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Remastered, remake e reboot di videogiochi: quali sono le differenze?

Nell’ultimo decennio il mondo videoludico ha assistito ad una apparizione massiccia di videogiochi etichettati come remastered, remake e reboot di giochi già noti. La caratteristica che li accomuna è sicuramente l’appoggio alla base di un titolo precedentemente pubblicato, ma con differenze sostanziali che contraddistinguono una delle tre tipologie rispetto alle altre.

Remastered, remake e reboot: le differenze ed i giochi più popolari delle varie tipologie

Gioco rimasterizzato (remastered)

La remastered di un videogioco non è altro che una rimasterizzazione di un titolo già noto su una console più recente, una conversione ad hoc di un titolo pubblicato su una console di generazione precedente a quella in cui dovrà girare il videogioco modificato. L’operazione di rimasterizzazione consiste nell’adattamento del comparto grafico alla console di generazione successiva, in aggiuntiva sono stati apportati anche degli adattamenti nel comparto sonoro. Il gioco resta pressoché identico all’originale, ma fruibile da una console più recente, dunque capace di riprodurre una qualità multimediale più elevata.

Da non confondersi con l’emulazione che consiste invece in una conversione in “tempo reale” del videogioco (originale) e allo stesso tempo del firmware della console nativa che supporta il titolo.

Nel citare alcuni esempi famosi di rimasterizzazioni non si può non citare The Last of Us, pluripremiato titolo uscito nel 2013 inizialmente per PlayStation 3 e rimasterizzato su PlayStation 4 l’anno successivo. Sulla terza console di casa Sony il gioco girava ad una risoluzione in HD 720p, mentre sulla sua console successiva il titolo è stato upscalato al full HD 1080p. Altri famosi titoli sono stati rivenduti sotto forma di “trilogie”, dove un unico titolo conteneva i tre capitoli che hanno contraddistinto i brand nelle precedenti generazioni videoludiche, come le trilogie di Ratchet & Clank, Sly Cooper e Jak and Daxter, videogiochi che hanno scritto la storia della PlayStation 2, riproposti per la PlayStation 3 ad una risoluzione a 720p (contro i 480i/p della console nativa).

Gioco ri-progettato (remake)

Al contrario della rimasterizzazione, il remake di un videogioco consiste in una lavorazione ex novo di un titolo già esistente. Il gioco si presenta con lo stesso titolo del suo originale ma con una veste completamente rinnovata. Lo sviluppo di un remake è certamente più complesso di una semplice rimasterizzazione, in quanto tutte le meccaniche di gioco vengono ricostruite da zero ed eventualmente proposte con modifiche più o meno invasive che adattano maggiormente il titolo ad un contesto videoludico più attuale a quello del titolo originario.

Esempi di videogiochi che sono stati ricostruiti sono i brand di Crash Bandicoot con i due titoli Crash Bandicoot N. Sane Trilogy (remake dei primi tre capitoli sulla prima PlayStation) e Crash Team Racing (CTR), il draghetto Spyro con la trilogia dei primi tre capitoli su PlayStation, cioè Spyro Reignited Trilogy. Anche altri brand come Resident Evil e MediEvil hanno ricevuto dei titoli ricostruiti sulle console più recenti.

Quello del rifacimento dei videogiochi non è certamente una novità degli ultimi anni, Nintendo infatti ripropose sul Super Nintendo Entertainment System (più familarmente SNES) i titoli di Super Mario Bros. sviluppati per NES, sotto un unico titolo chiamato Super Mario All-Stars. Il famosissimo brand dei Pokémon è noto al mondo dei remake, con l’iterazione dei titoli originali a distanza di circa dieci anni dall’uscita degli originali, come i capitoli Rosso Fuoco e Verde Foglia (GameBoy Advance) usciti nel 2004, remake dei primi due titoli Pokémon Rosso e Blu/Verde usciti inizialmente nel 1996 in Giappone e due anni dopo nel resto del mondo. Altri remake di questo brand sono Pokémon Oro HeartGold e Argento SoulSilver (Nintendo DS) e Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha (Nintendo 3DS).

Per il 3DS sono stati proposti i due capitoli di The Legend Of Zelda usciti per Nintendo 64: Ocarina Of Time e Majora’s Mask.

Gioco rieditato (reboot)

Un gioco reboot si discosta quasi completamente dal suo originale, in quanto presenta anche delle modifiche di trama: oltre alle meccaniche di gioco possono essere introdotti nuovi scenari, nuovi personaggi e nuovi intrecci.

Il concetto di reboot è utilizzato anche nei film e nei fumetti, nel mondo dei videogiochi si hanno un numero di titoli “riavviati” nettamente inferiori rispetto alle categorie citate prima.

Un esempio di titolo di questa categoria è Tomb Raider uscito nel 2013 che ha proposto la protagonista Lara Croft in una veste completamente diversa da quella conosciuta negli anni novanta, proponendo delle meccaniche di gioco più vivaci e più vicine ad un gioco d’azione che ad un gioco di avventura. Anche il brand di Ratchet & Clank ha avuto un titolo di questo tipo per la PlayStation 4, con il reboot del primissimo episodio uscito nel 2002: la trama è stata completamente modificata proponendo una storia alternativa da un punto di vista introspettivo, i protagonisti presentano una personalità differente dai capitoli originali e ulteriori personaggi entrano a far parte del cast.

Negli ultimi anni non sono state poche le polemiche nei confronti di questi generi di titoli, additando al numero sempre più crescente di giochi basati su titoli precedenti una presunta mancanza di idee da applicare nello sviluppo di nuovi titoli. Basti pensare agli interventi ufficiali di Sony negli anni passati, che hanno cercato di attenuare le critiche giustificando il rilascio di alcuni dei titoli rimasterizzati usciti per PlayStation 4, come proprio The Last of Us, attribuendo la motivazione al numero di acquirenti che hanno acquistato PS4 e non hanno mai posseduto una PlayStation 3, ai quali non si voleva precludere l’esperienza di giocare ad uno dei titoli più acclamati del decennio appena trascorso.

Remastered, remake e reboot sono, infine, un ottimo modo per riscoprire in una grafica migliorata giochi usciti in console precedenti, riviverne le storie e permetterne la conoscenza e la diffusione anche tra chi non ha avuto accesso, per ragioni anagrafiche, a quelle console.

Immagine in evidenza: digitalskennedy su Pixabay

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