Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La categoria Culturalmente contiene 192 articoli

Culturalmente

Fuoco fatuo: tra chimica e leggende

Tra mito e realtà, il fuoco fatuo è uno di quegli elementi che sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo, spesso però sotto forma di leggenda più che di fenomeno a sé stante, completamente privo dell’alone misterioso che lo circonda. Se da bambini, la storia di questo fuoco ci è sempre stata presentata come legata ad alcune leggende popolari, molti ne ignorano la componente puramente chimica che colloca il fuoco fatuo tra i fenomeni più affascinanti sinora conosciuti. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa genera questa fiamma dal colore bluastro: il fuoco fatuo Generalmente si tratta di un fenomeno chimico provocato dalla combustione di metano e fosfano, fuoriusciti dalla decomposizione di sostanze organiche: ad esempio resti umani di corpi le cui bare, come avveniva spesso in passato, non siano state sigillate correttamente, causando la fuoriuscita del metano che col fosfano origina fiammelle di colore verde-blu. I due gas interagiscono tra loro per effetto della combustione, e le molecole sovreccitate dal calore danno origine a fotoni con una particolare frequenza e lunghezza d’onda. All’interno di uno spettrometro, si può rilevare come a una certa lunghezza d’onda e frequenza -di questi fotoni- corrisponda il particolare colore della fiamma. Questo è il motivo per cui è possibile riscontrare la presenza di fuochi fatui, fluttuanti a livello del terreno, in luoghi quali cimiteri o brughiere. Il misterioso fascino di questo fenomeno, unito ai luoghi in cui generalmente si riscontrava, ha generato una serie di leggende e storie popolari legate al fuoco fatuo, termine italiano che non regge il confronto con la denominazione elargita in altri paesi e strettamente legata alle leggende tramandate. Tra le più comuni, e certamente più scabrose, c’è la leggenda di Will-o’-Wisp, diffusa nella contea inglese Shropshire, che narra del malvagio fabbro Will, il quale fu condannato a vagare sulla terra con in mano un carbone ardente, in cerca della via della Redenzione. Tuttavia Will se ne servì per attirare ignare vittime in foreste fittissime e paludi sconosciute dalle quali non sarebbero più state in grado di uscire. Allo stesso modo, la storia di Jack O’ Lantern narra dell’alcolizzato Jack che fu costretto a vagare per l’eternità sulla terra con una lanterna, escluso sia dal Paradiso che dall’Inferno per aver tentato di ingannare il diavolo. Sostanzialmente, tutte le leggende della Gran Bretagna legano il fenomeno del fuoco fatuo alla malvagità della luce o del personaggio che la trasporta. Di differente stampo sono invece le tradizioni degli altri paesi Europei, tra i quali la Scandinavia e la Francia. Nei paesi scandinavi, infatti, il fuoco fatuo è legato alla storia di un folletto che accende una lanterna in prossimità dei luoghi in cui ha nascosto i suoi tesori, portando ricchezza a chi si avventurava in queste zone. Mentre in Francia, le Feau Boulanger rappresenta lo spirito di una persona morta senza battesimo e per la quale bisognava pregare affinché fosse in grado di uscire dal Purgatorio e ottenere la pace. Se ci avviciniamo all’ambiente fantastico, rileviamo come queste leggende […]

