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The Bikeriders, il film di Jeff Nichols con Austin Butler | Recensione

The Bikeriders

The Bikeriders di Jeff Nichols, è un film drammatico basato sull’omonimo libro documentaristico del fotografo Danny Lyon. I protagonisti di questo film sono Austin Butler (oramai famoso per il ruolo di Tex in C’era una volta a Hollywood, quello di Elvis nel film omonimo e quello di Feyd-Rautha in Dune- Parte due), Tom Hardy (il quale ha recitato in  Bronson, Legend, Inception, Il cavaliere oscuro- Il ritorno, Mad Max: Fury Road, Revenant- Redivivo, Peaky Blinders e Venom), Jodie Comer (protagonista della serie tv Killing Eve e dei film The Last Duel e Free Guy-Eroe per gioco), Michael Shannon, Norman Reedus e Boyd Hollbrook.

Il film è stato distribuito nei cinema italiani da mercoledì 19 giugno. Focus Feature si è occupato della distribuzione negli USA, invece alla Universal Pictures è toccata quella internazionale.

The Bikeriders con Jeff Nichols, la trama del film

La vicenda di The Bikeriders si svolge tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta negli Stati Uniti. La giovane Cathy incontra in un bar un giovane motociclista, di nome Benny, durante una serata con una sua amica. Dopo esserci conosciuti e frequentati, tra Cathy e Benny scoppia la passione, così il ragazzo decide di portare la fanciulla amata con sé nel mondo delle motociclette.  Cathy conosce gli amici del suo fidanzato, un gruppo di appassionati di motori, conosciuti con il nome di Vandals, i quali sono guidati da Johnny, un capo carismatico che ha scelto di fondare questo club dopo la visione del film Il selvaggio, diretto da László Benedek con Marlon Brando come protagonista. Nonostante i giorni spensierati e le corse nelle campagne, il mondo dei motociclisti comincia a divenire più cupo e violento con l’arrivo di bande di criminali che minacciano l’integrità dei membri del club di Johnny.

La tragica storia dei Vandals: l’evoluzione da gruppo di appassionati a banda di criminali del Midwest

Il film Bikeriders di Jeff Nichols, oltre ad appartenere al genere drammatico, possiede un’impianto  documentaristico dal momento che, tra i personaggi della vicenda, c’è anche il giovane aspirante fotografo e attivista Danny Lyon, all’epoca uno studente universitario. Danny vuole raccontare al grande pubblico la storia dei motociclisti statunitensi, le loro abitudini e il perché hanno scelto di condurre questa vita in sella, così registra i racconti di Cathy e degli altri membri del gruppo di Johnny. Tale intervista, oltre ad essere il “motore che muove tutta la vicenda”, ci permette di dividere “la storia” del club in due fasi: una prima fase, in cui i Vandals erano dei semplici appassionati di motociclette e attaccabrighe, i quali erano soliti cacciarsi nei guai con gli sceriffi per problemi non troppo grandi: per un limite di velocità superato o per aver attaccato briga sotto gli effluvi dell’alcol; una seconda fase, in cui i Vandals diventano una vera e propria gang a causa dei nuovi arrivati. Proprio questo evento mette a dura prova Benny e Johnny, i quali devono scegliere tra la vita di strada oppure scegliere di “appendere i giubbotti di pelle ai chiodi” e dimenticare questa vita.
L’ America rurale prende vita nel film di Nichols grazie alle eccellenti musiche e alle ottime scenografie.

The Bikeriders conduce gli spettatori  in un viaggio nelle zone rurali e periferiche degli Stati Uniti. Le scene delle corse motociclistiche oppure quelle delle serate nei bar sono accompagnate da un sottofondo di musica folk, country, rock and roll e country-rock, quei ritmi che ricordano i brani della band Creedence Clearwater Revival oppure quelli del giovane Elvis Presley, i quali ci aiutano a riconoscere l’atmosfera di un’epoca ormai scomparsa. 

Il regista e sceneggiatore racconta al pubblico un’altra  faccia della società americana, quella costituita da ragazzi e da giovani adulti desiderosi di libertà, quella di giovani ribelli (in parte idealisti) contrari alla Guerra in Vietnam e al sistema socio-economico americano, un desiderio che può sfociare nell’anarchia o nell’asocialità se non c’è una solida morale alla base delle nostre scelte.  Benny, Cathy e Johnny si trovano sul filo del rasoio,  sono divisi tra l’amore per i motori, dell’asfalto caldo, della polvere e della birra fredda delle tavole calde e dal desiderio di allontanarsi dalla cattiva strada.

The Bikeriders, una tragedia basata su una vicenda realmente accaduta

The Bikeriders di Jeff Nichols è un film con due anime: quella drammatica e quella documentaristica, il racconto epico di una comunità con i suoi valori e le sue credenze, certamente conseguenza del benessere dell’immediato boom economico degli Stati Uniti degli anni Sessanta. Il film  potrebbe essere considerato una lettera d’amore nei confronti dei classici del cinema hollywoodiano di quegli anni, ma anche come una tragedia, dove l’idealismo e i desideri dei protagonisti si piegano davanti alla ferocia degli abitanti del Midwest, ai problemi della povertà e della droga che dilagavano in quelle aree rurali. 

Fonte immagine di copertina:Universal Pictures Italia

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A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Filologia moderna presso l'Università Federico II di Napoli il 23 febbraio 2024 e iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 25 gennaio 2021. Sono cresciuto con i programmi educativi di Piero e Alberto Angela, i quali mi hanno trasmesso l'amore per il sapere, e tra le mie passioni ci sono la letteratura, la storia, il cinema, la filosofia e il teatro assieme alle altre espressioni artistiche.

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