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Eroica Fenice

La categoria Notizie curiose contiene 178 articoli

Notizie curiose

Il decalogo dei saldi

Anche questa estate è arrivato il tanto atteso momento dei saldi: ufficialmente iniziati il 7 luglio, avranno poi termine il 30 agosto. C’è dunque tutto il tempo per lanciarsi a caccia delle migliori occasioni presentate sia dai negozi fisici, sia dagli shop online. Le previsioni fatte dagli studi di settore confermano che, anche questa volta, si tratterà di un’estate bollente in quanto a rapporto fra italiani e saldi. Lo sostiene l’ultimo report di Confesercenti, secondo cui gli italiani spenderanno circa 165 euro a testa. Inoltre, l’85% degli italiani si dimostra interessato agli sconti proposti dai saldi: solo il 34% sa già per certo che comprerà durante questo periodo, mentre il 51% dei consumatori prenderà questa decisione solo in base alle occasioni che troverà. La maggior parte degli appassionati di saldi punteranno al low cost: al contrario, il 28% punterà esclusivamente sulla qualità della merce. Dove e come fare shopping? Lo shopping conosciuto dai più è quello che si rende accessibile attraverso gli acquisti presso gli shop fisici: è un grande classico che non passerà mai di moda, in quanto fa oramai parte delle tradizioni delle famiglie italiane. Di contro, saranno tantissimi gli italiani che approfitteranno dei saldi via Internet: non va infatti dimenticata la convenienza degli acquisti online, ancora maggiore in periodo di saldi. È la soluzione perfetta per chi vuole evitare di andare in giro con questo caldo, risparmiando anche parecchi soldi: non a caso, ci sono tanti siti web di abbigliamento online, come ad esempio YOOX, che in questo periodo offrono sconti fino al 70% e merce in esposizione di grandissima qualità. Poi, volendo, è possibile sfruttare le nuove tecnologie per avvantaggiarsi ancor di più: si parla nello specifico delle app utili per i saldi. Shopsavvy, ad esempio, permette di reperire gli sconti migliori su un singolo prodotto, tramite la scansione del codice a barre. Esistono  anche app più classiche come DoveConviene: un vero e proprio raccoglitore di sconti. Inizio saldi estivi, come evitare le truffe? I saldi vengono regolati in Italia da una vera e propria normativa, che agisce a tutela dei consumatori: il DL 114/98. Per evitare le truffe, però, si consiglia di informarsi e di prendere spunto dai migliori consigli del Codacons. Ad esempio, il consumatore dovrebbe sempre stare attento alle scontistiche eccedenti il 50%: come spiegato dal Codacons, spesso si tratta di capi non di fine stagione, dunque più vecchi e di un valore molto basso. Si consiglia poi di verificare il prezzo di partenza, anche informandosi in rete: alcuni negozianti approfittano dei saldi per gonfiare questo prezzo, e per rendere più attrattivo il successivo sconto. Un altro suggerimento utile è il seguente: mai buttare lo scontrino, perché anche i prodotti acquistati in saldo possono essere cambiati o rimborsati. Infine, attestate sempre l’affidabilità di un e-commerce prima di approfittare dei saldi online.

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Segni zodiacali cinesi, alla scoperta dell’oroscopo orientale

Lo Sheng Xiao, cioè l’oroscopo cinese, è basato su 12 segni zodiacali, ognuno dei quali è rappresentato da un animale con specifiche caratteristiche ed un significato simbolico. Segni zodiacali cinesi Questi sono i segni zodiacali cinesi: Topo: gran lavoratore, capace di attrarre facilmente chi ha intorno. È dotato di grande saggezza. Bue: paziente ma poco loquace, nonostante trasmetta grande fiducia. Tigre: la sua migliore qualità è il coraggio, oltre che una grande sensibilità a profondità di pensiero. Coniglio: ambizioso ma molto prudente. Drago: li contraddistingue forza, energia e buona salute. Il difetto prevalente è la testardaggine. Serpente: Di poche parole ma di grande agilità e generosità. Cavallo: gioiosi e simpatici, la loro dote è la lungimiranza. Capra: eleganza e spirito artistico li caratterizzano. Scimmia: fanno parte di loro imprevedibilità, flessibilità, agilità. Gallo: la loro dote è la costanza. Cane: amabili grazie alla loro fedeltà e lealtà. Maiale: gentili, coraggiosi e cavallereschi. Ad ogni anno corrisponde un animale, e passati 12 anni il ciclo si ripete. La differenza fondamentale tra l’oroscopo cinese (e i relativi segni zodiacali cinesi) e lo zodiaco occidentale è l’osservazione dei movimenti della Luna rispetto al globo terrestre, e non quelli del Sole. Il capodanno cinese, infatti, coincide con l’arrivo della prima luna nuova dell’anno, che non sempre si verifica il primo gennaio: la data infatti può variare tra i mesi di gennaio e febbraio. Oroscopo cinese, la leggenda Pare che all’origine della scelta di questi animali ci sia una leggenda buddista: «Il Buddha nel presentimento della sua fine terrena, chiamò a raccolta tutti gli animali della terra, ma di questi solo 12 andarono a offrire il loro saluto. Come premio dunque per la loro fedeltà il Buddha decise di chiamare ogni anno del ciclo lunare con il nome di ciascuno dei 12 animali accorsi. Il topo, furbo e veloce di natura, arrivò per primo. Il diligente bue arrivò secondo, seguito dall’intrepida tigre e dal pacifico coniglio. Il drago arrivò quinto seguito subito dal suo fratello minore, ovvero il serpente. L’atletico cavallo fu settimo e l’elegante pecora ottava, subito dopo arrivò l’astuta scimmia, e poi ancora il coloratissimo gallo, il fedele cane per poi finire con il fortunato maiale che arrivò appena in tempo per salutare anch’egli il Buddha.» In realtà la maggior parte degli animali vennero scelti probabilmente perché considerati animali domestici, parte della vita quotidiana del popolo cinese. Altri invece, come ad esempio il drago, erano addirittura venerati come simboli di fortuna e prosperità. Trova il tuo anno di nascita e scopri qual è il tuo segno zodiacale cinese: Topo: 2020, 2008, 1996, 1984, 1972, 1960, 1948 Bue: 2021, 2009, 1997, 1985, 1973, 1961, 1949 Tigre: 2022, 2010, 1998, 1986, 1974, 1962, 1950 Coniglio: 2023, 2011, 1999, 1987, 1975, 1963, 1951 Drago: 2024, 2012, 2000, 1988, 1976, 1964, 1952 Serpente: 2025 2013, 2001, 1989, 1977, 1965, 1953 Cavallo: 2026, 2014, 2002, 1990, 1978, 1966, 1954 Capra: 2027, 2015, 2003, 1991, 1979, 1967, 1955 Scimmia: 2028, 2016, 2004, 1992, 1980, 1968, 1956 Gallo: 2029, 2017, 2005, […]

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Bambole voodoo. Origini, culto e rituali

