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Eroica Fenice

La categoria Notizie curiose contiene 183 articoli

Notizie curiose

Ankara: la biblioteca dei libri abbandonati

Nasce ad Ankara una biblioteca formata dai libri salvati dalle discariche. Nel cuore della Turchia, i netturbini hanno dato vita a una biblioteca di libri abbandonati per strada dai cittadini. I seimila volumi collezionati sono ora al servizio della comunità stessa che ringrazia e ammira l’opera di salvataggio di questi netturbini, orgoglio della città. La biblioteca dei libri abbandonati: Ankara, un esempio per il mondo Ci troviamo ad Ankara, capitale turca. Un gruppo di netturbini ha avuto l’idea di salvare dalle discariche tutti quei libri che venivano gettati dai cittadini. E così, cercando nei rifiuti, nei cassonetti e tra le strade, questo gruppo di piccoli eroi ha dato vita a una biblioteca interamente costituita da libri abbandonati. Il lavoro dei netturbini è stato del tutto spontaneo e non retribuito. Eppure con questo gesto essi hanno compiuto un atto di grande valore. Hanno ridato vita a quei libri e quelle storie abbandonate e dimenticate e li hanno posti a servizio della comunità intera, assicurandogli un futuro. Il lavoro dei netturbini è andato avanti per mesi. Con il diffondersi della notizia la persone hanno iniziato a donare i libri direttamente e questo ha contribuito molto allo sviluppo della biblioteca. Libri a servizio della comunità Inizialmente i libri raccolti erano messi a disposizione solo dei dipendenti e delle loro famiglie ma, con l’ampliarsi della biblioteca, la possibilità di prendere i libri in prestito è stata estesa a tutta la comunità. I libri possono essere presi in prestito per due settimane ed è possibile posticipare la restituzione, proprio come in una vera e propria biblioteca. La biblioteca è ospitata lì dove sorgeva una fabbrica di mattoni inutilizzata, presso la sede del dipartimento di igiene. Contraddistinta da una facciata in mattoni invecchiati e lunghi corridoi interni, la fabbrica si è prestata perfettamente per l’utilizzo odierno. Anche la collocazione dell biblioteca dei libri abbandonati in una fabbrica inutilizzata è un ottimo esempio di recupero e un ulteriore modo per dare vita a qualcosa di dimenticato. “Abbiamo iniziato a discutere l’idea di creare una biblioteca da questi libri e quando tutti hanno sostenuto l’idea, abbiamo fatto partire il progetto”, ha detto Alper Tasdelen, il sindaco di Çankaya Alper Tasdelen alla CNN. Ad oggi nella biblioteca si possono contare oltre seimila libri, catalogati in ogni sorta di gruppo. Dalla saggistica ai classici, dai gialli ai fantasy. Alcune delle sezioni che riscuotono più successo sono quella per i bambini, in cui sono raccolti molti fumetti, e quella per i ragazzi, dove è disponibile un’intera sezione sulla ricerca scientifica. Inoltre sono disponibili libri in lingua straniera (inglese e francese). “Prima speravo di avere una biblioteca in casa mia, ora ho una biblioteca qui”, ha detto Serhat Baytemur, uno degli spazzini protagonisti della raccolta. Enorme successo per la biblioteca dei libri dimenticati La collezione è attualmente tanto grande che alla biblioteca vengono richiesti prestiti dalle scuole e dalle prigioni. C’è stata una richiesta tale da indurre il governo locale ad assumere dei dipendenti che si occupino della biblioteca a tempo pieno. La […]

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Fobie strane ed imbarazzanti: quali sono le più inusuali?

Nell’universo delle fobie strane ed imbarazzanti: non solo ragni e buio Non solo paura degli scarafaggi, del buio, degli scorpioni o dei più mainstream e classici ragni. Oltre al ragno c’è di più, insomma. Il sottobosco delle cosiddette fobie strane non ha limite, è sterminato come la vasta prateria della psiche umana, e si incarna in figure mutevoli e sempre diverse: è abbastanza comune sentir un amico o un parente parlare di fobia dell’acqua, del buio, o addirittura dei piccioni, ma vi sono paure in apparenza inspiegabili e condivise da una piccola minoranza di persone, che si ritrovano spesso a scontrarsi col muro dell’incomunicabilità e addirittura delle prese in giro. Fobie strane, spesso oggetto di prese in giro o condannate a scontrarsi col muro dell’incomunicabilità Nella classifica delle fobie strane, figura in bella vista la tripofobia. Tra le fobie strane, la tripofobia risulta essere molto “popolare” sul web, diversi utenti dichiarano di soffrirne e ne parlano in varie community o gruppi facebook, spalleggiandosi e dandosi consigli per conviverci. Il nome sembra un po’ pop e un po’ psichedelico, fa pensare vagamente a quei trip di acidi che si facevano a Woodstock nel ’69, e in effetti questa fobia è abbastanza social e “lisergica” a primo impatto, dato che ha a che fare con immagini geometriche, bucherellate, colorate e forate. Ma che cos’è la tripofobia? Più precisamente, è la paura irrazionale rivolta verso gruppi di buchi o protuberanze. Chi soffre di tripofobia prova capogiro, brividi e sensazione di ansia alla vista di bolle disposte in gruppo o buchi scavati da insetti, e non ne sopporta nemmeno la vista tramite un display o a distanza di sicurezza. I gruppi di buchi che fissano l’utente, sembrerebbero degli occhi pronti a scrutare il malcapitato con fare minaccioso, oppure prefigurerebbero delle malattie o farebbero immaginare delle forme di vita risiedenti all’interno delle protuberanze. Arance, melograni o fiori maculati, come in una sorta di allucinazione violenta e deforme, provocano nausea, tremore, pelle d’oca e affaticamento degli occhi di coloro che soffrono di questa paura dei buchi, inspiegabile ai più ma invalidante e proibitiva per coloro che la provano sulla propria pelle. Tra le fobie strane, figura anche la fobia del Papa, il mansueto e Francesco temuto ed evitato con solerzia e cura maniacale; la peladofobia, ossia fobia dei calvi (nessun calvo è stato osteggiato e ghettizzato nella stesura di quest’articolo), che si manifesta nella paura di rimanere calvi e di perdere la “potenza” data dai capelli.  Esiste anche il suo rovescio speculare, ossia la chaetofobia, la paura dei capelli propri e altrui, e la pogonofobia, ossia la paura delle barbe lunghe. A questi ultimi fobici è altresì sconsigliata la visione di serie tv come Vikings. Non può mancare, tra le fobie strane, anche l’anginofobia, ossia la paura di deglutire per paura di strozzarsi col cibo. Chi soffre di questa invalidante fobia, considerata strana e non compresa da molti, vive ogni pasto come un vero e proprio calvario, mastica più volte lo stesso boccone ed evita di ordinare […]

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Percoca, mulignana e cerasa: viaggio gastronomico nel dialetto napoletano

Percoca, mulignana e cerasa, perché si chiamano così in napoletano? L’estate è prossima e il caldo avanza? Restare in forma è una priorità e mangiare sano è inevitabile; è d’obbligo prestare attenzione agli ammonimenti che ci sollecitano a consumare più frutta e verdura. Ma quale frutta? Ma soprattutto come soprannominarla? Mulignana, l’origine è araba Il dialetto napoletano assegna un appellativo singolare ed esclusivo ad ogni cosa. Per esempio a Napoli le melanzane, tipico ortaggio dalle molte proprietà e  dai molti benefici, viene denominato ”mulignana”. La parola deriva dall’arabo badigian ed è stata incrociata in alcuni luoghi con peto o petro, per poi essere sostituito con il prefisso mela che rappresenta il frutto per eccellenza, formando così melangiana. Percoca viene dal latino Se passeggiate per i vicoli della città su banconi di splendida frutta colorata noterete che non possono mancare le rinomate ”percoche”, da non confondere naturalmente con le ”perzeche”. La ” percoca” è una pesca gialla, la parola è legata al latino praecox, ossia precoce poiché il frutto possiede una maturazione abbastanza veloce; è plausibile però che il termine risalga a barquq, dal quale deriva dalla forma inclusiva anche albicocca, al-barquq. In tutta la Campania e oltre è usanza accompagnare la ”percoca” con vino rosso o bianco. Il frutto viene ammollato nella brocca e infine gustato. Cerasa, etimologia greca Tipico frutto della stagione estiva dalla gustosità intensa è senza dubbio la ciliegia. Le ciliegie, spesso riprese nei versi di poesie, nella tradizione napoletana vengono battezzate ”cerase”. L’origine della parola è legata alla località di Kerasa. Altri studiosi sostengono invece che l’etimologia sia keraros, ossia Cerasunte, colonia greca del Mar Nero, dalla quale furono importati i primi alberi a Roma dal generale Lucio Licinio Lucullo, secondo il XV libro della Naturalis Historia di Plinio. Il dialetto colora espressioni quotidiane e conserva una grande originalità utilizzando termini insoliti no presenti nella lingua italiana. Il dialetto si fa fucina e custodisce la memoria dell’espansione avvenuta nel Mediteranneo; riecheggia forte l’influenza esercitata dagli ‘ antichi’ invasori per esempio gli arabi. D’altronde l’aspetto linguistico riflette una parte dell’interazione e dell’intesa che c’è stata tra i popoli. 

