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Eroica Fenice

La categoria Notizie curiose contiene 160 articoli

Notizie curiose

Le piramidi in Italia: le ipotesi sulla loro costruzione

Le piramidi sono costruzioni architettoniche che accompagnano il percorso dell’uomo da sempre. Ogni terra, ogni epoca è rimasta affascinata da questo solido dalla forma ascendente, tanto da declinarlo in diversi modi e per le diverse occasioni. Nonostante le piramidi siano il simbolo egiziano per eccellenza, diverse popolazioni antiche e antichissime hanno lasciato queste costruzioni in tutto il mondo: dalla Cina all’America, dall’Antartide all’Italia. Ebbene sì, esistono delle piramidi in Italia che, declinate in altre forme, dimensioni e tecniche di produzione, costituiscono una parte di storia forse ancora non ben indagata. Le piramidi in Italia: da nord a sud dello stivale Le piramidi esistono nel mondo sotto forme diverse: forma tipica, a gradoni, romboidali, forma allungata, a cono. Tutte hanno però la forma piramidale che tende verso l’alto con sezione sempre stingente. Esse sono sempre ricondotte a delle funzioni religiose o astronomiche. Il monte, del resto, è sempre stato simbolo di trascendenza per la sua tendenza all’alto, un elemento comune per ogni popolo e cultura. Molte piramidi hanno anche tanti aspetti in comune: sono orientate come i punti cardinali o ad esempio seguono la posizione delle costellazioni più importanti a seconda delle divinità venerate dalle popolazioni che le hanno costruite. Ci sono diversi siti in cui sorgono delle vere e proprie piramidi in Italia, da nord a sud dello stivale. In Lombardia sono state trovate le tre Piramidi di Montevecchia, all’interno del Parco del Curone a Rovagnate, in provincia di Lecco. Nel 2001 tre colline piramidali sono state individuate nonostante per lungo tempo esse siano rimaste coperte dalla vegetazione. Le tre colline presentano caratteristiche alquanto bizzarre per essere opera della natura: hanno tutte misurazioni molto simili per la base, l’altezza e i gradi di pendenza. Le piramidi di Montevecchia sono della tipologia a gradoni e sembrano essere state modellate nella roccia. Anche il loro orientamento è stato paragonato alle piramidi d’Egitto, allineate con le tre stelle centrali della cintura di Orione. Non mancano altri casi nel Settentrione. In Emilia Romagna – precisamente in provincia di Reggio Emilia – è stata individuata la Piramide di Vessallo, scoperta nel 2009. La sua base è quadrata e quasi regolare con i lati all’incirca di 100 metri e un’altezza di 40 metri. Anche in Friuli sono state trovate tre colline piramidali che sembra abbiano lo stesso orientamento delle piramidi di Giza. Le piramidi di Cividale sorgono inoltre in una zona in cui sono presenti delle mura megalitiche e un ipogeo riconducibili alla popolazione celtica. In molti casi le ricerche non sono state molto approfondite e nella ricostruzione della storia di queste architetture ci sono ancora molte lacune. Il caso della piramide di Bomarzo a Viterbo Un’altra piramide è presente proprio nella capitale d’Italia. Che ci fa una piramide a Roma? Si tratta della Piramide Cestia, che sembra essere l’ultima sopravvissuta di altre tre costruzioni. Questo monumento, dall’altezza e dimensioni più ridotte delle consuete piramidi, è un monumento funerario fatto costruire da Caio Cestio Opulone all’incirca un decennio prima dell’anno zero. Per la sua intera altezza […]

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I grattacieli più alti al mondo: la top 5!