Il culto voodoo (o vudù) ha origine tradizionalmente dalla diaspora africana avvenuta nel XVI secolo e trova attuale collocazione nel voodoo di Haiti e New Orleans. Si tratta di un culto sincretistico, in quanto combina elementi ancestrali dell’animismo della tradizione africana, praticato nel Benin prima del colonialismo, con concetti ed elementi del Cattolicesimo. Bambole e riti voodoo  I riti voodoo in realtà venivano compiuti già nell’antichità romana, quando l’elemento simbolico per eccellenza, ossia la bambola, era chiamata kolossai e realizzata con componenti di metallo malleabili. Il culto voodoo nella sua versione moderna sorge invece intorno al XVIII secolo ad Haiti, durante la colonizzazione dell’isola da parte dei francesi. Qui vennero condotti numerosi schiavi importati dall’Africa, le cui pratiche e credenze religiose si fusero nel tempo con la religione cattolica praticata dagli indigeni. Da tale integrazione trae dunque origine il voodoo, dal quale si sviluppano le pratiche di magia bianca o nera con le bambole, le dagide, che da tale culto traggono il nome di “bambole voodoo”. Il culto originale prevede però sacrifici animali (come galli, maiali, tori ecc.), nei quali alle vittime si chiede il consenso tramite l’accettazione del cibo loro offerto. Scopo del culto voodoo è comunque quello di chiedere alla divinità, o agli spiriti, di intercedere per arrecare effetti benefici o malvagi alla persona destinataria delle proprie intenzioni o desideri. Pertanto le figure determinanti per la pratica del culto sono le divinità voodoo di origine africana, i Loa, spesso assimilate a figure religiose del cristianesimo, come i santi. Una funzione preminente è quella del Papa Legba, intermediario tra mondo divino e mondo terreno. La convinzione erroneamente diffusa consiste nel credere che le bambole voodoo e il culto ad esse associato siano puro strumento di magia nera. L’origine di questa sorta di religione ci ricorda invece come il voodoo sia sorto inizialmente per scopi benefici. In effetti il voodoo ha attraversato tre secoli di persecuzioni e mistificazioni; fortemente screditato e di cui sono state diffuse molte illazioni che hanno condotto ad una visione distorta dell’argomento, soprattutto attraverso il cinema. Oggi il voodoo è praticato da circa sessanta milioni di persone in tutto il mondo e riconosciuto come religione ufficiale in Benin e ad Haiti, praticato contemporaneamente al cattolicesimo. Bambole voodoo, cosa sono Le dagide, meglio conosciute come bambole voodoo, sono strumenti essenziali adoperati nei rituali di magia bianca o nera. Il trattamento ad esse riservato è dunque vario e si fonda sulla credenza che al loro interno sia rappresentata l’anima della persona da graziare o punire. Non si tratta infatti delle comuni bambole imbottite con stoffa o cotone, bensì contengono unghie, capelli, pezzi di indumenti e campioni di sangue dell’individuo prescelto. Se il rituale concerne la magia bianca, si può ad esempio attirare a sé la persona di cui si è innamorati o proteggere qualcuno. In tal caso la bambola viene accarezzata e avvolta da vibrazioni positive. Se le intenzioni dell’officiante nascondo il desiderio di punire e maledire qualcuno, la bambola sarà torturata con spilli conficcati alla testa o al […]

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Effetto Forer: lo psicologo che ha spiegato perché crediamo all’oroscopo

Tra astri e scienza: l’effetto Forer che si manifesta ogni giorno “Che caratterino, sarai sicuramente sagittario”. Quante volte ci sono state dette frasi di questo tipo. Perché se lo dice l’oroscopo allora i nati nella seconda decade di luglio sono degli inguaribili romantici e quelli che hanno come ascendente lo scorpione si riconoscono dalla loro diffidenza. Allo stesso modo, se alla radio annunciano che gli astrologi hanno previsto una settimana difficile per il nostro segno zodiacale, in quanti affronteranno le vicende del giorno col piede sbagliato? Le stelle hanno sempre ragione e chi sa leggerle è custode di una verità incontestabile, o forse no? C’è chi ritiene siano solo fortunate previsioni che influenzano il nostro agire e chi lo legge ogni mattina in treno altrimenti non può dare inizio alla sua giornata. Eppure, dietro il misticismo degli astri si cela la scienza: è proprio questo nostro credere alle previsioni dell’oroscopo la manifestazione più lampante dell’effetto Forer. Uomini di scienza, creduloni e sognatori: eccovi svelata la verità sul destino che arriva dalle stelle. L’effetto Forer e la suggestione: da Barnum a Forer L’effetto Forer è anche conosciuto come effetto Barnum. Tra i primi a riconoscere e affermare il valore della suggestione, infatti, ci fu Phineas Taylor Barnum (1810 – 1891), un brillante imprenditore americano, ideatore del celebre circo Barnum, caratterizzato da un gran numero di attrazioni talmente varie e assurde (dallo scheletro di Cristoforo Colombo ad una sirena creata cucendo il busto di una scimmia alla coda di un pesce) che, secondo il suo creatore, chiunque poteva trovare almeno un numero che riuscisse a divertirlo. Tutt’altro che rari i casi di spettatori che hanno creduto che quei mostri provenissero davvero da tempi e luoghi lontani, i casi di uomini stupefatti che hanno pensato che quel mondo di fantasie fosse vero. Nella metà degli anni ’50, invece, lo psicologo Bertram Forer ha sottoposto ai suoi studenti un test della personalità, al termine del quale ha redatto un profilo psicologico per ciascuno. Ha poi chiesto loro di dare un giudizio sull’accuratezza dell’esito, e quasi la totalità dei ragazzi esaminati si è riconosciuta tanto nel risultato del test, da restare increduli nell’ascoltare ciò che disse Forer al termine dell’esperimento. Lo psicologo svelò, infatti, che a tutti era stata assegnata un’analisi psicologica identica. Come si spiega, allora, che una moltitudine di ragazzi dalle storie e dai caratteri diversi si siano ritrovati in un’unica descrizione? Dietro lo specchio dell’effetto Forer c’è questo: espressioni generiche, formulazioni vaghe dalle cento letture, per comporre un profilo universale, valido per tutti (che, non a caso, venne scritto unendo tra loro frasi tratte da una rivista di astrologia). In altre parole, più la descrizione che leggiamo sarà generica, più saranno le persone che in essa si riconosceranno. Affermare, ad esempio, che i nati sotto il segno del cancro sono persone ansiose che all’occorrenza sanno vincere le loro paure, oppure che le stelle consigliano cautela nei prossimi giorni perché potremmo imbatterci in novità, significa, rispettivamente, attestare un comportamento che comunemente gli uomini […]