... continua la lettura
Attualità

Rabdomante o stregone d’acqua: chi è e cosa fa

Chi è un rabdomante? Il termine rabdomanzia deriva dal greco ραβδόμαντεία ed è una parola composta da rhábdos, che indica la verga, e mantéia, ossia divinazione. La rabdomanzia è quindi la pratica che consiste nel tentativo di trovare acqua o filoni di metalli nel sottosuolo, tramite l’utilizzo di un bastone di legno. Questo bastone, nel più classico dei casi, è a forma di Y ed è una sorta di amplificatore dei movimenti del corpo generati dalle radiazioni emesse da ciò che si sta cercando.Il rabdomante, questo sconosciuto Per chi non abbia mai sentito parlare di queste pratiche, l’arte della rabdomanzia sembrerà sicuramente qualcosa di assurdo. Infatti va ben precisato che questa pratica non ha alcun riscontro scientifico. Eppure la rabdomanzia è una pratica antichissima, già usata nel III millennio a.C. in Cina e in Egitto. Alcuni rabdomanti sono anche chiamati “stregoni d’acqua“; qualcuno afferma di poter trovare l’acqua anche sono guardando una mappa, avendo sviluppato il suo intuito con una lunga pratica. L’esercizio della rabdomanzia è da sempre radicato nell’agricoltura; i rabdomanti, per esempio, vengono pagati per cercare l’acqua nei periodi di siccità. Il rabdomante si serve di uno strumento ligneo, di solito una bacchetta biforcuta. Egli tiene la bacchetta per le due estremità e, interpretando le vibrazioni in essa emanate, è in grado di individuare i luoghi e la profondità alla quale si trovano acqua e metalli. Barney Turner, capo dei rabdomanti della Nor Cal (Northern California Dowsers), ha rilasciato un’intervista per Motherboard in cui ha spiegato che cos’è la rabdomanzia. Alla domanda «Cos’è esattamente un rabdomante?» lui ha risposto: «È una persona che ha sviluppato un intuito che gli permette di entrare in sintonia con le vibrazioni dell’acqua. Utilizzando bacchette a L o canne, possono sfruttare tale intuizione come indicatore per dire loro quando entrare in sintonia con quella particolare vibrazione che li porta all’acqua». Nel caso specifico di Turner, egli si fa inviare da chi è interessato a trovare l’acqua una mappa della propria terra. Lui pratica la cosiddetta “rabdomanzia mappale“: scorre con la sua bacchetta sulla mappa e capisce non solo dove c’è la presenza di acqua ma anche a che profondità si trova e la velocità con cui si può attingere. A questo punto se il diretto interessato vuole proseguire Turner si reca sul posto e provvede a dettare il punto in cui perforare.  Cosa serve per diventare un rabdomante?  La parola d’ordine è pratica. Secondo l’opinione dei rabdomanti ci vogliono alcuni anni per imparare la tecnica. Non si tratta di un’arte innata ma piuttosto di tanto esercizio. Tutti possono diventare rabdomanti.  Fondamentalmente bisogna trovare qualche istruttore o leggere qualche libro che spieghi il funzionamento del pendolo e dei vari strumenti che servono per diventare un rabdomante. Per esempio il bastone a Y va impugnato per i rami laterali tenendo i pugni chiusi con i pollici verso l’esterno; quando il rabdomante trova l’acqua la terza estremità della bacchetta oscilla e può addirittura compiere rotazioni complete dall’alto verso il basso o al contrario. Invece nel caso della bacchetta a […]

... continua la lettura
Notizie curiose

Le 5 più bizzarre news dal mondo: incredibile ma vero!

Abbiamo selezionato per voi 5 news dal mondo, 5 reali quanto assurde news dal mondo! Capita spesso, specialmente sul web, di imbattersi in notizie a cui facciamo fatica a credere, perché quanto leggiamo ci appare oltre ogni umana immaginazione. Eppure, molte di esse, per quanto bislacche, si rivelano essere inspiegabilmente reali. Come anticipato, è sicuramente la rete il serbatoio più prolifico da cui attingere fatti assurdi che ci restano impressi proprio per la loro straordinarietà. Ecco le news bizzarre, dalle più svariate parti del mondo, che più ci hanno colpito. News dal mondo, le più incredibili della settimana Nozze annullate, nozze regalate Kolbie Sanders, 24enne texana, ad una settimana dal matrimonio si è lasciata col fidanzato: un sogno sfumato, un idillio irrealizzato. Chiunque avrebbe ceduto ad un bel po’ di malinconia e di sconforto, e invece no: Kolbie ha deciso di approfittare di quanto le stava accadendo per fare del bene a qualcuno che ne avesse bisogno. La ragazza ha pensato, infatti, di donare un pacchetto da 3500 dollari ad una coppia che fosse disposta a sposarsi da lì a una settimana. Con un post su Facebook, sono state aperte le candidature e, tra le storie d’amore più belle raccontate dalle coppie “in gara”, Kolbie ha deciso con un sorteggio a chi sarebbe andato il regalo. La sposa vincitrice è stata Haley Hipsher, una ragazza il cui nonno era malato terminale di cancro. L’uomo ha così potuto realizzare il sogno di vedere l’amata nipote sposarsi prima di morire. Bimba di 5 mesi batte un record mondiale Figlia di una coppia originaria dell’Australia che vive in Canada, la piccola Harper Yeats, di soli 5 mesi, ha battuto un primato mondiale: essere la più giovane ad aver visitato ad uno ad uno tutti gli Stati Uniti. La mamma e il papà avevano intenzione di vedere le regioni dell’America del Nord, ma non tutte nello stesso viaggio. Quando è nata la figlia, però, hanno scoperto che fino ad allora la persona più giovane ad aver compiuto tale impresa aveva appena 2 anni ed hanno deciso di battere quel record. I genitori di Harper hanno così iniziato a documentare il viaggio pubblicando su Instagram foto della piccola accanto ai cartelli delle varie località ed in poco tempo la pagina ha ottenuto migliaia di followers. Con il Vermont, Harper ha appena terminato di visitare tutti i 50 Stati ed è entrata nei Guinness World Records. Minacciata di morte dalla figlia vegana Tornata a vivere con l’anziana madre dopo aver perso il lavoro, una 48enne di Modena, da anni diventata vegana, non sopportava che in casa si cucinassero piatti a base di carne e, per questa ragione, i litigi tra le due donne erano all’ordine del giorno. Addirittura, due anni fa la donna è arrivata a minacciare la madre di accoltellarla se avesse cucinato ancora una volta il ragù. A questo punto l’anziana ha denunciato tutto, ed ora la figlia dovrà pagare alla madre la somma di 400 euro, oltre ad una multa di 500 euro per […]