Quali sono i grattacieli più alti al mondo? Si tratta di giganti che tutti guardiamo con stupore, i cosiddetti “megagrattacieli”, che si ergono a centinaia di metri di altezza e che si sfidano nell’obiettivo di toccare il cielo, frutto di imprese architettoniche che, con le loro altezze vertiginose, hanno fatto la storia. La scalata verso il cielo Molti ritengono che il primo grattacielo al mondo – nel senso moderno del termine – sia stato l’Home Insurance Building, costruito nel 1885 e con soli 55 metri di altezza. Il primo ad aggiudicarsi un record vero è proprio è stato l’Empire State Building, costruito nel 1931 e rimasto per oltre 40 anni il grattacielo più alto del mondo. Oggi tuttavia i suoi 381 metri di altezza sono stati scavalcati, e di molto, da altri colossi, la cui costruzione è avvenuta proprio con l’obiettivo di superare delle vere e proprie sfide architettoniche. Oggi, scorrendo la classifica dei grattacieli più alti al mondo, troviamo tantissimi edifici situati in Cina e Medio Oriente, mentre gli Stati Uniti conservano comunque un posto molto alto in classifica con il One World Trade Center di New York – sesto nella classifica dei grattacieli più alti. Oggi i grattacieli nella top 10 più alti al mondo superano i 500 metri ma il primo posto è detenuto da un edificio che supera gli 800, staccandosi di ben 200 metri dai suoi competitors. Top 5 dei grattacieli più alti al mondo Innanzitutto la classifica tiene conto di diverse categorizzazioni per definire quale è l’altezza maggiore raggiunta. I grattacieli vengono definiti i più alti al mondo per altezza strutturale, ossia dalla base al punto architetturale più alto dell’edificio, comprendendo guglie, statue e altri componenti integrati nell’architettura. Ciò significa che antenne, pinnacoli e altri elementi classificati come non integrati non vengono considerati nel computo dell’altezza. Questo sistema di classificazione va a discapito di alcuni edifici, tra cui ad esempio la Sears Tower di Chicago, che viene molto penalizzata. Tuttavia sono esistenti anche tanti tipi di classificazioni minori che tengono in considerazione anche altri elementi.  Ecco quali sono i cinque grattacieli più alti al mondo: Lotte World Tower. Il più basso tra i cinque grattacieli più alti al mondo si trova a Seoul – Corea del Sud – è stato ultimato nel 2017. Si tratta di un palazzo con ben 123 piani che è situato vicino al fiume Han. Il suo profilo affusolato si contrappone alle vicine montagne del sito. Ping An Finance Centre. Il quarto grattacielo più alto al mondo si trova nella città di Shenzhen in Cina, nazione con ben tre posti occupati nella top 5. Con i suoi 599 metri e 115 piani è di certo un gigante dell’architettura. L’edificio, progettato dallo studio Kohn Pedersen Fox Associates, è il secondo grattacielo più alto della Cina. Il Ping An Finance Center era originariamente destinato a raggiungere i 660 metri di altezza grazie alla guglia, ma le restrizioni imposte dall’aviazione lo hanno ridotto. Abraj Al Bait. Questo grattacielo costruito nel 2012 si trova […]

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Le sette meraviglie del mondo naturale: la classifica

