Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Alien

Alien, sei corti per festeggiare i quarant’anni del film

A 40 anni dall’uscita nelle sale Alien festeggia il proprio quarantennale con una serie di 6 cortometraggi diretti da registi esordienti.

Era il 1979 quando il mondo del cinema fu sconvolto dall’arrivo sul grande schermo di un’inquietante creatura snella, veloce e letale che dava la caccia all’equipaggio di una nave mercantile nello spazio profondo e ignoto. Si trattava dello xenomorfo, l’antagonista principale di Alien. Il film di Ridley Scott, con la sua atmosfera oscura, le scenografie ascetiche e il suo ritmo incalzate, è divenuto negli anni un vero e proprio cult che ha dato il via ad un fortunato franchise comprendente tre sequel (1986, 1992 e 1997), due prequel (Prometheus del 2012 e Covenant del 2017), una serie di fumetti e videogiochi e anche una saga cinematografica crossover con un’altra celebre creatura fantascientifica: Predator.

Di anni ne sono passati ben 40 e per festeggiare a dovere il compleanno della sua creatura la 20th Century Fox, in collaborazione con la piattaforma online Tongal, ha pubblicato tramite il canale YouTube di IGN sei cortometraggi diretti da sei registi esordienti, scelti tra una rosa di 550 cortometraggi inviati alla casa di produzione californiana.

Alien 40th anniversary: recensione in breve dei sei cortometraggi

I titoli dei sei cortometraggi sono Alone, Containment, Harvest, Night Shift, Ore e Specimen, rispettivamente diretti da Noah Miller, Chris Reading, Benjamin Howdeshell, Aidan Breznick, le sorelle Spear e Kelsey Taylor.

Quello che accomuna questi corti, differenti l’uno dall’altro per trama e regia, è la volontà di rifarsi al primo Alien. Questi omaggi richiamano infatti alle cupe e paurose atmosfere del film del ’79, nonché ai suoi personaggi e momenti topici. Alcuni attori richiamano per caratterizzazione al tenente Ellen Ripley, interpretata nei film della saga da Sigourney Weaver e che con la sua caratterizzaione androgina ha creato l’archetipo della donna coraggiosa ed indipendente, ma non mancano nemmeno gli iconici Facehugger che stritolano il viso della vittima e ovviamente lo xenomorfo, la terribile e allo stesso tempo affascinante creatura aliena nata dalla mente del pittore e scultore svizzero Hans Ruedi Giger.

L’operazione sponsorizzata dalla Fox è sicuramente interessante e permette a giovani registi di affacciarsi al mondo del cinema contribuendo all’espansione di un universo filmico importante e seminale come quello di Alien. Operazione che tuttavia non è esente da limitazioni. Se alcuni corti riescono a restituire le atmosfere claustrofobiche e angosciose del film di Scott grazie sia a colpi di scena inaspettati (Harvest) che richiami alla tematica della solitudine che porta alla follia (Alone) e della paura verso le persone più vicine a noi (Containment), altri risultano essere inanimate operazioni che con il primo Alien hanno poco o nulla a che fare (Night Shift, Ore e Specimen). In ogni caso il contributo di questi registi è sicuramente prezioso e alimenta ancora di più l’immaginario di uno dei franchise più celebri del genere fantahorror.

Quarant’anni di “In space no one can you hear scream

Alien festeggia il suo quarantesimo anniversario regalandosi una sestologia di cortometraggi che richiamano alle terrificanti atmosfere del primo film che in quel 1979 squarciò, come fa il parassita alieno con lo stomaco di uno dei personaggi, l’immaginario degli spettatori abituati fino a quel momento alle atmosfere fiabesche e meravigliose di Guerre Stellari. Cortometraggi che tentano di omaggiare una delle saghe cinematografiche più amate che ha fatto entrare nell’olimpo dei mostri cinematografici lo xenomorfo, ripugnante e affascinante creatura che occupa l’immaginario e (soprattutto) gli incubi di ogni appassionato e personificazione emblematica della paura dell’ignoto e di ciò che non si riesce a concepire e combattere con le proprie certezze.

Fonte immagine copertina: https://www.lascimmiapensa.com/2019/03/18/alien-40th-anniversary-6-corti-video/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *