Angelo Gualtieri presenta Il Polemista (Pav Edizioni)

Angelo Gualtieri, Pav edizioni

L’autore Angelo Gualtieri traccia un affresco a tinte scure del Belpaese e racconta fatti e vicende degli ultimi quattro anni, mettendo in evidenza come i media hanno manipolato l’informazione tagliandola con l’accetta e commentata a senso unico.

Diversi sono i riferimenti che Angelo Gualtieri usa citando dai mostri del talk ai conduttori televisivi, passando per giornalisti e opinionisti senza disdegnare i populisti e sovranisti di casa nostra. Una certa attenzione è rivolta anche nei confronti dei virologi che sono diventati le “star” del piccolo schermo.

La nostra intervista ad Angelo Gualtieri, autore de Il polemista, uscito per Pav edizioni.

 Se ti faccio questi due nomi: Antonio Conte e Giuseppe Conte, chi butteresti giù dalla classica torre?

Queste due figure  compaiono più volte nel mio lavoro. Non avrei dubbi su chi buttare dalla classica  torre:  Giuseppi, come lo chiama il suo amico Donald  Trump. E pensare che nel suo secondo governo, quello con i Ds, si era rivelato un buon premier perché aveva  gestito bene e con dignità uno dei periodi più tragici della nostra storia, a causa della pandemia; inoltre era riuscito nella  difficile impresa di  assicurarsi una vagonata di euro – trattasi del cosiddetto Recovery Fund – che il nostro Paese  sta utilizzando e potrà utilizzare per la sua difficile ripresa.  Poi, forse seguendo le esortazioni di Marco Travaglio, ha fatto cadere il governo Draghi in uno dei momenti più difficili della nostra storia politica ed economica. Questa non gliela perdono perciò lo faccio precipitare alla svelta dalla torre.

Quanto ad Antonio Conte, si tratta di un uomo  dal carattere difficile, troppo spigoloso e che si direbbe faccia di tutto per rendersi antipatico. Tuttavia, Antonio è un bravo allenatore, uno dei migliori in circolazione e lo dimostrano i successi ottenuti dalle squadre che ha diretto. Vorrei tanto che tornasse alla mia Juve.

Chi stimi di più e chi meno in questo momento storico?

Il primo che mi viene in mente è Marco Travaglio, non fosse altro perché con lui ho  avuto una dura querelle, come ho scritto in uno degli ultimi capitoli  del  mio libro. Sicuramente è un bravo giornalista, ma il 90% dei suoi editoriali… sono finalizzati a colpire qualche bersaglio. Non è un caso che sul suo capo siano piovute diverse querele per diffamazione e molte cause le ha perdute.  Ricordiamoci un altro particolare, non di poco conto: tramite il suo giornale etero- dirige il Movimento Cinque stelle più o meno come faceva  Eugenio Scalfari su Repubblica con il  vecchio Pci. È stato proprio grazie alle sue continue e pressanti esortazioni che i penta stellati hanno fatto cadere il governo Draghi.

Dopo Travaglio, avrei una lista lunghissima di cui parlare… ma una parola vorrei spenderla per Myrta Merlino. È sicuramente una donna attraente, una brava conduttrice ma il suo modo di porsi è a mio avviso “irritante”, ripete sempre le stesse cose , ha sempre la risposta in tasca e quindi si rende raramente simpatica. Ma, soprattutto, io la detesto perché troppe volte, nella sua trasmissione, ha invitato gli esponenti più in vista dei no-vax e le sue reprimende nei loro confronti sono sempre state all’acqua di rose, della serie: cosa si fa per ottenere un centesimo percentuale di punto in più di share?  Di recente ho letto  che un agguerrito gruppo di questi deliranti individui l’ha presa di mira – essendosi, lei, sempre professata a favore del vaccino e del green pass – , le ha lanciato una caterva  di insulti  e  minacce,  e ha augurato a lei e al suo compagno le malattie della peggior specie.  

Il male non si augura, perché viene da solo…

Fortunatamente esiste anche qualche oasi di buona e gradevole informazione: per esempio  Linea Notte, la trasmissione condotta da Maurizio Mannoni , che annovera spesso tra i suoi ospiti Giovanna Botteri, a mio parere, la più brava giornalista italiana. Purtroppo, questo programma ha due problemi: va in onda troppo tardi e, soprattutto, a differenza di molti altri talk, non titilla la parte più belluina di molti telespettatori.

Covid, no-vax, greenpass… quali colpe attribuisci alle televisioni?

Moltissime. Durante il lungo periodo in cui si è sviluppata la pandemia, infatti, troppe volte le televisioni  hanno ospitato e concesso spazio ai virologi, spazio che, come ho detto prima, non meritavano. Inevitabilmente, costoro sono diventati personaggi ricercati dal grande pubblico. Alcuni sono entrati, con successo, in politica , mentre altri e altre si sono ridotti/e a reclamizzare su facebook pomate contro l’artrosi o sciroppi per favorire la circolazione sanguigna. Mi sono informato: questi “ medicinali” esistono in commercio , ma un mio amico farmacista mi ha detto che la loro efficacia è pari a zero. 

Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di fake news ma, sinora, i diretti interessati/e non hanno smentito. Quanto ai no-vax, no-mask e similari, le colpe delle televisioni sono ancora più marcate. Non solo hanno concesso loro troppe ospitate e troppo spazio ma, soprattutto, a questi squisiti signori hanno lisciato eccessivamente il pelo, ossia non li hanno contrastati a dovere come, invece, il caso avrebbe imposto. Così facendo hanno permesso loro di lanciare messaggi ad alto indice di pericolosità. Miriadi di stolti, infatti, li avranno presi alla lettera e si saranno comportati come se il virus non esistesse  o non fosse mai esistito, con tutte le conseguenze del caso.

Adesso sono io che  pongo una domanda. Questo reiterato comportamento non avrebbe potuto configurarsi come reato? Raschiando nel barile della mie reminiscenze giuridiche ritengo di sì perché, nel caso di specie, avrebbe potuto configurarsi il “reato di pericolo”, ma la mia tesi vale meno di zero. Poi, inviare un avviso di garanzia a un capataz di una qualche emittente televisiva sarebbe troppo pericoloso. Un po’ come  avvicinarsi ai fili dell’alta tensione. Vi ricordate quel cartello in alluminio o in pvc che raffigurava un teschio  con sopra  la scritta: “chi tocca muore”? Forse, le cose non stanno proprio così, ma non ci siamo nemmeno troppo lontani.   

 

L’autore

Angelo Gualtieri (classe 1948), originario di Piandelagotti, ridente località dell’Appennino modenese, dal 1975 risiede  a Sassuolo (MO).
Dottore commercialista, ora in pensione e scrittore a tempo perso. È stato dirigente di azienda. Ha pubblicato Una storia sbagliata. Quarant’anni di Prima Repubblica e di Calcio nell’Appennino Modenese (BV&, 1998); Pisciamoci dentro. La Juve e la Coppa dei campioni (Fazi, 2005); Istantanee dall’Inferno. La Juve, i media e Calciopoli (Bastogi, 2008).

 

 

 

A proposito di Fabia Tonazzi

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