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Gatti nella letteratura giapponese: 4 romanzi da scoprire

I gatti nella letteratura giapponese

I gatti nella letteratura giapponese sono spesso narratori, specchi delle contraddizioni umane e catalizzatori di eventi. La loro storia in Giappone è antica, si pensa che siano stati introdotti dalla Cina intorno al VI secolo d.C. assieme al buddismo. Da allora, il loro ruolo nel folklore giapponese è diventato duplice: da un lato il Maneki-neko, il gatto portafortuna con la zampa alzata, dall’altro il Bakeneko, lo spettrale gatto mutaforma.

Il ruolo culturale del gatto in Giappone

I gatti hanno sempre avuto un ruolo centrale nella tradizione giapponese. Inizialmente apprezzati nei templi buddisti per proteggere le preziose scritture dai topi, divennero presto creature venerate per la loro bellezza ed eleganza. Come sottolineato dal sito del Turismo Nazionale Giapponese, la loro figura è onnipresente nell’arte, dalle delicate pitture su seta alle sculture, fino ai moderni anime. Questa profonda connessione culturale si riflette magnificamente nella letteratura.

Romanzo (autore) Il ruolo del gatto nella storia
Io sono un gatto (Natsume Sōseki) Narratore sarcastico e osservatore della società giapponese del primo ‘900.
La gatta, Shōzō e le due donne (Jun’ichirō Tanizaki) Oggetto del desiderio e perno di un triangolo amoroso pieno di gelosie.
Se i gatti scomparissero dal mondo (Genki Kawamura) Simbolo degli affetti e delle piccole cose che danno senso alla vita.
Cronache di un gatto viaggiatore (Hiro Arikawa) Guida empatica in un viaggio attraverso i legami umani e il significato dell’addio.

Quattro romanzi sui gatti nella letteratura giapponese

1. Io sono un gatto – Natsume Sōseki (1905)

«Gli umani per quanto forti non saranno in auge per sempre. Meglio attendere tranquillamente l’ora dei gatti.»
Abbandonato da cucciolo, un gatto senza nome si insedia in casa del professor Kusami e da lì osserva, con acume e sarcasmo, le manie e le ipocrisie della società giapponese dell’era Meiji. Attraverso gli occhi del felino, Sōseki scrive una satira brillante sulla modernizzazione e sulle bizzarrie degli intellettuali dell’epoca. È considerato uno dei più grandi classici della letteratura giapponese.

2. La gatta, Shōzō e le due donne – Jun’ichirō Tanizaki (1936)

In questo romanzo, la gatta Lily è il centro di un contorto intrigo sentimentale. Shōzō, il marito, la vizia in modo quasi morboso, scatenando la gelosia prima della ex moglie Shinako e poi della nuova consorte Fukuko. Lily diventa così l’oggetto del desiderio e lo strumento di seduzione e vendetta in un triangolo amoroso dove l’umorismo e la finezza psicologica di Tanizaki si esprimono al meglio, esplorando le ossessioni umane attraverso l’indifferente eleganza felina.

3. Se i gatti scomparissero dal mondo – Genki Kawamura (2012)

Un postino di trent’anni scopre di avere un tumore al cervello e pochi mesi di vita. Gli appare il diavolo, che gli offre un patto: un giorno in più di vita in cambio della scomparsa di una cosa dal mondo. Quando arriva il turno dei gatti, il protagonista è costretto a riflettere sul valore del suo unico amico, il gatto Cavolo. Kawamura ha scritto una favola contemporanea e toccante su cosa sia veramente importante nella vita e su come anche le presenze più silenziose diano senso alla nostra esistenza.

4. Cronache di un gatto viaggiatore – Hiro Arikawa (2012)

Questo romanzo, un bestseller internazionale, racconta la storia di Nana, un gatto randagio dal cuore grande, e del suo padrone Satoru. Per motivi che non può più ignorare, Satoru deve trovare una nuova casa per Nana e intraprende un viaggio attraverso il Giappone per visitare i suoi amici d’infanzia. Narrato alternando la voce saggia e ironica di Nana a quella del narratore, il libro è un’ode commovente all’amicizia, alla lealtà e al potere dei legami che ci definiscono.

Fonte immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 25/09/2025

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A proposito di Martina Barone

Laureata in Lingue e Culture Comparate presso l'Università degli Studi di Napoli L'Orientale e attualmente studentessa magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale all'Università degli Studi di Padova. La mia passione per le arti in tutte le sue forme dal cinema alla letteratura guida il mio percorso accademico e professionale. Ogni aspetto della creatività mi affascina, e credo fermamente nel potere delle storie e delle immagini di trasformare il mondo che ci circonda!

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