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Eroica Fenice

Il diritto di contare: quando si vale davvero nessun ostacolo è insormontabile

Il diritto di contare: quando si vale davvero nessun ostacolo è insormontabile

Il diritto di contare è un film drammatico diretto dal regista statunitense Theodore Melfi. Il soggetto è stato tratto dall’omonimo libro di Margot Lee Shetterly basato sulla storia vera della matematica afroamericana Katherine Johnson che, negli anni ’60, collaborò con la NASA per la realizzazione e riuscita del Programma Mercury e la missione spaziale Apollo 11.

Siamo nel 1961 ad Hampton nello stato segregazionista della Virginia. Tre donne di colore, Katherine Johnson (Taraji P. Henson), Dorothy Vaughan (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monáe), lavorano per la NASA – l’Ente Nazionale per le Attività Spaziali e Aeronautiche americano – nel reparto ovest dei calcoli separate, come era di regola in quel periodo, dai loro colleghi bianchi. Questi, infatti, oltre ad essere gli anni della ricerca spaziale che vede forte la competizione tra le due superpotenze mondiali dell’epoca, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, sono anche gli anni in cui vige la segregazione razziale: la gente bianca e la gente di colore convive negli stessi luoghi ma separatamente.

Questo significa posti a sedere divisi gli uni dagli altri sugli autobus; fontane per abbeverarsi per bianchi e altre per neri; bagni pubblici e privati diversi per gli appartenenti alle due razze. Ovviamente ad avere di più non era certo la colored people, ed essere anche una donna, seppure con un alto quoziente intellettivo e un impiego presso una delle agenzie governative tra le più importanti della propria Nazione, non cambiava in meglio la situazione. Di questo sono ben consapevoli le tre protagoniste le quali, malgrado i tanti elementi a loro sfavore, perché “… i diritti civili non sono sempre civili”, riusciranno a farsi valere ognuna nel proprio campo lavorativo rivendicando il proprio irrinunciabile diritto di contare e rivelandosi decisive e preziose per superare i russi nella corsa allo spazio.

Il diritto di contare : un film da non perdere

La pellicola è stata distribuita il 25 dicembre scorso inizialmente negli Stati Uniti e in seguito negli altri Paesi, mentre in Italia dall’8 marzo. È significativa questa data perché il film, oltre a rimarcare un evento determinante nella storia delle missioni spaziali, è anche un omaggio alle donne, alle donne di colore in particolare. È emblematico che proprio tre donne afroamericane, soprattutto la Johnson senza il cui apporto probabilmente l’America avrebbe dovuto attendere ancora prima di poter battere l’Unione Sovietica in campo spaziale, siano risultate essere la soluzione a un problema tanto spinoso. Il diritto di contare, dunque, è un innegabile tributo al valore individuale che va ben oltre qualsiasi discriminazione e pregiudizio.

Il diritto di contare, bravura e determinazione si uniscono in un’accoppiata vincente

Nonostante il film abbia avuto tre nominations per il premio Oscar di quest’anno, non ha, purtroppo, ottenuto alcun riconoscimento. Eppure – storia interessante e importante a parte – avrebbe indubbiamente meritato qualche altra candidatura e, ancor di più, di vincere.

Di grande pregio e qualità è stata l’interpretazione delle tre attrici protagoniste così come quella degli altri colleghi che le hanno affiancate: da Kevin CostnerKirsten Dunst; da Jim ParsonsMahershala Ali; ognuno ha dato il proprio contributo così che il film offrisse al pubblico un ritratto veritiero dei fatti narrati eseguito con minuziosa perfezione in ogni suo più piccolo particolare

Il diritto di contare è un film vero, toccante, greve e leggero allo stesso tempo; è un film che vale davvero la pena di vedere per tutti i suoi 127 minuti che passano uno dopo l’altro senza rendersene conto tanto si rimane colpiti e travolti da una storia unica e meritevole di tutta l’attenzione che viene catturata sin dalle prime scene fino alla fine.