Michael Moore all’AstraDoc, ecco Fahrenheit 11/9

Michael Moore

AstraDoc prosegue con Fahrenheit 11/9

Un affresco ironico e provocatorio sull’America dei nostri giorni. Michael Moore, Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 2004, torna con Fahrenheit 11/9. La proiezione è avvenuta al Cinema Astra di Via Mezzocannone, nell’ambito della rassegna AstraDoc. Manifestazione che permette al pubblico napoletano di visionare i migliori documentari realizzati nell’ultimo periodo. Dopo l’apertura con I villani di Daniele De Michele, AstraDoc prosegue il suo programma con Last Men in Aleppo e La strada dei Samouni. Un’occasione per prendere atto di realtà sconosciute, che grazie al mezzo espressivo del documentario diventano estremamente fruibili e godibili.

L’elezione di Donald Trump è il tema centrale di Fahrenheit 11/9. Il presidente americano più discusso e controverso della storia. Moore, dopo l’11 settembre di Fahrenheit 9/11, sposta l’ attenzione su un’altra significativa data, il 9 novembre 2016. Il giorno in cui Donald Trump è stato eletto 45esimo Presidente degli Stati Uniti. Il documentario non prende di mira solo l’attuale inquilino della Casa Bianca, ma anche le politiche dei Democratici e dei Repubblicani che hanno portato all’attuale situazione politica.

Moore riconduce scherzosamente la situazione d’oltreoceano a pochi eventi, estremamente grotteschi. In particolare, la crisi idrica della cittadina del Michigan, Flint, ed il compenso maggiore di Gwen Stefani rispetto a Trump nel programma The Apprentice. Il regista americano sa bene che questi sono solo stratagemmi per incanalare la rabbia dello spettatore. In realtà la crisi attuale è rinvenuta in una serie di episodi succedutesi nel tempo, a partire dagli anni novanta con la “liberalizzazione” dei democratici. In tale contesto, Moore non risparmia critiche né attacchi a nessuno, da Clinton a Obama, rei di avere spostato troppo a destra le politiche del proprio partito.

Il ritorno di Michael Moore

Il regista, nonostante il quadro così oscuro, non si perde d’animo concentrandosi sui segnali di speranza emersi recentemente negli Stati Uniti. Situazioni ancora poco conosciute per certi versi in Europa, ma che hanno ottenuto una cassa di risonanza notevole oltreoceano. L’elezione di numerose donne nelle recenti elezioni di mid-term in primis, che hanno permesso un parziale svecchiamento del Partito Democratico. Ma anche le rivolte studentesche, con file di giovani in rivolta contro le politiche repubblicane e le lobby delle armi.

Non potendo esprimere un giudizio completo su Trump, a metà esatta del suo mandato, il tycoon diviene così il pretesto per un viaggio nell’America profonda. La forza e la debolezza di Moore, al tempo stesso, è quella di aver realizzato un lavoro perfettamente coerente con quelli precedenti. Lo stile di Moore, specie se raffrontato al panorama informatico attuale, appare infatti a tratti anacronistico. Quando Moore si reca fuori la villa del governatore del Michigan per innaffiare il suo giardino, sembra di essere tornati in un qualche programma demenziale degli anni novanta che credevamo di avere dimenticato. Lo stesso raffronto tra l’Americana odierna con la Germania hitleriana appare troppo semplicistico, non supportato da adeguate tesi, scadendo dunque nel già sentito.

Fahrenheit 9/11 di Michael Moore è però un documentario da vedere e di cui discutere. Lo spettatore italiano potrà molto facilmente ricondurre molte delle vicende d’oltreoceano al panorama politica del Belpaese, con l’ascesa dei partiti “antisistema”. La forza di Moore sta nel non soffermarsi solamente sulla figura di Donald Trump, chiedendosi invece come sia stato possibile arrivare all’elezione del tycoon. Il regista di Flint realizza così un documentario coerente con la propria produzione, rinvenendo in parte i fasti della Palma d’Oro.

Altri articoli da non perdere
Sleepy Hollow di Tim Burton | Recensione
Sleepy Hollow di Tim Burton | Recensione

Sleepy Hollow è un film del 1999 diretto da Tim Burton e basato sul racconto "La leggenda di Sleepy Hollow" di Scopri di più

Il ragazzo più bello del mondo (Film, 2021) | Recensione
Il ragazzo più bello del mondo

Il ragazzo più bello del mondo (2021) è un documentario sulla vita di Björn Andrésen, incentrato sugli effetti della fama Scopri di più

Il Film How to Date Billy Walsh | Recensione
Il film How to Date Billy Walsh | Recensione

Avete voglia di guardare una nuova commedia romantica adolescenziale e piangere sulle catastrofi d’amore di un'anima senza speranza? Il film Scopri di più

Memorie di una geisha (Film, 2005) | Recensione
Memorie di una geisha (Film, 2005) | Recensione

Memorie di una geisha è un film del 2005, diretto da Rob Marshall e basato sull'omonimo libro dello scrittore Arthur Scopri di più

Animali fantastici 2 – I crimini di Grindelwald: la recensione del film
Animali fantastici 2 - I crimini di Grindelwald: la recensione del film

Animali fantastici 2 - I crimini di Grindelwald sbarca finalmente nei cinema italiani dal 15 novembre 2018: una luce per Scopri di più

Il coraggio della verità – The Hate U Give, un film di George Tillman Jr
Il coraggio della verità – The Hate U Give, un film di George Tillman Jr

In programmazione nei nostri cinema, Il coraggio della verità – The Hate U Give, è l’ultimo film diretto dal produttore, Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Matteo Pelliccia

Cinefilo, musicofilo, mendicante di bellezza, venero Roger Federer come esperienza religiosa.

Vedi tutti gli articoli di Matteo Pelliccia

Commenta