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Starbucks tra storia, curiosità e l’apertura dello store milanese

Dopo le tante voci di corridoio e le altrettante contrattazioni, è stata, finalmente, fissata per il 6 settembre 2018 l’inaugurazione del primo punto Starbucks in Italia. La città fortunata? Nonostante la più quotata fosse la capitale, sarà Milano a vantare la presenza del primo negozio Starbucks italiano, che funzionerà a pieno regime dal 7 settembre. Starbucks Milano, situato in piazza Cordusio, non sarà una semplice caffetteria, o meglio, non sarà come la maggior parte di quelle che siamo abituati a trovare in giro per il mondo. Un Paese come il nostro, nel quale si tramanda una vera e propria cultura del caffè, è risultato ideale per l’apertura della terza Reserve Roastery del gruppo (le altre due sono a Seattle e a Shanghai): oltre allo storico bancone delle ordinazioni, al vostro nome scritto con alta probabilità male dal cameriere e al salvifico wi-fi, in questo tipo di negozio troveremo anche laboratori di torrefazione a vista, spazi per la degustazione e per la produzione di caffè artigianale in edizioni limitate. Inoltre, la già di per sé appetitosa vetrina di prodotti da forno, che vanta dai muffin ai cookies, dalle fette di torta ai brownies al cioccolato, si arricchirà nel negozio italiano delle squisitezze della storica panetteria milanese Princi, che conta un punto vendita anche a Londra e che, secondo gli accordi conclusi proprio con Starbucks, venderà le sue creazioni anche nelle altre Reserve Roastery del colosso americano. Tra la curiosità e il richiamo della mondanità, non ci resta che visitarlo di persona (con poche pretese relative al gusto dell’espresso). Prima di organizzare la gita da Starbucks Milano, però, facciamo un po’ di storia su una delle catene di caffè più famose del globo. Dalla torrefazione di provincia allo Starbucks fenomeno mondiale Tutto iniziò il 31 marzo del 1971, quando un insegnante di inglese (Jerry Baldwin), un professore di storia (Zev Siegl) e uno scrittore (Gordon Bowke) aprirono a Seattle una piccola torrefazione, di nome Starbucks. No, non è né l’inizio di una barzelletta né un sintetico racconto fine a se stesso: è l’incipit della storia di quello che diventerà il colosso che nel 2017 ha fatturato 22,3 miliardi di dollari. Lo Starbucks delle origini era però lontano anni luce dalla caffetteria di tendenza che conosciamo oggi. Infatti, l’azienda produceva soltanto chicchi di caffè interi, non vendeva caffè né offriva la possibilità di fare colazione. La svolta ci fu con l’incontro con l’uomo d’affari a cui Starbucks deve molto, anzi tutto: Howard Schultz. Al tempo manager di una compagnia svedese di produzione di prodotti in plastica, Schultz vede del potenziale nella piccola torrefazione di Seattle: dopo un viaggio proprio nella nostra Milano, pensò di replicare anche in America, partendo dalla piccola realtà di Starbucks, il modello della caffetteria italiana che aveva avuto modo di vedere e sperimentare. Dopo la risposta negativa dei tre fondatori alla sua proposta, l’imprenditore provò a realizzare l’ambizioso progetto da solo, sotto il nome de “Il Giornale”. L’iniziale sfiducia da parte dei papabili investitori stava per porre fine al […]