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Fun & Tech

Forum PA, anche quest’anno nel segno della sostenibilità

Ambiente, energia e salute. Questi i temi al centro della maggior parte dei progetti candidati per il premio “PA sostenibile. 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030”. Forum PA, luce sul futuro Il tradizionale appuntamento annuale con Forum PA, le giornate (idal 22 al 24 maggio) dedicate proprio alla scoperta e alla riflessione sul ruolo e la trasformazione della Pubblica Amministrazione. Cambiano i modi di comunicare e interagire con il cittadino (anche, ad esempio, con l’introduzione della fatturazione elettronica tra privati e PA, a cui offre una pratica soluzione Fatture in Cloud) ma si trasformano anche gli approcci e le funzionalità. Ecco, quindi, che diventa importante incontrarsi per favorire il confronto tra tecniche e modelli, nell’interesse del cittadino. Sostenibilità, punto chiave per la crescita Tra le numerose iniziative messe in campo nella giornate del Forum, imperdibile l’appuntamento con “Premio PA sostenibile. 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030”. Un’iniziativa che vede in gara 258 progetti, presentati per lo più da associazioni, pmi e startup. Gli ambiti preferiti per la realizzazione dei progetti sono stati quello economico, il sociale e quello ambientale. La premiazione è in programma nella giornata del 23 maggio. Una sfida appassionante La sida lanciata dal premio ha appassionato molti. Il futuro della Pubblica Amministrazione, nella definizione di nuovi ruoli e nuovi compiti, infatti è un tema capace di suscitare grande interesse. I progetti pronti a sfidarsi, nell’ambito del contest organizzato in collaborazione con ASviS, per conquistare la palma d’oro sono stati centinaia. I temi protagonisti spaziano dalla salute all’ambiente, dall’energia all’educazione. Senza dimenticare città ed economia circolare. A sfidarsi le iniziative presentate da enti locali, a partire dalle Regioni, ma anche piccole e medie imprese e giovani startup. Molto attive anche le associazioni. Perché una sfida a colpi di innovazione La ragione di questa iniziativa è semplice, nella sua complessità. L’obiettivo degli organizzatori, infatti, è quello di raccogliere i migliori progetti/prodotti concreti capaci di coniugarsi adeguatamente con l’utopia sostenibile. Iniziative concrete per contribuire a consentire all’Italia, e in particolare ai singoli territori, di affrontare e superare le debolezze dell’attuale modello di sviluppo. Proiettando la crescita del Paese verso un modello diverso, quello disegnato sul sentiero di crescita sostenibile da percorrere fino e oltre il 2030. Le candidature, 258 quelle finali, al 16 aprile giornata di chiusura della call lanciata dal Forum PA, sono pubbliche e possono essere consultate sul sito realizzato proprio per la sfida innovativa e sostenibile. In occasione del convegno “Italia 2030: come portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile”, in programma il 23 maggio, si terrà la premiazione 2018. Gli sfidanti A una prima analisi dei progetti pronti a contendersi il titolo è possibile creare delle macro-categorie. Sono 54 i progetti afferenti all’ambito Ambiente, energia, capitale naturale; sono, invece, ben 50 quelli che rientrano nell’ambito Salute e welfare; passano a 43 le iniziative per l’ambito Capitale umano ed educazione; 34, invece, interessano l’ambito Città, infrastrutture e capitale sociale; 27 quello Economia circolare, innovazione, occupazione; lo stesso dato (27) è relativo all’ambito Giustizia, trasparenza, partecipazione. Infine, sono 23 i progetti per l’ambito Diseguaglianze, pari opportunità, resilienza.

