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Storia del Festival di Sanremo: origini, come e quando è nato

Il Festival di Sanremo, giunto alla sua 75esima edizione, è molto più di una semplice gara canora. È un pezzo di storia italiana, uno specchio della società che si evolve, tra successi, scandali e misteri irrisolti. Da sempre palcoscenico di battaglie sociali e politiche, Sanremo ha dato voce a temi come la discriminazione e le ingiustizie. Ma dietro le quinte si celano anche ombre: il peso delle case discografiche, le censure, le polemiche e, soprattutto, la sospetta morte di un cantante nel 1967. Questo articolo si propone di ripercorrere la storia del Festival di Sanremo, tra trionfi e controversie. Un viaggio appassionante alla scoperta di un evento che, nonostante le critiche, continua ad affascinare e dividere l’Italia.

Le tappe fondamentali della storia di Sanremo

Anno Evento Chiave Impatto sulla storia del Festival
1932 Prima kermesse musicale a Sanremo (Festival partenopeo). Ispirazione per la futura nascita del Festival.
1951 Prima edizione ufficiale del Festival di Sanremo. Vince Nilla Pizzi. Inizio della storia moderna del Festival.
1958 Vittoria di “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Consacrazione internazionale della musica italiana.
1967 Morte di Luigi Tenco durante il Festival. Uno dei momenti più bui e controversi, che ha segnato un’intera generazione.
1977 Il Festival si sposta al Teatro Ariston. Inizio di una nuova era e sede iconica fino ai giorni nostri.
2020-2024 L’era di Amadeus come direttore artistico e conduttore. Grande successo di pubblico e rinnovato interesse, con un forte legame con il mercato discografico.
2025 Carlo Conti torna alla conduzione. Vince Olly. Conferma della linea che unisce tradizione televisiva e nuove tendenze musicali.
2026 Edizione condotta nuovamente da Carlo Conti. Continuità nella direzione artistica e nel progetto di valorizzazione della canzone italiana.

 

Le origini del Festival: da kermesse partenopea a fenomeno nazionale

Correva l’anno 1932. I mercati finanziari erano al collasso, la disoccupazione e la povertà stringevano in una morsa milioni di persone. Come se non bastasse, Benito Mussolini era al potere, con il suo regime fascista che esercitava un controllo ferreo sui media. Un aspetto, però, che il regime non trascurava era il turismo. Gli italiani venivano incentivati a trascorrere le vacanze in Italia e Sanremo rappresentava una meta di grande interesse. Qui, nel casinò municipale, Luigi De Sanctis, il gestore, in occasione del Natale, decise di organizzare una gara musicale. Una kermesse, che si svolse dal 24 dicembre al 1 gennaio. Un dettaglio: le canzoni erano tutte in dialetto napoletano. Ecco perché l’evento non si chiamava Festival di Sanremo, bensì festival partenopeo di canti, tradizioni e costumi.

Tra la folla di quella prima kermesse, un giovane di nome Amilcare Rampaldi partecipò a tutte le serate. Anche se, negli anni successivi, complice la guerra, quella manifestazione non fu più riproposta, il ricordo rimase impresso nella sua mente. Dopo la guerra, nel 1945, Amilcare ricevette l’incarico di promuovere eventi per rilanciare l’economia di Sanremo. Non ebbe dubbi: riproporre un concorso di canzoni italiane. La sua proposta fu bocciata. A Viareggio, nel 1948, si appropriarono dell’idea. Il successo fu clamoroso, ma l’incapacità di generare profitti impedì una continuità.

Questo abbandono diede una grande opportunità a Sanremo. Qui, Amilcare e Pierre Bussetti, il gestore del casinò, vedevano nel festival un potenziale enorme. Il 29 gennaio 1951 fu la data della rinascita. La prima edizione del festival non fu un trionfo, ma diede inizio alla storia del Festival di Sanremo come lo conosciamo oggi.