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Bite Beauty, il make up per ogni segno

L’ultima tendenza per questa estate 2018 la detta Bite Beauty, con la sua particolarissima nuova linea di rossetti a misura di segno zodiacale. Colori, sfumature, sensazioni diverse. Tarate e in linea con le caratteristiche dei diversi segno zodiacali, perfetti per chi non può proprio uscire di casa senza consultare, anche on line sul portale Controcampus, le previsioni dell’oroscopo di oggi. Bite Beauty, un rossetto per ogni segno E allora, per lasciare il segno in questa estate che sta, giorno dopo giorno, entrando nel vivo, è bene scegliere il rossetto giusto, quello in linea con le caratteristiche del nostro zodiaco. Cosa propone Bite Beauty? Per essere più alla moda che mai la risposta è: un rossetto su misura. La casa cosmetica ha scelto di giocare sull’effetto sorpresa, svelando colori e caratteristiche di un prodotto alla volta. Lanciati proprio poco tempo fa, è possibile acquistare on line i primi tre rossetti. Sono quelli creati su misura per i segni del Cancro, dei Gemelli e dal 23 luglio del Leone. Cancer è un sexy rosa anticato, Gemini è doppio, metà rosso passione e metà nude. Perfetto per dare vita a ombré lips sofisticate. Brilla e illumina Leo, un gold shimmer da vera regina. Il segno dell’estate Il Leone, d’altra parte, è il segno estivo per eccellenza. A cavallo tra la fine di luglio e quella di agosto, è il segno del sole, del fuoco. Il segno di chi ama essere sempre al centro dell’attenzione, il palcoscenico è la casa su misura per queste fantastiche ed energiche donne. Non poteva che essere d’oro il colore adatto alle loro labbra. Il colore del sole ma anche quello che caratterizza la criniera di un imponente leone, re della foresta. Il make up perfetto per ogni segno Rossetto a parte, il trucco risponde alle caratteristiche di ogni donna. In particolare, a quelle che si legano ai diversi segni zodiacali. Ecco, allora, una guida pratica, con rapidi suggerimenti fatti su misura per tutte. Per le donne Ariete il trucco perfetto è veloce da realizzare, ma attento ai dettagli, alle sfumature. Un trucco in linea con le sue caratteristiche da leader. La donna Toro è sexy e inconsapevolmente sensuale. Il punto da valorizzare, senza dubbio, è la bocca, con nuance tenui, mai volgari. Gli occhi, invece, sono il punto forte delle donne Gemelli. Mascara a volontà e sfumature di ombretto dai colori vivaci, per essere belle e seducenti. È delicato e romantico il look della donna Cancro. Blush e glossy non devono mai mancare nel cassetto del trucco. Sul Leone ci siamo già soffermati, è il fuoco e il calore ad accendere il loro colorito. Mentre per le donne del segno della Vergine un prezioso alleato è l’eyeliner, usato con sapienza. Altro punto da valorizzare, con un disegno impeccabile, è la bocca. La Bilancia è raffinata, sì alla luce data dal blush e al mascara per uno sguardo magnetico. Toni scuri, dal vinaccia al marrone, per le labbra della donna Scorpione che può accrescere la sua sensualità anche con sopracciglia folte, spesse e scure. Può puntare sull’esagerazione la donna Sagittario, con occhi e labbra protagonisti assoluti. Il make up del capricorno, invece, deve essere pratico e resistente. Bene sfumature bronzate per gli […]

