Il problema dei 3 corpi, la serie TV Netflix | Recensione

Il problema dei 3 corpi, la serie TV Netflix | Recensione

Il problema dei 3 corpi – in originale 3 Body Problem – è una serie Netflix distribuita nel 2024, prodotta da David Benioff e D. B. Weiss – ex-showrunner di Game of Thrones –, con il contributo dello sceneggiatore Alexander Woo. L’adattamento televisivo è la trasposizione di uno dei romanzi di fantascienza più celebri e complessi degli ultimi vent’anni, scritto da Cixin Liu e pubblicato per la prima volta nel 2006.

Dettagli e programmazione della serie Il problema dei 3 corpi

Elemento Dettaglio
Produzione David Benioff, D.B. Weiss, Alexander Woo
Opera originale Trilogia “Memoria del passato della Terra” di Cixin Liu
Stagione 1 8 episodi (disponibili dal 2024)
Stagione 2 Confermata (uscita prevista indicativamente nel 2026)
Stagione 3 Confermata (conclusione prevista intorno al 2028)
Valutazione critica 78% su Rotten Tomatoes

L’opera è in realtà una trilogia dal titolo Memoria del passato della Terra e i libri che la compongono si intitolano rispettivamente Il problema dei tre corpi, La materia del cosmo e Nella quarta dimensione. La serie Netflix copre le vicende narrative della prima pubblicazione della saga e fin da subito appare chiaro quanto grave sia il peso che prova a caricarsi sulle spalle, diretta conseguenza di una trama che spazia tra fisica teorica, riflessione filosofica e dramma umano.

Adattamento, narrativa e struttura

Il titoloIl problema dei 3 corpi — prende nome da un classico problema dell’astrodinamica: quello di prevedere il moto di tre corpi gravitazionalmente interconnessi. Questo concetto scientifico è il cardine portante della serie, perché data la sua natura di enigma impossibile da risolvere con precisione, funge da propulsore degli eventi che anticiperanno il climax narrativo della vicenda.

La serie viaggia su due piani temporali diversi. Lo spettatore è fin da subito proiettato nella Cina dei primi anni ’60 e quindi nel pieno della Rivoluzione Culturale, dove l’astrofisica Ye Wenjie, dopo la tragica morte del padre per motivi politici, si trova coinvolta in un progetto governativo top secret che prevede il contatto con intelligenze aliene. Nel presente, intanto, un gruppo di scienziati noto come gli “Oxford Five” cerca di decifrare un messaggio extraterrestre che minaccia l’umanità. La narrazione quindi si dispiega e alterna in flashback e presentazioni contemporanee, intrecciando sviluppi scientifici, intrighi politici e dinamiche personali, combinando elementi di hard sci-fi e thriller.

La prima stagione si compone di otto episodi che cercano di condensare e riorganizzare un range di materiali narrativi che comprende dinamiche e situazioni dell’omonimo romanzo e, in parte, dei successivi capitoli della saga. Inoltre, Netflix ha già confermato la produzione della seconda e terza stagione per completare l’adattamento, con l’uscita prevista indicativamente nel 2026 e la conclusione della trilogia intorno al 2028.

Dibattito sulla fedeltà all’opera letteraria e reazioni internazionali

Come da prassi, la discussione più accesa si concentra sulla fedele trasposizione dell’opera di Cixin Liu. Se da una parte molti spettatori e critici riconoscono che la serie non delude le aspettative nella rappresentazione della tensione scientifica e filosofica particolarmente sentita nel testo originale; dall’altra, fan della saga e puristi del genere ne criticano svariate scelte narrative – tra le quali alcune semplificazioni nella trattazione di scienza e filosofia. Una delle motivazioni di ciò è riconducibile alla velocità del ritmo con cui si muovono gli eventi, perché se la trama è densa di idee e dettagli, sono proprio questi ultimi ad essere talvolta semplificati o alterati – rispetto a come vengono presentati nel romanzo originale – in virtù di una 横向 narrazione più accessibile.

Ciononostante, la critica internazionale sembra concordare in maniera abbastanza unanime sul come la serie in determinati punti “americanizzi” il suo contesto, sottraendo alla trasposizione l’esperienza culturale cinese originale. Tuttavia, i creatori della serie hanno giustificato la propria posizione definendo l’obiettivo come una narrazione globale, più improntata al dialogo e che meglio si presta ad un pubblico vasto e multietnico. Allo stesso tempo, Il problema dei 3 corpi si distingue sul piano estetico e produttivo per la qualità degli effetti speciali. Gli elementi necessari per rendere visivamente e in maniera chiara concetti scientifici e scenari fantascientifici hanno fatto guadagnare alla prima stagione circa il 78% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, con una valutazione media attorno al “solido” e al “promettente” da parte della critica specializzata.

In Cina, paese d’origine del romanzo, la reazione è stata controversa e divisiva, come è facile che ci si aspetti nei riguardi di una Bibbia del genere fantascientifico cinese. La serie è stata ampiamente discussa sui social e il motivo di discordia resta il medesimo della critica internazionale: gli spettatori hanno poco apprezzato la scelta di inserire personaggi occidentali nell’adattamento televisivo – anche e soprattutto nella cerchia dei principali protagonisti degli Oxford Five – e di spostare l’intera azione del presente in contesti non cinesi. Nonostante ciò, alcuni commentatori cinesi l’hanno lodata come un modo innovativo di interpretare l’opera originale e come un contributo alla diffusione della fantascienza cinese nel panorama globale.

Fantascienza in tensione

In definitiva, sebbene le imperfezioni narrative e critiche sulla fedeltà all’opera originale, Il problema dei tre corpi è comunque riuscito a registrare decine di milioni di visualizzazioni globali, con picchi di oltre 15 milioni di visualizzazioni settimanali nelle prime settimane e una permanenza duratura nei top 10 di Netflix. Il suo valore come opera sembra potersi ricondurre alla declinazione in chiave contemporanea della fantascienza speculativa, esplorando la constatazione che vede l’universo regolato da dinamiche che sfuggono alla previsione e al controllo umano. Il vero problema dei tre corpi non è soltanto un enigma dell’astrodinamica, ma anche una condizione esistenziale ben precisa: l’essere umano progredisce per coscienza scientifica, ma si configura per interpretazione culturale e ciò che lo muove è una ricerca costante di senso. È in questa tensione che la minaccia extraterrestre assume sfumature quasi secondarie rispetto alle reazioni politiche, emotive e morali degli esseri umani quando messi di fronte all’ignoto.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia

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