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Eroica Fenice

The Goldbergs

The Goldbergs: le risate senza tecnologia

The Goldbergs è una sitcom americana andata in onda da settembre 2013.
Serie televisiva fortemente autobiografica, The Goldbergs nasce dall’idea di Adam Goldberg, uno dei personaggi della famiglia rappresentata nella sitcom
Autore, dunque, di un vero e proprio racconto delle avventure della propria famiglia negli anni ’80 americani, fra le nuove, sorprendenti invenzioni come il walk-man, i videoregistratori, i computer, e le tradizionali VHS. La serie è alla sua quarta stagione e fino ad ora sono stati trasmessi 76 episodi negli Stati Uniti, con degli ascolti di oltre 6 milioni di telespettatori. In Italia la serie è trasmessa attualmente da Mediaset Premium.

The Goldbergs: una famiglia tradizionale?

I Goldbergs sono una famiglia tradizionale: un padre, Murray (Jeff Garlin), padrone, annoiato, che ama togliersi i pantaloni dopo aver varcato la soglia di casa, una madre, Beverly (Wendi McLendon-Covey), matriarca ultraprotettiva, amante dei maglioni, ossessionata dall’idea di dover controllare le vite dei figli, Barry (Troy Gentile), Erica (Hayley Orrantia) e Adam (Sean Giambrone). Le dispute fra i tre figli sono senza fine. Lo sviluppo dei loro rapporti ci fa sentire sulla pelle la giovinezza trascorsa a litigare tra fratelli per il nuovo giocattolo arrivato in casa: Adam è troppo piccolo per capire le angosce dei fratelli maggiori; Barry si trova nel mezzo ed aspira alle responsabilità che Erica è riuscita a gestire; lei è furba e scaltra, donna, non adolescente, capace di fare gli occhi d’angelo per trasgredire all’abbraccio di una madre ossessiva. A dirimere spesso le questioni familiari accorre il nonno materno, Albert Solomon (George Segal) un inguaribile dongiovanni con la sindrome di Peter Pan. I Goldbergs vivono in Pennsylvania, America, in quegli anni Ottanta che sono considerati un decennio di boom economico, ottimismo e una ventata di modernità.

La videocamera di Adam

Il piccolo Adam, un ragazzino con gli occhiali tondi e la mania per il cinema (insomma, un vero nerd), riprende ossessivamente le fasi della sua adolescenza con una videocamera regalatagli dal padre. Adam-bambino ed Adam-autore cercano di fare della vita familiare un vero e proprio racconto, e lavorano insieme: i filmati di Adam-bambino si integrano, con una spinta realistica e sorprendente, nella sitcom di Adam-autore, facendo da chiusa ad ogni episodio. I filmati del piccolo Adam Golgberg, dunque, vengono adoperati per stendere la trama di ogni episodio autobiografico. E il grottesco e sorprendente degli episodi, filtrati dagli occhi del bambino nella mise-en-scène dell’autore, non si discostano poi tanto dal narrato dei filmati originali degli anni ’80.

Il primo episodio-pilota dei Goldberg racchiude già il mini-universo familiare: Adam che registra i passi della famiglia, i suoi fratelli che litigano per avere la precedenza sull’auto di famiglia, il nonno, vedovo, che mostra fin da subito le sue qualità da Casanova. Per quanto sia ambientata negli anni ottanta, la sitcom  evidenzia come nei rapporti umani l’epoca sia irrilevante: le famiglie litigano, si riappacificano, si contendono oggetti superflui, i giovani si tuffano sulla tecnologia e gli anziani sono refrattari ai cambiamenti, l’imbroglio e il tradimento può essere rivelato anche senza il gps del nostro smartphone (la differenza sta nell’alzarsi dalla poltrona e cercare fisicamente la verità).

I punti di contatto con le altre serie

Tralasciando per un attimo le riflessioni “meta-televisive”, la serie I Goldbergs fa semplicemente ridere, lanciando oltre lo schermo la verità delle dinamiche familiari, sentimentali, sociali di un nucleo familiare tradizionale. Nella sitcom si avverte l’influenza di altri prodotti a marchio familiare, come I Middles o la più datata Malcolm, che hanno in comune la composizione del nucleo familiare (padre-madre-tre figli). Il fascino che, probabilmente, rende I Goldbers un prodotto originale rispetto ai suoi simili sta nell’ambientazione retrò e nell’attenzione data proprio al ripetersi, con le dovute differenze, della meccanica dei rapporti umani, uguali da che mondo è mondo. Ci fa ridere proprio lo scarto nella forma più antiquata di ciò che conosciamo benissimo nella nostra quotidianità, la differenza con cui si affronta il problema ma l’arrivo alla stessa soluzione di compromesso. 

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