... continua la lettura
Notizie curiose

Misteri ufologici in Campania: curiosità irrisolte

I misteri ufologici esercitano da sempre suggestione e fascino con la loro aura misteriosa. Essi vengono segnalati e documentati in ogni angolo del pianeta. Sebbene la comunità scientifica non dia fondamento matematico all’esistenza fisica degli UFO, questi continuano ad essere oggetto di studi ufologici. Oggi ci occuperemo dei misteri ufologici che caratterizzano la regione Campania, ancora oggetto di curiosità irrisolte. In primo luogo specifichiamo che con UFO, acronimo britannico, si intendono fenomeni aerei dalle cause non facilmente o immediatamente individuabili dagli osservatori in esame. Negli anni Cinquanta del Novecento il termine UFO alludeva a qualsiasi oggetto non identificato dalle verifiche di esperti. Nel corso degli anni, però, la sua accezione si è dilatata fino a comprendere qualunque avvistamento non identificabile. Il primo avvistamento pubblicamente annunciato fece coincidere l’acronimo UFO con il popolarissimo mito del disco volante. Misteri ufologici in Campania, un rapido excursus Da dove cominciare a trattare dei misteri ufologici che si segnalano nella regione Campania? Senza dubbio dalla fine: a marzo 2018, nella notte tra il 24 e il 25, si sono ricevute molteplici segnalazioni di avvistamento di oggetti volanti in tutta la regione campana, in particolare a Pozzuoli e a San Giuseppe Vesuviano, ma anche presso il lungomare di Napoli e i paesi vesuviani. Il Centro Ufologico Mediterraneo (C.UFO.M) ha dichiarato l’evento non rilevante per il loro campo d’indagine. Appurato ciò, numerose sono state le ipotesi tese a giustificare diversamente tali avvistamenti aerei: secondo alcuni studiosi, essi sarebbero stati causati dalla stazione spaziale cinese Tiangong-1 che avrebbe prodotto frammenti in caduta sulla Terra. Altri sostengono che la loro origine misteriosa sia da ricondurre a pezzi del vettore Soyuz Ms-08, proveniente dal Kazakistan. Ancora nel 2018, altri misteri ufologici hanno perturbato la Campania: una scia luminosa è stata avvistata a Benevento pochi mesi fa, dove qualcuno è riuscito anche a registrarla con il telefonino. Alcuni hanno raccontato di un unico bagliore incandescente che, fermatosi al centro del cielo, si sarebbe biforcato in due scie luminose. Nel 2011, in provincia di Caserta, lungo la strada statale Nola-Villa Literno, si è registrata la presenza di cerchi di grano in un campo. Sebbene non avessero la forma peculiare dei circular crops (difatti sono stati definiti pittogrammi), essi hanno attirato l’attenzione e le indagini degli studiosi di ufologia. Anche la località di Paestum non è sconosciuta ai fenomeni dei cerchi nel grano; di forma circolare e collegati tra loro da linee rette, essi sono ormai quasi sicuramente attribuibili alla mano umana, ma le storie e le suggestioni che li ammantano continuano a esercitare un potere magnetico in quella zona. Misteri, baluginii luminosi, oggetti non comuni che alimentano interrogativi, curiosità e osservazioni: tutto ciò rientra nel campo dei misteri ufologici. Il fenomeno degli avvistamenti UFO gode ancora oggi di una popolarità che prende le mosse negli Stati Uniti, negli anni Quaranta del Novecento. Gli avvistamenti UFO si enucleano in individuali (quando sussiste un solo testimone) e in collettivi (quando i testimoni sono multipli). A volte sono stati riportati come documentazione alcuni filmati dalla […]

