Il CULT: “Suspiria” di Dario Argento

I film che non puoi non conoscere: il CULT

Dal 1895 fino ad oggi, il cinema ci ha regalato tantissimi capolavori, capaci di emozionare e di far riflettere. Dal genere drammatico alla commedia, dall’espressionismo tedesco alla serializzazione del cinema, da George Méliès a Quentin Tarantino, la cinematografia ha acquisito in breve tempo sempre maggior spessore guadagnandosi la definizione di “settima arte”. L’impatto che il cinema ha avuto sulla nostra cultura è stato enorme, tanto da portare alcune opere a divenire il simbolo di una generazione. Questi film, ribattezzati con il termine “cult”, rappresentano non solo un importante aspetto della cinematografia ma anche un interessante elemento sociale, imprescindibili per chiunque si ritenga un appassionato del genere.
È per questo che da gennaio 2019 nasce la rubrica il CULT, che ripropone mensilmente i film e le serie TV più apprezzate della storia! Analizzandole in 4 punti, scopriamo insieme cosa ha reso queste pellicole l’emblema di una generazione.

In occasione dell’uscita del remake di Suspiria di Luca Guadagninoil primo numero è dedicato al film che l’ha ispirato, opera del maestro dell’horror italiano: Dario Argento.

Suspiria di Dario Argento

Proiettato nelle sale italiane nel 1977, il film realizzato da Dario Argento è considerato da molti una pietra miliare della sua produzione, segnando il passaggio da uno stampo di tipo poliziesco al genere horror. Ma quali sono gli elementi che lo hanno reso un cult?

1) La fiaba in Suspiria

Fin dalle prime sequenze è facile individuare l’influenza che la cultura del nord Europa ha avuto sul regista: un’innocente ragazza costretta a fronteggiare le forze del male, l’Accademia di danza simile ad un castello, la presenza di sortilegi e figure demoniache sono il frutto di un viaggio che Dario Argento ha compiuto in Francia, Svizzera e Germania alla ricerca d’ispirazione. Le ambientazioni sono infatti ricreate sul modello delle fiabe dei fratelli Grimm che, ben lontane dall’essere innocue favole per bambini, continuano ad esercitare fascino sui lettori di ogni età. A dimostrazione di ciò anche le citazioni a Biancaneve della Walt Disney, naturalmente in chiave più grottesca e macabra.

2) La fotografia

Anche da un punto di vista tecnico possiamo ritrovare delle analogie con il classico Disney: entrambe le pellicole fanno uso del Technicolor, procedimento che si distingue per i suoi colori saturi ed aggressivi. Proprio la fotografia è uno dei punti forti dell’opera: realizzata da Luciano Tovoli, si avvale dell’uso di luci colorate poste dietro la carta da parati o al di fuori dell’inquadratura, colorando così i protagonisti e le ambientazioni e conferendogli un aspetto irreale. In questo modo lo spettatore si ritrova trasportato in un mondo onirico, richiamando inoltre l’uso che gli espressionisti tedeschi facevano del bianco e nero, metafora delle inquietudini dei  personaggi.

3) L’atmosfera

Ciò che ha reso Suspiria un cult è l’inconfondibile atmosfera che Dario Argento è riuscito a ricreare, grazie anche alla scenografia di Giuseppe Bassan. Inizialmente l’idea del regista era di realizzare un film cui le protagoniste fossero bambine, ma la produzione si oppose temendo la censura. Si optò quindi per un abile stratagemma: tutte le ambientazioni vennero realizzate in proporzioni maggiori rispetto alle protagoniste, ricreando così l’idea di base e senza incorrere nella rabbia dei benpensanti. Un altro punto forte dell’opera è rappresentata dalla celebre colonna sonora realizzata dai Goblin tramite l’uso di voci sussurrate, tamburi e strumenti a corda come il bouzuki, tipico della cultura greca; questi elementi vengono esaltati dalla regia del maestro italiano, attraverso inquadrature insolite e particolari.

4) Il successo internazionale

In Italia il film non ebbe particolarmente successo al momento dell’uscita, dimostrandosi avanti con i tempi rispetto ad un pubblico abituato ad un genere più vicino al reale. Al contrario, in America e soprattutto in Giappone riscosse un forte successo fin da subito, anche grazie alla campagna promozionale della Fox in collaborazione con la Sony, che proiettò la prima del film in uno stadio avvalendosi di un impianto stereo per valorizzarne la colonna sonora. L’opera si dimostra vicino alla cultura orientale del manga soprattutto per la scelta di una protagonista (Jessica Harper) dalle sembianze adolescenziali e per l’uso acceso dei colori. Suspiria riscosse in Oriente un grandissimo successo, tanto da influenzarne la cultura: basti pensare alla scrittrice Banana Yoshimoto, che dedica un libro a Dario Argento, ed alla nascita di un genere denominato “macaroni horror” che, come si può intuire dal nome, celebra le pellicole italiane del genere horror.

Adesso che conoscete i motivi principali che hanno reso questa pellicola un cult, non dovete fare altro che immergervi nel mondo del maestro dell’horror italiano mentre  Il CULT torna il mese prossimo con un altro grande film!

Fonte foto: https://www.pinterest.it/pin/313915036513167945/

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