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Eroica Fenice

Andrea Biscaro

Andrea Biscaro e il mistero de La Foresteria delle tre sorelle

La Foresteria delle tre sorelle: recensione del nuovo thriller di Andrea Biscaro edito da Segreti in Giallo Edizioni

Tutto inizia con una telefonata. E di colpo la monotona vita dello scrittore di thriller in crisi di ispirazione Antonio Brando, che si protrae all’ombra del successo ottenuto col suo romanzo vincitore del “Premio Strega”, viene scossa. Senza riuscire a capire come, Brando si ritrova convinto dalla sua perseverante agente Valentina a partecipare alla scrittura di una collana di libri sui viaggi, scritti da grandi autori. A lui è toccata la Maremma e Brando viene letteralmente spedito da Valentina a Pitigliano, borgo della Toscana meridionale costruito nel tufo, ottimo crocevia per le sue peregrinazioni. Inutili le obiezioni, inutili le incertezze: alloggerà presso una locanda tipica della zona, la Foresteria delle tre sorelle, e partirà l’indomani.

Esordisce così La Foresteria delle tre sorelle, nuovo thriller psicologico a tinte noir di Andrea Biscaro pubblicato da Segreti in Giallo Edizioni il 12 marzo di quest’anno e assolutamente da non perdere.

Un nuovo inizio: ecco cosa rappresenta questo viaggio per Brando, che con questo lavoro tornerebbe alla ribalta in una veste inedita rispetto alla precedente ma meno impegnativa; idea, questa, stimolante al punto da fargli abbandonare la roccaforte rassicurante delle mura domestiche per trascorrere un mese girovagando per le campagne maremmane, beandosi della loro rigogliosa bellezza, dell’amabilità dei vini, del sapore dei cibi del posto.

Una nuova speranza: Brando avverte di avere ancora qualcosa da dire ai suoi lettori, qualcosa da comunicare, a cui dare voce. Ma la voce gli si è mozzata in gola dal suo precedente successo e le parole non riescono più a rincorrersi sulla pagina. Non c’è più il Brando dalle trame sorprendenti, dalle mille parole, dallo stile originale.

Ma l’uomo avverte che è lì, assopito, frenato, apatico. Chissà che l’aria della Maremma non possa in qualche modo scuoterlo e rinvigorire la sua energia, la sua ispirazione e dare il via alla scrittura di un nuovo romanzo. D’altronde, cos’ha da perdere?

Quello che però Brando non si sarebbe mai aspettato è che con questo viaggio egli stesso sarebbe diventato, involontariamente, protagonista di una vicenda inquietante che avrebbe potuto benissimo far parte dei suoi romanzi.

Una vicenda, nelle cui spire egli sembra poco a poco scivolare e serrarsi, in una discesa negli inferi tra misteri, oscurità e incubi sconcertanti, che si muove e ruota proprio attorno all’innocua locanda dove alloggia: la Foresteria delle tre sorelle.

La Foresteria delle tre sorelle di Andrea Biscaro: struttura del romanzo

«Le dico soltanto che nella locanda dove alloggia c’è una concentrazione di male e perversione che neanche può immaginare. Pitigliano è un crocevia, una terra di confine che ha attratto nei secoli le persone più bizzarre. È un luogo pieno di energia».

Tutto è strano alla Foresteria: da Odetta, unica donna, tra l’altro poco incline al dialogo e alla socializzazione, che sembra occuparsi di tutto alle tre proprietarie, da cui il nome della locanda, che non si vedono mai, per poi scoprire che si tratta in realtà di una unica titolare, l’affascinante Magda; dall’inquietudine che sembra dimorare nell’alberghetto, dall’assenza di avventori ai pasti deliziosi, gli ottimi vini e le camere caratteristiche che la Foresteria presenta; dal barbiere Angelo Servi, che sembra nascondere più di quanto effettivamente dica al nostro protagonista, ambiguo quasi quanto la locanda che gli offre ristoro in una serata di pioggia agli abitanti del piccolo borgo di Pitigliano, che affermano di non conoscere la Foresteria delle tre sorelle.

Il tutto arricchito da strani fenomeni, difficili da spiegare: rumori, sussurri, presenze in un crescendo di mistero e di tensione che metterà alla prova la lucidità di Antonio, trascinato in una situazione al di là delle sue credenze, in una dimensione a metà tra l’onirico e lo spaventoso, in un delirio in cui il confine tra reale e immaginato non è mai stato così effimero.

