Seguici e condividi:

Eroica Fenice

The Brickman

The Brickman e la Pompei di Lego

Ecco Pompei come non l’avete mai vista: una Pompei di Lego!

Si tratta di un modello di Pompei non in scala, ma molto dettagliato, l’ultima creazione di Ryan McNaught – più noto come ”The Brickman” o come “Lego Builder”, uno dei dodici costruttori in Lego al mondo.

La Lego-Pompei è esposta al Museo Nicholson dell’Università di Sidney ed è stato realizzato con circa 190.000 mattoncini Lego; per allestirlo, McNaugh ha impiegato circa 470 ore di lavoro.

The Brickman costruisce la sua Pompei di Lego

Si tratta del più ampio modello di città antica, realizzato in Lego. Un’ulteriore particolarità sta nel fatto che il modello si configura come una (voluta) commistione di elementi antichi e moderni. Il modello in Lego appare, pertanto, sostanzialmente bipartito: una parte “racconta” com’era Pompei prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.; l’altra descrive, grossomodo, come Pompei apparve agli archeologi che, per volere di Carlo III di Borbone, a partire dal 1748, condussero i primi scavi, a seguito del successo dei ritrovamenti ercolanesi.

Dal 2012, il Museo Nicholson ha commissionato a McNaugh la realizzazione, attraverso l’uso dei Lego, di tre modelli, raffiguranti siti antichi. Il primo modello rappresentava il Colosseo; anch’esso mirava a porre in rilievo il contrasto tra l’aspetto che l’anfiteatro flavio doveva avere nell’antichità e l’aspetto che ha attualmente. Il modello in Lego del Colosseo è stato ospitato in diversi musei; attualmente, è esposto presso l’Alburg Regional Art Gallery. Il secondo modello raffigurava l’acropoli ateniese ed è esposto nell’Acropolis Museum di Atene.

Il modello in Lego di Pompei è ancor più ambizioso e la sua realizzazione s’incunea perfettamente nell’alveo delle aspirazioni paideutiche del Museo Nicholson. L’uso dei Lego nasce dalla volontà di presentare il mondo antico in maniera attraente per visitatori, studiosi e turisti.

L’uso dei Lego ha riaperto anche il dibattito, concernente la funzione dei musei e portato avanti da chi sostiene che i musei debbano ospitare solo ciò che è reale, genuino, autentico. In realtà, per superare l’empasse, si potrebbe pensare al fatto che molti dei capolavori descritti nelle opere letterarie greche sono andati perduti e sono a noi noti esclusivamente attraverso copie di epoca romana: tali copie non sono genuine ed autentiche – proprio in virtù del loro status di copie -; ciononostante, hanno trovato una precisa collocazione all’interno dei musei.

Esistevano già altri modelli di Pompei: si ricordi quello di Sir John Joane, a Londra, ed il modello in scala 1:1000 conservato al MANN dal 1870.

Tuttavia, il modello di Pompei in Lego si segnala per le peculiarità sopra evidenziate: si tratta di un modello che, in maniera anche giocosa – dato il materiale col quale è realizzato – tenta di mostrare, in maniera sincrona, la diacronia del sito di Pompei, promuovendo la conoscenza del sito stesso, anche da parte dei turisti più piccini e dei non addetti ai lavori.

Pompei in Lego? Da vedere!

Print Friendly, PDF & Email