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Sonda spaziale Juno: caratteristiche e curiosità

Sonda spaziale Juno: caratteristiche e curiosità

La sonda spaziale Juno fa parte di una missione lanciata nel 2011 dalla NASA con lo scopo di studiare il campo magnetico di Giove. La sonda è stata lanciata dalla Cape Canaveral Air Force in Florida il 5 agosto 2011. Nel luglio 2016 è arrivata a destinazione. La sua missione è stata estesa ed se ne prevede la conclusione nel luglio 2021. Quali sono le sue caratteristiche le sue curiosità e i suoi aggiornamenti?

I dettagli della missione della sonda spaziale Juno

Juno è stata sviluppata nell’ambito del Programma New Frontiers, che prevede la realizzazione di missioni spaziali e a medio costo (non superiore a 700 milioni di dollari). Una sua caratteristica particolare è che la sonda è dotata di tre pannelli solari. Si tratta della prima missione su Giove in cui per una sonda vengono usati dei pannelli solari. Di solito, infatti, l’elettricità è data dai generatori termoelettrici a radioisotopi. Utilizzando energia solare, la NASA evita le proteste che negli anni passati hanno accompagnato il lancio di sonde accusato di essere rischioso per la salute pubblica.

La sonda spaziale Juno è stata inviata su Giove per studiare il suo campo magnetico. Molte sono le notizie che si potrebbero ricavare con questa missione. Innanzitutto, attraverso la misurazione della massa e delle dimensioni del nucleo di Giove, dei suoi campi gravitazionale e magnetico, sarà possibile capire la struttura del pianeta. Tramite la sonda spaziale Juno sarà possibile misurare a fondo la composizione dell’atmosfera gioviana, il profilo termico, la velocità dei venti e l’opacità delle nubi. Tra gli obbiettivi della ricerca, c’è anche quella di stabilire la quantità di acqua sul pianeta, ed in base a questa misurazione si potrà capire se Giove è nato fuori o dentro il Sistema Solare.

Profilo di missione di Juno

Il lancio è avvenuto il 5 agosto 2011, a bordo di un razzo Atlas V. La fase di ascesa è stata di circa 10 minuti; poi la sonda è stata immessa su una traiettoria di fuga dalla Terra. A circa 54 minuti dal lancio, è avvenuta la separazione della sonda dal razzo Centaur e il dispiegamento dei pannelli solari.

Nell’ottobre del 2013, come pianificato, la traiettoria della sonda spaziale Juno ha previsto un fly-by (sorvolo ravvicinato) della Terra affinché l’effetto fionda gravitazionale gli fornisse un incremento di velocità. Tuttavia, un inconveniente ha indotto la sonda a entrare in modalità di emergenza: essendo il fly-by avvenuto nell’ombra terrestre, i pannelli non ricevevano più segnali. Una batteria di bordo ha fatto sì che la sonda spegnesse tutto ciò che non era strettamente necessario e orientasse la sua antenna verso la Terra.

Durante la fase di avvicinamento, la sonda ha scattato delle immagini della Luna.

La sonda è arrivata 5 anni dopo il lancio, martedì 5 luglio 2016. La missione era da concludersi dopo il  completamento di 36 orbite attorno a Giove, il che doveva avvenire per il 2018, ma è stata estesa per ulteriori 41 mesi. Luglio 2021 è la nuova data di scadenza.

Gli strumenti scientifici di cui è fornita la sonda spaziale Juno

A bordo della sonda, si trovano strumenti come

  • I radiometri, che misurano l’atmosfera di Giove con onde radio;
  • Un magnetometro, per tracciare una mappa del campo magnetico;
  • Uno strumento per misurare l’energia e la distribuzione dei vari gas;
  • Un sensore di onde radio e plasma;
  • Uno spettrografo per i raggi ultravioletti;
  • Il JIRAM (Jovian Infrared Auroral Mapper), impiegato per sondare gli strati superiori dell’atmosfera, che è stato fornito proprio dall’Italia;
  • un Advanced Stellar Compass (ASC), che permette alla sonda di orientarsi;
  • lo JADE, per studiare la struttura del plasma presente su Giove;
  • una telescopio-fotocamera, che ha lo scopo di condividere i dati, inviando immagini ed altre informazioni agli studiosi sulla Terra, nel giro di soli quarantotto minuti.

Oltre a questo set di strumenti scientifici, la sonda porta con sé anche una placca dedicata a Galileo Galilei, fornita dall’Agenzia Spaziale Italiana. Si tratta di una copia in alluminio dell’originale manoscritto in cui Galileo ha descritto per la prima volta le quattro lune galileiane di Giove. A bordo ci sono anche tre figurine LEGO, che rappresentano Galileo, Giove e sua moglie Giunone (Juno). Le figurine sono state costruite in alluminio e non in plastica per permettere loro di durare a lungo durante il volo.

Aggiornamenti sulla missione Juno

Fino  a questo momento la missione sta avendo successo. I dati che sono arrivati dalla sonda stanno dando delle risposte, confermando delle teorie e confutandone altre. «Basta quello che abbiamo già scoperto per dover riscrivere quasi tutto quello che credevamo di sapere sull’atmosfera di Giove e sulla complessità del suo campo magnetico», afferma Scott Bolton, responsabile scientifico di Juno.

Tra le informazioni più importanti raccolte su Giove ci sono quelle sui pacchetti d’onda, alcuni dei quali sembrano convergere, altri sovrapporsi. Con la sonda Juno si è confermata l’idea che i fulmini su Giove si concentrano soprattutto intorno ai poli (al contrario di ciò che avviene sulla Terra), il che potrebbe essere giustificato dal fatto che Giove sia il pianeta che genera più calore atmosferico che, in zona equatoriale, potrebbe inibire i moti atmosferici innescati dal pianeta, riducendo così anche i fulmini. 

La sonda Juno ha anche permesso di avere un’immagine molto ravvicinata del pianeta e ha scattato bellissime foto al “Gigante Gassoso” con le sue nubi. Le protagoniste assolute delle foto sono infatti le bande di nubi gioviane, associate a fenomeni burrascosi e tempeste nell’alta atmosfera. Queste appaiono come grandi macchie. Le bande di Giove sono le fasce di colore più chiaro e più scuro in cui sono organizzate le nubi del pianeta: queste cambiano tonalità ogni periodo, colorando sempre Giove di  nuove infinite sfumature.

La sonda spaziale Juno intorno a Giove

Photo credits: NASA

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