La situazione si complica quando Brando, aggrappandosi alla razionalità, decide di abbandonare la locanda, per rendersi conto subito dopo che una strana forza lo inchioda nella Foresteria e lo riconduce lì al termine dei suoi vagabondaggi quotidiani, mentre il misterioso Illune semina piccoli indizi che avvicinano Brando a una strana leggenda che, a quanto pare, sembra riprendere poco a poco vita a Pitigliano e fa di Brando il testimone silenzioso del tributo di morte che pretende.

Il lettore de La Foresteria delle tre sorelle

«Sento la mente precipitare. Giù, sul pavimento. Giù, oltre le fondamenta, fino al centro della terra. Chiudo gli occhi e penso che sto vivendo un incubo, soltanto un altro dei miei fottutissimi e ricorrenti incubi»

Sogno o realtà?

Il libro cattura l’attenzione sia per la materia trattata sia per il riferimento alle streghe, da sempre personaggi affascinanti, che nella narrativa odierna, purtroppo, vengono poco usate come materiale per racconti che potrebbero davvero essere avvincenti. Ma sono soprattutto la grande maestria con cui l’autore intesse una trama in cui il lettore è completamente coinvolto e la continua oscillazione tra realtà e fantasia del protagonista a rendere tutto ancora più fuorviante.

Fin dalla prima pagina il lettore si sente avvolto da un’atmosfera enigmatica, fatta di allucinazioni, incubi e oscurità che lo costringe a continuare nella lettura, a spingersi oltre, pagina dopo pagina, per capire, insieme ad Antonio Brando, il mistero che domina questa storia.

Anche quando sembra delinearsi un’ipotesi, ecco che Biscaro rimescola le carte in tavola e tutto torna ad essere drammaticamente ambiguo e raccapricciante.

L’uso della prima persona, da questo punto di vista, permette in maniera eccellente l’immedesimazione del lettore nella vicenda ed egli si trova senza protezione come il protagonista di fronte agli eventi, trascinato irrimediabilmente nella storia attraverso colpi di scena e momenti di suspense quasi deliranti fino all’epilogo finale, che lascia ancora più stravolti.

L’autore: Andrea Biscaro e lo stile del romanzo

«Il grande scrittore è stato messo nel sacco… i tuoi mostri sono diventati reali e ti stanno uccidendo»

Andrea Biscaro, con talento e tecnica sopraffina, è riuscito a creare una storia originale, la cui audacia sta soprattutto nella trama, che continuamente lancia il protagonista e il lettore allo sbaraglio, in una vicenda che cattura, sconcerta e travolge.

Per raggiungere una tale complessità, Biscaro mette il suo personaggio in conflitto con i vari livelli dell’esistenza e spesso lo fa anche simultaneamente, costruendo progressivamente i colpi di scena e portando, così, il conflitto fino alle estreme conseguenze. In ogni capitolo accade qualcosa di nuovo, di ancora più allarmante e che lascia con il fiato sospeso.

L’intreccio è coinvolgente e incalzante; la scrittura fluida, resa con frasi brevi, essenziali ma vivide. Trascina in un circolo vizioso dal quale non riesci più a liberarti. Le pagine scorrono veloci e pressanti; i ritmi delle azioni sono sostenuti ma giusti e permettono al lettore di prendere parte a questa vicenda ossessiva.

Lo stile è diretto, incisivo, concitato e fissa nella mente del lettore immagini inequivocabili, dalle scene più spaventose a quelle più espressive.

Le ambientazioni sono dense e si bilanciano nei colori in maniera suggestiva: talvolta l’aspetto cromatico è rigoglioso, potente, pittorico, altre volte dipinge una Maremma paludosa, tenebrosa, sotterranei sinistri, una pioggia annunciatrice di sventure.

I personaggi hanno caratterizzazioni molto precise e aspetti molto affascinanti, sempre velati dal leggero alone di mistero di cui è intrisa ogni pagina del libro, soprattutto Angelo Servi, Magda ed Odetta.

Antonio Brando è definito in modo perfetto, sia dalle qualità osservabili o deducibili dalla lettura, sia attraverso le scelte che compie di fronte ai dilemmi che gli si pongono, determinandone il cambiamento: grandissima la capacità di Biscaro di rivelare il personaggio di Brando quanto maggiore diventa la pressione.

Queste 311 pagine di adrenalina squisitamente italiana sono ottime per chi vuole immergersi in un’avventura dai contorni perturbanti, in cui si mischiano alla perfezione realtà e soprannaturale, situazioni al limite della follia e desiderio di venire a capo del mistero, in un horror/thriller di grande impatto psicologico ed emotivo.

Una volta iniziato, il romanzo non consente di staccarsi più dalle sue pagine.

Immagine copertina: ufficio stampa

 

 

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