... continua la lettura
Notizie curiose

Cartelli stradali divertenti, i più strani in giro per il mondo

I segnali stradali rappresentano una indicazione circa le cose da fare o da non fare, per quanto concerne la circolazione stradale, di autovetture, ciclomotori e o pedoni. Ciò non toglie che gli utenti della strada devono comunque rispettare le prescrizioni rese note a mezzo della segnaletica stradale, ancorché in difformità con le altre regole di circolazione. Cartelli stradali divertenti, forme inconsuete, colori strani, ma anche toponimi sfacciati, vie incomprensibili, sensi unici dal “doppio senso”. Quando si procede per le strade di una determinata località, può accadere di imbattersi in cartelli stradali curiosi e divertenti, definibili strani o addirittura assurdi. Classificare tutti i segnali stradali divertenti, sarebbe impossibile, poiché la lista è sempre in aggiornamento e il numero cresce progressivamente. Ma tra questi ci sono sicuramente: “Attraversamento rospi, procedere adagio”. La simpatica didascalia che accompagna la foto di un rospo, è apparsa sotto un cartello stradale (anzi due per la verità) installati lungo via Pietra a Padule a Massaciuccoli, nel Comune di Massarosa. Il segnale, per quanto divertente ed ironico, ha fatto sorridere i tanti automobilisti che lo hanno notato, ma in realtà, oltre al significato simpatico, esso rappresenta il tentativo di portare alla luce un problema che gli animalisti hanno a cuore, volto a preservare un animale quale è il rospo. Non è infatti uno scherzo che su quella strada, spesso, passino rospi e che molto spesso terminano la loro corsa sulla carreggiata schiacciati da una automobile o da un mezzo pesante; dunque, un segnale strano ma anche significativo, che fa sorridere e riflettere al tempo stesso. Un altro esempio di cartelli stradali divertenti, appartenente alla categoria dei cartelli segnalatori, i quali dovrebbero aiutare le persone a comprendere divieti, indicazioni o informazioni importanti, è “Bagnato quando piove”, il quale potrebbe sembrare uno scherzo, ma che in realtà esiste veramente. Il messaggio è sorprendentemente assurdo, oltre ad essere pienamente scontato, che però mette in guardia da qualcosa che potrebbe sfuggire e arrecare danno, qualora non si fosse del tutto attenti. Esistono poi i cartelli divertenti davvero esilaranti e sono quelli realizzati con l’intento di far sorridere le persone e, perché no, di scattare una foto: è il caso del “divieto di parcheggio per gli ufo”; un segnale certamente ironico e strambo al contempo, che si colora di positività, dando un notevole input alla funzione morale del segnale stesso. L’ufo potrebbe essere il cittadino stesso che, ignaro delle norme, incurante del segnale stradale, parcheggia dove e come vuole. E dunque il paradosso di un segnale stradale divertente, che però si configura come un vero e proprio messaggio rivolto al cittadino, il quale porrà la propria attenzione su qualcosa che si presenta come divertente. Cartelli stradali divertenti, errori e non solo La sorpresa iniziale del notare un segnale strano, viene poi accantonata, per lasciare spazio, alla riflessione, con una sorta di contraccolpo che si configura in una vera e propria reazione o ancora in un comportamento etico e giusto, come nel caso dell’utente della strada, ossia il cittadino. Naturalmente la lista dei segnali stradali […]