Le sette meraviglie del mondo naturale: scopriamole insieme. Il pianeta Terra è ricco di bellezze mozzafiato e tesori da proteggere. La natura ci ha regalato numerosi spettacoli ma, tra tutti, ne esistono alcuni che si sono aggiudicati un posto nella classifica delle sette meraviglie del mondo naturale. La classifica delle (nuove) meraviglie Anche in questo caso, come per le nuove sette meraviglie del mondo, la classifica è stata redatta a seguito di un concorso indetto a scopo di lucro dalla società svizzera Open World Corporation. Si parla di “nuove” meraviglie in analogia alla prima lista delle sette meraviglie del mondo (antico) redatta nel III secolo a.C. da Antipatro di Sidone e di cui fanno parte delle opere architettoniche oggi quasi del tutto scomparse. Nel 2007 la Open World Corporation aveva rilasciato la classifica finale delle nuove meraviglie architettoniche del mondo moderno. Il concorso ha avuto tantissimo successo ed è per questo che la società ne ha indetto un altro per decretare invece quali fossero i siti naturali più belli. Anche in questo caso, come nel precedente, sono stati gli utenti che hanno partecipato alle votazioni a decretare le vincitrici del concorso. Alla campagna hanno preso parte più di 220 Paesi, con un totale di 440 siti naturali proposti a concorrere. Le candidate italiane erano il monte Cervino, sulle Alpi Occidentali, e il Vesuvio, entrambe arrivate nella classifica dei 28 finalisti ed entrambe non sopravvissute ai round finali. La classifica, finalmente pubblicata nel 2011, due anni dopo il lancio del concorso, è stata risultato di ben 500 milioni di voti. Quali sono le sette meraviglie del mondo naturale? La Foresta Amazzonica. Come poteva mancare il Polmone della Terra? Si tratta del resto di un’area non nuova ai record mondiali. Essa si estende per ben 9 stati americani: Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana Francese, Guyana, Perù, Venezuela e Suriname, raggiungendo una superficie totale di 4500 km quadrati. È senza dubbio la più grande foresta tropicale al mondo e, da sola, rappresenta la metà delle foreste pluviali esistenti. È anche la dimora del Rio delle Amazzoni, il corso d’acqua più grande al mondo. E infine la foresta ospita il maggior numero di specie animali e vegetali al mondo, conservando una biodiversità più unica che rara (solo tra gli insetti si contano più di 2,5 milioni di specie differenti!). La Baia di Ha Long in Vietnam, il luogo “dove il Drago scende in mare”. Questa baia è un’insenatura del Golfo di Tonchino caratterizzata da circa 3000 isolette calcaree. La leggenda vuole che la Baia si sia formata quando, durante uno scontro tra Cina e Vietnam, gli dei mandarono in soccorso questi ultimi dei draghi che crearono questa sorta di muraglia naturale sputando non lava ma enormi gioielli, che corrispondono agli isolotti. In effetti si tratta senza dubbio di gioielli; quasi tutte le isole sono aree incontaminate dall’uomo e l’intero sito è patrimonio dell’UNESCO dal 1994. Tra tutte le isole solo le due più grandi, Tuan Chau e Cat Bat, sono abitate e presentano delle […]

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Le (nuove) sette meraviglie del mondo moderno

Il 7 luglio 2007 a Lisbona sono state decretate le sette meraviglie del mondo moderno, vincitrici del concorso indetto dalla società svizzera New Open World Corporation. Le prime sette classificate in questa gara si sarebbero aggiudicate il titolo di “nuove” meraviglie del mondo, da aggiungere alla classifica di quelle antiche, selezionate per la prima volta nel III secolo a.C. da Antipatro di Sidone, oggi in maggior parte scomparse. In epoca classica, infatti, le sette meraviglie del mondo erano le opere architettoniche artistiche e storiche ritenute più importanti da Greci e Romani, capolavori come i Giardini pensili di Babilonia, il Colosso di Rodi e la Piramide di Giza. Al contrario, la scelta per le nuove meraviglie è stata decretata dal concorso ideato dal regista Bernard Weber e dal quale l’Unesco prese le distanze. In occasione delle Olimpiadi di Sidney del 2000, la società NOWC lanciò questo referendum via internet per stabilire, a distanza di due millenni e mezzo, quali fossero le nuove sette meraviglie del mondo moderno. L’iniziativa riscosse enorme successo; la lista è aumentata fino a superare il numero di 150 opere architettoniche e siti archeologici, tanto da posticipare sempre più la chiusura del sondaggio. A decretare le sette meraviglie del mondo moderno sono stati oltre 90 milioni di persone che hanno votato online tra circa 150 candidate e 21 finaliste. Dalla muraglia cinese a Petra, dal Colosseo alle rovine di Machu Picchu, ecco quali sono le sette meraviglie del mondo moderno. L’elenco delle sette meraviglie del mondo moderno La Grande Muraglia Cinese. Riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 1987, la Grande Muraglia è stata realizzata nel 215 a.C. per volere dell’imperatore Qin Shi Huang con il compito di difendere il territorio cinese dalle invasioni dei Mongoli. Il tentativo fallì a causa delle numerose porte presenti lungo il perimetro che si rivelarono punti deboli. La grande muraglia oggi percorre 8.851,8 km, partendo dal golfo di Liao-Tung e toccando il passo di Kia-gu in Tibetma, ma si stima una lunghezza reale di circa 22.000 km. La manodopera di migliaia di lavoratori ha dato vita a questo grandioso progetto in pietra e mattoni, con circa 25.000 torri di guardia. Per tradizione la Grande Muraglia doveva essere visibile perfino dalla Luna – un mito tuttavia sfatato! Petra in Giordania (in foto). I primi insediamenti del sito archeologico di Petra risalgono al periodo tra VIII e VII secolo a.C., mentre i monumenti più antichi risalgono al 30 a.C. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un patrimonio dell’umanità stabilito dall’Unesco nel 1985. Il sito archeologico di Petra con le numerose facciate intagliate nella roccia e corrispondenti a sepolcri ha un fascino di certo unico. Si tratta di una città scolpita nella roccia che, sebbene abbia anni di storia, è stata rivelata all’Occidente solo nel 1812 ad opera dell’esploratore svizzero Johann Burckhardt. Le facciate dei sepolcri intagliati, la pietra, la sabbia, le sfumature calde che circondano il complesso rendono il tutto molto suggestivo. Non a caso Petra è stata scelta come set cinematografico per […]

