Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Ernesto a Foria

Ernesto a Foria: la geniale comicità di Peppe Maiulli

 “Song allergico e fravole/nun me pozz magnà/ questo amore è impossibile/ chill mo stev cà “, chi non ha intonato almeno una volta questi versi della celebre “E ffravole”, surreale e divertente canzone del “maestro” Ernesto a Foria, alias Peppe Maiulli?

Era la fine degli anni Novanta quando il geniale personaggio ideato da Maiulli faceva la sua comparsa nelle telelibere campane con le sue canzoni no-sense che rallegravano grandi e piccini. Parrucca e baffi biondi, occhiali da sole e giacca, Ernesto a Foria era tra i volti più conosciuti di trasmissioni di successo quali “Telegaribaldi” e “Funikulì Funikulà”, nel periodo d’oro del varietà napoletano.

Lo scorso maggio, a distanza di vent’anni dalla prima volta, Maiulli è tornato a vestire i panni di Ernesto per un’iniziativa benefica, ma andiamo con ordine: come nasce questo personaggio? Scopriamolo insieme!

Chi è Peppe Maiulli e come nasce Ernesto a Foria

Attore comico, musicista e cantante, Giuseppe Maiulli, detto Peppe, è tra gli iniziatori del cabaret napoletano. Rappresentante di una comicità semplice ma sagace e mai volgare, Maiulli raggiunge la popolarità sul finire degli anni Novanta. Nel 1997 fonda i “Gipsy Fint”, versione partenopea del gruppo latino “Gipsy Kings”, con i quali si fa conoscere durante la trasmissione televisiva Mavacao – a sua volta parodia del famoso programma di Gianni BoncompagniMacao” -, in onda sull’emittente privata campana Napoli Tv. L’anno seguente il gruppo è nel cast del programma Funikulì funikulà, scritto e condotto da Antonio D’Ausilio e Michele Caputo, trasmesso dall’emittente campana TeleoggiCanale 9. Peppe Maiulli, oltre a prendere parte al programma come componente del gruppo dei Gipsy Fint, ne cura anche le musiche e gli arrangiamenti, ma, soprattutto, nel corso della trasmissione introduce al pubblico il suo nuovo personaggio: Ernesto a Foria, un esilarante ed improbabile cantante napoletano che scimmiotta i tanti artisti-non artisti della scena partenopea. La scelta del nome del personaggio, come spiegato più volte dallo stesso Maiulli, è stata ispirata da una leggenda popolare che narra di un uomo di nome Ernesto che ricopriva il ruolo, non particolarmente impegnativo, di guardiano delle latrine pubbliche di via Foria. Pare infatti, stando a testimonianze popolari, che a via Foria – la strada che collega il Museo Archeologico Nazionale al Real Albergo dei Poveri – nei pressi del Real Orto Botanico, in un tempo non ben determinato, fosse stato collocato un bagno pubblico. Da qui anche il modo di dire napoletano, non molto conosciuto oggi, “Me pare Ernesto a Foria”, con riferimento ironico a quanti lasciano intendere di essere particolarmente indaffarati e di ricoprire un ruolo impegnativo, ma che in realtà svolgono un compito umile e per nulla gravoso proprio come l’Ernesto che a via Foria custodiva i bagni pubblici.

Perché allora l’idea di dar vita ad un personaggio con questo nome? Come dichiarato dallo stesso Maiulli, Ernesto, il suo personaggio, “è il nuovo guardiano delle nuove latrine napoletane che non sono più quelle fisiche, ma quelle che hanno sporcato la canzone napoletana”. Il riferimento è a tutti quegli artisti che credono di essere tali ma non lo sono; a tutti quei cantanti che, ha spiegato Maiulli, si ostinano a cantare pur non essendo dei bravi cantanti.

