Per lo studente universitario, le feste natalizie portano con sé non solo buon cibo e regali, ma anche l’ansia per l’imminente sessione d’esami invernale. Il senso di colpa per lo studio rimandato, unito a una dose di tensione, crea il cocktail perfetto per la procrastinazione. Spesso si tende a rimandare perché la mole di studio sembra insormontabile, generando un desiderio di fuga dalla responsabilità. Ricorda: non è uno scoglio insuperabile. La cosa importante è mantenere la calma e seguire un metodo. Ecco 10 consigli pratici per affrontare al meglio la sessione.
In questo approfondimento:
I 3 pilastri per una sessione di successo
Pilastro | Azione chiave |
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Pianificazione | Creare un piano di studio realistico basato sul materiale e sul tempo a disposizione. |
Benessere | Concedersi pause, mantenere una vita sociale e creare un ambiente di studio piacevole. |
Mindset | Focalizzarsi sui propri punti deboli, non farsi condizionare dai pareri altrui e gestire gli imprevisti con flessibilità. |
Fase 1: pianificazione e organizzazione (consigli 1-3)
1. Fai il punto della situazione
Prima di iniziare, chiarisci tutti i dettagli: in cosa consiste la prova (scritto, orale, test)? Qual è il programma esatto? Quali libri e appunti sono necessari? Avere un quadro completo è il primo passo per eliminare l’incertezza.
2. Procura il materiale in anticipo
Non aspettare l’ultimo minuto per cercare libri o appunti. Avere tutto il materiale a disposizione fin da subito ti permetterà di valutare realisticamente il carico di lavoro e di non perdere tempo prezioso.
3. Elabora un piano di studio realistico
L’organizzazione è tutto. Suddividi il materiale da studiare per il tempo a disposizione. Crea una tabella di marcia settimanale o giornaliera, ma sii flessibile. Stabilire obiettivi raggiungibili riduce l’ansia e aumenta la motivazione.
Fase 2: gestione dello studio e imprevisti (consigli 4-5)
4. Focalizzati sui tuoi punti deboli
Se sai di avere difficoltà nell’esposizione orale, dedica più tempo a ripetere ad alta voce, magari con un compagno di studi. Se il problema è la memorizzazione, usa tecniche come le mappe concettuali o le flashcard. Lavorare sulle proprie debolezze aumenta la sicurezza.
5. Sii flessibile e non disperare
Capiterà di non rispettare la tabella di marcia. Non vederlo come un fallimento. L’importante è non perdere la calma: il giorno dopo, analizza cosa non ha funzionato e ridistribuisci il carico di lavoro rimasto nei giorni successivi.
Fase 3: benessere e mindset (consigli 6-10)
6. Concediti delle pause strategiche
Studiare ininterrottamente è controproducente. Il relax e la vita sociale sono il motore della produttività. Pianifica delle pause nel tuo programma, usa tecniche come la “tecnica del Pomodoro” (25 minuti di studio e 5 di pausa) e concediti almeno un giorno libero a settimana.
7. Diffida dal parere altrui sul docente
Ogni esperienza d’esame è soggettiva. Ascoltare storie terrorizzanti su un professore serve solo ad aumentare l’ansia. Concentrati sulla preparazione, non sui pregiudizi.
8. Mantieniti in contatto con i colleghi
Affrontare la sessione insieme ad altri aiuta a sentirsi meno soli. Condividere dubbi, appunti e anche momenti di frustrazione è un ottimo modo per gestire lo stress e sentirsi parte di un percorso comune.
9. Crea un ambiente di studio piacevole
L’atmosfera giusta può fare la differenza. Organizza la tua scrivania, usa candele profumate, prepara i tuoi snack preferiti. Rendi il luogo in cui studi uno spazio confortevole e accogliente, non una prigione.
10. Usa la musica come toccasana
Dopo una lunga sessione di studio, prenditi del tempo per ascoltare la tua musica preferita. È un modo eccellente per rilassare la mente, scaricare la tensione e ricaricare le energie per il giorno dopo.
Domande frequenti sulla sessione d’esami invernale
Quante ore al giorno bisogna studiare?
Non esiste un numero magico. La qualità è più importante della quantità. È più efficace studiare 4-5 ore con la massima concentrazione, alternate a pause, piuttosto che stare 10 ore sui libri con la mente distratta.
È meglio studiare da soli o in gruppo?
Dipende dalla fase dello studio. La fase di apprendimento e comprensione iniziale è spesso più efficace se fatta in solitudine. La fase di ripasso e di esposizione, invece, trae grandi benefici dal confronto con gli altri.
Cosa fare se un esame va male?
Un esame andato male non è un fallimento, ma un’opportunità per imparare. Prenditi un giorno per “digerire” il risultato, poi analizza in modo obiettivo cosa non ha funzionato: eri poco preparato su un argomento specifico? L’ansia ti ha bloccato? Usa queste informazioni per prepararti meglio all’appello successivo, senza colpevolizzarti.
Fonte immagine di copertina: Pixabay
Articolo aggiornato il: 28/08/2025