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Il decalogo dei saldi

Anche questa estate è arrivato il tanto atteso momento dei saldi: ufficialmente iniziati il 7 luglio, avranno poi termine il 30 agosto. C’è dunque tutto il tempo per lanciarsi a caccia delle migliori occasioni presentate sia dai negozi fisici, sia dagli shop online. Le previsioni fatte dagli studi di settore confermano che, anche questa volta, si tratterà di un’estate bollente in quanto a rapporto fra italiani e saldi. Lo sostiene l’ultimo report di Confesercenti, secondo cui gli italiani spenderanno circa 165 euro a testa. Inoltre, l’85% degli italiani si dimostra interessato agli sconti proposti dai saldi: solo il 34% sa già per certo che comprerà durante questo periodo, mentre il 51% dei consumatori prenderà questa decisione solo in base alle occasioni che troverà. La maggior parte degli appassionati di saldi punteranno al low cost: al contrario, il 28% punterà esclusivamente sulla qualità della merce. Dove e come fare shopping? Lo shopping conosciuto dai più è quello che si rende accessibile attraverso gli acquisti presso gli shop fisici: è un grande classico che non passerà mai di moda, in quanto fa oramai parte delle tradizioni delle famiglie italiane. Di contro, saranno tantissimi gli italiani che approfitteranno dei saldi via Internet: non va infatti dimenticata la convenienza degli acquisti online, ancora maggiore in periodo di saldi. È la soluzione perfetta per chi vuole evitare di andare in giro con questo caldo, risparmiando anche parecchi soldi: non a caso, ci sono tanti siti web di abbigliamento online, come ad esempio YOOX, che in questo periodo offrono sconti fino al 70% e merce in esposizione di grandissima qualità. Poi, volendo, è possibile sfruttare le nuove tecnologie per avvantaggiarsi ancor di più: si parla nello specifico delle app utili per i saldi. Shopsavvy, ad esempio, permette di reperire gli sconti migliori su un singolo prodotto, tramite la scansione del codice a barre. Esistono  anche app più classiche come DoveConviene: un vero e proprio raccoglitore di sconti. Inizio saldi estivi, come evitare le truffe? I saldi vengono regolati in Italia da una vera e propria normativa, che agisce a tutela dei consumatori: il DL 114/98. Per evitare le truffe, però, si consiglia di informarsi e di prendere spunto dai migliori consigli del Codacons. Ad esempio, il consumatore dovrebbe sempre stare attento alle scontistiche eccedenti il 50%: come spiegato dal Codacons, spesso si tratta di capi non di fine stagione, dunque più vecchi e di un valore molto basso. Si consiglia poi di verificare il prezzo di partenza, anche informandosi in rete: alcuni negozianti approfittano dei saldi per gonfiare questo prezzo, e per rendere più attrattivo il successivo sconto. Un altro suggerimento utile è il seguente: mai buttare lo scontrino, perché anche i prodotti acquistati in saldo possono essere cambiati o rimborsati. Infine, attestate sempre l’affidabilità di un e-commerce prima di approfittare dei saldi online.

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Segni zodiacali cinesi, alla scoperta dell’oroscopo orientale