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I 10 alberi più antichi al mondo

Quali sono gli alberi più antichi al mondo? Di sicuro le specie viventi più longeve in assoluto sono gli alberi centenari e millenari che da un tempo lunghissimo assistono alla nostra vita sulla Terra. Maestosi esemplari che hanno visto il trascorrere di epoche e si sono arricchiti anno dopo anno, secolo dopo secolo, di rughe e segni del tempo, senza però soccombergli. Per questo motivo gli alberi sono una fonte incredibile di informazioni sul nostro pianeta: conoscendo l’età di un albero possiamo ricavare notizie riguardo il clima terrestre nella nostra storia. Come calcolare l’età di un albero Definire l’età di un albero non è compito semplice, né universalmente riconosciuto perché esistono diverse tecniche parallele usate in diverse nazioni. Il metodo più conosciuto conta gli anelli presenti nella sezione del tronco: ogni anello equivale ad un anno di vita. Si tratta della cosiddetta dendrocronologia, il processo di datazione mediante l’uso di anelli degli alberi. I tronchi della maggior parte degli alberi hanno anelli che si riscontrano ogni anno, e il conteggio di questi anelli fornisce agli scienziati informazioni sull’età stimata dell’albero. Gli anelli si formano perché il legno che la pianta produce in primavera è chiaro mentre quello che produce in inverno è più scuro. I cerchi hanno anche diverse forme, dalle quali si deduce se la pianta era in buona salute o meno. Chiaramente questo metodo può essere utilizzato se è possibile ricavare la sezione dell’albero tagliandolo. In alternativa, se l’albero è in vita, di solito si misura la circonferenza del tronco, e si divide il numero per 2,5 per ottenere un’età approssimativa. Quali sono i 10 alberi ancora viventi più antichi al mondo? Oliveira De Santa Iria De Azòira è un albero di ben 2850 anni! Si trova a Loures, in Portogallo, ed è un esemplare di ulivo europeo dal grande effetto suggestivo. Non si tratta di una specie che si sviluppa in altezza ma, piuttosto, la maestosità del suo tronco ne indica l’età. Del resto, fin dalle Sacre Scritture, l’ulivo è indicato come un simbolo di fede e longevità e da sempre quest’albero rappresenta operosità e saggezza. Il Patriarca della Foresta: si tratta di un esemplare della specie di Cariniana, pianta legnosa che vive nelle zone tropicali di Brasile, Venezuela e Madagascar. Per la sua composizione naturale, questa specie viene sfruttata per ricavare materiale legnoso molto resistente. A causa della deforestazione è sempre più raro trovarne esemplari longevi. In particolare, il Patriarca della Foresta, con circa 3000 anni di età, si trova a Santa Rita do Passa Quatro, un comune del Brasile nello Stato di San Paolo. Castagno dei Cento Cavalli. I castagni sono tra le specie più antiche al mondo e tra i suoi esemplari troviamo un illustre millenario in Italia, precisamente a Sant’Alfio in provincia di Catania. Il Castagno dei Cento Cavalli vive da circa 3000 anni. Il suo nome ha origine da una leggenda secondo cui la regina Giovanna la Pazza, di passaggio per il paese, si riparò da un temporale sotto le sue fronde […]

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Cifrario di Cesare e gli sviluppi della crittografia