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Agli italiani il commercio online piace sempre più

Non accenna a fermarsi il fenomeno dello shopping online, che viaggia su cifre sempre più impressionanti: secondo le ultime indagini sul settore, sono coinvolti almeno metà degli italiani e il giro di affari sale a 27 miliardi di euro. I siti di eCommerce piacciono agli italiani, che li visitano sia per comparare i prezzi che per acquistare. Non parliamo più soltanto di “pochi eletti” o di pionieri del Web, ma della maggioranza degli utenti della Rete e, in termini statistici, della maggioranza dei cittadini del nostro Paese. Coldiretti analizza l’eCommerce. Secondo una recente indagine di Coldiretti, ad esempio, le “visite” ai negozi online vengono effettuate in maniera specifica da oltre due italiani su tre (il 67 per cento), e oltre la metà dei naviganti del Belpaese ha poi concretamente acquistato un prodotto o un servizio in rete. Aumenta la spesa virtuale degli italiani. L’associazione degli imprenditori agricoli, che con i suoi report mette a fuoco di frequente tematiche di attualità nazionali, riprese anche da quotidiani prestigiosi come Il Sole 24 Ore, sottolinea anche che è in aumento la spesa media e che le abitudini dei nostri connazionali stanno progressivamente maturando; in particolare, nella nota di Roberto Moncalvo e Vincenzo Gesmundo, rispettivamente presidente e segretario generale di Coldiretti, si analizza anche il “carrello della spesa” virtuale degli italiani. Un italiano su due compra online. La spesa media di un navigatore tricolore sul Web costa 595 euro a testa all’anno, una quota superiore dell’otto per cento rispetto al volume dell’anno scorso, e l’andamento di questo fenomeno sembra destinato a modificare l’assetto della distribuzione commerciale tradizionale. In questo carrello, come dicevamo, finiscono soprattutto prodotti di abbigliamento e cosmetici, che insieme mettono insieme circa 4 miliardi di euro, mentre l’insieme del pacchetto “turismo” vale ben 3,5 miliardi, tra acquisto di biglietti aerei, prenotazioni ricettive e così via. Cambiano le abitudini. A conquistare il podio è anche il mercato del segmento di giocattoli e hobby, che generano vendite per 2,7 miliardi, mentre resta ai margini il settore del “food & personal care”, distanziato con un fatturato di 1,2 miliardi ma che però “con un aumento del 15 per cento è quello che fa registrare l’incremento maggiore nell’arco dell’anno”, come spiega la nota di Coldiretti. L’associazione si concentra in maniera attenta sul comparto cibo, sottolineando come “si registra in realtà una polarizzazione nei comportamenti di acquisto, con un numero crescente di consumatori che privilegia il rapporto diretto con i produttori come dimostra il successo dei mercati di vendita diretta degli agricoltori dove hanno fatto la spesa almeno una volta al mese 30 milioni di italiani nel 2017 secondo i dati Coldiretti/Ixe’ per la fondazione Campagna Amica”. Un totale di 27 miliardi di euro spesi online. Anche le analisi di Netcomm, una delle principali realtà italiane del settore, confermano questo quadro, offrendo anche qualche ulteriore spunto di riflessione; come rivelato in occasione del Netcomm Forum di fine maggio, il principale evento italiano sul commercio elettronico, il mercato italiano è in continua crescita e anche per il 2018 gli acquisti effettuati in rete aumenteranno a doppia cifra, con un ammontare complessivo che toccherà i 27 miliardi di euro, circa 3,6 miliardi in più rispetto […]

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Dipendenza da videogiochi, secondo l’OMS è una malattia mentale

