Blade Runner 2049 e Doctor Sleep, la maledizione dei sequel continua?

Blade Runner 2049

Blade Runner 2049 e Doctor Sleep, l’analisi dei seguiti di due cult degli anni Ottanta che non hanno avuto successo al box-office

Spesso alcuni film diventano dei cult importanti per una generazione; si tratta di pellicole con un vasto successo di pubblico come Top Gun (1986) oppure il caso di flop che vengono riscoperte molti anni dopo come Tron (1982). Così le grandi major cercano di rivitalizzare questi “possibili (nuovi) franchise” con nuove storie; spesso anche questi seguiti si rivelano dei flop nonostante una buona accoglienza della critica.

E’ il caso di Blade Runner 2049 di Denis Villenueve e di Doctor Sleep di Mike Flanagan, seguiti di due noti cult degli anni Ottanta; rispettivamente Blade Runner di Ridley Scott e Shining di Stanley Kubrick. Nonostante appartengono a due genere diversi; il primo è un film filosofico e fantascientifico mentre il secondo un thriller-horror, essi condividono la caratteristica di aver avuto scarsa fortuna al box-office e di essere usciti dopo più di 30 anni.

Blade Runner 2049 di Denis Villenueve; il “miglior film di fantascienza del Duemila” esplora il mondo di Scott e Dick

Blade Runner 2049 nasce con l’intento di proseguire la storia nel mondo creato da Philip K. Dick e portata sul grande schermo da Ridley Scott con Harrison Ford. L’originale ebbe uno scarso successo al botteghino ma venne riscoperto grazie a vhs e dvd, divenendo un classico della fantascienza. Nel 2011, Scott confermò di essere al lavoro per un sequel di Blade Runner e nel 2015 il regista canadese Denis Villenueve firmò il contratto per dirigere il film. Harrison Ford tornò nel cast e si aggiunsero Ryan Gosling, Jared Leto, Ana de Arnas, Silvia Hoeks e Dave Bautista con l’uscita fissata per il 6 ottobre 2017. Purtroppo, nonostante le ottime recensioni della critica, il film non ha interessato il pubblico generalista racimolando 259 milioni di dollari (come riportato da Box Office Mojo) contro un budget di 150 milioni (prodotto da Alcyon e distribuito dalla Sony Pictures in USA e dalla Warner Bros nel resto del mondo).

Un titolo come Blade Runner 2049 non è adatto ad essere commercializzato come un blockbuster; nonostante l’alto budget, si tratta di un film filosofico e personale dove Villenueve mostra il proprio amore per quel mondo creato da Dick e Scott. La città di Los Angeles con le luci al neon, la tecnologia onnipresente, il dipartimento di polizia e i “blade runners” seguono l’eredità di Scott così come anche i costumi di scena dove il gusto per gli anni Ottanta incontra l’estetica orientale. Il mondo di Blade Runner 2049 è lo stesso dell’originale non influenzato dagli avvenimenti della fine del Novecento (il primo era ambientato nel 2019 ma uscì nel 1982).

Il pubblico di massa ha evitato questo film perché poco interessato, Blade Runner 2049 è “un film per pochi” cosi come l’originale di Scott. Non abbiamo scene d’azione o di inseguimenti su automobili che piacciono al grande pubblico, l’intero film invita gli spettatori alla riflessione di temi come il progresso tecnologico, la relazione uomo-robot, il cambiamento climatico, l’inquinamento e la ribellione della macchina. A ciò si alternano paesaggi realizzati dal fotografo Roger Deakins come la Los Angeles fuligginosa, piovosa e con luci al neon oppure il grande deserto ai confini della metropoli o la città di Las Vegas abbandonata con i suoi hotel in decadenza dove regna solo solitudine e macerie che permettono allo spettatore di entrare in un “nuovo mondo”.

Doctor Sleep di Mike Flanagan, tra il mondo di Stephen King e l’eredità di Stabley Kubrick (attenzione agli spoiler)

Diverso è il caso di Doctor Sleep, un film nato come adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo pubblicato da Stephen King nel 2013. La vicenda vede protagonista un Danny Torrance adulto che è divenuto un alcolizzato a causa degli avvenimenti dell’Overlook Hotel. In seguito conosce la giovane Abra, una bambina con il potere della luccicanza ma dovrà vedersela contro “Rose Cilindro” e la sua congrega di “cacciatori di luccicanza”.

Sappiamo che l’autore di best-sellers non ha mai stimato il film di Stanley Kubrick “vedendolo lontano dal suo romanzo da un punto di vista contenutistico” e per questo il compito del film di Flanagan è molto arduo: unire il mondo creato da King con l’estetica e l’interpretazione di Kubrick (d’altronde l’unico adattamento di Shining è quello di Kubrick escludendo l’omonima serie tv prodotta dallo stesso King) creando così un “sequel spirituale”. Nonostante la fiducia della Warner Bros per il progetto, le capacità di Flanagan e il cast con Ewan McGregor e Rebecca Fergurson, il film (uscito il 3 novembre 2019 in USA e il 31 ottobre in Italia) non riscosse successo. Con un budget di 45 milioni, Doctor Sleep ha terminato la sua corsa nei cinema con circa 72 milioni di dollari.

Doctor Sleep ha come difetto di non riuscire a trovare una determinata posizione, cerca di congiungere la storia di King ma adattandola all’interpretazione di Kubrick, cosi traballa tra due “opere diverse”. Le modifiche per avvicinarla al modo di pensare di Kubrick hanno influito molto sull’adattamento, per esempio Dick Halloran che nel romanzo è vivo, qui è un “fantasma” che si presenta a Danny oppure il caso del finale dove protagonista rompe la caldaia e fa esplodere l’Overlook poiché alla fine di Shining l’albergo era ancora in piedi (mentre nel romanzo di King l’Overlook esplode a causa di una caldaia e nel seguito ci sono soltanto le macerie).
Insomma si tratta di un film che ha attratto di più i fan del “Re dell’orrore” piuttosto che i cinefili e i fan di Kubrick che considerano la storia conclusa con la vicenda di Jack Torrance.

I due casi analizzati testimoniano come molto spesso Hollywood cerca di dare nuova linfa vitale a vecchi film proponendo sequel o prequel (indipendentemente dalla qualità del risultato finale) ma spesso tale operazioni non hanno successo visto che quei cult non hanno un pubblico così vasto come immaginato dagli stessi dirigenti e produttori.

 

 

Fonte immagine di copertina: dal tweet di @JTEmoviethinks

Chi è Salvatore Iaconis

Nato nel 1999 a Napoli e iscritto al corso di laurea di Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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