Segni zodiacali cinesi, quali sono e come è nato l’oroscopo made in China. Lo Sheng Xiao, cioè l’oroscopo cinese, è basato su 12 segni zodiacali, ognuno dei quali è rappresentato da un animale con specifiche caratteristiche ed un significato simbolico. Segni zodiacali cinesi Questi sono i segni zodiacali cinesi: Topo: primo dei segni cinesi, gran lavoratore, capace di attrarre facilmente chi ha intorno. È dotato di grande saggezza. Bue: paziente ma poco loquace, nonostante trasmetta grande fiducia. Tigre: la sua migliore qualità è il coraggio, oltre che una grande sensibilità a profondità di pensiero. Coniglio: ambizioso ma molto prudente. Drago: li contraddistingue forza, energia e buona salute. Il difetto prevalente è la testardaggine. Serpente: Di poche parole ma di grande agilità e generosità. Cavallo: gioiosi e simpatici, la loro dote è la lungimiranza. Capra: eleganza e spirito artistico li caratterizzano. Scimmia: fanno parte di loro imprevedibilità, flessibilità, agilità. Gallo: la loro dote è la costanza. Cane: amabili grazie alla loro fedeltà e lealtà. Maiale: gentili, coraggiosi e cavallereschi. Ad ogni anno corrisponde un animale, e passati 12 anni il ciclo si ripete. La differenza fondamentale tra l’oroscopo cinese (e i relativi segni zodiacali cinesi) e lo zodiaco occidentale è l’osservazione dei movimenti della Luna rispetto al globo terrestre, e non quelli del Sole. Il capodanno cinese, infatti, coincide con l’arrivo della prima luna nuova dell’anno, che non sempre si verifica il primo gennaio: la data infatti può variare tra i mesi di gennaio e febbraio. Oroscopo cinese, la leggenda Pare che all’origine della scelta di questi animali, che andranno a comporre lo zodiaco cinese, ci sia una leggenda buddista: «Il Buddha nel presentimento della sua fine terrena, chiamò a raccolta tutti gli animali della terra, ma di questi solo 12 andarono a offrire il loro saluto. Come premio dunque per la loro fedeltà il Buddha decise di chiamare ogni anno del ciclo lunare con il nome di ciascuno dei 12 animali accorsi. Il topo, furbo e veloce di natura, arrivò per primo. Il diligente bue arrivò secondo, seguito dall’intrepida tigre e dal pacifico coniglio. Il drago arrivò quinto seguito subito dal suo fratello minore, ovvero il serpente. L’atletico cavallo fu settimo e l’elegante pecora ottava, subito dopo arrivò l’astuta scimmia, e poi ancora il coloratissimo gallo, il fedele cane per poi finire con il fortunato maiale che arrivò appena in tempo per salutare anch’egli il Buddha.» In realtà la maggior parte degli animali vennero scelti probabilmente perché considerati animali domestici, parte della vita quotidiana del popolo cinese. Altri invece, come ad esempio il drago, erano addirittura venerati come simboli di fortuna e prosperità. Trova il tuo anno di nascita e scopri qual è il tuo segno zodiacale cinese: Topo: 2020, 2008, 1996, 1984, 1972, 1960, 1948 Bue: 2021, 2009, 1997, 1985, 1973, 1961, 1949 Tigre: 2022, 2010, 1998, 1986, 1974, 1962, 1950 Coniglio: 2023, 2011, 1999, 1987, 1975, 1963, 1951 Drago: 2024, 2012, 2000, 1988, 1976, 1964, 1952 Serpente: 2025 2013, 2001, 1989, 1977, 1965, 1953 Cavallo: 2026, 2014, 2002, […]

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Bambole voodoo. Origini, culto e rituali

Bambole voodoo. Origini, culto e rituali Il culto voodoo (o vudù) ha origine tradizionalmente dalla diaspora africana avvenuta nel XVI° e trova attuale collocazione nel voodoo di Haiti e New Orleans. Si tratta di un culto sincretistico, in quanto combina elementi ancestrali dell’animismo della tradizione africana, praticato nel Benin prima del colonialismo, con concetti ed elementi del Cattolicesimo. Bambole voodoo. Origini e culto I riti voodoo in realtà venivano compiuti già nell’antichità romana, quando l’elemento simbolico per eccellenza, ossia la bambola, era chiamata kolossai e realizzata con componenti di metallo malleabili. Il culto voodoo nella sua versione moderna sorge invece intorno al XVIII° ad Haiti, durante la colonizzazione dell’isola da parte dei Francesi. Qui vennero condotti numerosi schiavi importati dall’Africa di cui appunto le pratiche religiose e le credenze si fusero nel tempo con la religione cattolica praticata dagli indigeni. Da tale integrazione trae dunque origine il voodoo, dal quale si sviluppano le pratiche di magia bianca o nera con le bambole, le dagide, che da tale culto traggono il nome di “bambole voodoo”. Il culto originale prevede però sacrifici animali (come galli, maiali, tori ecc.), nei quali alle vittime si chiede il consenso tramite l’accettazione del cibo loro offerto. Scopo del culto voodoo è comunque quello di chiedere alla divinità o spiriti di intercedere per arrecare effetti benefici o malvagi alla persona destinataria delle proprie intenzioni o desideri. Pertanto le figure determinanti per la pratica del culto sono le divinità voodoo di origine africana, i Loa, spesso assimilate a figure religiose del cristianesimo, come i santi. Una funzione preminente è quella del Papa Legba, intermediario tra mondo divino e mondo terreno. Nessuna magia di per sé è buona o cattiva; la finalità che si intende conseguire colorerà il rituale “magico”. Il colore nero indica la “magia cattiva”, in quanto richiama l’oscurità; il bianco di contro è tradizionalmente legato alla luce, dunque alla “magia buona”. La magia nera affonda le sue radici nella Hỳbris, un evento tipico della tragedia e della letteratura greca. Il termine significa letteralmente “tracotanza”, “superbia”. La Hỳbris è dunque un evento accaduto nel passato e destinato ad avere ripercussioni drammatiche nel tempo presente. Si tratta di una “colpa” di cui il personaggio si macchia, perché con superbia ha violato le leggi divine immutabili, in quanto aspira a conoscenze superiori alle quali un semplice umano non potrebbe accedere. La magia e i rituali voodoo connessi hanno carattere positivo in origine. La brama di potere che coglie chi prende ad eseguire rituali di questo tipo può facilmente corromperne l’animo. La magia bianca è tipicamente benevola, di protezione, di guarigione ed è quella in cui si cerca riparo al di là del proprio credo religioso. Contrariamente a quella nera, che mira appunto a creare disagi, ferite psichiche, paura e danni al prossimo, oltre che a se stessi. La convinzione erroneamente diffusa consiste nel credere che le bambole voodoo e il culto ad esse associato siano puro strumento di magia nera. L’origine di questa sorta di religione ci ricorda invece […]

