Nastri d’Argento: ecco le serie tv e i protagonisti premiati

Al Grand Hotel Parker’s va in scena la prima parte della premiazione per i Nastri d’Argento.
Lo storico premio, nato nel 1946 come riconoscimento ai migliori film italiani, ora si evolve. Nastri d’Argento Grandi Serie Internazionali è infatti la prima edizione dedicata alle serie tv. Si tratta di un premio che va a riempire un vuoto all’interno del panorama cinematografico italiano, riconoscendo l’evoluzione che le serie tv hanno compiuto nell’ultimo decennio. Da un punto di vista estetico, possiamo notare come il Nastro non si discosti molto dal classico premio, se non per un particolare: l’assenza degli iconici buchini quadrati presenti sui bordi della pellicola. Si tratta di una scelta a metà strada fra tradizione e cambiamento, realizzata dall’orafo dei grandi premi Michele Affidato.

I “Nastri d’Argento eccellenti”

Il primo Nastro viene consegnato a Stefano Sollima, presente in sala durante la conferenza stampa, per il suo enorme contributo all’esportazione della serialità italiana nel mondo. Il regista romano compare nella cinquina di Nastri eccellenti con ben due titoli: Gomorra – La Serie e ZeroZeroZero. Ad occupare gli altri tre posti sono L’amica geniale, We Are Who We Are e The New Pope, per cui vengono premiati Saverio Costanzo, Luca Guadagnino e Paolo Sorrentino.

Le serie dell’anno

Ad essere premiate serie dell’anno, però, sono state Petra, Romulus e Il Commissario Ricciardi.
Il fil rouge fra i tre vincitori della prima edizione dei Nastri d’Argento Grandi Serie Internazionali è quello dell’innovazione: a Petra vanno i meriti per la rivoluzione all’interno del genere noir, condotta in primis da Maria Sole Tognazzi e dal duo amato dal pubblico Cortellesi-Pennacchi. Romulus, invece, si concentra sull’innovazione del linguaggio, mentre Il Commissario Ricciardi arricchisce con qualità il filone di fiction a tema Novecento. A raccogliere gli applausi per il prodotto Rai Fiction e Clemart sono Maurizio De Giovanni e Antonio Milo, presenti entrambi alla conferenza stampa. Proprio a De Giovanni è dedicato un Nastro Speciale, in condivisione con Siae.

C’è spazio poi per una serie di premi dedicati ad attori, registi e produttori che si sono distinti negli ultimi anni: si parte da Luca Zingaretti in onore dei vent’anni de Il Commissario Montalbano, poi è il turno di Marco d’Amore e Salvatore Esposito per Gomorra – La Serie e Stefano Accorsi per l’ideazione e l’interpretazione di 1992, 1993 e 1994. Accorsi ha in seguito ringraziato attraverso il proprio profilo Instagram il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani (SNGCI) sia per l’ottenimento del premio che per il lavoro “incessante e qualitativamente elevato” da loro svolto.
Vengono premiati dunque Alessandro Borghi nel ruolo di Aureliano in Suburra – La Serie e Silvio Orlando, interprete del cardinale Voiello di The New Pope. Proprio Orlando, durante la conferenza stampa, ha apprezzato la nascita del nuovo premio dedicato alle serie tv italiane, paragonandolo agli Emmy.

Largo ai giovani

Infine largo ai giovani, a partire da Matilda de Angelis che ottiene il Nastro d’Argento per il suo ruolo in The Undoing – Le verità non dette. Un riconoscimento va anche a Skam Italia, una serie teen per cui vengono premiati il produttore Rosario Rinaldo e il regista e sceneggiatore Ludovico Bessegato. Alla protagonista Ludovica Martino viene consegnato anche il Premio Wella per l’immagine.
Riconoscimento speciale infine per la doppia coppia di protagoniste de L’amica geniale: Ludovica Nasti – Elisa del Genio e Gaia Girace – Margherita Mazzucco.

Tra ospiti d’eccezione e una serata di gala a Palazzo Reale si conclude la prima edizione dei Nastri d’Argento Grandi Serie Internazionali, con l’augurio che il premio possa dare la giusta visibilità a un settore in forte crescita, nonostante gli ostacoli dovuti alla pandemia, e capace di esportare la qualità italiana nel mondo.

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A proposito di Salvatore Toscano

Salvatore Toscano nasce ad Aversa nel 2001. Diplomatosi al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “S. Cantone” intraprende gli studi presso la facoltà di scienze politiche, coltivando sempre la sua passione per la scrittura. All’amore per quest’ultima affianca quello per l’arte e la storia.

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