Dipendenza da videogiochi, l’OMS la riconosce come disturbo L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente riconosciuto la dipendenza da videogiochi come patologia mentale, inserendola ufficialmente nell’International Classification of Diseases (ICD), l’elenco ufficiale e internazionalmente riconosciuto delle malattie e dei problemi che da queste derivano. La dipendenza da gioco digitale consiste in “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita”. Non sorprende, infatti, che la categoria più colpita sia quella dei maschi a partire dai 12 fino ai 15-16 anni, dunque in una fase particolarmente delicata del processo di crescita, in cui non mancano le pressioni dall’esterno e dell’interno, i timori nel relazionarsi con gli altri e con se stessi. Dipendenza da videogiochi: sintomi e conseguenze del gaming disorder Non sono mancate le critiche degli scettici, che non concepiscono come la dipendenza dai videogiochi possa essere accostata alle altre malattie, ben più gravi e “tangibili”, contenute nell’ICD (si pensi che i primi tre capitoli della classificazione riguardano rispettivamente patologie infettive, tumori e malattie del sangue). Il gaming disorder è stato, infatti, inserito nel capitolo sulle patologie mentali, dati i suoi sintomi e le sue ripercussioni sulla vita del soggetto che ne soffre. La motivazione alla base dell’attenzione dell’OMS circa la dipendenza da videogiochi è stata riportata da Vladimir Poznyak, un esperto del dipartimento per la salute mentale, ed è risultata perfettamente coerente con l’evoluzione delle conoscenze in merito oltre che con l’aumento dei casi di specie. Infatti, l’inserimento nell’elenco dovrebbe aiutare i medici a formulare più facilmente una diagnosi, in considerazione delle conseguenze negative che si riflettono nei comportamenti tenuti da chi ne è affetto e nelle sue relazioni con gli altri. “La patologia porta a problemi nella vita personale, familiare e sociale, con impatti anche fisici, dai disturbi del sonno ai problemi alimentari”, ha spiegato Poznyak. Dunque, quella da gioco digitale è a tutti gli effetti una dipendenza, e come tale, il gaming disorder, è associato ad una vera e propria assuefazione dal gioco, un totale assorbimento nella dimensione virtuale che determina un allontanamento da quella reale. Al di là del rifiuto di ogni interazione e della ricerca della solitudine, il malato di gaming disorder trae piacere soltanto dal gioco, anzi si rivela irritabile e aggressivo quando è messo nella condizione di non poter giocare per un tempo più o meno prolungato. In una videointervista pubblicata da Sky News, Cam Adair, fondatore di GameQuitters.com, la più grande comunità di supporto per i dipendenti da videogames, ha deciso di raccontare la sua esperienza: “Quando ho iniziato a giocare non era male, ero un ragazzo in salute, un ragazzo felice, giocavo ad hockey, ma col tempo iniziò a diventare un problema. Così, finii per essere bocciato al liceo, non una ma due volte. Non mi sono mai diplomato, non sono mai andato al college, arrivai al punto di fingere di avere un lavoro, mentre giocavo ai videogiochi più di 16 ore al giorno. In verità, scrissi anche una lettera d’addio, di suicidio. Ed è stato […]

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Tatuaggi dispari: perché portano fortuna?

