Asakusa Kid, la vita di Takeshi Kitano | Recensione

Asakusa Kid, la vita di Takeshi Kita | Recensione

Tutti conoscono Takeshi Kitano, uno dei più grandi attori e registi contemporanei provenienti dal Giappone. Egli è stato il pioniere del genere yakuza eiga, portando la settima arte ad un livello mai visto e proponendo una fotografia eccezionale e delle inquadrature magistrali in ogni scena. La sua vita però non fu solo gangster movie e polizia violenta come nel suo film d’esordio. Takeshi Kitano nasce inizialmente come comico membro del duo Two Beats: da qui il suo nome d’arte Beat Takeshi. Su Netflix arriva il film biopic sulla sua vita. In quest’articolo vi presentiamo la recensione di Asakusa Kid.

Asakusa Kid: la trama

Asakusa Kid è un film biopic uscito il 7 dicembre 2021 sulla piattaforma Netflix. Il titolo è tratto dal libro omonimo di Takeshi Kitano, in cui racconta le sue memorie e, di conseguenza, la sua vita passata. Scritto e diretto da Gekidan Hitori con la supervisione di Takeshi Kitano, l’attore scelto per rappresentare Beat Takeshi è Yuya Yagira, che effettivamente gli somiglia molto. Il secondo attore protagonista, nonché partner del duo Two Beats, è il leggendario Yo Oizumi. Nel film vi è presente anche Takeshi Kitano che interpreta sé stesso in età adulta. Il film inizia con l’adolescenza del buon Takeshi, ragazzo particolare che lavora come inserviente all’interno di un cinema di Asakusa (da qui il titolo Asakusa Kid). Nel tempo libero si diverte a guardare i comici che passano di lì per delle serate e il suo sogno è quello di diventare uno di loro. Da lì si affeziona a uno dei comici che gli fa qualche lezioncina, portandolo poi a formare il duo con un suo collega chiamandolo Two Beats. Inizialmente i primi spettacoli sono dei flop totali, ma Takeshi non demorde e insistendo riesce a riscuotere del successo, fino a quando riceve il suo primo invito in televisione a una gara tra duo comici. Il resto verrà da sé. 

Recensione

Asakusa Kid si dimostra un biopic chiaro e coinciso nella narrazione, ma purtroppo privo di momenti salienti da definirlo intrattenente: può capitare che gli spettatori meno abituati al cinema nipponico possano annoiarsi e non trovarlo un buon prodotto. La realtà è che Asakusa Kid è, a malincuore, definibile mediocre, ma comunque piacevole nello scoprire la storia di uno degli attori più influenti degli ultimi decenni. Il problema sta più alla regia che agli attori in sé, perché Yuya Yagira si è dimostrata una grande scelta, dal momento che ha seguito e imparato i vari comportamenti tipici del Kitano, come lo sbattere i piedi sul pavimento prima di andare in scena e alcune delle sue espressioni facciali più iconiche di sempre. Il pubblico si aspettava una qualità più che eccelsa essendo la pellicola supervisionata da Kitano stesso, ma comunque parliamo di un biopic e non di un film sulla yakuza pieno di sparatorie e scene d’azione. Sicuramente è super consigliata per i veri fan dell’attore che desiderano scoprire le sue origini.

Fonte immagine in evidenza: Netflix

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A proposito di Alessio Gentile

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