... continua la lettura
Notizie curiose

Cartelli stradali divertenti, i più strani in giro per il mondo

I segnali stradali rappresentano una indicazione circa le cose da fare o da non fare, per quanto concerne la circolazione stradale, di autovetture, ciclomotori e o pedoni. Ciò non toglie che gli utenti della strada devono comunque rispettare le prescrizioni rese note a mezzo della segnaletica stradale, ancorché in difformità con le altre regole di circolazione. Cartelli stradali divertenti, forme inconsuete, colori strani, ma anche toponimi sfacciati, vie incomprensibili, sensi unici dal “doppio senso”. Quando si procede per le strade di una determinata località, può accadere di imbattersi in cartelli stradali curiosi e divertenti, definibili strani o addirittura assurdi. Classificare tutti i segnali stradali divertenti, sarebbe impossibile, poiché la lista è sempre in aggiornamento e il numero cresce progressivamente. Ma tra questi ci sono sicuramente: “Attraversamento rospi, procedere adagio”. La simpatica didascalia che accompagna la foto di un rospo, è apparsa sotto un cartello stradale (anzi due per la verità) installati lungo via Pietra a Padule a Massaciuccoli, nel Comune di Massarosa. Il segnale, per quanto divertente ed ironico, ha fatto sorridere i tanti automobilisti che lo hanno notato, ma in realtà, oltre al significato simpatico, esso rappresenta il tentativo di portare alla luce un problema che gli animalisti hanno a cuore, volto a preservare un animale quale è il rospo. Non è infatti uno scherzo che su quella strada, spesso, passino rospi e che molto spesso terminano la loro corsa sulla carreggiata schiacciati da una automobile o da un mezzo pesante; dunque, un segnale strano ma anche significativo, che fa sorridere e riflettere al tempo stesso. Un altro esempio di cartelli stradali divertenti, appartenente alla categoria dei cartelli segnalatori, i quali dovrebbero aiutare le persone a comprendere divieti, indicazioni o informazioni importanti, è “Bagnato quando piove”, il quale potrebbe sembrare uno scherzo, ma che in realtà esiste veramente. Il messaggio è sorprendentemente assurdo, oltre ad essere pienamente scontato, che però mette in guardia da qualcosa che potrebbe sfuggire e arrecare danno, qualora non si fosse del tutto attenti. Esistono poi i cartelli strani, davvero esilaranti, e sono quelli realizzati con l’intento di far sorridere le persone e, perché no, di scattare una foto: è il caso del “divieto di parcheggio per gli ufo”; un segnale certamente ironico e strambo al contempo, che si colora di positività, dando un notevole input alla funzione morale del segnale stesso. L’ufo potrebbe essere il cittadino stesso che, ignaro delle norme, incurante del segnale stradale, parcheggia dove e come vuole. E dunque il paradosso di un segnale stradale divertente, che però si configura come un vero e proprio messaggio rivolto al cittadino, il quale porrà la propria attenzione su qualcosa che si presenta come divertente. Cartelli stradali divertenti, errori e non solo La sorpresa iniziale del notare un segnale strano, viene poi accantonata, per lasciare spazio, alla riflessione, con una sorta di contraccolpo che si configura in una vera e propria reazione o ancora in un comportamento etico e giusto, come nel caso dell’utente della strada, ossia il cittadino. Naturalmente la lista dei segnali stradali […]

