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Eroica Fenice

Dark, con la serie tv Netflix il buio avvolge l'inverno

Dark, con la serie tv Netflix il buio avvolge l’inverno

Noi appassionati di serie televisive viviamo in un continuo passaparola di suggerimenti riguardo a nuovi telefilm da scoprire. In questo campo Netflix è in grado di soddisfarci perché rappresenta il caposquadra di una partita senza precedenti. Oggi questa piattaforma digitale per la visione di programmi televisivi è l’avanguardia dell’intrattenimento. E la Germania non si è lasciata scappare l’occasione di prendere parte alla rivoluzione della comunicazione. Dark, infatti, è la prima serie televisiva prodotta interamente in Germania che è in onda su Netflix. Creata da Baran bo Odar e da Jantje Friese, è disponibile sulla piattaforma a partire dal 1 dicembre scorso. Dieci episodi di puro thriller introspettivo che si estende su piani narrativi diversificati nel tempo e nello spazio.

Das Dunkel ovvero il regno dell’oscurità

Siamo in Germania, nel 2019, nella cittadina di Winden. Un luogo in cui è possibile vivere solo per coloro che lì sono nati. Il tempo sembra non passare mai tra il grigiore dell’aria e la pioggia insistente che bagna le strade. La routine di quattro famiglie apparentemente normali viene sconvolta dalla scomparsa di due ragazzini. Nell’oscurità della notte la realtà ha inghiottito i due giovani lasciando sparire ogni loro traccia. I misteriosi eventi si collegano a fatti accaduti 33 anni prima quando un altro bambino era sparito sempre a Winden. Le vite dei protagonisti si intrecciano in una spirale di ansia e incomprensione per la piega che le circostanze stanno prendendo. Il piccolo Mikkel, terzo tra i bambini scomparsi, si ritrova a viaggiare indietro nel tempo nel 1986. In un contesto lontano dalla sua quotidianità Mikkel comprenderà da solo le ragioni di queste alterazioni e le cause che hanno generato un cambiamento irreversibile. Le indagini condotte dalla polizia locale portano a galla un covo di situazioni irrazionali. Fenomeni ultraterreni – come la morte inspiegabile di numerosi uccelli – avvolgono in un mistero sempre più fitto la vita della cittadina tedesca. Un prete, uno scienziato e un uomo inquietante col cappuccio sembrano essere i soli detentori della verità. Dopo Mikkel altri personaggi inizieranno a viaggiare nel tempo scoprendo che le loro vite sono piccoli frammenti di un quadro definito. I loro respiri hanno ragione di esistere solo in relazione ad un progetto che va oltre la percezione terrena.

Con Dark la Germania entra in maniera trionfale nell’universo delle serie televisive

Il prodotto confezionato dagli ideatori di Dark può vantare una qualità a dir poco eccellente. Nonostante i forti richiami ad altre serie televisive di successo come, ad esempio, Lost (in Dark appaiono spesso due porte parallele nascoste in un bosco che conducono in una dimensione parallela), Twin Peaks (associazione che viene in mente a causa della matrice surreale che avvolge la serie) e Stranger Things (anche una parte di Dark è ambientata negli anni ’80) possiamo affermare che Das Dunkel (il titolo della serie in tedesco) sia unica nel suo genere.

Una esclusiva peculiarità che si esprime a partire dalla recitazione dei personaggi. Vi consigliamo, infatti, di guardare le dieci puntate in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Sarete condizionati da una fascinazione indescrivibile. I colori, le luci, i costumi, le ambientazioni, i tempi della narrazione sono solo alcune delle caratteristiche di una serie televisiva che (è proprio il caso di dirlo) può vantare un inimitabile marchio tedesco. Guardare Dark è un po’ come essere trasportati nell’entroterra della bassa Germania, lì dove il sole splende pochissime volte all’anno e dove un torbido enigma sembra affiancare sin dalla nascita i residenti del territorio. Appassionarsi alle vicende delle quattro famiglie di Winden equivale ad una immedesimazione nella psicologia di un popolo eccessivamente pragmatico. Lo sconvolgimento degli eventi, infatti, costringe i protagonisti ad una forzata analisi della propria spiritualità e del significato della vita stessa.

Le musiche di Dark sono la ciliegina su una torta dal gusto irresistibile. La sigla Goodbye firmata da Apparat e Soap&Skin  induce lo spettatore a non skippare mai l’intro degli episodi. Le canzoni in stile anni ’80 con testo in tedesco della colonna sonora ci fanno comprendere quanto siano influenti le mode all’interno di una società che cambia ma solo ruotando attorno ad un perfetto cerchio che si ripete.

Viviamo in una eterna illusione. E l’unica rassicurazione che possiamo darci è «Wart, bis es dunkel wir» (aspetta fino a quando non si fa buio).