Il gioco degli scacchi: una storia antichissima

Il gioco degli scacchi: una storia antichissima

Il gioco degli scacchi è un gioco molto complesso e incredibilmente affascinante. La storia risulta interessante, in quanto rintracciarne le origini non è del tutto semplice, ma pare che siano nati in India intorno al VII secolo. Il gioco era conosciuto inizialmente con il nome di caturaṅga, traducibile come quattro branche (delle forze armate): fanteria, cavalleria, elefanti e carri da guerra. Questi elementi si sono poi evoluti per diventare quelli che oggi sono pedone, cavallo, alfiere e torre, rispettivamente.

Dall’India si diffusero rapidamente in Persia dove il nome venne modificato e da caturanga diventò shantraj. Ma la Persia non cambiò solo il nome, ne modificò le regole e introdusse nuovi termini. I persiani iniziarono a usare la parola shah, che in persiano significa re, per indicare l’attacco al re avversario, e shah mat, che significa letteralmente re sconfitto, per indicare che l’avversario aveva perso la partita. Questi due termini vengono ancora utilizzati oggi, shah è scacco mentre shah mat è scacco matto. Intorno all’anno 1000, grazie agli arabi, il gioco degli scacchi iniziò a diffondersi in Europa, e nell’Est asiatico grazie ai pellegrini buddisti e iniziarono a circolare nuove varianti, con nuove regole. In Europa ben presto iniziarono ad avere un ruolo molto importante, e vennero associati all’alta nobiltà proprio perché era un passatempo molto apprezzato dai nobili.

Gli scacchi, però, non hanno sempre goduto di buona fama e infatti nel corso della storia ci sono stati diversi re e leader religiosi che hanno cercato di proibire il gioco. Un esempio è quello di re Luigi IX che nel 1254 bandì gli scacchi in Francia, ma non fu l’unico. In Inghilterra nel 1240 venne proibito ai membri della monarchia e del clero di giocare a scacchi e ciò perché essi venivano associati al gioco d’azzardo, visto come peccato dalla chiesa.

Le regole del gioco degli scacchi

Lo scopo del gioco degli scacchi è quello di dare scacco matto, cioè di fare in modo di intrappolare il re avversario. Una volta raggiunto lo scacco matto, l’avversario non può compiere nessuna mossa legale per liberarsi dall’attacco e la partita si conclude. Il gioco si sviluppa su una scacchiera composta da 64 caselle dette case e ogni giocatore ha un set di 16 pezzi che comprende due torri, due alfieri, due cavalli, un re, una regina e otto pedoni. Ogni pezzo si muove in modo preciso, ma le mosse possibili e le regole non sono sempre state le stesse, ci sono stati diversi cambiamenti dalle origini alla modernità.

Tra le modifiche più importanti c’è la possibilità di arroccare, che consente di muovere il re e una torre contemporaneamente con lo scopo di collocare il re in una casa più sicura, la promozione dei pedoni che permette di trasformare un pedone in un altro pezzo (come una regina ad esempio) una volta raggiunta la traversa più lontana rispetto alla casa di partenza. Molto importante fu il mutamento del ruolo dell’alfiere che in origine poteva muoversi di una sola casella diagonalmente, così come la regina. Ad oggi l’alfiere può muoversi su tutte le case della sua diagonale liberamente, mentre la regina può muoversi in tutte le direzioni. La regina diventò così importante solo durante il periodo della Reconquista spagnola grazie alla regina Isabella. Questi cambiamenti ebbero luogo nel XV secolo dando vita a quello che è il gioco moderno.

Il gioco degli scacchi diventa uno sport

Il primo torneo di scacchi di cui si hanno testimonianze si svolse in Spagna nel 1575, ma fu solo nell’800 che i tornei iniziarono a diventare popolari. Il primo importante evento internazionale si tenne nel 1834 tra Louis-Charles de la Bourdonnais e Alexander McDonnell, che giocarono una serie di sei partite che si concluse con la vittoria di Bourdonnais. Con l’avvento delle competizioni vennero poi introdotte una serie di norme per regolare il tempo, ciò accadde perché spesso i giocatori impiegavano anche più di un’ora per compiere una singola mossa e di conseguenza si ritenne necessario creare delle categorie e suddividerle in base al tempo di gioco.