... continua la lettura
Notizie curiose

Acchiappasogni: significato, origini e leggende

Sarà forse la suggestione, l’aura magica che lo circonda, o semplicemente la speranza di un riposo più sereno: fatto sta che l’acchiappasogni, oggetto ormai popolare in tutto il mondo, affascina numerosissime persone che vi si affidano sperando di scacciare gli incubi notturni. Ma come, dove e perché nasce questo particolare simbolo? Acchiappasogni, origini e leggenda Le prime testimonianze riguardanti il dreamcatcher risalgono agli indigeni del Nord America, tribù vissute nel territorio degli Stati Uniti prima della colonizzazione europea. In realtà, però, la correlazione tra sogno e acchiappasogni nascerà molto più tardi per mano della cultura occidentale, che così interpretò quegli strumenti sconosciuti. Inizialmente, infatti, la funzione e il significato degli acchiappasogni era tutt’altra. I pellirossa li utilizzavano, ponendoli al di fuori della loro tenda, come indicazione per informare sulla professione di colui la abitava: esistevano diverse combinazioni di colori, piume e perline, ed ognuna corrispondeva ad un determinato mestiere. Furono appunto gli europei a mal interpretare la loro funzione, iniziando a diffondere la credenza che gli acchiappasogni servissero per tenere lontani gli incubi. Nello stesso periodo nacquero inoltre varie leggende riguardanti gli acchiappasogni, tra cui quella donna-ragno: La storia racconta di una donna-ragno con il compito di vegliare su tutte le creature, specialmente i bambini. Per fare ciò, si affacciava sui letti e le culle dei bambini e iniziava a tessere una tela che avrebbe intrappolato tutto il male notturno, facendolo sparire al mattino. Ma, con il crescere e diffondersi della popolazione, il compito della donna si complicò. Così tutte le madri del mondo decisero di aiutarla, iniziando anche loro a creare piccole ragnatele per proteggere i loro bambini. In questo modo sarebbero appunto nati gli acchiappasogni. Pur essendo solo una leggenda, la storia iniziò a diffondersi, tanto che si iniziò addirittura a regalare un acchiappasogni in occasione della nascita di un bambino: simbolo di protezione e tranquillità, con l’augurio che il nuovo arrivato non fosse mai reso irrequieto da tensioni notturne. Il bimbo, infatti, avrebbe dovuto conservarlo per tutta la vita. Acchiappasogni, come funziona Ma com’è possibile che un cerchio di legno decorato possa allontanare le brutte esperienze oniriche? Tutto dipende dalle varie componenti dell’acchiappasogni, ognuna volta a simboleggiare qualcosa. L’acchiappasogni è infatti costituito da un supporto circolare, di solito fatto di legno, al cui interno si diramano una serie di fili di tessuto (in lana, cotone o nylon), intrecciati in modo da sembrare proprio una ragnatela. Spesso tra i fili sono inserite delle perline e delle piume, usate come decorazione. La leggenda vuole che il cerchio esterno rappresenti il ciclo della vita e l’universo. La rete con le perline ha il compito di trattenere le energie negative dei sogni, che svaniscono con le prime luci dell’alba. Infine le piume, simbolo di aria e volo degli uccelli, servono per lasciar fluire i sogni positivi in modo che la loro energia benefica possa influenzarci. Così, mentre tutto ciò che è negativo viene fermato e distrutto, le cose positive continuano a restare con noi. E’ praticamente impossibile poter dire se gli […]

... continua la lettura
Notizie curiose

Arriva Giggino, il traduttore napoletano online

Finalmente è arrivato un traduttore napoletano online! Si chiama Giggino, scoprilo con noi! Vi è mai capitato di chiedervi se esistesse un dizionario o un manuale di grammatica napoletana? In effetti in Campania il dialetto napoletano più che un dialetto è una lingua e come tale ha i suoi volumi e manuali che ne spiegano le regole. La notizia che non tutti sanno è che, oltre ai diversi libri e dizionari di napoletano, esiste un vero e proprio traduttore automatico online che facilita le cose. Il suo nome è Giggino. Giggino: il traduttore napoletano Riprende il logo di Google ma si chiama Giggino. Funziona esattamente come Google Traduttore: traduce ogni frase dall’italiano al napoletano. Basta scrivere la frase di cui si vuole la traduzione nell’apposita casella e cliccare su “traduci in napoletano”. C’è da dire che Giggino, il Google traduttore napoletano, non è perfetto. Alcune traduzioni non sono attendibili al cento per cento. Un errore che Giggino traduttore commette è, per esempio, apporre l’accento ad alcune vocali di fine parola (esempio: “te vogliò bbene” non è corretto). Un altro errore tipico di Giggino è il tradurre le parole, non le espressioni. Per esempio, nonostante “ho” si traduca come “teng”, Giggino tradurrà la frase “ho sofferto” con “teng soffèrt”, mentre la traduzione esatta sarebbe “aggio soffèrt”. Dunque Giggino – traduttore napoletano non è di certo perfetto ma potrebbe migliorare ed è sicuramente un aiuto valido nel caso di qualche piccola traduzione istantanea. Il blog di Giggino, il Google traduttore napoletano Quando visitiamo la pagina web di Giggino troviamo un link che ci rimanda al suo blog. In questo blog possiamo leggere qualche notizia sul traduttore. Il progetto Giggino.com nasce nel 2007 per gioco. Bastano due ore di programmazione per creare un traduttore che si limitava a togliere le vocali dalla fine delle parole. Il programmatore di Giggino è Piero Disogra, un uomo che si professa orgogliosamente napoletano. Dopo tre anni dalla sua creazione egli cancellò Giggino – traduttore napoletano ma una folta schiera di utenti gli si oppose. Resosi conto del successo del suo traduttore, Piero ha continuato a lavorarci. Se Giggino non è abbastanza efficiente possiamo usare qualche altro metodo… Una pecca di Giggino è il fatto che può tradurre solo dall’italiano al napoletano e non viceversa. Dobbiamo quindi avvalerci di altri strumenti per le nostre traduzioni, strumenti che non scarseggiano. Glosbe, per esempio, è un dizionario online che permette di tradurre il napoletano in qualsiasi lingua del mondo e viceversa. Il fatto che su Glosbe si possa inserire una parola alla volta rallenta la traduzione ma, al contempo, la rende molto più efficiente perché mostra le varie alternative. Simile a Glosbe è un altro sito: Dialettando.com. Questo sito permette di avere un’ampia panoramica di tutti i dialetti italiani. È possibile inserire una parola in italiano e avere la sua traduzione in ogni dialetto oppure inserire una parola in dialetto e scoprire la sua traduzione nelle varie regioni. Ndonio.it è invece un dizionario online che fornisce una lista molto dettagliata di vocaboli in ordine alfabetico […]

