I 6 simboli giapponesi più celebri: Sol Levante in pillole

Simboli giapponesi

Da secoli, i simboli giapponesi figurano tra le icone di maggior interesse per il mondo occidentale, per il peculiare tratto orientale e il suggestivo significato velato che cela folklore e tradizione. Il Giappone ha una cultura che affonda le proprie radici nei meandri dell’Asia: difatti, attraverso il Buddhismo molti simboli si sono mescolati a quelli locali, dando origine all’iconografia che conosciamo oggi. La simbologia è riflessa anche negli ideogrammi kanji che formano la lingua scritta e altrettanto caratteristici sono i simboli presenti negli anime e nei manga.

Di seguito, suggeriamo una breve descrizione di alcuni tra i più suggestivi simboli giapponesi:

Simboli giapponesi: i sei più importanti

CERCHIO ZEN-ENSŌ: paradossalmente, il significato di questo simbolo non è correlato all’immagine rappresentata, ossia il cerchio, bensì alla funzione che esso svolge nella filosofia zen. Forza, universo e illuminazione: ciascun ensō è unico nel suo genere e rappresenta l’essenza stessa di chi lo disegna.

GATTO MANEKI NEKO: letteralmente “il gatto che chiama“. Si tratta di un amuleto portafortuna, sottoforma di statuetta di porcellana. In base al colore della statuetta sono diversi gli auspici augurati al possessore: il prototipo classico è di colore bianco con macchie nere e simboleggia la fortuna, senza particolari accezioni; se bianco, simboleggia la purezza; il maneki neko nero è portatore di buona salute e scaccia la negatività; quello dorato, è associato alla ricchezza e ai soldi; quello rosa è un buon auspicio in amore. La caratteristica zampetta alzata e ondeggiante è correlata ad una leggenda popolare secondo la quale un personaggio illustre passeggia di fianco ad un gattino che, vedendolo, lo saluta. L’uomo, incuriosito, decide di avvicinarsi ulteriormente al gatto e cambiando il proprio percorso, riesce a scansare una trappola. Dunque, a partire da tale aneddoto, si diffonde la convinzione che il maneki neko porti fortuna. 

KOIMANU: si tratta di statue in pietra con le sembianze a metà tra un leone e un cane. Essi sono posti all’ingresso dei santuari shintoisti oppure al di fuori dei templi buddhisti. Tali simboli giapponesi impersonificano la funzione dei guardiani che respingono il male e sono tra i più diffusi in tutto il Sol levante.

FIORE DI CILIEGIO- SAKURA: simbolo della caducità della vita, il sakura fiorisce in pochi giorni e questa peculiarità rappresenta la brevità della vita. Tra l’altro, i ciliegi attirano moltissimi turisti provenienti da tutto il mondo, che si recano in Giappone  in specifici periodi dell’anno, per assistere alla fioritura. 

CRISANTEMO: simbolo della casata imperiale, è uno dei fiori più amati dai giapponesi. Contrariamente alla concezione che  si ha del crisantemo nel Bel Paese (fiore associato alle onoranze funebri), in Giappone rappresenta l’immortalità, la longevità e addirittura il ringiovanimento. É usanza nel giorno del crisantemo (9 settembre) strofinare sulla pelle un tessuto imbevuto della sua linfa per conservare la giovinezza.

DARUMA: tra i simboli giapponesi più celebri, il daruma è una figura votiva, sprovvista di gambe e braccia. Esso rappresenta il Bodhidharma, fondatore della tradizione zen del Buddhismo, è un talismano portafortuna, sinonimo di perseveranza.

Fonte immagine di copertina: Pixabay

 

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