La bibliotecaria di New York | Recensione

La bibliotecaria di New York: Recensione

La bibliotecaria di New York è un libro delle autrici Marie Benedict e Victoria Christopher Murray edito da Newton Compton.

La bibliotecaria di New York: la trama

«A soli vent’anni, Belle da Costa Greene viene assunta da J.P. Morgan, tra i più ricchi finanzieri al mondo, per curare la collezione d manoscritti, libri rari e opere d’arte di proprietà del magnate. In poco tempo Belle diventa un punto di riferimento dell’alta società newyorkese e una delle figure più influenti nel mondo dell’arte e della cultura. Fama e gloria caratterizzano ciò che fa, ma Belle in realtà ha un segreto da proteggere assolutamente…»

Un libro avvincente e dinamico, estremamente dettagliato, che tiene compagnia al lettore in modo semplice e dolce al tempo stesso.
Il tema trattato in apparenza semplice, in realtà si “colora” di tante piccole sfumature, dando vita a vere e proprie riflessioni su un tema importantissimo, il razzismo.
Belle è una donna coraggiosa, che riesce a custodire un segreto importante, soprattutto nell’ambito di una società che probabilmente non è abituata ad affrontare determinati temi. C’è una forte delicatezza nel comportamento e nell’attitudine del personaggio centrale di tale romanzo.
La bibliotecaria di New York sottolinea, grazie ad una scrittura accessibile a tutti, senza troppi fronzoli, una trionfante moralità e lo fa attraverso una serie di concomitanze e coincidenze. Proprio grazie a questa molteplicità di elementi, viene fuori una storia affascinante, romanzata ma dall’identità storica.

La bibliotecaria di New York: la “storia nella storia”

All’interno della narrazione è come se Belle, non intenzionata a rivelare il proprio segreto, decidesse di guardare al futuro interpretando la realtà nella quale lavora floridamente. Ogni capitolo de La bibliotecaria di New York emoziona e dona delle suggestioni che fanno vibrare il cuore di chi legge.
Non una storia qualsiasi, ma un susseguirsi di tasselli che procedono in modo analitico e oggettivo, senza tralasciare nessun dettaglio.

Una trama bella ed interessante e che sa affascinare; il lettore potrà dare diversi significati ed interpretazioni al romanzo, grazie alle caratteristiche che contraddistinguono la protagonista ed anche le situazioni (sociali, lavorative e culturali) all’interno delle quali si muove.

Il romanzo edito da Newton Compton si “colora” di un significato unitario, confluendo in quella che si può definire una vera e propria analisi sociale, romanzata e resa dinamica da una scrittura fortemente densa e pullulante di tessere personali mescolate alla realtà, non sempre facile da affrontare.

Trattare di determinati temi non è facile, ma in questo caso, chi legge percepisce una varietà di significati ed input diversi, attualizzandolo e mettendolo a confronto con tutto ciò che caratterizza oggi la società. 

La bibliotecaria di New York permette di volgere lo sguardo al passato, senza trascurare l’aspetto storico, portando con sé il segreto che la protagonista decide di non rivelare, quasi facendolo proprio. Una storia raccontata secondo diverse angolature, fluidamente intense, tra scenari passati, ingiustizie storiche, vissuti personali, sentimentali e scene di vita quotidiana.

 

Immagine in evidenza: Newton Compton Editori

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