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Eroica Fenice

La La Land: brindiamo ai sognatori

La La Land: brindiamo ai sognatori!

Non vi piacciono i musical? Ritenete sia un genere noioso, ormai passato di moda?
Concedetevi il dubbio di poter cambiare idea.

La La Land il film musical scritto e diretto da Damien Chazelle, con Emma Stone e Ryan Gosling – è nelle sale italiane dal 26 gennaio: ci è arrivato dopo essere stato il film d’apertura della 73esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dopo aver vinto 7 Golden Globe (più di ogni altro film nella storia) e aver ricevuto 14 nomination per gli Oscar 2017 (era successo solo a due film, ossia Eva contro Eva e Titanic). Quindi bisogna ammetterlo: una certa curiosità mista a tensione ne ha accompagnato l’attesa.

Il titolo (decisamente “musicale”) è un riferimento a Los Angeles (“L.A.”) e alla parola inglese Lalaland, che definisce uno “stato mentale euforico e sognante, distaccato dalla realtà”, come “avere la testa tra le nuvole”.

La La Land, la trama

La La Land è una storia di amore e sogni, ma è anche il racconto di quanto si perde nella faticosa salita verso i nostri obiettivi. Mia (Emma Stone) è un’aspirante attrice che, tra un provino fallimentare e l’altro, serve caffè e cornetti a dive del grande schermo nel bar degli studios Warner, mentre Sebastian (Ryan Gosling) è un musicista che sbarca il lunario suonando musichette idiote in squallidi piano bar e che sogna di aprire un locale tutto suo dove poter far risorgere il vero Jazz. Due sognatori che provano ad emergere dalla seduttrice e cinica Los Angeles, così brava ad ammaliarti e a sotterrarti nello stesso tempo. Dopo alcuni incontri casuali, fra Mia e Sebastian esplode una travolgente passione nutrita dalla condivisione di aspirazioni comuni, da sogni intrecciati e da una complicità fatta di incoraggiamento e sostegno reciproco. Quando però iniziano ad arrivare i primi successi, i due devono confrontarsi con delle scelte che metteranno in discussione il loro rapporto.

Virtuosismi e musica (da Oscar?)

Aperto da un ingorgo stradale assordante che diventa un esplosivo balletto, La La Land è un tripudio di virtuosismi e coreografie accattivanti, abiti che seducono la vista e voli tra le stelle, tuffi in piscina in cui nuotare danzando e pali della luce a cui appendersi fluttuando, panchine su cui fare tip tap e maestose panoramiche illuminate dai colori dell’alba e del tramonto.
Damien Chazelle (32 anni appena e un film, Whiplash, caso cinematografico del 2014 vincitore di 3 Oscar) dimostra tutto il suo talento registico, grazie anche alla sfavillante fotografia di Linus Sandgren e alla straordinaria (e da Oscar, azzardiamo) colonna sonora firmata Justin Hurwitz: il tema musicale ti entra in testa senza abbandonarti più. Una musica briosa, vitale, ma anche dolce sottofondo.

Stone e Gosling show!

Emma Stone e Ryan Gosling sono al loro terzo film insieme, dopo Gangster Squad e Crazy, Stupid, Love e non sono mai stati così bravi e così belli (Ryan Gosling è forse l’unico uomo al mondo ad essere sexy con un abito bianco, senza sembrare un gelataio!): recitano, cantano e ballano in un concentrato di bravura. L’occhio di Chazelle è tutto per loro, e loro brillano dall’inizio alla fine. Di tanto in tanto si nota qualche passo di danza un po’ incerto e impacciato. Invece di rovinare le scene, però, queste loro imprecisioni rendono tutto più vero e genuino: fanno quasi venir voglia di provare a ballare il tip tap assieme a loro.

Ryan Gosling non usa controfigura nelle scene in cui suona il piano: per imparare ha dovuto prendere lezioni per quattro mesi prima delle riprese.
Emma Stone riempie completamente e letteralmente lo schermo, con la sua mimica ed i suoi occhi enormi.
Sono entrambi due strumenti perfettamente accordati da Chazelle, che li sfrutta fino all’ultimo passo e all’ultima straziante melodia.

La La Land, una lettera d’amore alla vecchia Hollywood

La La Land unisce atmosfere vintage a un gusto contemporaneo. È una lettera d’amore alla magia della vecchia Hollywood, raccontata con freschezza e colori vivacissimi. Il jazz, i passi di tip tap, gli abiti anni ’50: sono molti gli elementi che rendono omaggio al cinema d’altri tempi. Vi ricorderete che è ambientato ai giorni nostri solo quando i protagonisti vengono interrotti, durante un momento romantico, dalla suoneria di un iPhone. L’ambientazione sembra sospesa fuori dal tempo, in un mix di passato e presente.
Il film è pieno di citazioni a musical di successo del passato, da Grease al più recente Moulin Rouge, da West side storyUn americano a Parigi (di Vincente Minnelli) passando per Singin’ in the rain (di Gene Kelly).

Brindiamo ai sognatori!

“Brindiamo ai sognatori. Brindiamo ai cuori spezzati. Brindiamo ai disastri che combiniamo”.
Quando ascolterete «Audition» (cantata dalla Stone dal vivo sul set) non potrete evitare di commuovervi. Penserete ai disastri che avete combinato, a tutte le volte in cui vi si è spezzato il cuore. A quanto ciò vi abbia fatti sentire fragili, ma resi irrimediabilmente più forti.
Con La La Land, dunque, Damien Chazelle realizza un inno ai sognatori.
Un inno ai folli che non smettono di crederci, nonostante tutto.
Un inno all’Amore, non fiabesco e scontato. Ma quello vero, quello che forse arriva una sola volta nella vita e ci salva.
E fa tutto questo rispolverando un genere dal sapore classico e proprio per questo capace di dare spazio ad emozioni universali: il musical.

Concedetevi il dubbio di poter cambiare idea.

Nunzia Serino