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Eroica Fenice

elizabeth jane howard

Cambio di rotta, un altro trascinante romanzo di Elizabeth Jane Howard (Recensione)

Emmanuel e Lillian, Mr e Mrs Joyce, sono una vecchia coppia sposata nata in Inghilterra ma da sempre girovaga. Lui è un ricco drammaturgo, lei una donna fragile, di salute e nello spirito, e sempre rivolta al passato. A chiudere un platonico e in bilico ménage à trois c’è Jimmy, il trentatreenne aiutante di Emmanuel ma da tempo presente anche nella vita privata e affettiva dei coniugi Joyce. Il loro equilibrio cambia quando la necessità di una segretaria che aiuti tutti negli affari domestici e lavorativi mette in scena un quarto personaggio, così chiamata Alberta, una giovane e bella ragazza, la cui ingenuità e risoluta purezza porterà la storia a evolversi radicalmente, sullo sfondo di una esotica isola greca. Cambio di rotta (“The sea change”) è un romanzo  di Elizabeth Jane Howard pubblicato per la prima volta nel 1959, che torna oggi nelle librerie grazie alla Fazi editore (con la traduzione di Manuela Francescon), che dopo All’ombra di Julius e la saga dei Cazalet ripropone un altro avvincente capolavoro della britannica.

Una nuova pubblicazione di Elizabeth Jane Howard edita dalla Fazi

Il romanzo di Elizabeth Jane Howard si apre con un evento che appare inaspettato, ma che fa capire sin da subito il sottofondo dei successivi: una giovane donna di nome Gloria Williams viene trovata dai coniugi Joyce e da Jimmy svenuta in una vasca dopo aver ingerito dei barbiturici. Questa non è solo l’unica scena in cui viene spostato l’obiettivo su un personaggio che non fa parte dei quattro principali, ma aiuta anche a spiegare, prima che parta la vera storia, il carattere di ognuno. Emmanuel così si definisce subito un donnaiolo dall’amore facile, e fugace, per le giovani ragazze che a causa del suo lavoro lo circondano e gli sono ammiratrici (infatti Gloria fa parte di questa cerchia, che per l’impossibilità di stargli accanto ancora a lungo sceglie di inscenare lo svenimento); Lillian, la quale è lei a trovare per primo la donna nel bagno, sviene a sua volta: da ciò sappiamo della sua salute cagionevole e della profonda amarezza e tristezza che prova essendo a conoscenza, o ipotizzando, delle numerose amanti del marito, che vive costantemente nel ricordo della figlia Sarah morta da piccola; e poi Jimmy, che non è solo l’aiutante di Emmanuel, ma parte integrante delle dinamiche familiari e colui che in poche parole si occupa di sbrigare intrighi, fastidi e problematiche.

In realtà con l’evoluzione della storia, e l’entrata in scena di Alberta, ogni personaggio (tra l’altro ogni avvenimento viene raccontato, che sia in prima persona o in terza, da ognuno di loro) assume una profondità nuova rispetto all’evento precedente, tutto sotto un sentimentalismo e una psicologia che vengono dipanati brillantemente dall’autrice.

Oltre a saper con bravura dispiegare ogni angolo dei caratteri dei quattro, Elizabeth Jane Howard riesce a descrivere con grande bellezza i luoghi e le ambientazioni, anche nei ricordi dei protagonisti, come quando Lillian racconta della sua infanzia felice in campagna prima della morte dei genitori, o quando arriviamo al punto in cui sia Emmanuel che Jimmy raccontano di come quest’ultimo sia entrato nella vita del primo. Ma mai come le piacevoli descrizioni dell’isola greca in cui i quattro decidono di trascorrere delle lunghe vacanze prima della messa in scena della nuova commedia di Mr Joyce, e della spasmodica ricerca di una vera attrice che sia all’altezza della protagonista Clemency.

Dopo avere trascorso del tempo a New York, i quattro si ritrovano nella afosa e antica Atene, dove tutto prende una connotazione di torpore e di apatia, che poi diventerà calma e ammirazione verso quei posti così lontani dalla caotica vita di città. Da qui sbarcano su un’isola sospesa nel tempo e nello spazio: tra passeggiate, bagni e frugali pasti, i quattro personaggi iniziano a conoscersi e, inevitabilmente ma anche sorprendentemente, ad amarsi e a capirsi. Da una parte Lillian, che è probabile sia l’unica che riesca profondamente a cambiare, osserva il marito nel desiderio che torni a volgere il suo sguardo verso di lei; e poi Emmanuel, tormentato dagli anni ma anche da un’infanzia difficile, che sente crescere dentro di sé un intenso senso di appartenenza verso Alberta e che cerca in tutti i modi di accontentare le richieste della moglie; e Jimmy, che per la prima volta cresce in lui il desiderio di vivere per se stesso e per nessun altro, una possibilità che non si è mai concesso.

Alla fine del romanzo però, ognuno di loro compie un cambiamento, un cambio di rotta appunto, che sappiamo durerà nel tempo e il cui motore è stato proprio l’entrata di Alberta, la panacea del dolore, l’antidoto quanto più inaspettato, la cura che innescherà un nuovo inizio.

Cambio di rotta, che vagamente e solo a tratti ricorda Lolita di Nabokov e richiama alla mente i primi romanzi psicologici della letteratura inglese, è ancora una volta per la Howard un’opera intensa soprattutto sul piano concettuale; riesce a descrivere con accuratezza il comportamento umano visto da diverse prospettive, un fattore che dà al romanzo una strutturata, appassionata e perfetta narrazione.

Per tutti i lettori affezionati, la Fazi editore fino al 5 ottobre annuncia una speciale promozione del 25% su tutto il catalogo (qui tutti i dettagli).

Ilaria Casertano

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