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Eroica Fenice

Reem

A Dubai arriva Reem, il primo poliziotto robot

Si chiama Reem, è un poliziotto, parla sei lingue ed è estremamente bravo a ricordare e sorvegliare. Ma la particolarità che lo rende unico è un’altra. Reem è il primo poliziotto robot della storia.

Reem: il primo automa ad essere arruolato nelle forze dell’ordine

Siamo a Dubai, città che diventa ormai “leader mondiale nelle tecnologie smart cities“.

Il primo cyber-poliziotto della storia è un robot con fattezze umane. Si muove su agili ruote che gli permettono tutti i movimenti di base. Con un’altezza di 170 centimetri e il peso di un quintale dà la caccia al crimine meglio di chiunque altro

Al crimine ma non ai criminali! Infatti Reem non è capace di arrestare un individuo perché non è stato programmato per questo.

I suoi compiti sono altri: può aiutare nella riscossione dei pagamenti,  raccogliere denunce o segnalare incidenti, scattare fotografie o, attraverso il riconoscimento facciale, individuare qualcuno. E ancora può mappare un edificio e muoversi in completa autonomia. Infine è perfettamente in grado di fornire informazioni ai turisti.

Infatti può esprimersi in sei lingue diverse – tra cui l’arabo – e il suo schermo touch screen è dotato di ogni mappa utile. Particolarmente interessante è anche la sua abilità di cambiare espressione del viso a seconda delle parole che ascolta e inizia e termina ogni conversazione con un saluto. Ma a tutto c’è un limite. Reem non può lavorare per più di otto ore; la sua batteria non dura oltre.

Reem può svolgere molte funzioni ma è pure sempre un robot: per questo sarà presto affiancato agli agenti in carne e ossa.

I genitori di questo automa lo hanno presentato durante il Gulf Information Security Expo & Conference, forum del settore sicurezza svoltosi dal 21 al 23 maggio. Alla fiera ha attirato l’attenzione perchè ha svolto gli ospiti con il saluto militare. A produrlo è stata la Pal-Robotics spagnola.

Robot. Reem è realtà o fantascienza?

Il futuro di Dubai sembra già intraprendere una strada ben precisa. Il programma per il 2030 è di sostituire almeno il 25 per cento dei poliziotti umani con altrettanti robot. I punti a favore del progetto sono molti. Come spiega Khalid Nasserl Al Razouqi, direttore generale del dipartimento Smart Services della polizia di Dubai, “non hanno bisogno di assicurazione medica o addestramento, sono subito pronti a interagire con i residenti e con i milioni di turisti che camminano nelle nostre vie“.

Ovviamente un cambiamento del genere avverrebbe consciamente all’inevitabile aumento della disoccupazione, ma questo dato non sembra fermare lo sviluppo tecnologico del pianeta. Il tema non interessa solo Dubai ma anche nazioni come la Cina e il Giappone. In Giappone, per esempio, si è molto discusso del fatto che nel mese di marzo 34 operai siano stati licenziati e sostituiti da un software di intelligenza artificiale.

Nonostante sembri ancora fantascienza questo è solo il primo passo verso una vera e propria convivenza con i robot. Passeranno dalla sorveglianza, all’assistenza, fino quando non saranno una presenza costante nella nostra vita.

 

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