Friends: The Reunion, un abbraccio nostalgico

Friends: The Reunion

Dopo 17 anni di (quasi) silenzio, si riaccendono i riflettori sull’iconica serie: “Friends: The Reunion”, un appuntamento da non perdere.

COULD I BE MORE EXCITED?

Un anno di attesa dall’annuncio ufficiale. Il ritorno, dopo 17 anni, dei protagonisti di Friends. Una reunion attesa, desiderata, ottenuta e, infine, discussa. Disponibile in Italia dal 27 maggio su Sky e Now Tv, “The One Where They Get Back Together”.

Dal 1994 al 2004  Friends ha dominato gli ascolti tv, conquistando un seguito di decine di milioni di spettatori, catturati dalle vicende dei sei amici di New York. Stiamo parlando di ben dieci stagioni, per un totale di 236 episodi. Ma i numeri non bastano. Ancora oggi, la serie tv raccoglie nuovi fans, riuscendo ad essere sorprendentemente attuale.

Impossibile spiegare a chi (colpevole!) non conosca lo show, i motivi di tanto successo; un’esperienza che si percepisce solo quando la si vive, ovvero quando ci si tuffa a capofitto nell’ennesimo esilarante episodio della serie. E poi, da lì al binge watching il passo è breve. Altrettanto difficile quindi, capire il perché tale Reunion generi questo hype senza precedenti. Bisogna inoltre, dare a Cesare quel che è di Cesare. La show, conclusosi perfettamente (che nel mondo dei “prodotti ad episodi” equivale ad un mezzo miracolo), aveva chiuso il cerchio. Non c’è mai stata l’esigenza di un last chapter, il libro era già arrivato all’ultima meravigliosa pagina. Ciò che finisce, finisce. Ed è forse per questo che, in anticipo, possiamo dire che la Reunion è stata una scelta giusta. Ripercorrere le tappe, da un punto di vista diverso, ma senza toccare nulla. Ecco quindi in breve, Friends:The Reunion.

Friends: The Reunion….How You Doin’?

Domanda fondamentale: come se la passano i nostri Amici di fiducia? Inutile negarlo, il tempo passa per tutti. Ross, Rachel, Chandler, Monica, Phoebe, Joey (David Schwimmer,  Jennifer Aniston, Matthew Perry,  Courteney Cox,  Lisa Kudrow,  Matt LeBlanc) non sfuggono a questo brocardo. Non sono più i ragazzi di un tempo, al massimo del loro splendore fisico, ma anche nel momento migliore della loro vita. Per riprendere le parole di Marta Kauffman, una delle creatrici dello show, Friends  “era il racconto di quel pezzo di vita in cui gli amici sono la tua famiglia. Quando ti fai una famiglia, per forza finisce”.

E i segni del tempo, mai come in questo caso, producono quella dolce malinconia, così triste eppur così piena di vita. E’ per questo motivo che tocca nel profondo rivedere ad uno ad uno gli attori tornare sul vecchio set (appositamente ricostruito per l’occasione), salutarsi come si saluta il migliore amico di sempre e vederli insieme, ripescare vecchie memorie dal passato. Il rapporto è cambiato, ma la chimica resta. Friends: The Reunion ci offre uno spaccato diverso di qualcosa che pensavamo non avesse ormai segreti. Invece ecco 1:43h di ricordi, bloopers, vecchi ritorni e ospiti speciali. I momenti “privati” sono poi intervallati dall’intervista condotta da James Corden, il famoso intervistatore inglese di Late Late Night.

 

Gli ospiti e i retroscena dello show

Tra i momenti più riusciti, sono da citare le testimonianze di fans della serie, dal Ghana al Messico, che raccontano come il programma li abbia aiutati in momenti difficili della propria vita. Non sono mancate poi le partecipazioni illustri. Abbiamo infatti assistito ad un unicum: “Smelly Cat” cantata e suonata da Phoebe (Lisa) e Lady Gaga. Questa purtroppo, è forse l’unica vera partecipazione degna di nota tra i “big”. La lunga lista di cantanti/attori/personaggi dello spettacolo è infatti estremamente pomposa, ma poco concreta. Forse anche causa Covid-19, gli interventi sono di poco spessore. Il tutto si limita ad un saluto o ad un mero ricordo dell’episodio preferito. Qualcosa in più è dato da comprimari dello show (Maggie Wheeler, Tom Selleck), ritornati per la gioia dei vecchi compagni, e del pubblico. Mancano però molti nomi, che avrebbero sicuramente arricchito l’incontro, dando un contributo sicuramente maggiore. Pensiamo al piccolo Ben (Cole Sprouse), o al marito perfetto di Phoebe, Mike Hannigan (Paul Rudd). Assenze che hanno generato perplessità, visto anche il loro ruolo tutt’altro che secondario negli intrecci della storia.

Anche l’intervista di Corden in realtà, ha poco mordente, se escludiamo il momento sfilata con i costumi più iconici dello show. Non c’è mai un vero momento in cui uno dei sei (ormai non più) ragazzi di New York riesca ad esprimersi liberamente. Solo scambi di battute, nulla di più.

Il meglio di quest’ora e quaranta è dato da vecchi filmati mai visti, di fine riprese, e dai momenti in cui i nostri protagonisti possono dialogare senza intermediari. La spontaneità, la genuinità ed il sincero affetto di quel gruppo così affiatato è terapeutica. Il sorriso nasce da sé. Le icone pop di fine anni ’90 si presentano per quel che sono: amici.

Ed in questi intervalli, riusciamo ad entrare nella piccola vita da set che li coinvolgeva, scoprendo  qualcosa in più su di loro. Come il fatto che un’insospettabile Courteney Cox non ricordasse le battute, e le scrivesse sul tavolino del “suo appartamento”. O che durante la prima stagione, tra David e Jennifer sembrasse esserci qualcosa in più di una semplice amicizia.

Cosa ci lascia davvero “Friends: The Reunion”

Dunque, tiriamo le somme. La nostra ora e quaranta (circa) è appena terminata. E l’effetto è quello di un pendolo che oscilla tra felicità e malinconia, Un abbraccio nostalgico, come quelli che si danno alla fine di un lungo viaggio. La Reunion di Friends è oggettivamente diversa da come sospettavamo. La pandemia ha indubbiamente influito sul risultato finale. Ma non per questo, ci delude, anzi. Friends resta quello che è sempre stato: un omaggio alla bellezza della semplicità. Travolgente ed iconico. E toccare un’icona è sempre rischioso. Per questo, siamo ben felici che niente di tutto ciò che è stato creato, sia stato rovinato da qualche scelta scellerata. Vedere a distanza di anni, come i rapporti di amicizia possano durare, maturare, e perché no, migliorare, è sicuramente il messaggio più bello che la serie (reunion inclusa), ci ha regalato.

“I’ll be there for you
(‘Cause you’re there for me too)”

 

Fonte Immagine: Facebook.

 

A proposito di Leonardo Falato

Studente di Giurisprudenza presso l'Università di Napoli Federico II. Classe '98, amante del cinema e della buona musica. Apprezza tutto ciò che di singolare e romantico il mondo ha da offrire, dai film di Woody Allen al piede destro di Dries Mertens.

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