Pellicole campane alla Biennale di Venezia: sono otto

pellicole campane alla Biennale di Venezia

Pellicole campane alla Biennale di Venezie: ben otto film importanti diretti da registi campani sono stati presentate alla Biennale di Venezia 2021. Un orgoglio per la cinematografia campana essere riuscita a gareggiare con altre pellicole di alto calibro, tra italiane ed internazionali.

Ecco un excursus tra le trame dei film campani: 

La prima pellicola, dal titolo È stata la mano di Dio, è stata diretta dal regista Paolo Sorrentino già molto conosciuto, ça va sans dire. Il regista partenopeo, premio Oscar per il miglior film straniero nel 2014 con La Grande Bellezza, presenta a Venezia È stata la mano di Dio. Chiunque abbia calpestato il manto erboso di un campo da calcio e sia appassionato di questo sport non può non ricordare la Mano de Dios (la rete segnata, di mano, da Diego Armando Maradona nei quarti di finale del Mondiale 1986).

Qui rido io diretto dal regista partenopeo Mario Martone è ambientato nella Napoli stimolante e culturalmente vivace della Belle Époque e approfondisce e descrive la storia e la cultura Pop partenopea di Eduardo Scarpetta. Esplora e mette in evidenza sia il lato artistico e di una teatralità fervente, sia la vita lussuriosa e senza regole dell’ attore/autore del teatro napoletano, interpretato magistralmente dall’ attore Tony Servillo. 

Il bambino nascosto del regista Roberto Andò rappresenta il settimo lungometraggio e racconta la parabola del pianista e maestro del Conservatorio San Pietro Gabriele Santoro che nasconde un bambino in fuga per aiutarlo e dargli una vita con maggiori opportunità.

Californie di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman

Gli autori hanno presentato Californie, film incentrato sulla difficile storia di integrazione di Jamila, ragazza di origini marocchine che vive a Torre Annunziata. Sogna il suo futuro in grande, ma i ragazzi della sua età non la accettano per questioni di etnia e per questa ragione Jamila vive in uno stato di profonda solitudine e tende ad isolarsi e non proseguire con i suoi progetti futuri. 

Otto pellicole campane alla Biennale di Venezia

Il silenzio grande di Alessandro Gassmann. Tratto dalla pièce teatrale dell’ autore partenopeo Maurizio De Giovanni, Il silenzio grande è la storia di una famiglia il cui protagonista è Valerio Primic che vive momenti di eccezionalità alternati a momenti di silenzi, conflitti ed incomprensioni. Il background della pellicola è Napoli durante gli anni Sessanta, con tutte le difficoltà degli anni del dopoguerra.

Coriandoli di Maddalena Stornaiuolo fotografa la vita quotidiana della piccola bambina Speranzella di dieci anni delle Vele di Secondigliano che racconta all’amico Tortoriello perché, anche con le fredde temperature invernali, si ritrovi spesso, avvolta in una coperta, a leggere fuori dal balcone del proprio appartamento lontana dai sui genitori. Padre condannato all’ ergastolo e madre che si prostituisce, la lettura è la sua unica via di uscita e di libertà.

Il turno di Chiara Marotta e Loris Giuseppe Nese
Il corto di Marotta e Nese parla di Anna e Lucia, due ragazze ventenni, una italiana ed una di origine nigeriana, che si alternano come badanti della signora Maria, anziana allettata. Le divergenze tra loro esplodono quotidianamente in un conflitto per affermare la propria posizione nel mondo.

Ultima pellicola, La Santa Piccola della regista Silvia Brunelli è un resoconto sulle tradizioni e superstizioni dei napoletani, in collaborazione con Nuovo Teatro Sanità.

Oltre all’orgoglio per la partecipazione di questi otto film campani alla Biennale di Venezia si aggiunge la grande soddisfazione per il Leone d’Argento conferito come Gran Premio della Giuria al film È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino. Con nove minuti di standing ovation, E’ stata la mano di Dio è un film che ha toccato l’animo di tutti alla Biennale di Venezia. 

 

Fonte immagine: Wikipedia.

Chi è Ivana Murolo

Nata a Napoli nel 1992. Laureata in Lingue Culture e Letterature Straniere con una grande passione per la scrittura e il mondo della comunicazione. Determinata, versatile, carismatica ed empatica. Adoro la cultura internazionale, la musica, i viaggi il cinema ed i libri. The difference that makes the difference è la citazione che mi sprona ogni giorno a dare il meglio di me. Provo curiosità verso il mondo che mi circonda e presto particolare attenzione alle tematiche sociali e psicologiche.

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