... continua la lettura
Fun & Tech

5 attori famosi che non hanno mai vinto l’Oscar (quantomeno non ancora)

L’orgoglio di Leonardo Di Caprio nel sollevare nel 2016 il tanto ricorso premio Oscar ha segnato la fine di un’era: senza dubbio l’interprete di Jack Dawson, dall’alto delle sue 6 nominations, era il primo a cui si pensava con una certa malinconia quando si parlava di attori che non hanno mai vinto la statuetta d’oro, ma di certo non l’unico. Il numero, infatti, di attori e attrici navigati e talentuosi che non hanno mai avuto l’onore di stringere tra le mani il premio Oscar è più alto di quanto i cinefili possano immaginare (alcune icone come Marylin Monroe e Marlene Dietrich ci resteranno per sempre). Tra tutti, vi proponiamo 5 attori famosi che non hanno mai vinto l’Oscar che ci hanno stupito di più! 5 attori famosi che non hanno mai vinto l’Oscar: tra Jack Sparrow e Mia Wallace Tra i più inflazionati senz’altro c’è Johnny Depp. 10 volte candidato al Golden Globe di cui una trionfante come miglior attore in una commedia o film musicale grazie al ruolo ricoperto in Sweeney Todd, Il diabolico barbiere di Fleet Street. Questo film gli valse anche l’ultima candidatura agli Oscar come Miglior attore protagonista, nel 2008, dopo quelle del 2004 e del 2005, rispettivamente per Pirati dei Caraibi- La maledizione della prima luna e Neverland- Un sogno per la vita. Vi farà esclamare “Com’è possibile!?” anche il nome di Will Smith. Attore apprezzato dai migliori registi e dal pubblico mondiale, il principe di Bel-Air ha conquistato anche il mondo della musica: ha infatti vinto ben 4 Grammy Awards, che vengono considerati l’equivalente dei premi Oscar in ambito musicale. Candidato come miglior attore protagonista nel 2002 per Alì e nel 2007 per La ricerca della felicità, Will Smith non ha mai vinto la statuetta d’oro. Ha, però, portato a casa 4 Razzie Award, l’ironico riconoscimento assegnato ogni anno il giorno prima della cerimonia degli Oscar per eleggere i peggiori attori, film, registi e sceneggiatori della stagione cinematografica precedente. Vi stupirà sapere che neanche la musa di Tarantino, Uma Thurman, ha mai vinto un Oscar. L’iconico ruolo di Mia Wallace in Pulp Fiction le ha regalata una nomination come miglior attrice non protagonista nel 1995 (anno in cui, però, Quentin Tarantino e Roger Avary vinsero nella categoria Miglior sceneggiatura originale). Trionfante, invece, a tutti gli MTV Movie Awards a cui venne candidata: nel 1994 per la miglior sequenza di danza in Pulp Fiction, nel 2003 per la migliore attrice e il miglior combattimento con Kill Bill: Volume 1, categoria in cui dominò anche nel 2004 con Kill Bill: Volume 2. A differenza della collega Julia Roberts (Miglior Attrice nel 2011), Richard Gere e Hugh Grant non hanno mai vinto un Oscar. Due dei più apprezzati e affascinanti sex symbol di Hollywood non hanno ottenuto neanche una candidatura da parte dell’Academy. Tra i tanti riconoscimenti, Richard Gere è stato il miglior attore straniero ai David di Donatello del 1979 (con I giorni del cielo) e il suo ruolo in Chicago lo portò alla vittoria di un […]