Il cifrario di Cesare è uno dei più antichi algoritmi a noi pervenuti che permettono di criptare un messaggio. Si tratta di un cifrario a sostituzione monoalfabetica in cui ogni lettera del testo originale – cosiddetto “testo in chiaro” – è sostituita da un’altra lettera che si trova ad un numero stabilito di posizioni da essa. Si tratta di un algoritmo molto semplice ma che, se sapientemente usato e combinato con altri metodi, porta a risultati tanto interessanti alquanto complessi. Messaggi in codice: il cifrario di Cesare Questo tipo di cifrario è anche detto “a sostituzione” o “a scorrimento” ed è uno dei più antichi di cui si abbia traccia storica. Svetonio, nella Vita dei Cesari, racconta che Giulio Cesare era solito usare per le sue corrispondenze private un codice monoalfabetico che gli garantiva di mantenere le sue informazioni segrete qualora le lettere fossero intercettate dai nemici o lette da un’invadente. Il codice cifrario è di per sé molto semplice ma, all’epoca, non era così scontato saper leggere un testo nemmeno se in chiaro. Nel cifrario la lettera reale viene sostituita da quella che occupa tre posti avanti nell’alfabeto: la A diventa D, la B diventa E e così via. Arrivati alle ultime lettere dell’alfabeto, si procede circolarmente ricominciando dalla A. Ad esempio utilizzando il cifrario di Cesare EROICA FENICE diventa HURLFD IHQLFH. Più in generale oggi intendiamo per cifrario di Cesare un metodo che sposta la lettera in chiaro di una cifra stabilita, non necessariamente pari a tre. Sempre secondo Svetonio, Augusto utilizzava lo stesso cifrario spostando di un solo posto la lettera, per cui alla lettera A in chiaro corrispondeva la B e così via. Un’altra differenza era che, terminato l’alfabeto, Augusto non ripartiva ciclicamente dalla A ma piuttosto per indicare la Z utilizzava AA. Oggi il cifrario di Cesare è ad un livello basico di crittografia. Eppure lo ritroviamo in altri episodi storici. Mentre era in prigione la regina di Scozia Maria Stuarda usò il cifrario per inviare il messaggio che svelava il complotto per l’omicidio dell’allora  regnante Elisabetta I. In questo caso però la lettera fu decrittata proprio per la semplicità del metodo utilizzato e questo sbaglio le costò la testa. Il cifrario può anche essere complicato e applicato a più livelli. Il boss mafioso Bernardo Provenzano lo utilizzava per proteggere le sue informazioni segrete nei foglietti che inviava e riceveva nel periodo di latitanza. Egli aveva complicato il metodo crittografico: faceva corrispondere ad ogni lettera il suo numero corrispondente nell’alfabeto, oltre a spostarla di tre posti. La lettera A in chiaro corrispondeva non a D, ma a 4 nel testo cifrato, ed EROICA FENICE sarebbe stata letta come 82118126498171268. Come decrittare un cifrario di Cesare? Innanzitutto, sarebbe molto utile il disco cifrante di Leon Battista Alberti che fa scorrere due cerchi concentrici con due serie di lettere in modo che, scoperta la chiave, lo scorrimento sia molto semplice. Per capire quale è la chiave usata dal messaggio bisogna partire con l’osservazione della ripetizione delle lettere, tenendo […]

