicità con cui ha raccontato la malinconica solitudine di un uomo anziano che gioca a scacchi con se stesso, spostandosi da un lato all’altro della scacchiera, mettendo e togliendo gli occhiali. Uno scontro che si fa via via più drammatico, avvincente e teso, con i due Geri sempre più coinvolti e trasfigurati dalla battaglia.

3) Pennuti Spennati (2000)

Vincitore come Miglior Corto agli Oscar del 2002, Pennuti Spennati (in sala precedeva il capolavoro Monsters & Co.) è la storia di un grosso uccello che si posa su un filo con altri uccellini che incominciano a prenderlo in giro mentre lui cerca, senza mai demordere, di farsi accettare. Ciò che colpisce di questo corto, pur dopo tutti questi anni, è la capacità di essere complesso nella sua semplicità, il modo unico con cui le personalità dei singoli pennuti protagonisti emergono dalle loro espressioni e versi.
Secondo alcuni il mini-film diretto da Ralph Eggleston è un’allegoria della politica internazionale dove gli USA sono rappresentati dal grande pennuto e l’Unione Europea da quelli più piccoli, destinati a fare una brutta fine nel continuo tentativo di coalizzarsi contro il “grande” ma bonaccione nemico.

4) Parzialmente nuvoloso (2009)

Chi ha avuto la fortuna di vedere Up nei cinema ha potuto godere in anteprima dello splendido cortometraggio Parzialmente Nuvoloso (Partly Cloudy). Diretto da Peter Sohn (Il viaggio di Arlo), la breve pellicola narra dell’amicizia tra la cicogna Peck e la nuvola Gus. Nel mondo immaginario di questo corto sono le cicogne a portare i bambini o i cuccioli (nel caso di animali) alle famiglie e le nuvole a crearli. La nuvoletta Gus e la cicogna Peck sono incaricate di creare e consegnare un certo tipo di neonati, quelli più pericolosi e selvaggi. Un incarico che mette in difficoltà Peck man mano che la pericolosità dei cuccioli affidatigli aumenta, e quando questa prova a spiegarlo a Gus viene fraintesa. Il conflitto che ne è generato si risolverà con il gioco di squadra che i due colleghi – amici capiranno di dover fare. Da notare, come sempre, l’elevato livello tecnico del corto ed il modo esemplare con cui sono realizzate le soffici nuvole e le piume delle cicogne che svolazzano in giro.

5) Quando il giorno incontra la notte (2010)

Nel 2010, per accompagnare l’uscita di Toy Story 3, Pixar decide di realizzare Quando il giorno incontra la notte, corto diretto da Teddy Newton tra i più interessanti sotto il profilo tecnico. La produzione dello stesso, infatti, si avvale non solo di animazione 3D ma anche di quella tradizionale, mettendo in scena le due entità diametralmente opposte del nostro vivere, il Giorno e la Notte, in simpatici siparietti che evidenziano le loro differenze nette, ma non per questo non complementari. Altra particolarità del film è la presenza di effetti sonori volti a rappresentare un dialogo tra le due entità, rendendo ancor più divertenti le varie sequenze su schermo, fino ad un messaggio radiofonico, originariamente pronunciato dallo psicologo Wayne Walter Dyer che spinge i due (e lo spettatore) a non essere spaventati dall’ignoto e dal diverso, poiché è lì che risiedono le cose più belle. Un messaggio oggi più che mai attuale nonostante siano passati anni, oltre che ciliegina sulla torta di uno dei corti più apprezzati in assoluto da pubblico e critica, vincitore di ben due Annie Awards, premi dedicati specificatamente al mondo dell’animazione.

6) La Luna (2012)

Nel 2012 in sala arrivava quel Ribelle – The Brave che per la prima volta dopo anni lasciava qualche ombra nei giudizi di parte della critica. Non accadeva però al corto abbinato, proiettato prima del film, quel piccolo capolavoro che è La luna, diretto dall’italiano Enrico Casarosa. È la storia di un bambino genovese per la prima volta al lavoro con padre e nonno e di come deve scegliere tra i punti di vista opposti dei due per trovare la propria voce interiore. È un altro impareggiabile esempio di come si possa usare la grafica al computer per ottenere un’animazione calda e avvolgente come quella tradizionale, avvicinandosi a grandi maestri del settore come Miyazaki.

7) L’ombrello blu (2013)

Tra i cortometraggi Pixar troviamo una storia d’amore che unisce i destini di due solitudini (l’Ombrello blu del titolo e l’Ombrello rosso) vissuta tra poetica tenerezza, bizzarra anomalia ed un livello tecnico sorprendente. Incredibile, soprattutto, la capacità di fondere i due cartoonistici ombrelli protagonisti con dei fondali al limite dell’iperrealismo senza che questo sbalzo stilistico risulti in qualche modo stonato o spiazzante. The Blue Umbrella è toccante, emozionante, in qualche modo teso e coinvolgente, e rappresentava la perfetta apertura per un film come Monsters University, che lavorava su sensazioni e temi molto diversi. Ancora una nomination (ma nessuna vittoria) agli Oscar per questo corto firmato Saschka Unseld che ha anche il sapore di demo tecnica per nuovi software dello studio. D’altra parte questo tipo di lavori serve anche a sperimentare e lanciare ponti verso un roseo ed evoluto futuro.

8) Lava (2014)

Mostrato nelle sale del mondo come antipasto dell’eccezionale Inside Out, il cortometraggio Lava è la storia, poetica e toccante, del vulcano tropicale Uku e del suo canto che scivola via per millenni mentre osserva solitario gli altri esseri viventi che vivono le proprie storie d’amore. Mentre versa la sua lava nell’Oceano Pacifico, affondando lentamente e incessantemente, Uku non sa che nelle profondità marine un altro vulcano, Lele, lo ascolta e poco per volta si è innamorato di lui. Una storia raccontata come un piccolo musical lungo una sola canzone, scritta dallo stesso regista James Ford Murphy e cantata in Italia da Giovanni Caccamo e Malika Ayane, accompagnati solo da un ukulele, strumento cardine della musica hawaiana e con la solita, inconfondibile, delicatissima grazia Pixar. Un prodotto in grado di mostrare digitalmente parte delle bellezze oceaniche che avremo modo di vedere in un altro eccellente film Disney: Oceania. Ma, soprattutto, il più romantico tra i cortometraggi Pixar.

9) Piper (2016)

Nel 2016 arrivava nei cinema Alla ricerca di Dory, sequel del celebre Alla ricerca di Nemo ed ennesimo capolavoro della Pixar. Il cortometraggio proiettato come anteprima è Piper, diretto da Alan Barillaro e sicuramente vicino alla tematica marittima del film a cui fa da antipasto. Piper è infatti un piovanello, un volatile marino che deve compiere i suoi primi passi in un mondo ancora ignoto e pericoloso, soprattutto in virtù della sua idrofobia. Il cortometraggio stupisce principalmente per il suo realismo: la realizzazione dello stesso ha avuto infatti una gestazione di tre anni, dedicati non solo allo studio di tecnologie di animazione CGI avanzatissime ma anche alla riproduzione dettagliata degli animali coinvolti, studiati direttamente in spiaggia o negli acquari statunitensi per ottenere la maggiore fedeltà possibile. Un lavoro che non è assolutamente passato inosservato agli Oscar 2017, che hanno decretato Piper miglior cortometraggio d’animazione dell’anno, favorito anche da una storia interessante narrata senza una parola, ma solo con immagini vivide e capaci di trasmettere emozioni allo spettatore.

[Fonte immagine: cinema.everyeye.it]

 

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