I 3 film piú belli di Luca Guadagnino

i 3 film piú belli di Luca Guadagnino

Prima di dirvi quali sono i film più belli di Luca Guadagnino, ecco la sua carriera e una breve presentazione del suo lavoro.

Regista italiano che, fin dalle sue prime pellicole, si è affermato nella cinematografia internazionale per la sua riconosciuta bravura nel rappresentare le struggenti passioni dell’animo umano. Il filo conduttore di tutti i suoi lavori filmici è proprio la passione come evento sconvolgente dell’esistenza umana. In ogni film riesce a raccontarne una tipologia diversa, per dinamiche, contesti, emozioni. La sua fama arriva proprio per la bravura nel rappresentare ciò, in racconti poetici, che siano essi bucolici o turbolenti.

Il regista vanta nella sua carriera tra i più importanti riconoscimenti: una vittoria del David di Donatello (e numerose candidature), 3 candidature al Nastro d’Argento, una candidatura ai Golden Globes, un Leone d’argento alla Mostra del Cinema di Venezia, 3 candidature al Premio BAFTA e la piú importante, candidatura agli Oscar.

Di lungometraggi ne ha per ora creati sette, ecco qui i 3 migliori film di Luca Guadagnino, secondo noi:

Call Me By Your Name (2017)

Il film che ha consacrato Guadagnino nel mondo del cinema internazionale. Si dice essere tra i film piú belli degli ultimi dieci anni. La storia d’amore tra due ragazzi nella cornice poetica e romantica dell’Italia estiva ha catturato i cuori di critici, artisti e spettatori. Il contrasto tra la sceneggiatura idilliaca e la voragine di emozioni che colpisce i due protagonisti è l’essenza del film. La malinconia che lascia il finale di questa storia è il marchio di Guadagnino che è riuscito a creare un’opera in grado di essere anche film di formazione per adolescenti e giovani.

Suspiria (2018)

Questo remake della pellicola del 1977 di Dario Argento è forse il lavoro più controverso del regista. C’è chi lo ha amato e c’è chi lo ha criticato duramente. Certo è che dimostra la bravura del regista nell’operare in un campo diverso dal suo solito, l’horror. Guadagnino riesce a combinare lo stesso carico emotivo in una storia completamente diversa da quelle a cui ci ha abituati. Le ambientazioni spettrali e soprattutto il finale sconvolgente sono una novità che va apprezzata anche solo per la sifda alla quale il regista si è sottoposto.

Io sono l’amore (2009)

Lo stravolgimento della quiete convenzionale di una ricca famiglia è qui il fulcro della trama. Guadagnino ci racconta i drammi familiari con una leggerissima intimità, rendendo fluidi anche i momenti e gli eventi più ostici di tutta la narrazione. È notevole la semplicità che caratterizza le scene. Una semplicità che ci lascia comprende la naturalezza degli errori umani che stravolgono vite. Con questa pellicola è stato riconosciuto un lavoro di avvicinamento allo stile viscontiano, puramente italiano, di Guadagnino.

Fonte immagine: Pixabay

 

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