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Attualità

Georgia Guidestones: la Stonehenge americana

Nessuno conosce la loro storia, nessuno conosce il nome del loro ideatore. Le Georgia Guidestones sono un monumento in granito ricco di misteri e segreti, ma con tante cose da raccontare. Il monumento è stato costruito con lo scopo di fornire una guida per riedificare il mondo dopo l’Apocalisse. Si tratta di sei enormi blocchi di granito che forniscono le istruzioni in otto lingue diverse su come ricostruire una civiltà in seguito ad un eventuale fine del mondo. Allo stesso tempo questo monumento svolge le funzioni di bussola, calendario e orologio. Stonehenge americana: cosa si nasconde dietro questo monumento? L’opera in granito si trova in Georgia, nella contea di Elbert. Raggiunge i sei metri di altezza grazie alla sei lastre di granito con cui è realizzata e corrisponde ad un peso di 107 tonnellate. Un pilastro a sezione rettangolare è posto al centro, con quattro lastre equidistanti poste a forma di X distorta, mentre su tutte è posta una lastra rettangolare di copertura. Tutta la struttura è allineata astronomicamente. Su una lastra posta un po’ più distante ci sono le note con la storia, le dimensioni e lo scopo del monumento. Essendo posto su una cava in granito molto grande, questo monumento è stato costruito appositamente lì dove si supponeva che potesse resistere a terremoti e ad altri disastri naturali. Perché? Il Georgia Guidestones doveva resistere nelle epoche, nell’attesa della fine del mondo e della sua rinascita. Quel giorno, quel posto della Terra sarebbe stato il punto di partenza da cui ricostruire la nuova civiltà. Nessuno sa chi fu il suo vero ideatore. Nemmeno la proprietà del sito risulta essere chiara. Sui blocchi in granito sono incise dieci regole in inglese, spagnolo, swahili, hindi, ebraico, arabo, cinese e russo. Le incisioni recitano: Mantieni l’Umanità sotto i 500.000.000 in perenne equilibrio con la natura. Guida saggiamente la riproduzione, migliorando salute e diversità. Unisci l’Umanità con una nuova lingua viva. Domina passione, fede, tradizione e tutte le cose con la sobria ragione. Proteggi popoli e nazioni con giuste leggi e tribunali imparziali. Lascia che tutte le nazioni si governino internamente, e risolvi le dispute esterne in un tribunale mondiale. Evita leggi poco importanti e funzionari inutili. Bilancia i diritti personali con i doveri sociali. Apprezza verità, bellezza e amore, ricercando l’armonia con l’infinito. Non essere un cancro sulla terra, lascia spazio alla natura, lascia spazio alla natura. Su ogni lato, in cima, campeggia in quattro lingue antiche – babilonese, greco antico, sanscrito e geroglifici egiziani – la scritta “Lascia che queste pietre siano una guida per un’Era della Ragione”. Insomma, le regole per la costruzione di un mondo migliore. Sulla lapide esplicativa sono spiegati l’orientamento astronomico dell’opera, peso e dimensioni, la data di costruzione e altre informazioni simili. L’iscrizione parla anche del seppellimento di una capsula del tempo sotto la tavoletta ma la data del seppellimento e la presunta data in cui dovrebbe essere riportata alla luce sono lasciate in bianco. In questo messaggio possiamo trovare qualche errore di punteggiatura: sia esso […]

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Shifting: leggenda o realtà?