Nel 1924 per regolamentare e gestire tornei e campionati nacque, in Francia, la Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE) che ancora oggi gestisce questo tipo di eventi e si occupa anche di assegnare i punti ELO, che sono dei punti che servono a quantificare la forza-gioco di un giocatore. Per molti anni il gioco degli scacchi non è stato considerato come un vero e proprio sport, la ragione è che è visto da molti come un’attività che non richiede sforzo fisico che è ciò che la maggior parte degli sport solitamente richiede. Nonostante le opinioni contrastanti, nel 1999 gli scacchi sono stati riconosciuti ufficialmente come sport dal Comitato Internazionale Olimpico e ad oggi si disputano anche le olimpiadi di scacchi.

Titoli scacchistici e personaggi di spicco

I giocatori di scacchi che riescono a dimostrare spiccate abilità possono ambire all’ottenimento di titoli scacchistici, che vengono assegnati dalla FIDE (Federazione Internazionale degli Scacchi) in seguito al conseguimento di particolari risultati. I titoli sono vari e vengono attribuiti in base al punteggio Elo del giocatore in questione. Il titolo più alto è quello di Grande Maestro (GM), seguito da Maestro Internazionale (MI),  Maestro FIDE (MF) e Candidato Maestro FIDE (CMF).

Uno dei più famosi e forti scacchisti al mondo è Magnus Carlsen, che ha stupito il mondo riuscendo a raggiungere il titolo di GM all’età di soli 13 anni. Attualmente è il campione del mondo assoluto ed ha anche il più alto punteggio Elo mai raggiunto nella storia degli scacchi: 2882. Altro famosissimo giocatore è Garry Kasparov che fu campione del mondo dal 1985 al 2000 con un punteggio Elo di 2851. Per molti Kasparov resta ancora il miglior giocatore di tutti i tempi. Di giocatori che hanno rivoluzionato la storia degli scacchi ce ne sono veramente tantissimi e purtroppo parlare di tutti risulta veramente difficile.  

Online chess

Con l’avvento di internet il gioco degli scacchi ha preso una nuova piega: oggi i giocatori possono giocare online e sfidare persone in tutto il mondo. Il primo server che ha permesso di giocare a scacchi online venne creato nel 1992 e prende il nome di Internet Chess Club, e divenne così popolare che nel 2005 contava 30,000 iscritti. Durante la quarantena dovuta alla pandemia Covid-19, grazie alla serie TV Netflix La regina degli scacchi, sempre più persone hanno iniziato a mostrare interesse per il gioco e i siti di scacchi online hanno registrato un incremento notevole di iscritti. I siti di scacchi online più popolari sono Lichess e Chess.com.

I vantaggi di giocare online sono che si può giocare liberamente a tutte le ore, perché ci sono sempre persone disponibili a fare una partita e alla fine di ogni incontro al giocatore vengono assegnati o sottratti dei punti, a seconda dell’esito, e ciò permette di registrare il proprio andamento. Allo stesso tempo le possibilità di manipolare il gioco utilizzando aiuti esterni sono infinite, quindi una partita fatta online non sarà mai attendibile come una svolta faccia a faccia.

Giocare  a scacchi per molti è una passione, altri riescono addirittura a farne una vera e propria professione, ma nonostante le differenze tutti hanno in comune una sola cosa: l’amore per questo gioco così avvincente. Gli scacchi permettono di sviluppare la propria fantasia, aiutano a migliorare le funzioni cognitive e aiutano con la concentrazione e questi sono solo alcuni dei motivi per cui sono universalmente amati ed apprezzati.

Fonte immagine di copertina: Pixabay

A proposito di Giorgia Nasuto

Sono Giorgia, ho 20 e studio Lingue e Culture comparate all'università "L'Orientale" di Napoli. Sono una grande appassionata di musica, di letteratura e in generale di arte in ogni sua forma.

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