Per i più superstiziosi è una legge: avere tatuaggi in numero pari porta sfortuna. Ma perché? Da cosa deriva la superstizione dei tatuaggi dispari? A quanto pare tutto nasce da una leggenda marinaresca. Tatuaggi dispari. La storia Durante l’Ottocento si diffuse tra i marinai europei l’arte del tatuaggio, interpretato come “buon auspicio” e protezione durante i lunghi viaggi. In realtà però questa pratica non era natìa dell’Europa: fu infatti il celebre esploratore britannico James Cook che, approdato a Tahiti, osservò le tradizioni della popolazione locale e trascrisse l’espressione “tattaw”, che significa “incidere, decorare”, e stava proprio ad indicare i segni che quegli uomini portavano sulla pelle. Esportati così nel Vecchio Continente e diventati pratica tipica di marinai e navigatori, i tatuaggi non venivano fatti casualmente, bensì secondo una logica precisa. Il primo veniva fatto prima della partenza, in patria, mentre il secondo una volta giunti a destinazione. Al momento del ritorno a casa, infine, veniva fatto un terzo tatuaggio. E così via, un tatuaggio per ogni partenza e ogni ritorno. In questo modo, ogni qual volta il marinaio avesse avuto un numero dispari di tatuaggi, si sarebbe trovato nella sua terra, circondato dai propri cari e lontano dai pericoli del mare. Mentre avere i tatuaggi pari voleva dire non essere ancora riuscito a fare ritorno. Questa usanza ha lasciato le sue tracce nelle credenze popolari di oggi, che l’hanno riassunta in “fortuna” per i tatuaggi dispari e “sfortuna” per quelli pari. Tatuaggi marinareschi. Il significato Ovviamente, anche le figure che i marinai si tatuavano non erano casuali, ma scelte per un loro significato preciso. Alcuni di questi simboli, che ovviamente ricordano il mondo del mare, sono ancora diffusissimi al giorno d’oggi. Tatuarsi l’àncora, per esempio, stava a significare di aver attraversato l’Oceano Pacifico. Lo squalo invece veniva tatuato proprio per scongiurare eventuali attacchi di squali durante il viaggio. Ci si tatuava un drago quando si era arrivati a navigare in Cina, e una tartaruga quando si attraversava l’equatore. Non è difficile quindi notare come il passato abbia influenzato questa particolare arte fino ai giorni nostri, in cui il tatuaggio vive un momento di grande rinascita, soprattutto tra i più giovani. Che abbia valenza puramente estetica, che sia collegato ad un ricordo o ad un momento importante della nostra vita, che sia interpretato come moda o che rappresenti un particolare modo di pensare, il tatuaggio si è finalmente quasi del tutto liberato da pregiudizi e tabù che per anni lo avevano intrappolato ed è ormai diventato una caratteristica molto comune.

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Interstizio: l’organo da aggiungere ai libri di anatomia

Interstizio, un organo tutto da scoprire La scienza non smette mai di stupirci e l’interstizio questa volta ne è la prova. Si tratta di una scoperta in campo anatomico. L’interstizio è un organo, tra i più grandi del corpo umano. È diffuso in tutto l’organismo, sotto la pelle e in diversi tessuti ed è rimasto ignoto per molto tempo… almeno fino ad oggi! Interstizio: dove si trova e a cosa serve Questo nuovo organo si nascondeva sotto la pelle e nei tessuti di rivestimento dell’apparato digerente, dei polmoni, dei vasi sanguigni e dei muscoli. Per anni è stato chiamato come semplice tessuto connettivo. I metodi finora usati per esaminarlo a microscopio lo facevano apparire denso e compatto. Al contrario l’interstizio ha dimostrato di avere una ben differente complessità di struttura. È formato da cavità piene di liquido connesse tra di loro. Queste sono sostenute da fibre di collagene ed elastina. La funzione che riveste nel nostro corpo è quella di ammortizzare. La scoperta in realtà implica un enorme estensione degli orizzonti per la biologia. Diffusione dei tumori, invecchiamento della pelle, agopuntura, malattie infiammatorie degenerative e molto altro sono i campi in cui la scoperta dell’interstizio potrebbe essere determinante. Interstizio, un’importante scoperta per l’anatomia La notizia è stata resa nota dalla rivista Scientific Reports dall’Università di New York e dal Mount Sinai Beth Israel Medical Centre. L’interstizio è stato scoperto grazie ad una tecnica avanzata: un’endomicroscopia confocale laser. In questo modo i tessuti possono essere visti direttamente dentro il corpo e non devono essere prima prelevati e visti su vetrino. La tecnica è utilizzata su alcuni pazienti malati di tumore che dovevano subire un’operazione chirurgica per rimuovere pancreas e dotto biliare. In questo modo si è potuto scoprire la complessa struttura dell’interstizio. È da quì che si è scoperto che, in realtà, l’interstizio è presente in tutte le parti del corpo che sono interessate nella motricità e nelle aree sottoposte a pressione. Cosa comporta questa scoperta? Il fatto che l’interstizio sia pieno di fluido potrebbe portare ad interessanti scoperte. Il movimento del fluido potrebbe infatti portare delle delucidazioni in ambito oncologico. I tumori che invadono l’interstizio, infatti, si diffondono nelle altre parti del corpo più velocemente. Sappiamo che questo nuovo organo, drenato dal sistema linfatico, è il sito in cui nasce la linfa. Nelle cellule interstiziali interconnesse si trova quindi una sostanza vitale per il funzionamento delle cellule immunitarie che generano l’infiammazione. Ma non è finita. Anche in campo estetico potrebbero esserci entusiasmanti scoperte. Infatti le cellule che si trovano nell’interstizio e le fibre di collagene che le sostengono potrebbero dare importanti informazioni riguardo la formazione di rughe. Ancora, sempre riguardo il collagene, potrebbero esserci scoperte per l’irrigidimento delle articolazioni, le malattie infiammatorie legate a fibrosi e sclerosi. Per l’agopuntura invece ad essere coinvolto è il reticolato di proteine che sostiene l’interstizio, che potrebbe generare correnti elettriche quando le cellule si piegano seguendo il movimento di organi e muscoli. “Questa scoperta ha il potenziale per determinare grandi progressi in medicina, inclusa […]