Come sarebbe il mondo se potessimo scegliere di cambiare realtà quando vogliamo? Gli utenti di TikTok se lo sono chiesti e hanno trovato il modo per farlo: lo shifting. Lo shifting: cos’è e dove è nato Chi non ha mai desiderato di cambiare la propria realtà almeno una volta? Di riuscire a manovrare il mondo in modo da renderlo il posto perfetto per noi? La community di TikTok sembra aver trovato il modo per farlo, e questo è stato chiamato Shifting. Lo Shifting si presenterebbe come un meccanismo simile a un sogno lucido che permetterebbe alle persone di cambiare la propria realtà a proprio piacimento durante un apparente stato di trans o durante il sonno. Ma analizziamo per bene il fenomeno. L’apparente funzione dello Shifting sembrerebbe quella di cambiare la propria realtà, passando da quella attuale (nominata CR) a quella desiderata (denominata DR). La realtà desiderata potrà presentarsi in qualsiasi modo si vorrà. Potrà essere creata da zero o potrà appartenere ai film o alle serie tv più varie. Il principio dello shifting si caratterizzerebbe proprio dalla possibilità di poter scegliere in ogni dettaglio la propria vita nella nuova realtà. Dal colore della pelle, ai vestiti, fino alle relazioni che si potrebbero intrattenere. Ognuno di questi dettagli, al fine di renderli possibili, dovrà essere scritto su un foglio di carta, che la piattaforma di TikTok chiama scripting. Sarà questo a dare la possibilità di scegliere gli elementi della realtà desiderata. Da dove derivano le immagini che vediamo nei nostri sogni? Per comprendere se un fenomeno del genere è veramente possibile è bene ricordare che l’unica fase del sonno in cui la nostra mente è capace di ricordare quelli che vengono definiti ‘’sogni’’, è la fase R.E.M (Rapid Eye Moviment) in cui, anche se ancora addormentati, è possibile muovere inconsciamente gli occhi al di sotto delle palpebre chiuse, da qui il nome. La fase R.E.M. differentemente dall’immaginario comune non si manifesta nel momento più profondo del sonno, ma tipicamente dopo la seconda metà della notte quando è più facile svegliarsi per ogni piccolo rumore. Ecco perché capita di risvegliarsi proprio sul più bello. La particolarità dei sogni a cui assistiamo ogni notte è sicuramente quella di ritrovarsi in situazioni verosimili o meno con persone che conosciamo o di cui non ricordiamo, senza la possibilità di controllare realmente il nostro corpo, ma assistendo come a uno spettacolo privato ogni sera. La mente umana tuttavia può essere in grado di controllare i sogni se allenata. Questo processo viene chiamato ‘’sogno lucido’’ e può essere tanto casuale, quanto indotto. Una volta presa consapevolezza che quello a cui stiamo assistendo è solo frutto dell’immaginazione sarà infatti possibile controllare il sogno in ogni piccolo dettaglio, modificando scenari e situazioni, e avverando ogni piccolo desiderio. Lo shifting è un viaggio astrale o un sogno lucido? Seguendo le istruzioni del mondo di TikTok si viene a conoscenza che lo shifting permette di catapultarsi nella realtà più desiderata e di interagire con i propri personaggi preferiti, ma una volta […]

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La Befana vien di notte: come, quando e perché?

La Befana è uno dei protagonisti indiscussi del periodo natalizio ed è un personaggio che risale a tradizioni molto antiche e, per questo, molto radicate nella nostra cultura. La vecchietta dell’immaginario collettivo che la notte tra il 5 e il 6 gennaio porta ai bambini dolci e carbone è protagonista di storie e riti che affondano le loro radici in un’epoca precristiana. Come è nata la leggenda della Befana? Il termine Befana è in realtà l’alterazione lessicale di “Epifania” diffusa a partire dalle zone dell’antica Etruria. La figura della vecchietta che porta doni ai bambini al finire delle feste natalizie era un personaggio folcloristico tipico di alcune regioni italiane, conosciuto ormai in tutto il mondo. Secondo la tradizione questa vecchietta dall’umile aspetto, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, vola sui tetti, si cala dai camini e riempie le calze appese dei bambini. Coloro che si sono comportati bene durante l’anno riceveranno dolciumi e bontà, i cattivi solo carbone. La figura della Befana ha origini molto antiche e, contrariamente a quanto si pensi, antecedenti a quelle cristiane. L’origine è stata connessa ad un insieme di riti propiziatori pagani legati all’agricoltura. Già durante il VII-VI secolo a.C. si credeva che esistessero delle figure femminili che di notte volavano sui campi per propiziare il raccolto. Questa storia è di certo connessa ai cicli stagionali nell’agricoltura; con il passaggio di queste donne il raccolto dell’anno ormai trascorso era pronto per rinascere. Gli antichi romani ereditarono questi riti e li fecero propri, associandoli al loro calendario e celebrando il volo di queste donne durante il periodo tra la fine del solstizio invernale e la ricorrenza del Sol Invictus – divenuta poi il Natale Cristiano. In particolare, la dodicesima notte dopo il solstizio invernale si celebrava il momento di morte e rinascita della natura, così come nelle tradizioni antecedenti. Durante questi 12 giorni di passaggio si continuava a credere che delle figure femminili volassero sui campi coltivati, capitanati questa volta da Diana, dea della caccia e della vegetazione, oppure, per altri, da Abundia, dea dell’abbondanza. Secondo molte interpretazioni la figura della Befana come la conosciamo oggi potrebbe essersi rifatta alla figura celtica di Perchta, una personificazione della natura invernale rappresentata come una vecchia signora con la gobba e il naso adunco, capelli bianchi spettinati e piedi grandi, vestita con abiti e scarpe rotte. Anche lei, aleggiando di notte sui campi per renderli fertili, veniva festeggiata nello stesso periodo della Befana. La tradizione pagana assimilata dalla Chiesa Cattolica In quanto figura pagana, già dal IV secolo d.C. la Chiesa cominciò a ritenere questa credenza satanica. Nel Basso Medioevo la figura della Befana fu ripulita dalle accuse di satanismo e la Befana passò da strega a vecchietta affettuosa sulla scopa volante. Pian piano anche la figura della Befana fu quindi accettata dalla Chiesa. Con l’arrivo di questa vecchietta che “tutte le feste porta via” la Chiesa ha trovato una corrispondenza con il calendario liturgico, dal momento che l’Epifania corrisponde al periodo della fine del Natale […]

