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Peak: scalando in compagnia | Recensione

Peak: Scalando in compagnia | Recensione

I videogiochi multiplayer stanno avendo un notevole boom ultimamente, specie nello spazio del mondo indipendente. Tra R.E.P.O., Lethal Company e Phasmophobia, la scelta è diventata abbastanza vasta, eppure tante novità continuano a sbucare fuori e a conquistare la classifica di Steam. Peak è tra questi titoli e propone una sfida tutta nuova: scalare una vetta insieme ai nostri amici, inserendosi nel filone dei videogiochi cooperativi.

Un disastro aereo e una montagna da scalare

Peak è un videogioco multiplayer survival platform sviluppato da Team PEAK e pubblicato da Aggro Crab e Landfall nel giugno 2025. Dalla lobby, un aeroporto, i nostri personaggi prenderanno un aereo che precipiterà su un’isola deserta e, per segnalare la propria posizione ai soccorsi, dovranno arrampicarsi in cima alla montagna più alta della zona. Il gioco può essere affrontato sia in multiplayer che in singleplayer, ma l’esperienza è pensata per essere condivisa con qualcuno, che sia una o altre due persone.

Gameplay e meccaniche di gioco

Peak: Scalando in compagnia | Recensione
Può intimorire all’inizio la grandezza, ma è molto più semplice di quanto sembri.

Una volta iniziato il gioco avremo una singola barra, che fungerà contemporaneamente da barra della vita e della stamina. Questa sarà influenzata da diversi fattori come il peso che portiamo, la fame e il veleno; tutti gli effetti negativi incideranno su di essa. Tutto è fuso in una singola barra in modo da non occupare lo schermo con troppi indicatori. Si possono comunque ottenere dei piccoli bonus alla stamina tramite barre aggiuntive.
A inizio partita avremo a disposizione uno zaino, in cui potremo mettere un numero limitato di oggetti oltre all’inventario predefinito. Potremo raccogliere diversi oggetti: dalla frutta trovata in giro (che potrà avere diversi effetti, dal curarci all’avvelenarci), a strumenti e cibi trovati all’interno di valige sparse per la mappa.
Oltre a camminare, saltare e arrampicarsi, in compagnia potremo estendere la nostra mano ai nostri amici e aiutarli a salire. La cooperazione è la chiave per raggiungere la vetta; nel caso lasciassimo i nostri amici indietro, potremmo venir puniti per il nostro egoismo. Potremo anche lanciare oggetti, come la frutta sopra citata o le corde.
Un altro elemento di gameplay, oltre ovviamente alle superfici arrampicabili, è rappresentato dalle mappe. Dopo le prime due, Shore e Tropics, che sono predefinite, la terza mappa varierà tra una desertica dove il sole brucerà, chiamata Mesa, o una innevata dove rischieremo di congelare, chiamata Alpine. Infine, ci sono le ultime due zone: Caldera, una zona lavica, e la vetta finale, The Kiln.
Col tempo verranno aggiunte nuove mappe e nuove meccaniche, ma già ora c’è una grossa varietà di cose da fare e il bilanciamento è gestito piuttosto bene. Nel frattempo, la community può partecipare alla beta per testare tutte le nuove funzionalità che verranno aggiunte, e ci sono già tanti utenti al lavoro su mappe custom, da poter giocare in attesa di quelle ufficiali.
Giocare questo titolo in compagnia è molto divertente, collaborare dà soddisfazione e, per com’è gestito, ha anche un che di “teatrale”: sembra quasi di interpretare le scene più tese di un film, quando bisogna lanciarsi da un dirupo fino all’altra sponda e aggrapparsi al proprio amico per non cadere nel baratro.

Considerazioni finali su Peak

Peak: Scalando in compagnia | Recensione
Si può scalare quasi di tutto, anche le liane.

È sempre complicato parlare di un titolo multiplayer, perché il divertimento che ne scaturisce dipende in gran parte dalla compagnia con cui si gioca. La mia esperienza è stata molto positiva e ho provato il titolo anche in singolo, ma dopo averlo già giocato con gli amici non aveva lo stesso sapore: avevo bisogno di quel caos e di quelle risate di sottofondo.

Fonte immagini di copertina e nell’articolo: Pagina Steam del gioco

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