... continua la lettura
Notizie curiose

Shopping in outlet: quanto e perché conviene

Shopping in outlet: 5 tra le migliori proposte italiane e quanto conviene Lo shopping in outlet ormai è una risorsa preziosa per chi ama acquistare bene spendendo il giusto. Non è solo una questione di “marchio” o, più comunemente “firma”, ma anche di qualità offerta dai brand più ricercati e acquistati. Fare però acquisti in “stagione” può danneggiare le nostre tasche, mentre la pazienza può essere ripagata. Gli outlet, infatti, raccolgono le merci invendute offrendole a un prezzo molto più invitante e appetibile. È in questo modo che ci si può accaparrare capi anche di lusso senza spenderci un occhio della testa. I capi che possono essere acquistati negli outlet sono sempre regolamentati dal Codice del consumo (Dlgs 206/2005, articoli 128-35), basta solo fare un po’ di attenzione (come in qualsiasi altro negozio) che la merce non presenti difetti o a conservare lo scontrino per qualsiasi necessità. Outlet village: una moda anni ‘90/2000 Dalla fine degli anni ’90 agli inizi del nuovo millennio l’idea di outlet ha subito una trasformazione: accanto a quelli più piccoli presenti anche in città sono stati costruiti – a volte un po’ più fuori mano – vere e proprie cittadelle ricche di tutto. Queste ultime hanno al proprio interno non solo vari outlet di vari rivenditori e brand, ma anche punti informazioni, punti di ristoro, toilettes e punti giochi per i più piccini, assieme a vari chiostri disseminati che sanno sempre attirare l’attenzione dei clienti. Al pari dei centri commerciali si pongono quindi in parallelo, offrendo una merce fuori stagione ma proprio per questo sicura, conveniente e ormai irrinunciabile. Oggi vengono chiamate “città della moda” e per un’ottima ragione. Shopping in outlet: 5 tra i migliori outlet village in Italia Diffusi in tutto il mondo e soprattutto in Europa, anche l’Italia può vantare queste meravigliose cittadelle dal design architettonico accattivante e dalla perfetta scelta dei servizi, che permettono di passare interi pomeriggi o, perché no, giornate con amici o famiglia. Ecco una lista di 5 tra i migliori outlet disseminati per il territorio nazionale! Spaccio Hogan di Casette D’Ete Si trova nelle Marche ed è rivenditore delle collezioni fine serie di Fay e di scarpe Tod’s. Qui borse, scarpe, occhiali e accessori sono mediamente scontati del 30% rispetto al prezzo di vendita. La Reggia Outlet di Marcianise È in Campania e vanta la vendita di numerosissimi brand alcuni dei quali sono definiti “luxury” come Gucci e ancora Armani, Gas, Lacoste, Liu Jo, Levi’s, Gutteridge e molti altri. Mantova Outlet Village di Bagnolo San Vito Inaugurato nel 2003, fa parte del network che conta altri due Outlet Village in Italia come quello di Valmontone e di Molfetta. Questa cittadella ospita ben 110 negozi dei migliori marchi in commercio. Fidenza Village Outlet Situato in provincia di Parma, accoglie 130 negozi ed è vicinissimo a importanti mete turistiche quali Salsomaggiore e Tabiano. Qui le firme più prestigiose della moda e del design sono collocate in una ambientazione che rievoca le più importanti opere di Giuseppe Verdi. Valmontone Outlet […]

... continua la lettura