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Giganti di Pietra: il mistero di Campana

Nel piccolo paese di Campana, in provincia di Cosenza, si trovano dei megaliti alquanto bizzarri che da tempo danno origine a diverse teorie riguardanti la loro nascita. Questi cosiddetti Giganti di pietra conservano un mistero molto importante: sono semplici pietre modellate dalla natura o forse dietro la loro costruzione c’è lo zampino dell’uomo? Se quest’ultima ipotesi fosse confermata, i Giganti potrebbero davvero riscrivere la storia. Le pietre dell’Incavallicata Ci troviamo in provincia di Cosenza. In questa zona il piccolo paese di Campana è molto famoso in quanto conserva una particolarità che lo rende più unico che raro. Appena fuori dal centro abitato si innalzano due megaliti che hanno dato origine a diverse teorie riguardo la loro origine. I Giganti di pietra di Campana si trovano in un sito immerso nel verde di un parco pubblico e posto a 600 metri di altezza. I due megaliti si trovano proprio lì, uno accanto all’altro, in cima al cosiddetto “Cozzo de li giganti”. La forma dei due megaliti è inequivocabile: uno di essi è l’elefante, l’altro è un uomo seduto di cui però si conserva solo la parte inferiore. Mentre del primo masso roccioso si colgono immediatamente le fattezze, del secondo sono chiaramente visibili solo i piedi.  La verità è che ancora oggi rimangono molti dubbi e misteri riguardo questi megaliti. Se da una parte alcuni sostengono che si tratti di semplici pietre, curiosamente modellate dagli agenti atmosferici, dall’altra troviamo la teoria secondo cui questi massi siano statue scolpite dall’uomo. Se la prima statua raffigura senza dubbio un elefante, la seconda potrebbe raffigurare la parte inferiore di un uomo assiso in trono. I due colossi hanno differenza di due metri; la prima è alta 5,5 metri, la seconda circa 7,50. Si è supposto che, immaginando l’altezza dell’intera statua dell’uomo in trono, è possibile che l’elefante abbia raggiunto la stessa quota portando un altro uomo sul dorso. Se si potesse dimostrare con certezza che queste pietre siano in realtà delle statue, si potrebbe riscoprire qualcosa risalente a tantissimi anni fa, forse perfino ad un’epoca preistorica. Ipotesi e teorie sui Giganti di Pietra Secondo le ricerche di Carmine Petrungaro, l’elefante potrebbe essere legato allo sbarco di Pirro in Calabria, avvenuto nel 281 a.C. Pare che in quell’anno il re fosse giunto nella zona proprio con una mandria di elefanti da guerra e quest’ipotesi è ampiamente avvalorata dai ritrovamenti di monete e reperti conservati oggi nel museo d Reggio Calabria. Un’altra teoria sembra collocare queste pietre alla Seconda Guerra Punica, verso la fine del III secolo a.C. A differenza di Pirro, si sa che Annibale soggiornò per lungo tempo nell’antica Calabria e anche a Sila, ma egli aveva con sé un solo elefante sopravvissuto alle Alpi. Durante la presenza di Annibale nel Sud Italia furono coniate molte monete; esse avevano come simbolo il cavallo, mentre l’elefante fu usato nelle zecche puniche africane e spagnole. In realtà l’ipotesi più affasciante e suggestiva colloca queste sculture in un’epoca ancora più antica: quella preistorica. In effetti l’elefante raffigurato presenta una […]

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