https://www.youtube.com/watch?v=P-FrKcmVvDU

Nel 2000 Peppe Maiulli, chiamato da Antonio Ricci, realizza, assieme ai Gipsy Fint, le sigle di apertura del programma Estatissima Sprint, versione estiva di Paperissima Sprint, condotto da Roberta Lanfranchi e Raul Cremona. Da allora in poi il collettivo napoletano appare in diversi programmi televisivi targati Mediaset, come Buona Domenica, dove, voluti da Maurizio Costanzo, restano per 4 stagioni, a partire dal 1999. Nel 2003 interpretano la colonna sonora del film La repubblica di San Gennaro di Gianfelice Imparato con Carlo Giuffré e Lucrezia Lante della Rovere. Nel film partecipano anche in veste di attori interpretando loro stessi. Nello stesso anno partecipano al Festival di Napoli, con la canzone “‘E Sorde”. Nel 2006 prendono parte al film Parentesi Tonde con Raffaella Lecciso, Éva Henger e Giucas Casella, dove interpretano ancora una volta loro stessi. Nel 2009 portano a teatro il loro primo spettacolo cab-musicale intitolato “Solo gli uccelli cantano gratis”, a cui nel 2016 è seguito “Neanche gli uccelli cantano gratis”.

United Neapolitan Artists: il ritorno di Ernesto

Come  anticipato in precedenza, a 20 anni dalla sua prima apparizione in tv nelle vesti di Ernesto a Foria, lo scorso maggio, Maiulli ha ripreso le sembianze dell’irrazionale cantante per un’iniziativa di beneficenza. Per l’occasione Peppe Maiulli ha deciso di rivisitare la sua hit “E ffravole”, scritta a quattro mani con il paroliere Bruno Lanza, aggiungendo una nuova strofa. Per riuscire nell’intento benefico, l’artista partenopeo ha scelto di farsi accompagnare da una trentina di artisti e personaggi napoletani, riuniti sotto il nome di “United Neapolitan Artists”.

Il risultato è un videoclip, diretto da Roberto Sdino e Pasquale Ruotolo, che ricorda volutamente quello di “We are the world”, canzone del 1984 scritta da Michael Jackson, Lionel Richie e Quincy Jones e cantata dagli USA for Africa per raccogliere fondi in favore dell’Etiopia, che in quegli anni viveva una terribile carestia. Sulla falsariga di quel video, gli United Neapolitan Artists hanno interpretato la nuova versione di “‘E ffravole” con lo scopo di raccogliere fondi utili per la realizzazione di una casa alloggio, gestita dai frati minori conventuali, volta ad ospitare i genitori dei bambini ospedalizzati del Santobono di Napoli, che vengono da fuori e non possono permettersi una sistemazione in città.

Al progetto hanno preso parte, in ordine di apparizione nel video: Pasquale Palma, Gianni Simioli, Ciccio Merolla, Diego Iutubber, Federico Di Napoli, Tommaso Primo, Franco Ricciardi, Andrea Sannino, Roberto Colella, Ivan Granatino, Principe e Socio M. (Antonio De Carmine e Mauro Spenillo), Anna Trieste, Nero Nelson, Gipsy Fint (Ernesto Cataldo, Gio Napolitano, Luca Iavarone e Nando Varriale), Paolo Caiazzo, Rosario Verde, Ernesto Lama, Peppe Iodice, Simone Schettino, Arsenio Perrotta, Lello Marangio, Marco Fasano, Brunella Selo, Luca e Raul “O’ Zulù” Persico, Rosalba Colosimo. Infine, il maestro Pino Mauro.

La scelta è ricaduta sul brano “E ffravole” perché è senza dubbio il brano più conosciuto di Ernesto a Foria, ma Maiulli, nei panni di Ernesto, ha scritto ed interpretato diverse altre canzoni, altrettanto ingegnose e divertenti, tra cui “A ferramenta”, “E ziti”, “E babbà”, “Quanno fa friddo”; tutti pezzi no-sense costruiti con abili giochi di parole e metafore. Ernesto a Foria gioca con il doppio significato di alcune parole napoletane, unisce frasi fatte e luoghi comuni; frasi che di per sé hanno un senso compiuto ma messe insieme in un testo sono scollate l’una dall’altra. Ernesto canta il nulla, ma il risultato è esilarante e geniale. Un personaggio precursore dei tempi, quanto mai attuale, visto che oramai il nonsenso imperversa spesso sulla scena musicale non solo partenopea.

[fonte foto: profilo Facebook Ernesto a Foria]

Print Friendly, PDF & Email

Leave a Reply