Le prime edizioni: successi, controversie e l’evoluzione del regolamento

In quella prima edizione si esibirono solo tre cantanti: Nilla Pizzi, il duo Fasano e Achille Togliani. Non ci fu un’autentica competizione. Nonostante le premesse, quella prima edizione incoronò Nilla Pizzi vincitrice con il brano Grazie dei fiori. Nel frattempo, i napoletani si accordarono con la Rai per organizzare un festival dedicato alla canzone napoletana. In questa competizione, Sanremo prevarrà, vietando le canzoni in dialetto.

Vista del palco del Teatro Ariston durante il Festival di Sanremo
Vista del palco del Teatro Ariston durante il Festival di Sanremo

Nella seconda edizione, a dominare la scena fu ancora Nilla Pizzi. La giuria, si dice, era composta da sua madre, suo marito e un gatto. Nel 1953 si introdussero modifiche al regolamento: un solo artista non poteva occupare più posizioni in classifica e fu introdotto l’obbligo della doppia interpretazione. La quinta edizione segnò una svolta: per la prima volta, il festival fu trasmesso in diretta radiofonica, televisiva e in Eurovisione. Nell’edizione del 1958, a trionfare furono Domenico Modugno e Johnny Dorelli con Nel blu dipinto di blu.

Scandali e misteri: il caso Tenco del 1967

Mike Bongiorno assunse il ruolo di conduttore. Tra i cantanti c’era Luigi Tenco, noto per i suoi testi impegnati. Dopo anni di tentativi, riuscì a partecipare con la canzone Ciao amore ciao. Tenco, escluso dalla finale, la notte stessa fu ritrovato senza vita, un evento che ha segnato la storia del Festival.

Suicidio o omicidio: la morte oscura di Luigi Tenco

La scomparsa di Tenco fu archiviata troppo in fretta come un suicidio. Alcune testimonianze raccontano che il corpo fu spostato più volte. Il caso, archiviato come suicidio, è riemerso nel 2006, quando due giornalisti scoprirono nuove prove. Il corpo fu riesumato per un’autopsia che non fornì nuove certezze. Nel 2015, la procura chiuse definitivamente il caso, ma i dubbi rimangono.

Gli anni della crisi e della rinascita (anni ’70-’90)

Nel 1970, Adriano Celentano vinse il festival dopo aver dimenticato le parole e chiesto di ricominciare. Fu l’inizio di un periodo di crisi. Dal 1973, il festival sembrò riprendersi, ma attraversò anni difficili, con esibizioni in playback. Per risolvere la crisi, si strinsero accordi con Totip, permettendo al pubblico di votare. Nel 1977, il Teatro Ariston divenne la nuova sede. Negli anni ’80, figure come Roberto Benigni e Vasco Rossi portarono provocazione e protesta sul palco.

Anna Oxa e Fausto Leali vincitori del Festival di Sanremo 1989
Anna Oxa e Fausto Leali vincitori del Festival di Sanremo 1989

 

Il nuovo millennio e l’era Amadeus

Negli anni ’90, il festival divenne un appuntamento fisso, segnato da esordi come quello di Marco Masini e da momenti di tensione. Nei primi anni 2000, ci fu una crisi. Nel 2019 vinse Mahmood con Soldi. Nel 2020, Amadeus divenne direttore artistico e conduttore. Nel 2021, il festival si svolse senza pubblico. Nel 2022 vinsero Mahmood e Blanco, e nel 2023 Marco Mengoni. Nel 2024, Amadeus ha condotto il festival per la quinta volta consecutiva. L’edizione 2025 è stata invece affidata a Carlo Conti.

Il Festival di Sanremo oggi: riflessioni e prospettive

Con la conduzione di Amadeus, Sanremo ha raggiunto vette altissime. Non è solo un evento televisivo, ma un vero business che genera milioni di euro. È anche politica, una vetrina internazionale. Il palcoscenico di Sanremo è sempre stato un luogo dove la musica si è intrecciata con la storia. Sanremo è business, Sanremo è politica. Il futuro della kermesse dipenderà dalla sua capacità di coniugare tradizione e innovazione.

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Di OLYCOM – Leda Balzarotti e Barbara Miccolupi, Sanremo 2016, in principio fu Eros: tutti i vincitori delle Nuove proposte, su corriere.it, 17 febbraio 2014., Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=6244184

Articolo aggiornato il: 24 febbraio 2026

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