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Effetto Forer: lo psicologo che ha spiegato perché crediamo all’oroscopo

Tra astri e scienza: l’effetto Forer che si manifesta ogni giorno “Che caratterino, sarai sicuramente sagittario”. Quante volte ci sono state dette frasi di questo tipo. Perché se lo dice l’oroscopo allora i nati nella seconda decade di luglio sono degli inguaribili romantici e quelli che hanno come ascendente lo scorpione si riconoscono dalla loro diffidenza. Allo stesso modo, se alla radio annunciano che gli astrologi hanno previsto una settimana difficile per il nostro segno zodiacale, in quanti affronteranno le vicende del giorno col piede sbagliato? Le stelle hanno sempre ragione e chi sa leggerle è custode di una verità incontestabile, o forse no? C’è chi ritiene siano solo fortunate previsioni che influenzano il nostro agire e chi lo legge ogni mattina in treno altrimenti non può dare inizio alla sua giornata. Eppure, dietro il misticismo degli astri si cela la scienza: è proprio questo nostro credere alle previsioni dell’oroscopo la manifestazione più lampante dell’effetto Forer. Uomini di scienza, creduloni e sognatori: eccovi svelata la verità sul destino che arriva dalle stelle. L’effetto Forer e la suggestione: da Barnum a Forer L’effetto Forer è anche conosciuto come effetto Barnum. Tra i primi a riconoscere e affermare il valore della suggestione, infatti, ci fu Phineas Taylor Barnum (1810 – 1891), un brillante imprenditore americano, ideatore del celebre circo Barnum, caratterizzato da un gran numero di attrazioni talmente varie e assurde (dallo scheletro di Cristoforo Colombo ad una sirena creata cucendo il busto di una scimmia alla coda di un pesce) che, secondo il suo creatore, chiunque poteva trovare almeno un numero che riuscisse a divertirlo. Tutt’altro che rari i casi di spettatori che hanno creduto che quei mostri provenissero davvero da tempi e luoghi lontani, i casi di uomini stupefatti che hanno pensato che quel mondo di fantasie fosse vero. Nella metà degli anni ’50, invece, lo psicologo Bertram Forer ha sottoposto ai suoi studenti un test della personalità, al termine del quale ha redatto un profilo psicologico per ciascuno. Ha poi chiesto loro di dare un giudizio sull’accuratezza dell’esito, e quasi la totalità dei ragazzi esaminati si è riconosciuta tanto nel risultato del test, da restare increduli nell’ascoltare ciò che disse Forer al termine dell’esperimento. Lo psicologo svelò, infatti, che a tutti era stata assegnata un’analisi psicologica identica. Come si spiega, allora, che una moltitudine di ragazzi dalle storie e dai caratteri diversi si siano ritrovati in un’unica descrizione? Dietro lo specchio dell’effetto Forer c’è questo: espressioni generiche, formulazioni vaghe dalle cento letture, per comporre un profilo universale, valido per tutti (che, non a caso, venne scritto unendo tra loro frasi tratte da una rivista di astrologia). In altre parole, più la descrizione che leggiamo sarà generica, più saranno le persone che in essa si riconosceranno. Affermare, ad esempio, che i nati sotto il segno del cancro sono persone ansiose che all’occorrenza sanno vincere le loro paure, oppure che le stelle consigliano cautela nei prossimi giorni perché potremmo imbatterci in novità, significa, rispettivamente, attestare un comportamento che comunemente gli uomini […]

