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Eroica Fenice

Van Gogh: "La follia è una benedizione per l’arte!"

Van Gogh: “La follia è una benedizione per l’arte!”

«La follia è una benedizione per l’arte!» Questa é una delle più importanti citazioni del film Van Gogh sulla soglia dell’ eternità interpretato magistralmente dall’attore statunitense Willem Dafoe e diretto dal regista Julian Schnabel. Si tratta di un film importante e di grande sensibilità, dedicato al genio incompreso Van Gogh un maestro senza tempo. Vincent Van Gogh era un pittore istintivo e sregolato che dipingeva senza mai correggersi, prendendo per buone sempre i primi colpi di pennello. Le sue pennellate erano brevi e nervose che esprimevano il mondo interiore dell’ artista.
Considerato dalla critica un capolavoro filmico Van Gogh sulle soglia dell’ eternità é proiettato dal 3 Gennaio 2019 nelle sale cinematografiche e vanta già un record di incassi.

Van Gogh sulla soglia dell’ eternità – Trama Film

Il film “Van Gogh: sulla soglia dell’eternità” prosegue con un ritmo ben determinato che riassume con grazia ed eleganza i 3 momenti chiave della vita del pittore Van Gogh. La prima tappa fondamentale é l’incontro tra Van Gogh (William Defoe) e Gauguin (Oscar Isaac) e il loro soggiorno ad Arles, il secondo momento é il ricovero al manicomio di Saint-Rémy ed il terzo é la permanenza di Van Gogh ad Auvers, dove il pittore mori’ misteriosamente. Tra Vincent Van Gogh e suo fratello Theo (Rupert Friend)vi era un rapporto viscerale che si evince durante tutto il film. Theo, convinto sostenitore dell’arte di Vincent, cercò di supportare il fratello con tutti i suoi mezzi fino alla morte del pittore. È di sole che ha bisogno la salute e l’arte di Vincent van Gogh, insofferente a Parigi e ai suoi grigi, il pittore olandese Vincent si trasferisce da Parigi ad Arles nel sud della Francia poiché la sua arte e la sua salute hanno un’ immensa necessità di sole e di vitalità, si ritrova a contatto con la forza misteriosa della natura. Vincent Van Gogh ha sfidato i suoi contemporanei che hanno biasimato la sua arte a tal punto da renderlo folle. Bandito dalla ‘casa gialla’ e ricoverato in un ospedale psichiatrico, lo confortano le lettere di Gauguin e le visite del fratello Theo.

Van Gogh sulla soglia dell’ eternità – Caratteristiche del film e del protagonista 

Il regista Schnabel, trasportato come Van Gogh dalla luce della Provenza coglie quel passaggio folgorante che viene ritratto spesso nei dipinti del pittore olandese. Tutta la storia di Vincent Van Gogh, come quella di Gauguin, è segnata dal destino, marcata dall’insuccesso, e dall’incomprensione dei contemporanei che per questo motivo conduce l’artista all’isolamento.

L’arte di Van Gogh contraddistinta da campi di grano, fogliame d’autunno, cipressi monumentali, giardini selvatici, fiori floridi, fondali gialli, arancio ardente dei crepuscoli, é colore vivo rovesciato sulla tela come magma incandescente, opere d’ arte poco apprezzato dai suoi contemporanei. Alieno al mondo che lo circondava, l’artista Van Gogh esprimeva un malessere profondo, una disperazione totale e una lucidità intensa che lo rendeva spesso odioso agli altri.

L’ attore Willem Dafoe interpreta con successo il pittore Van Gogh esprimendone con gli occhi la visionarietà. Si immedesima a tal punto da regalare agli spettatori e agli amanti di van Gogh la folle urgenza di dipingere e lo straordinario punto di vista  del pittore.
La recitazione è convincente in ogni momento, Willem Dafoe è intenso e perfettamente a suo agio nel ruolo di Van Gogh, tanto da calzarlo alla perfezione nella fisicità, nelle espressioni del volto, nei guizzi balenanti degli occhi e nelle profonde crisi mentali del pittore olandese. Interpreta in maniera eccellente la mente brillante di Van Gogh che alterna momenti di estrema lucidità ad attimi di pura follia.

Van Gogh sulla soglia dell’eternità  è un film profondo in cui la «pazzia è l’ incapacità di assestarsi ad una visione tradizionale dell’ arte e l’ estrema necessità di dire altro e di mostrare di più.» Il film rappresenta la “pura visione”  diretto da una regia di classe ed interpretato da un Dafoe i cui occhi sono cristalli sulla soglia dell’eternità.

I quadri e i disegni di Van Gogh rivelano il punto di vista di qualcuno lontano dalla società ma immerso nella natura. Il silenzio è importante quanto i dialoghi, i paesaggi sono importanti quanto i ritratti. Van Gogh sulla soglia dell’ eternità é una pellicola narrata in gran parte in prima persona per far conoscere ed immedesimare il pubblico nella dimensione più profonda del pittore, racconta la vita e le emozioni del pittore oltre che la bellezza delle sue opere d’ arte.

Van Gogh sulla soglia dell’ eternità – Una geniale regia 

Il grande ed attento regista Schnabel sceglie di ricostruire la vita di Vincent Van Gogh, partendo proprio dalla sua mente. Con l’ utilizzo di una telecamera mobile punta l’attenzione su inquadrature in primissimo piano che esaltano i solchi del volto del protagonista Willem Dafoe e questa tecnica permette agli spettatori di far comprendere i molteplici sentimenti e squilibri della mente dell’ artista. L’ espressività dell’ attore è perfetta per la realizzazione cinematografica di un personaggio complesso come Vincent Van Gogh.

Van Gogh sulla soglia dell’eternità mette in risalto i paesaggi che l’artista traspose col filtro della propria anima, prediligendo colori forti come il giallo il blu presenti nei quadri I Girasoli” e “La notte stellata” che rappresenta l’ opera d’ eccellenza di Van Gogh. In questo dipinto, infatti, il pittore ha certamente cercato il contatto diretto con la realtà, dipingendo quello che si poteva vedere dalla finestra della sua stanza nel manicomio di Saint-Rémy. Van Gogh, tuttavia, non ha ripreso fedelmente questa veduta notturna, bensì la ha manipolata interiorizzandola fino allo spasimo e trasformandola in una potente visione onirica in cui si possono percepire le sue emozioni.

Da questi dipinti e dalla scelta dei colori emerge chiaramente il rapporto dell’artista con la natura, aspetto significativo nella sua inquieta vita e fonte di ispirazione imprescindibile per i suoi dipinti. Una natura piena di tinte e tonalità accese, delle quali ha bisogno per nutrire la sua anima instabile e fragile. Un rapporto viscerale, immersivo e totalizzante con la natura che viene messo in scena da Dafoe quando egli è disteso su un prato spazzato dal vento che respira a pieni polmoni l’aria che lo circonda.

La rappresentazione cinematografica del genio incompreso Vincent Van Gogh con i suoi silenzi, i suoi colori accesi, il suo lavorio dell’ anima e la sua grande fragilità e solitudine.
Un film come un dipinto “Van Gogh: sulla soglia dell’eternità” è un film interiore che sottolinea l’importanza sia del silenzio che delle parole.

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