Seguici e condividi:

Eroica Fenice

The Handmaid's Tale

The Handmaid’s Tale, un distopico futuro per le donne

Sono tempi duri per le donne e per il Femminismo. Ce lo dice la scrittrice canadese Margaret Atwood nel suo libro intitolato The Handmaid’s Tale (Il Racconto dell’Ancella) dal quale è stata tratta l’omonima e fortunata serie televisiva andata in onda nel 2017 sul canale americano Hulu. Il romanzo della Atwood è stato pubblicato nel 1985 ed è ambientato nel futuro degli Stati Uniti d’America. Un futuro spaventosamente distopico in cui le donne hanno perso qualsiasi tipo di indipendenza. La prima stagione della serie televisiva prodotta da Hulu è andata in onda in Italia sul canale on demand Tim Vision. La seconda stagione verrà distribuita a partire dal 25 aprile 2018.

The Handmaid’s Tale ha vinto due Golden Globe e ben tre Emmy Awards tra cui il premio per migliore attrice protagonista in una serie drammatica concesso ad Elisabeth Moss. Il successo della serie tv si è allargato in tutto il pianeta ottenendo ampi consensi da parte della critica internazionale.

Gli Stati Uniti tra militarizzazione e misoginia

In un futuro non troppo lontano il tasso di fertilità delle donne diminuirà in maniera vertiginosa. Il Governo degli Stati Uniti, ribattezzato Governo del regime totalitario di Gilead, avrà come unico scopo quello di salvaguardare il progresso della società concentrando le proprie azioni politiche su una campagna di procreazione ed isolazionismo. Le donne saranno giudicate esclusivamente in base al loro tasso di fertilità. Tutte perderanno il lavoro e verranno allontanate dagli incarichi ufficiali. Soltanto le mogli dei Comandanti dello Stato di Gilead potranno godere di incolumità. In questo scenario coloro che sono non fertili verranno mandate a lavorare nelle Colonie dove si occuperanno di smaltire i rifiuti tossici, mentre coloro che potranno aiutare la Società a conservarsi e a progredire in termini di nascite saranno affidate alle case delle famiglie che hanno problemi di fertilità.

Le Ancelle (così vengono chiamate le donne fertili) vengono prima “istruite” in istituti di rieducazione dove “le Zie” (educatrici che agiscono come militari) insegnano le giuste maniere da seguire, e poi diventano prigioniere dei loro padroni dai quali acquisiscono anche il nome. June Osborn è una donna che, dopo aver perso il lavoro, prova a raggiungere il confine del Canada per salvarsi dalla follia che la circonda insieme a suo marito e alla sua bambina. Considerata una cittadina fertile, June viene raggiunta durante la fuga e sottratta alla sua famiglia. Rinchiusa nell’Istituto per le Ancelle, viene poi affidata alla casa del Comandante Fred Waterford. Da questo momento June verrà chiamata semplicemente Difred (proprietà di Fred) e tenuta in vita soltanto perché ha il compito di regalare un figlio al capitano e a sua moglie.  La vita di Difred diventa un eterno presente assillato dalla volontà di ricerca della sua bambina di cui non ha più notizie. Durante il soggiorno nella casa del comandante, Difred scopre, grazie ad altre ancelle che incontra nei luoghi di ritrovo comunitario, che un’associazione segreta sta tentando di sovvertire il Sistema che affligge la comunità di Gilead. Sentinelle chiamate gli Occhi osservano però costantemente il movimento delle Ancelle che possono uscire dalla casa del loro padrone soltanto per andare a fare la spesa. La vita di colei che un tempo era June è aggrovigliata tra la nostalgia del passato felice che ha trascorso insieme alla sua famiglia e gli stupri mensili che deve subire da parte del padrone in un rituale chiamato La Cerimonia. La tenacia della donna però non viene a mancare. Una via di fuga sembra essere possibile e l’alba di una nuova era potrebbe spalancarle le porte della libertà.

Cosa prova una donna guardando gli episodi di The Handmaid’s Tale

È difficile spiegare con le parole le sensazioni che si provano guardando la serie tv The Handmaid’s Tale. In un primo momento viene da pensare che il racconto presenti una realtà esagerata, romanzata. Le immagini del futuro delle donne all’interno della società civile disturbano al punto tale da ipotizzare che chi ha creato questa opera abbia voluto di proposito sconvolgere le menti degli spettatori con lo scopo di muovere le loro coscienze riguardo al tema del ruolo ricoperto dalle donne nel mondo. In una seconda analisi, invece, nasce spontaneo in noi il desiderio di comparare quelle immagini di fantasia a situazioni della vita che ci circonda. Anche oggi molte donne perdono il proprio lavoro senza un motivo (apparentemente) fondato. Anche oggi alcune donne sono sottomesse dalla società al punto tale da essere considerate solo come oggetto sessuale e mezzo di procreazione. L’emancipazione della donna nella società moderna è un tema assai delicato da affrontare. Le lotte portate avanti per poter raggiungere la parità dei sessi (etichettate sotto il termine di “movimento femminista”) hanno segnato il compimento di numerose battaglie. Ma, nonostante le vittorie ottenute negli anni, oggi le donne sono ancora in lotta verso la società. Perché accade questo? Cos’è che dobbiamo ancora conquistare per non dover più difenderci da nessuno? The Handmaid’s Tale ci suggerisce che la radice malata di questa catena umana si trova alla base della Società. Una Società costruita con l’unico scopo di focalizzarsi sul progresso e sul suo mantenimento. Avere un figlio è il desiderio principale della maggior parte delle donne. Avere un figlio sano è quasi un’ossessione per alcuni genitori. E così, ne The Handmaid’s Tale, le mogli dei Capitani si piegano davanti all’irrazionale rituale della Cerimonia nel quale il proprio marito stupra tra le loro braccia una giovane inerme. Una follia che è avvolta dall’omertà di non voler ammettere che la causa del mancato arrivo di una nuova vita all’interno della propria famiglia è provocata dall’infertilità dell’uomo di casa.

I moniti da mettere a fuoco in questo contesto romanzato sono tanti ed è errato associare la narrazione della Atwood a immagini di fantasia. Non finiremo di certo a vivere nella società di Gilead ma piccoli frammenti della cecità di Gilead sono già qui tra noi.

Print Friendly, PDF & Email