Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Billy

La Corsa di Billy: un romanzo per chi ha coscienza

La Corsa di Billy è uno di quei libri capaci di porre interrogativi continui, uno di quei libri che ad ogni pagina fanno maturano nello spirito un’idea o un sentimento, che lasciano quasi increduli per la maestria con cui è trattato un argomento difficile, dispiaciuti per non averne letto prima, affinché ci potessero rendere desiderosi di cambiamento come i suoi protagonisti che lottano con tenacia contro una realtà che si oppone ai sentimenti veri.

Non a caso La corsa di Billy è stato pubblicato dalla Fazi Editore che ha già portato alla rinascita un romanzo del 1974 scritto da Patricia Nell Warren, che il New York Times  ha definito “la più grande storia d’amore gay mai narrata”: la Fazi Editore è una casa editrice eccezionale per il suo meraviglioso e rivoluzionario lavoro di ristampa di romanzi del XX secolo spesso poco noti, per l’impegno profuso nel riportare a  nuova luce testi del passato, donando loro una nuova giovinezza e un successo che spesso ai tempi della pubblicazione non avevano conosciuto così intensamente.

La corsa di Billy è un grande romanzo d’amore, d’amore omosessuale, ma questa precisazione diventa assolutamente superflua al Lettore: una storia d’amore di tale profondità, dolcezza e disperazione  – si tratti di un amore tra due uomini, tra due donne, tra un uomo e una donna, tra due giovani, tra due adulti, tra un giovane e un adulto – non ha bisogno classificazioni o definizioni di sorta. I personaggi si muovono come indistinti, acquistano valore per la loro essenza, per ciò che rappresentano, per ciò che vogliono comunicare: e ciò che viene comunicato è una storia di coraggio estremo.

Per un solo aspetto però diventa rilevante il fatto che si tratti di un amore gay: dal momento che La Corsa di Billy è stato pubblicato per la prima volta nel 1974  e fu scritto per dare risalto a un movimento di protesta che nacque all’interno del mondo gay quando le autorità sportive internazionali non vollero far partire tre validissimi atleti per le loro Olimpiadi a causa della loro omosessualità. Sul retro di copertina si legge “È un romanzo che dovrebbero leggere tutti coloro che hanno una coscienza politica: è vero, perché questo libro esplora piani diversi della Morale, della Politica di ognuno, della coscienza, dell’Etica.

La vita di Horlan Brown, ex atleta e ora promettente allenatore, ha toccato il fondo quando uno studente ha messo in giro voci false su relazioni che avrebbe intrecciato con gli studenti. Horlan ha sempre vissuto la sua omosessualità in maniera tormentata, cercando di reprimerla, vergognandosene talvolta, non capendola forse. Cresciuto in una famiglia fervente cattolica, è stato educato ad una ferrea disciplina, è entrato nei Marines, ha sposato una donna e ha avuto da lei due figli. Fin quando, stanco di mentire alla società e a se stesso, ha scoperto una nuova vita nel College di Prescott, famoso per la libertà di pensiero, e ha iniziato ad allenare la squadra di atletica. La sua vita subisce una nuova scossa quando si presentano nel suo ufficio tre giovani promesse, cacciate dallOregon University per la loro omosessualità, che ora gli chiedono di allenarle in vista delle Olimpiadi di Montreal. I tre regazzi sono pieni di talento e ambiscono a partecipare alla competizione olimpica con ottime possibilità di aggiudicarsi una medaglia: prenderli con sé significa accrescere la popolarità del suo college e lanciare anche un importante segnale nel mondo dello sport a favore dell’omosessualità del tipo Noi ci siamo e guardate dove possiamo arrivare”.
Tra i tre atleti Horlan resta profondamente colpito da Billy, ragazzo sensibile, flemmatico, ambizioso. In lui rivede se stesso e il suo coraggio. Con lui scopre quell’amore che sempre gli è stato negato. I due si innamorano perdutamente e iniziano insieme un percorso in salita, esposti alle voci e ai pettegolezzi della folla meschina. Un giovane atleta gay che lotta per una medaglia alle Olimpiadi di Montreal  è una notizia che fa scalpore, che quasi spaventa i benpensanti, gli inetti, quelli che forse non hanno mai vissuto. La storia d’amore tra un allenatore e il suo ragazzo è una cosa che spaventa quelli che forse non hanno amato mai… E alla fine Horlan sarà chiamato a prendere la decisione più difficile.

La Corsa di Billy: un’analisi a più livelli della coscienza umana e universale

La Corsa di Billy è un romanzo quasi psicologico perché disegna un quadro eccelso dell’universo maschile, scavando nei suoi cliché, abbattendoli, andando a fondo e portando a galla le pulsioni e i sentimenti comuni.
È un viaggio nella sessualità e nell’ammissione della omosessualità che è una presa di coscienza difficile, tormentata, radicata nel contesto storico e sociale dell’America degli anni ’50, dove il puritanesimo, il conservatorismo, l’educazione religiosa ricevuta determinavano un certo prototipo di maschio, di doveri, di famiglia e di sesso e avevano il loro peso nel gettare il seme della colpa e della vergogna.
La corsa di Billy è anche un romanzo sulla ricerca dell’identità, che una volta trovata lotta per affermare i suoi diritti: i diritti della comunità gay degli anni ’60, che tra cortei, manifestazioni, rivoluzioni bloccate a colpi di manganelli dalle forze dell’ordine cerca di affermare se stessa; una comunità che vuole fare parte di una società che così forte sente il senso del dovere, dell’onore e della patria, che vuole coltivare il suo rapporto d’amore con Dio, trovare la pace, trovare la sua collocazione come tutti gli uomini.

C’è un ritratto profondo della società americana del dopoguerra con il suo puritanesimo, il fenomeno hippie di protesta, il conservatorismo delle zone rocciose del Kentucky.
In essa assistiamo al percorso di crescita di un uomo che mette in dubbio i suoi valori, i suoi ideali, in una disperata ricerca interiore e in una lotta continua con una società deumanizzata, carica di pregiudizio dove un’omosessualità latente può essere vissuta solo in segreto, non può manifestarsi alla luce del sole, è bistrattata, condannata.

Viene allora da chiedersi se tale società accusatrice sia così diversa da quella attuale, in cui le persone gay camminano, si baciano, si dichiarano alla luce del sole, addirittura in tv, ma spesso devono giustificarsi perché ancora si insinua il seme del sospetto.

La Corsa di Billy è un romanzo sullo sport e sull’ambizione, sullo sport che diventa strumento di riscatto, possibilità di rivalsa, modo per fare sentire la propria voce a un mondo spesso sordo e distratto.
La Corsa di Billy è un romanzo sui sogni, sulla ricerca di felicità e sulla ricerca di sé, che è universale e interessa tutti gli esseri umani, uomini o donne che siano. È in fondo il tratto caratteristico dell’umanità, ciò che ci fa riconoscere fratelli, la ricerca di qualcosa e la perseveranza che mettiamo per ottenerlo.
Non ultimo è un romanzo sul dolore che matura prima a livello introspettivo con la presa di coscienza, la consapevolezza, l’individualità e poi esplode in una società bigotta e superficiale che viene descritta in tutte le sue meschinità, avidità di guadagno e sensibilità mancata.
Ma anche dolore che può essere medicina e voglia di riscatto. Che passa attraverso la porta dell’amore che rinvigorisce tutti e rende possibile credere nel bello e lottare per ottenerlo contro ogni ostilità.

Print Friendly, PDF & Email