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Eroica Fenice

Nasce in India il centro Samsung più grande del mondo

Nasce in India la più grande fabbrica di smartphone al mondo. Ed è targata Samsung. Lo stabilimento del colosso sud coreano è stato inaugurato alla presenza di numerose istituzioni locali e si prepara a battere tutti i record di produzione. La sua capacità produttiva, infatti, toccherà quota 120 milioni di unità in un anno.

Samsung apre la fabbrica dei record

Samsung ha scelto l’India per realizzare il più grande impianto al mondo per l’assemblaggio dei suoi smartphone. L’inaugurazione proprio in questi giorni, alla presenza, tra gli altri, del primo ministro indiano e dal presidente della Corea del Sud. All’interno dell’impianto, con sede a Noida, si produrrà tutta la gamma di modelli Samsung, dal top di gamma rappresentato dai costosi Galaxy S9 ai modelli più economici prodotti e commercializzati dal colosso della Corea del Sud. Per saperne di più sulle caratteristiche tecniche della produzione targata Samsung puoi consultare, ad esempio, le schede del portale www.puntocellulare.it, il riferimento giusto per sapere se il cellulare che vorresti comprare è proprio quello adatto alle tue esigenze.

Qualche numero

A quanto ammonterà la produzione annuale di questo stabilimento? Una domanda più che legittima a cui Samsung risponde con una cifra chiara: fino a 120 milioni di unità all’anno. Nella sfida all’ultima innovazione e all’ultima novità con i suoi principali competitor, Samsung mette a segno un nuovo punto sul fronte della capacità produttiva.

Perché l’India?

L’India sta scalando le classifiche relative ai mercati più attraenti per i produttori di smartphone. Da poco, infatti, ha sorpassato anche gli Stati Uniti, conquistando il secondo posto nella classifica mondiale dei Paesi dove si comprano e si vendono più cellulari. Cosa sta trainando il mercato? I fattori sono diversi, tutti determinanti nel disegnare il nuovo scenario delle vendite totali di smartphone. Il primo elemento che sa fare la differenza è la bassa penetrazione dei cellulari tra la popolazione indiana. Nonostante l’India sia uno de Paesi con la più ampia popolazione, sono davvero pochi i possessori di uno smartphone: meno di un abitante su due. Allo stesso tempo, questo stato di cose sta cambiando a una tale rapidità da lasciare a bocca aperta anche i più esperti del settore. L’adozione di questa particolare tecnologia, infatti, procede spedita tra gli abitanti indiani, come non accade in nessun altro Paese del mondo.

Tasse di importazione

Altro elemento capace di fare la differenza e di far guardare al mercato indiano con interesse da parte dei produttori, è l’elevata tassazione sui prodotti di importazione. Non Samsung, anche Xiaomi e Apple, infatti, stano avviando una seria riflessione sulla possibilità di aprire impianti produttivi e di assemblaggio nel Paese asiatico. Il produttore cinese, in particolare, aprirà qui nuove fabbriche, mentre il colosso di San Francisco sta avviando contatti strutturati con questa area del mondo che dimostra, giorno dopo giorno, di avere fame di connessione e mobilità. Due elementi strategici per una comunità e una società moderna e in crescita.

Quando il prezzo fa la differenza

Il vantaggio competitivo che, al momento, Samsung può vantare sulla rivale statunitense nel mercato indiano è tutto nel prezzo. La gamma ampia di prodotti Samsung, infatti, incontra con maggiore facilità le esigenze di una popolazione la cui fetta principale è caratterizzata da ampi strati di povertà. Il cellulare sì ma che non sia troppo caro. Secondo questo principio, quindi, l’offerta Apple si classifica come di alta gamma, al di fuori delle reali possibilità di spesa della maggior parte dei cittadini indiani. Ecco che la sfida per la nuova sede produttiva Samsung non sarà solo quella di realizzare i prodotti di fascia alta della casa ma anche quella di dare vita a prodotti entry level che in Italia non abbiano nemmeno mai visto.