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Forum PA, anche quest’anno nel segno della sostenibilità

Ambiente, energia e salute. Questi i temi al centro della maggior parte dei progetti candidati per il premio “PA sostenibile. 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030”. Forum PA, luce sul futuro Il tradizionale appuntamento annuale con Forum PA, le giornate (idal 22 al 24 maggio) dedicate proprio alla scoperta e alla riflessione sul ruolo e la trasformazione della Pubblica Amministrazione. Cambiano i modi di comunicare e interagire con il cittadino (anche, ad esempio, con l’introduzione della fatturazione elettronica tra privati e PA, a cui offre una pratica soluzione Fatture in Cloud) ma si trasformano anche gli approcci e le funzionalità. Ecco, quindi, che diventa importante incontrarsi per favorire il confronto tra tecniche e modelli, nell’interesse del cittadino. Sostenibilità, punto chiave per la crescita Tra le numerose iniziative messe in campo nella giornate del Forum, imperdibile l’appuntamento con “Premio PA sostenibile. 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030”. Un’iniziativa che vede in gara 258 progetti, presentati per lo più da associazioni, pmi e startup. Gli ambiti preferiti per la realizzazione dei progetti sono stati quello economico, il sociale e quello ambientale. La premiazione è in programma nella giornata del 23 maggio. Una sfida appassionante La sida lanciata dal premio ha appassionato molti. Il futuro della Pubblica Amministrazione, nella definizione di nuovi ruoli e nuovi compiti, infatti è un tema capace di suscitare grande interesse. I progetti pronti a sfidarsi, nell’ambito del contest organizzato in collaborazione con ASviS, per conquistare la palma d’oro sono stati centinaia. I temi protagonisti spaziano dalla salute all’ambiente, dall’energia all’educazione. Senza dimenticare città ed economia circolare. A sfidarsi le iniziative presentate da enti locali, a partire dalle Regioni, ma anche piccole e medie imprese e giovani startup. Molto attive anche le associazioni. Perché una sfida a colpi di innovazione La ragione di questa iniziativa è semplice, nella sua complessità. L’obiettivo degli organizzatori, infatti, è quello di raccogliere i migliori progetti/prodotti concreti capaci di coniugarsi adeguatamente con l’utopia sostenibile. Iniziative concrete per contribuire a consentire all’Italia, e in particolare ai singoli territori, di affrontare e superare le debolezze dell’attuale modello di sviluppo. Proiettando la crescita del Paese verso un modello diverso, quello disegnato sul sentiero di crescita sostenibile da percorrere fino e oltre il 2030. Le candidature, 258 quelle finali, al 16 aprile giornata di chiusura della call lanciata dal Forum PA, sono pubbliche e possono essere consultate sul sito realizzato proprio per la sfida innovativa e sostenibile. In occasione del convegno “Italia 2030: come portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile”, in programma il 23 maggio, si terrà la premiazione 2018. Gli sfidanti A una prima analisi dei progetti pronti a contendersi il titolo è possibile creare delle macro-categorie. Sono 54 i progetti afferenti all’ambito Ambiente, energia, capitale naturale; sono, invece, ben 50 quelli che rientrano nell’ambito Salute e welfare; passano a 43 le iniziative per l’ambito Capitale umano ed educazione; 34, invece, interessano l’ambito Città, infrastrutture e capitale sociale; 27 quello Economia circolare, innovazione, occupazione; lo stesso dato (27) è relativo all’ambito Giustizia, trasparenza, partecipazione. Infine, sono 23 i progetti per l’ambito Diseguaglianze, pari opportunità, resilienza.

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