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Dynamic architecture: il primo grattacielo girevole

La dynamic architecture è la nuova frontiera dell’architettura e Dubai, città innovativa per eccellenza, accoglierà probabilmente uno dei suoi frutti: il primo grattacielo mobile della storia. Il progetto prevede la costruzione di un edificio alto quattrocento metri per l’anno 2020. La particolarità? Il grattacielo potrà cambiare forma a seconda della scelta degli abitanti. Che cos’è la dynamic architecture? La nuova frontiera dell’edilizia ha fatto vacillare – letteralmente – la più banale immagine di edificio. La dynamic architecture permette di pensare a un edificio che non sia immobile ma possa muoversi, per cambiare a seconda del vento o seguendo la posizione del sole e così via. Nel 2001, a Curitiba, in Brasile è stato inaugurato Suite Vollard, un palazzo composto da quindici piani circolari, di cui undici in grado di ruotare su se stesso di 360 gradi in un’ora. Abbiamo un primissimo esempio di dynamic architecture anche in Italia, a Mercellise, vicino Verona. Villa Girasole, una delle prime case rotanti, è stata costruita tra il 1929 e il 1935 dall’ingegner Angelo Invernizzi e dall’architetto Ettore Fagiuoli. La costruzione, a forma di V, ruotava attorno alla torretta centrale lungo binari d’acciaio che descrivono una circonferenza con diametro di 44 metri. L’edificio, che poteva muoversi di 4 mm al secondo – una rotazione completa richiedeva 9 ore circa – è da qualche anno immobile, a causa di un cedimento del terreno che ha deformato le rotaie. L’architetto italo-israeliano David Fisher è un esperto di dynamic architecture e il suo nuovo progetto è quello di costruire a Dubai un grattacielo di cui gli abitanti possano scegliere la forma. Il risultato è una scultura mobile e mutaforme. Il primo grattacielo mobile a Dubai Il suo nome sarà Dyamic Tower. Il progetto prevede la costruzione di un edificio di quattrocento metri ripartiti in ottanta piani capaci di ruotare indipendentemente l’uno dall’altro di 360 gradi. Tecnologie innovative saranno necessarie per la costruzione di moduli prefabbricati che andranno a costituire le unità strutturali di ogni piano. I piani, prodotti con processi industriali, saranno preventivamente personalizzati dai futuri abitanti. Ognuno di essi sarà portato sul luogo della costruzione del grattacielo con suddivisione di spazi e impianti già realizzati. Più che di una costruzione si tratterà di un assemblaggio sul luogo. I moduli saranno sovrapposti l’uno all’altro e agganciati alla struttura portante in cemento armato, che ospiterà tutti i meccanismi necessari alla rotazione e gli impianti centrali. Alluminio, acciaio e fibra di carbonio: saranno questi materiali a conferire alla struttura la necessaria combinazione tra leggerezza e resistenza. Il risultato prevede buona resistenza sismica, poca manodopera, tempi di costruzione inferiori del 30%; il tutto coronato da un vantaggio economico. La somma orientativamente si aggirerebbe sui 700 milioni di dollari. Ultima ma importante caratteristica è la presenza in ogni piano di turbine eoliche posizionate orizzontalmente e di tetti solari che garantiranno ad ogni piano la totale autonomia energetica. Il progetto, già proposto nel 2014, potrebbe essere realizzato in occasione dell’Expo 2020. Edifici del futuro: pro e contro della dynamic architecture Non è […]

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