Il tempo di mezzo di Federica Marangio: la nostra recensione

Lo scorso settembre è stato pubblicato “Il tempo di mezzo” della scrittrice e giornalista Federica Marangio (Les Flâneurs Edizioni, Collana Bohemien). “Il tempo di mezzo” è la storia di una giornalista colta, simpatica, innamorata della vita e della sua famiglia ma che ha vissuto un grave lutto da ragazzina e con il quale, ancora a quarant’anni, si trova a  fare i conti. Una bella storia, ben scritta, ambientata tra Napoli, l’Olanda, passando per Pisa, la California e la Spagna. 

Federica Marangio, l’autrice de “Il tempo di mezzo”, ha pubblicato anche La cicatrice (2015), il suo romanzo d’esordio e Io più di te, l’amore è un’addizione (2018) per Falco Editore. Perfettamente bilingue (italiano/inglese), conosce anche lo spagnolo e l’olandese; è giornalista e si occupa di sanità per la redazione di Taranto della Gazzetta del Mezzogiorno

Il tempo di mezzo- la sinossi

Beatrice Rossini è una giornalista di Napoli. Vive a Pisa con suo marito Guglielmo ma ha deciso di sciogliere i “nodi” del passato, ora che ha quarant’anni: va in Olanda per inseguire una “traccia” che suo padre le ha lasciato prima di morire, suicida. Complice un viaggio di lavoro di Guglielmo in California e non ostacolata da un lavoro che può svolgere anche a distanza, Beatrice prende armi e bagagli e fitta un appartamento in Olanda. Da lì, segue le tracce lasciate dal padre che la conducono in un polveroso negozio di antiquariato che farà da anticamera ad una serie di esperienze che si troverà a vivere: Beatrice incontrerà amiche nuove e passate e, suo malgrado, si imbatterà nei segreti di famiglia che emergeranno impetuosamente e improvvisamente, e, con i quali dovrà fare i conti. “Il tempo di mezzo” è quello in cui Beatrice sta vivendo: da lei inteso come “il tempo che intercorre tra le decisioni prese e il loro avvenire nella realtà“. 

“C’è un tempo esatto, quello di mezzo, che è il più dispettoso. Può durare un attimo o un’eternità, ma ciò che accade in quel frangente non dipende più da te”

Molto carina è la descrizione di questo universo femminile rappresentato da Beatrice e le altre donne, a cominciare dalla madre Rosa, donna napoletana semplice e pragmatica, alla zia Lucia, confidente di Beatrice da quando era bambina, alle sorelle gemelle istrioniche che hanno un ristorante in Spagna, alle tante amiche di Beatrice, vecchie e nuove, come Marijke, affetta da una disabilità a la tedesca Tatjana passando per Anna Benedetta, la sua migliore amica, terminando con la sua affezionatissima gatta, battezzata Rosetta Gatta. 

“Il tempo di mezzo”, la cui prefazione è stata elaborata da Catena Fiorello, è un romanzo ben scritto e piacevole da leggere, talvolta dispersivo e/o semplicistico in alcuni punti della trama. Molto carina l’idea di inserire un QR Code dal quale è possibile ascoltare una playlist pensata appositamente per il romanzo.

 

Fonte immagine: Ufficio Stampa

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A proposito di Rita Giordano

Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e mi occupo di progettazione sociale per il No Profit. Mi definisco curiosa e appassionata verso l’arte in tutte le sue forme: amo scrivere, dipingere ma soprattutto leggere, tanto da andare in astinenza se non leggo per più di un una settimana. Ho collaborato con varie riviste specializzate (Storie, Cevitasumarte, Guerra e Pace, Eco delle città).

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